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Posts Tagged ‘complottisti’

Quando nei giorni scorsi avete letto dello stupro di gruppo subito da una 15enne a Bari (cinque aggressori, un solo maggiorenne) vi siete chiesti chi ha spiegato a questi giovani maschi cos’è il sesso e come farlo? Io sì.

In primo luogo la pornografia.

Stante il facilissimo accesso a quella online essa è diventata una delle forme principali di “educazione sessuale” per le nuove generazioni. Quel che vedono e a cui si abituano è un contesto in cui non vi è consenso, rispetto o piacere reciproco, ne’ sicurezza. Lo scenario prevede maschi aggressivi totalmente in carico dell’iniziativa e dei suoi sviluppi, legittimati a usare i corpi delle donne in ogni modo loro aggradi coprendoli nel contempo di una valanga di insulti: schiaffi, pugni, calci, strangolamenti, penetrazioni così violente da causare lacerazioni ecc. sono ingredienti comuni della pornografia cosiddetta “mainstream”, cioè la maggioranza della pornografia prodotta e accessibile. Le donne che subiscono questi assalti recitano passività e/o godimento, di modo da indurre nello spettatore il concetto che alle “cagne” piace da morire essere umiliate, picchiate e “sfondate” sino a dover ricorrere alla chirurgia per ricostruire ani e vagine. Ad essere resa “erotica” è la violenza contro le donne, non c’è modo di girarci intorno blaterando che sono tutte fantasie – le donne che vedete brutalizzate nella pornografia sono reali e soffrono danni reali. Le ragazze e le donne con cui partner maschi vogliono copiare gli scenari suddetti anche.

In secondo luogo l’attitudine socio-culturale che il nostro paese riserva alle donne.

Qualsiasi età abbiano, dalla pupattola alla vecchietta; qualsiasi cosa facciano, dalla pulitrice alla ministra; qualsiasi opinione abbiano e rendano pubblica; qualsiasi talento mostrino; di qualsiasi vicenda siano protagoniste; stiano sul podio come vincitrici di medaglie olimpiche o in una cassa di legno perché ammazzate dal marito/fidanzato “geloso” – la narrazione comincia, finisce e ruota attorno alla loro appetibilità sessuale. Bella – bella – bella, scollature spacchi e tacchi, tanga e bikini, o brutta – brutta – brutta, aggettivo spesso meglio specificato come “non scopabile”.

In terzo luogo il reiterare nei confronti delle donne ogni stereotipo sessista ripescabile da un barile puzzolente vecchio migliaia di anni.

Magari i ragazzini si sentono moderni e trasgressivi a ripetere che le donne sono stupide e inferiori, forse credono di dire una gran novità (o addirittura una “verità scomoda”), ma si tratta di un assunto patriarcale più decrepito dei loro bisnonni, smentito costantemente dalla Storia e falso come le immagini create con Photoshop su cui si fanno le pippe.

In quarto luogo gli adulti maschi loro modelli di riferimento, che sono troppo spesso una manica di stronzi.

L’affascinante attore che picchia la moglie, il grande atleta che ammazza la compagna, i fratelli maggiori che maltrattano fidanzate e quando costoro diventano “ex” postano le loro foto di nudo su Facebook – per “vendetta”, dicono, ma è soprattutto il riconoscimento dei loro pari che desiderano: guardate che gnocca ho trombato, amici, adesso che non vuole darmela più io la getto a voi come carne andata a male a un branco di cani sbavanti.

Non è che scuola e famiglie offrano agli adolescenti molte alternative, lo so. Quello che mi stupisce è che, per esempio, parecchi dei loro genitori e parecchi di loro stessi sono pronti a dubitare di tutto quel (poco) che hanno imparato a scuola. Possono sostenere che l’Olocausto non è mai avvenuto, l’allunaggio nel 1969 nemmeno, i rettiliani e le sirene esistono e recitando delle sequenze numeriche o degli incantesimi in latinorum si guarisce da ogni tipo di malattia e si vincono lotterie… perché l’hanno visto su internet. L’unica cosa di cui non dubitano mai è questa: le donne sono tutte troie e si meritano ogni singola schifezza sia loro inflitta. Be’, non è che internet dica loro molto di diverso, vero?

Maria G. Di Rienzo

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Claudia su internet: “Bimbo celiaco tre anni, a casa vegetariano, alla materna no. Sei mesi fa al controllo mi avevano dato integratore di ferro (credo si chiamasse Sideral gocce) perché molto basso. Io naturalmente non gliel’ho mai dato. Ora abbiamo questi valori: ferro 49, transferrina 294, ferritina 16,46. ancora basso. Che faccio?”

Risponde Roberta con foto di vasetto: “Nutella veg” (I brani sono riportati integralmente, senza correzioni su maiuscole ecc.)

Bimbo celiaco: ciò significa che già ha difficoltà ad assorbire le sostanze nutritive per l’atrofia dei villi che rivestono l’intestino tenue: è la reazione infiammatoria all’esposizione alla gliadina, proteina del glutine presente nel grano, e a proteine simili che si trovano in orzo e segale, che contraddistingue la celiachia. L’alimentazione vegetariana non è indicata per chi abbia scompensi di ferro e quindi la necessità di adeguamento proporzionale degli introiti, perché in questi soggetti essa stessa tende a produrne (noi umani esauriamo le scorte di ferro fetali a 4-6 mesi d’età, dopo dobbiamo arrangiarci): quando le perdite di ferro sono superiori agli introiti il soggetto diventa anemico – è la cosiddetta anemia “sideropenica” che una mia simpaticissima amica e collega-blogger conosce bene, poi c’è quella “megaloblastica” causata dal malassorbimento delle vitamine B9 (acido folico) e B12.

Id est: questa madre non si sta preoccupando di tutelare il figlioletto delle malefatte delle case farmaceutiche – che ci sono e sono ingiustificabili -, ne sta peggiorando lo stato di salute per seguire le sue eroiche fantasie di “furba” che ha smascherato il bieco sistema. La sodale che le mostra la Nutella dei Miracoli è altrettanto squinternata, a dir poco. Perché? Perché del ferro di origine vegetale l’organismo assorbe meno del 5% e nemmeno ingozzando il povero bimbo di Nutella normale (o veg al triplo del costo), più ceci e fagioli (ometto gli spinaci perché la maggior parte del ferro in essi contenuto va disperso a causa dei composti di coordinazione che si formano) si riuscirà a bilanciare lo scompenso.

Il ferro viene assorbito a livello del duodeno. Gli alimenti vegetali contengono solo ferro non eme, di più difficile assorbimento, con il ferro legato all’eme l’assorbimento è più facile. L’eme, o ematina, è un complesso chimico contenente un atomo di ferro: deve la sua importanza al fatto che può legare l’ossigeno, sia in forma molecolare sia in altri composti, proprio grazie all’atomo di ferro. Lo utilizza per trasportare elettroni nella catena respiratoria e per ridurre specie reattive dell’ossigeno (catalasi e perossidasi), lo trasporta nel sangue (emoglobina) o lo immagazzina nei muscoli (mioglobina).

Voglio dire: la medicina non l’ha inventata Big Pharma. Molti dei suoi composti di sintesi sono basati sull’erboristeria. Come tutte le scienze umane ha i suoi limiti e i suoi difetti, come per tutti i manufatti umani alcuni dei suoi prodotti (medicine) sono inutili e alcuni sono persino dannosi – e quando fanno troppo danno li ritirano dal mercato, ma questo non significa che qualsiasi altra cosa con l’etichetta “alternativa” diventi in virtù di ciò super-efficace, magica, straordinaria e non discutibile: anch’essa ha per forza limiti e difetti.

Non dare il ferro medicinale al bambino per “principio” è un’enorme stronzata e un danno per il piccolo che non può assorbirne abbastanza in altro modo. Forse Claudia è stata tratta in inganno dal nome commerciale, ma “Sideral gocce” non lo fanno i rettiliani nello spazio siderale per conto del Nuovo Ordine Mondiale, fra una scia chimica e l’altra: síderos, in greco, significa ferro. Maria G. Di Rienzo

E' una fatina di ferro, qui sta bene

E’ una fatina di ferro, qui sta bene

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Congratulazioni, cittadini lombardi! Il 6 ottobre è apparsa sulla stampa la notizia che il vostro Consiglio regionale (come in Veneto) ha approvato una mozione della Lega Nord diretta a “contrastare la diffusione della teoria gender nelle scuole lombarde”, cioè a dare inizio alla lotta per eliminare qualcosa CHE NON ESISTE.

genio

(Il furbo genio leghista)

Un tale esempio di buon governo del territorio – i soldi con cui pagate i Consiglieri regionali sono senz’altro spesi bene! – dovrebbe espandersi con effetto virtuoso ad ogni altro settore che regoli la vita della cittadinanza, tipo:

Nuova norma del Codice Penale, TITOLO I – Misure cautelari personali, Capo II – Misure coercitive.

Articolo 466 del 6 ottobre 2015.

Divieto di avvicinamento per i fantasmi ai luoghi frequentati da persone impressionabili.

1. Con il provvedimento che dispone il divieto il giudice prescrive al fantasma (o spettro o larva) di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona sensibile, ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona stessa.

2. Il provvidimento comporta inoltre l’espresso divieto al fantasma di trascinare catene, di smontare la propria testa per infilarla sotto il braccio, di produrre ululati – gemiti – sospiri nel cuore della notte, di apparire a terzi congiunti della persona impressionabile o con questa conviventi, animali domestici compresi.

3. Quando la frequentazione dei luoghi di cui al comma 1 sia necessaria al fantasma per motivi di lavoro (ad esempio la presenza a programmi televisivi sull’occultismo) ovvero per esigenze abitative (come il ritorno all’alba alla propria tomba o loculo cimiteriale) il giudice prescrive le relative modalità e limitazioni.

“Nuovo codice della strada”, decreto legislativo 6 ottobre 2015 n. 363.

Titolo II – Norme di comportamento.

Art. 45. Divieto di fermata e di sosta dei veicoli sulla Luna.

La fermata e la sosta sono vietate in corrispondenza o in prossimità delle depressioni circolari (“circhi” o “anfiteatri”) i cui diametri misurino da 100 a oltre 200 Km.: sia perché la vicinanza potrebbe intralciare le troupe di artisti lunari al lavoro al loro interno sia perché se ci cadete dentro, causa i bastioni ripidi di solito presenti verso la parte interna, potreste ammaccare la carrozzeria del vostro veicolo, procurarvi lesioni temporanee o permanenti, danneggiare delle rocce di interesse geologico e morire – non necessariamente in quest’ordine.

driving on the moon

Deliberazione della Giunta Comunale di Babbeia n. 490 del 6 ottobre 2015

Norme per l’allevamento e la commercializzazione dei folletti comunali (di altezza massima 50 cm.).

Raccomandazioni:

1) assegnare priorità ai folletti benevoli che svolgono lavori domestici e a quelli che sono custodi distratti di pignatte d’oro;

2) i suddetti devono diventare basilari garantendo al contempo l’offerta di un’ampia gamma di folletti, ma evitando accuratamente le tipologie “Basadone” e “Ammutandori” che tendono a far dispetti alle donne e a diventare Presidenti del Consiglio;

3) per la fornitura di folletti a famiglie e scuole deve essere data precedenza alle Associazioni autorizzate dal Comune in grado di certificarne la qualità, la provenienza e la sicurezza sanitaria;

4) occorre garantire che i folletti offerti, oltre a essere di qualità, siano anche al punto giusto di maturazione per organizzare burle innocue dirette ai giovani consumatori e molestie più intense ai gruppi di opposizione in Comune.

Ora che il modus operandi è chiaro, forza legislatori! C’è un’intera gamma di settori (“scie chimiche”, “vaccini assassini”, “complotti NWO”) che necessita il vostro illuminato intervento e altre clamorose figure da chiodi.

Maria G. Di Rienzo

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“Internet ha avuto inizio come un bastione della libera espressione. Ha incoraggiato un maggiore coinvolgimento e idee diverse. Con il tempo, tuttavia, questa apertura ha abilitato la persecuzione di persone per i loro punti di vista, le loro esperienze, la loro apparenza o i loro retroscena demografici. Bilanciare la libera espressione con la privacy e la protezione dei partecipanti è sempre stata una sfida per le piattaforme dal contenuto aperto su internet. Ma l’atto del bilanciamento sta diventando sempre più difficile. I troll stanno vincendo. A darmi speranza è il potere che l’umanità ha di sconfiggere l’odio. Faccio il tifo per gli esseri umani contro i troll. So che possiamo farcela.” Ellen Pao, ex direttrice generale di Reddit, dimessasi dalla carica dopo quella che è stata definita “una delle più vaste aggressioni via internet della storia”, 16 luglio 2015

“La triste ironia è che i molestatori online abusano della forza fondamentale di internet come potente mezzo di comunicazione per amplificare e coordinare le loro azioni e intimidire e silenziare effettivamente gli altri.” Electronic Frontier Foundation, gennaio 2015

In Italia come va? A giudicare da quel che leggo online, male. Se ci aggiungo quel che vedo grazie al blog, peggio. Le teste di cocomero (marcio) che cercano schifezze del tipo “bambine incestuose”, “ragazze stuprate” ecc. (e vi risparmio i dettagli) sono una marea. Gli “insultatori” anche, come il tipo che digita “cicciona nera che fa yoga su repubblica” e viene qua tre volte a farmi vomitare: ehi, burino, Jessamyn è una donna grassa, grossa, larga – come preferisci nell’ambito del rispetto dovuto alla sua persona – che fa yoga, “cicciona nera” sarà la materia grezza e involuta contenuta nella tua cabeza. (Io ho ripostato alcune immagini di Jessamyn il 28 gennaio scorso e di recente La Repubblica ha scritto un articolo su di lei.)

the chariot - cristy road

Love and Respect, Queen Jess

Poi c’è la valanga di quelli che hanno scoperto “che è tutto un complotto”, che Plutone non esiste e che i respirariani vivono benissimo senza mangiare: le prove? Basta girare il web, chi vuole trovarle le trova! E tutt’e tre le categorie non riescono ad azzeccare una frase in italiano corretto che sia una.

Prestatemi orecchio, trollini ignoranti: poiché è abbastanza evidente che siete in possesso di mezzo neurone usato male, è possibile che un giorno dimentichiate – per esempio – il vostro nome. E naturalmente la prima cosa che farete sarà andare a cercarlo su Google: la carta d’identità è di sicuro un false flag, l’intestatario della bolletta Enel non potete essere voi perché mai vi pieghereste alle nefandezze del New World Order che controlla l’elettricità, e su vostra mamma non potete fare affidamento: sapete da anni che è un clone alieno messo in casa dai rettiliani per controllarvi, basta vedere come reagisce scompostamente alla presenza di topi in cantina, da vera ofide.

Solo internet può salvarvi e dirvi la verità! Ma, come abbiamo già specificato, con mezzo neurone malfunzionante è difficile usare i motori di ricerca. E io sono qui per aiutarvi.

Chi sono? Qual è il mio nome? Come mi chiamo? – niente di questo funzionerà. Al massimo finirete sul sito di qualche santone / guru / illuminato / geoingegnere o geometra che vi dirà solo come si chiama lui e quanti soldi vuole tramite paypal per avervi concesso il privilegio di saperlo. Allora, per scoprire chi siete, provate così:

“Cafone aggressivo e illetterato che abita a X” (X sta per il luogo in cui risiedete, non è una coordinata spaziale per Nibiru)

“Sessista imbecille analfabeta di ritorno domiciliato a Y” (come sopra, potete aggiungere X o Y alle seguenti)

“Odiatore di professione con diploma di 5^ elementare conseguito ad anni 18 dando mazzette alla maestra”

“Pornotossico assuefatto al disprezzo delle donne e affetto da coprolalia.”

“Pallone gonfiato laureato su YouTube, inquisitivo come un ravanello e educato come una discarica”…

Che c’è, troppi risultati? Eh, è proprio quello che dico anch’io. Troppi, siete. Maria G. Di Rienzo

miss piggy

La bellezza è nell’occhio di chi guarda. Può essere necessario, di tanto in tanto, fare nero l’occhio di chi guarda essendo stupido o male informato.

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“Noi nelle scuole abbiamo ancore le aule! Le aule! Le aule! Andate a vedere le scuole in Norvegia, in Olanda, in Danimarca, in Germania, non ci sono più le aule! Ci sono spazi aperti, dove non c’è più neanche il libro, c’è l’iPad…”: queste frasi di Beppe Grillo (del 22 giugno 2015) sono state citate a destra e a manca nei giorni successivi.

E’ chiaro, si tratta di un attacco diffamante ad orologeria ordito da zombies che usano la macchina del fango contro gli unici veri difensori del popolo italiano, gli M5s e il loro leader maximo. Perché prima di giudicare il passo riportato dovreste contestualizzarlo e leggere tutto il discorso – e se poi ancora non siete d’accordo vuol dire che vi paga Rothschild.

Comunque, ecco qui quel che i media di stato servi dei massoni e dei rettiliani non vi hanno detto, ecco il testo mancante!

“Spazi aperti, capito, in mezzo alla natura con il tuo tablet e lo smartphone alimentati da una quercia! Al massimo ti casca in testa qualche “schitto” di uccellino (poi ti lavi con la biowashball, non c’è problema), non l’intero soffitto come ad Ostuni! In Norvegia, in Olanda, in Danimarca, in Germania, i soffitti delle scuole non possono cadere, perché non ci sono aule e quindi non ci sono soffitti! Semplicissimo, certo, ma dove mettiamo BigPharma, la lobby dei cerottari e quella degli ingessatori che guadagnano miliardi riparandoci i bambini smazzoccati dal crollo dei soffitti, eh? Eh?!

Noi abbiamo ancora l’ingerenza dello stato nelle scuole! Lo stato! Ci sono scuole “statali”, è una vergogna, fanno il lavaggio del cervello ai nostri figli, buttano via i nostri soldi, scuole che non servono a un cazzo! E allora? E allora basta con i finanziamenti pubblici, me-ri-to-cra-zia, metti le scuole sul mercato, se si guadagnano uno sponsor bene, se no vaffancuuuloooo!

Noi nelle scuole abbiamo ancora gli insegnanti! Gli insegnanti! E’ pazzesco! Qua il primo che passa con una laurea può avere in mano i nostri figli, indottrinarli, omosessualizzarli con il gender, ibridarli con gli immigrati rumeni! In Norvegia, in Olanda, in Danimarca, in Germania, non ci sono più gli insegnanti. I ragazzi partecipano invece a consultazioni online, tipo: cosa vuoi imparare oggi fra queste tre offerte? Scienza – Scie chimiche; Educazione civica – Cosa faresti con la Boldrini in macchina; Economia: Signoraggio fruttariano sostenibile. (Italiano? No, l’Italiano no, in Italia non lo parla più nessuno, non fa rete e non è previsto nelle profezie di Casaleggio.) Gli studenti votano, capito, scelgono! Uno vale uno! Poi decide lo sponsor della scuola, proprietario del marchio.

Noi nelle scuole abbiamo ancora i bidelli! Non so se rendo l’idea! I bidelli! Controllati dai poteri forti, sindacalizzati, indemoniati, avidissimi! Andate a vedere le scuole in Norvegia, in Olanda, in Danimarca, in Germania, non ci sono più i bidelli, ci sono servomeccanismi replicabili con stampante 3D, connessi ad internet, che fanno tutto e funzionano con tutto! Li alimenti con acqua diamante, aceto di mele, sangue di sindacalisti, e addio Bilderberg, vaffancuuuloooo!” Maria G. Di Rienzo

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Domani 20 giugno, leggo, si terrà una manifestazione a Roma per difendere i bambini da qualcosa che non esiste: l’ideologia gender (genere) nelle scuole. Il concetto di genere, purtroppo, nelle scuole italiane non c’è ancora entrato e anche per questo si può turlupinare gente dal fioco lume con la stronzata dell’ideologia gender. Il genere non è un’ideologia, è un criterio di analisi che parte dalla differenza sessuale fra uomini e donne e analizza i modi in cui i loro ruoli sono socialmente costruiti. A cosa serve? A trattare donne, uomini, bambine e bambini con meno violenza, a garantire e rispettare i loro diritti umani, ad avere giustizia.

Ora, io posso ripetere la pura e semplice realtà delle cose sino a sgolarmi, ma ho scarsa audience e nessuno mi paga. Le persone che sto per nominare, invece, le pago io – assieme al resto della popolazione italiana, perciò:

se l’On. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità, non ha niente da dire al proposito, io voglio ad esempio sapere cosa ci faceva al FORUM SUL FUTURO DELL’EGUAGLIANZA DI GENERE tenutosi a Bruxelles (Belgio) il 20 e 21 aprile scorsi. (Emma Bonino ha inviato un video-messaggio al Forum: se sta un po’ meglio, ha qualcosa da dire?)

Presieduto da Věra Jourová, Commissaria europea per la giustizia, la tutela dei consumatori e l’eguaglianza di genere il Forum partiva con questa premessa: “Le proiezioni stimano che, al tasso attuale di cambiamento, ci vorranno almeno trent’anni per raggiungere l’obiettivo del 75% di donne con un impiego in Europa, oltre 70 per far diventare l’eguaglianza salariale realtà, oltre vent’anni per raggiungere un bilanciamento di GENERE nei consigli d’amministrazione delle più grandi compagnie quotate in borsa e almeno 40 anni per assicurare che il lavoro domestico sia equamente diviso fra donne e uomini.”

Sui dieci seminari previsti per la prima giornata, sette contenevano nel titolo la parola GENERE. Durante la seconda giornata il lavoro era concentrato sul “Costruire il prossimo livello della politica di GENERE europea” eccetera.

Perché, se l’On. Giovanna Martelli non apre bocca per spiegare cos’è il GENERE e difendere le istanze relative, io vedo solo due motivazioni possibili: 1) nonostante la partecipazione ad eventi internazionali non ha ancora fatto mente locale sul significato del termine e quindi non lo spiega perché non lo sa; 2) parlare potrebbe essere disagevole, compromissorio, disturbante per il signore che è tenuta a consigliare in materia di pari opportunità.

Forse, allora, potrebbero dire qualcosa al proposito il Ministro Paolo Gentiloni e i direttori e vice direttori coinvolti nel Programma di Cooperazione FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura)/Italia tramite la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo: Giampaolo Cantini, Fabio Cassese e Luca Maestripieri. Perché? Semplicemente perché la FAO dichiara di avere una politica di GENERE: “L’eguaglianza di GENERE è centrale per il mandato della FAO di raggiungere sicurezza alimentare per tutti innalzando i livelli di nutrizione, migliorando la produttività agricola e il maneggio delle risorse naturali, e migliorando le vite delle popolazioni rurali. L’eguaglianza di GENERE non è solo un mezzo essenziale con cui la FAO può eseguire il suo mandato, è anche un fondamentale diritto umano.” (2013)

Se nemmeno costoro aprono bocca per spiegare cos’è il GENERE e difendere le istanze relative, credo che il motivo, qui, sia uno soltanto: non lo sanno (perché forse non leggono i protocolli che firmano).

Allora, dovrebbero poterci dire qualcosa la Ministra della Salute Beatrice Lorenzin e la Dott. Daniela Rodorigo, a capo della Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali, giacché sono in rapporto diretto con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha una politica di GENERE: “L’eguaglianza di GENERE fa bene alla salute. Nessuno dovrebbe ammalarsi o morire a causa della diseguaglianza di GENERE. (…) Gli Stati membri dell’OMS e gli accordi internazionali ribadiscono che le differenze (fra uomini e donne) devono essere riconosciute, analizzate e indirizzate tramite l’analisi di GENERE e azioni di GENERE. Senza la dovuta attenzione all’eguaglianza di GENERE i servizi sanitari, i programmi, le leggi e le politiche avranno effetti limitati.” (2010)

E se anche in questo caso ne’ la Ministra ne’ la Dottoressa intendono spiegare cos’è il GENERE e difendere le istanze relative, io sono incline a pensare che – come sopra – non sappiano di che si tratta e che – come sopra – l’attenzione ai protocolli che firmano sia un tantino superficiale.

Naturalmente, mai quanto gli analfabeti di ritorno che (persino pagati da vari portali) scrivono come “l’ideologia Gender gradualmente e silenziosamente sta diffondendosi nelle scuole (…) nelle scuole si stanno insinuando attività organizzate dalle lobby, volte a educare la mente dei bambini sottoponendoli ad esperienze sessuali delle quali i genitori sono tenuti all’oscuro. Queste attività vengono promosse sotto forma di progetti mirati a combattere i fenomeni delle discriminazioni e del bullismo ma in realtà mirano a realizzare dei programmi di sessualità e di affettività con il fine di consentire ai bambini di vivere esperienze nuove e capaci di mutarne il pensiero fin dall’età evolutiva.” Un’età cui l’autrice deve evidentemente ancora giungere: il suo pensiero è davvero involuto. D’altronde, è molto chiaro che Parlamento Europeo, FAO e OMS sono costituti da un branco di ideologi gender il cui fine è sottoporre i figli della signora confusa ad esperienze sessuali… Ok.

Il bollettino meteo, in occasione della manifestazione di domani contro il NULLA, prevede (citazione letterale) “risentimenti e rallentamenti al traffico”. Viva l’Italia, però io voglio emigrare. Maria G. Di Rienzo

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love story complottista

Cara Ragazza Innominata che sei il soggetto di questo testo,

non so se conosci l’espressione gergale “una pesca”: non si riferisce al frutto, ma ad un colpo di fortuna, tipo il “pescare” un premio notevole in una lotteria.

Il fatto che l’individuo autore del testo non voglia più rivederti è esattamente questo, una “pesca”.

Quando dici “Sto poco bene” a qualcuno che ti ama ed è sano di mente, costui ti risponderà chiedendo informazioni ulteriori e se può fare qualcosa per te, viceversa ti indicherà le “scie chimiche” nel cielo, citerà qualche testo “sacro” (religioso o laico che sia), o ti darà l’indirizzo di un esorcista.

Quando hai un’opinione fortemente contraria a quella di qualcuno che ti ama ed è sano di mente, costui ingaggerà una discussione civile quanto appassionata con te e qualora nessuno dei due convinca l’altro cercherà una mediazione o accetterà di essere “d’accordo sul disaccordo”, perché l’opinione in questione non è più importante della vostra relazione e su diecimila altre cose la pensate nella stessa maniera. Viceversa, ti insulterà e si augurerà che tu muoia. Nei casi di machismo più grave potrebbe anche metterti le mani addosso.

(Ci sono, ovvio, convincimenti correlati all’etica la cui profondità non ammette negoziazione, ma in quel caso è difficile che ci si metta insieme: io non potrei cominciare una storia con un/una nazista, un/una razzista non potrebbe stare con me e così via.)

Per cui, cara Ragazza Innominata, congratulazioni! Hai perso per strada qualcuno incapace di amarti e sei libera di guardarti intorno per trovare chi saprà farlo. E la famiglia che creerai non somiglierà a questa:

cappellini di stagnola

Con ogni augurio di felicità, Maria G. Di Rienzo

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