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Posts Tagged ‘salute’

cuor di cibo

Il mese scorso sono stati resi pubblici i risultati di una ricerca dell’Istituto australiano per la salute e il benessere, dal titolo “La nutrizione nei diversi stadi della vita”. Per quel che riguarda le donne, il rapporto nota che la loro necessità di ferro e calcio non è soddisfatta:

– nel gruppo di età fra i 14 e i 18 anni, nove ragazze su dieci non consumano abbastanza calcio e due su cinque non consumano abbastanza ferro;

– nel gruppo di età fra i 19 e i 50 anni, circa una donna su sette è carente di calcio e circa due su cinque sono carenti di ferro.

La mancanza di calcio si evolve spesso in osteoporosi e quella di ferro in anemia – malattie che colpiscono le femmine più dei maschi. Sembra che una grossa responsabilità la abbiano le diete che si consiglia assiduamente alle donne di seguire per perdere peso.

La professoressa Clare Collins, docente di Scienze della salute all’Università di Newcastle, dice che le donne più giovani possono non essere consapevoli di avere necessità di livelli di ferro più alti in quel che mangiano: “Una delle prime cose da sapere che è la richiesta di ferro è davvero molto alta (fra i 14 e i 50 anni) a causa delle perdite mestruali e perché si tratta degli anni in cui si può concepire. Le giovani soprattutto sono interessate a perdere peso e se guardano unicamente alla lista delle chilocalorie fanno ragionamenti del tipo Guarda quante chilocalorie nella carne, non la mangio più e riduco le mie.” Ma i corpi non funzionano come ci suggerisce la pubblicità, con calorie immesse / calorie bruciate.

Collins riconosce che la scelta di non consumare carne può essere etica per le donne vegetariane e vegane, a cui suggerisce di fortificare la propria dieta con calcio e di consumare legumi e lenticchie assieme alla vitamina C, che aumenta l’assorbimento del ferro contenuto in tali alimenti.

Un secondo commento viene dalla psicologa Leanne Cooper, fondatrice del “Cadence College of Nutrition and Health Coaching” di Sidney, che dopo aver sottolineato il ruolo giocato da media e social media nella faccenda dice: “La nutrizione è diventata molto di moda. Le donne tendono a consumare i cibi “leggeri” (ndt. nel senso che creano carenze) e ciò è direttamente collegato all’immagine corporea, dove avere qualche chilo in più va bene per gli uomini, ma non per le donne.” Come volevasi dimostrare. L’altra carenza, per le donne, è quella di opzioni diverse dal tentare di somigliare ai manichini anoressici che vedono nelle vetrine.

Maria G. Di Rienzo

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La notizia è rimbalzata qua e là alla fine di ottobre: un ginecologo statunitense che ha pitturato di porpora la vagina di una donna senza che lei ne sapesse niente – per scherzo, che male c’è! – se l’è cavata con un buffetto del giudice, perché non si può provare che si trattasse di un’aggressione sessuale. In pratica, se non conosciamo con esattezza cos’è successo nelle mutande del ginecologo non possiamo condannarlo – ma anche se non è successo niente sempre di aggressione sessuale si tratta.

La donna in questione è impiegata nell’ufficio del deficiente medico, ha subito una doppia mastectomia anni fa per cancro al seno e si è preoccupata quando ha notato una lesione alla vagina. Poiché il suo ginecologo di fiducia era appena andato in pensione e non ne aveva ancora scelto un altro ha chiesto al sig. Barry King, il suo datore di lavoro, di visitarla.

Quando ha terminato l’esame, costui ha detto di “farle dare un’occhiata dal marito” quella sera. La cosa non aveva nessun senso, perché i due uomini non si conoscono quasi e il marito di lei non è medico: comunque, usando il bagno una volta tornata a casa, la donna ha notato tintura porpora sulla carta igienica e l’ha riconosciuta come “violetto di genziana”, una tintura contro le infezioni non più usata in medicina.

Il giorno dopo, l’allegro ginecologo – quasi sessantenne, ma ancora così pieno di burle come un cretino integrale fanciullino – spiegò non solo alla donna, ma all’intero ufficio, che si era trattato di uno scherzo per suo marito, che facendo sesso con lei si sarebbe poi ritrovato il pene dipinto di porpora.

All’inizio la donna non voleva neppure denunciarlo, la sua prima idea era stata quella di licenziarsi: “Mi sarei trovata un altro impiego, come la maggior parte delle vittime (di molestie sessuali sul lavoro) fanno.” Convinta da un’amica a non lasciar perdere ha portato King in tribunale, solo per sentirsi dire che il tizio farà “100 ore di servizio comunitario”, donerà 500 dollari in beneficenza e scriverà una lettera di scuse alla donna. Inoltre, ha stabilito il giudice, se nei prossimi due anni non pittura altre vagine la menzione del “reato minore” sarà cancellata dalla sua fedina penale.

paintball

Quella che segue è la traduzione di uno scambio di commenti in calce a un articolo che narrava la vicenda:

– Una sentenza appropriata per il dottore sarebbe sparargli una palla di colore (1) negli zebedei.

– Solo usando pittura color porpora, però.

– E solo se poi lo si chiama “scherzo”.

Maria G. Di Rienzo

(1) paintball, vedi immagine sopra.

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Sul votare

(“Poem on Voting x”, di Hollie McNish – in immagine sotto – poeta contemporanea, trad. Maria G. Di Rienzo. Autrice della raccolta “Plum” del 2017, Hollie esegue le sue performance anche su YouTube, dove conta milioni di visitatori.)

hollie

POESIA SUL VOTARE X

Se non hai bisogno del trasporto pubblico

Se non ti sei mai affidato al servizio sanitario nazionale

Se non sei mai stato seduto in una scuola statale

Se non hai mai dovuto racimolare l’affitto

Se non hai mai fatto un lavoro di merda

sorridendo a perfetti idioti fra i denti stretti

Se non hai mai cucinato o passato lo straccio

o messo i soldi da parte per la spesa settimanale

io non capisco

in che modo il tuo curriculum vitae possa uscire vincitore

per determinare decisioni sui piani di studi, gli alloggi, la salute, i trasporti o il lavoro

(Ndt. Neanch’io, cara Hollie.)

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unfpa 2018

Il 16 ottobre scorso è uscito il “Rapporto sullo stato della popolazione mondiale 2018”, a cura del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, illustrato sopra.

Per quel che riguarda i diritti riproduttivi e di salute delle donne, il potere decisionale evocato dall’immagine è ancora ristretto e irto di difficoltà. “La vera misura del progresso sono le persone in se stesse: – dice nel Rapporto la dott. Natalia Kanem – in special modo il benessere di donne e bambine, il loro godimento dei loro diritti e di piena eguaglianza, e le scelte di vita che sono libere di compiere.”

Qualche estratto, assemblato:

“Nel 1994, i governi si impegnarono a mettere le persone in grado di fare scelte informate sulla loro salute sessuale e riproduttiva riconoscendola questione di diritti umani fondamentali. 25 anni più tardi, l’universalità di tale condizione non è stata raggiunta.

Donne con necessità non soddisfatte di accesso a contraccezione moderna vanno incontro a più di quattro su cinque gravidanze indesiderate nei paesi in via di sviluppo. Ma le necessità non soddisfatte esistono in pratica ovunque, anche nei paesi a bassa fertilità.

Le donne hanno bisogno di conoscenza per esercitare i loro diritti riproduttivi e decidere se, quando e come restare incinte. Tale conoscenza dovrebbe essere impartita ai giovani prima che essi diventino sessualmente attivi. Ogni piano di studi scolastico dovrebbe comprendere educazione sessuale adeguata all’età ed esauriente su diritti, relazioni e salute sessuale e riproduttiva, con un’enfasi sull’eguaglianza di genere.

I deficit nei diritti delle donne sono strettamente legati a quelli nei diritti riproduttivi. La discriminazione di genere può precludere alle donne l’accesso ai servizi sanitari di cui hanno bisogno per fare le proprie scelte sulla contraccezione. Ove le donne sono subordinate in ambiente domestico o soggette a violenza di genere possono avere ben poco controllo sulla propria fertilità.

L’eguaglianza di genere dovrebbe essere sancita in ogni politica nazionale. Stanziamenti sensibili al genere, che selezionano le politiche per direzionarvi risorse pubbliche sulla base del loro contributo all’eguaglianza di genere, possono essere attrezzi importanti per velocizzare il progresso.

Il lavoro sulle norme sociali è pure essenziale. Sebbene le donne nel mondo siano sempre più consapevoli dei loro diritti, le attitudini che si riscontrano fra gli uomini restano le barriere principali. Le donne ovunque si fanno carico di una quota sproporzionata di lavoro di cura non pagato, il che può scoraggiarne alcune dall’avere quanti figli vogliono. Al contrario, per quelle che hanno più figli di quelli che desiderano, le richieste del lavoro domestico possono diventare un insormontabile ostacolo all’assicurarsi lavoro pagato o al partecipare alla vita comunitaria.”

Maria G. Di Rienzo

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Willendorf

Un po’ in ritardo – avevo cose più urgenti e migliori da fare – ma eccoci alla nuova puntata dell’eroica “lotta all’obesità” intrapresa dalla Coop di cui sono socia (ancora per poco, credo).

L’esperto ricercatore ecc. ecc. sull’alimentazione non ha in pratica altro di cui occuparsi, per riempire la sua rubrica su “Consumatori”, che i “tossicodipendenti da cibo” e “malati” – così lui li ha definiti, ma ultimamente ha voluto essere gentile e spiegar loro perché si ingrassa.

E’ presto detto: bisogna fare attenzione a quello che si mangia (eureka, non ci avevamo mai pensato prima!), ma anche pensare al fatto che i cavernicoli non erano grassi perché facevano un sacco di moto andando a caccia (di dinosauri?). Per cui non vergognatevi eccessivamente, è naturale, mangiate solo porcherie e siete sedentari. Risolto.

Com’è ovvio non posso rimproverare a chi ha fatto studi del tutto differenti di non essere uno storico, ma quando si fanno studi differenti è meglio non posare da storici. L’umanità, presente sul pianeta da oltre 900.000 anni, ha cominciato a mangiare carne – e quindi nello stesso periodo, presumibilmente, a cacciare – circa 10.000 anni fa. Prima, se raccoglievamo abbastanza bacche da un arbusto per riempirci lo stomaco, è ragionevole ipotizzare che il resto del tempo non lo passavamo a fare flessioni, ma a grattarci quello stesso stomaco o a spulciarci vicendevolmente. Dopo, ma molto prima di appuntire lance, le “cacce” per la carne sono consistite per lungo tempo nell’acchiappare piccolissimi animali – per esempio un bel mucchietto di vermi in un tronco marcio. Similmente dopo il pasto ci siamo fatti un sonnellino, abbiamo riassettato la caverna, magari decorandola con un po’ di incisioni, o abbiamo scolpito figurine: in stragrande maggioranza di donne-dee così “grasse” da far svenire dall’orrore l’esperto della Coop.

Hohle Fels

Solo poche altre cose:

1) da 60 anni la comunità medica dispone delle informazioni per sapere che le diete non funzionano – non solo quella “paleolitica” o quella della Weight Watchers, tutte. Sin dal 1959, la ricerca ha dimostrato che i tentativi di perdere peso tramite dieta falliscono dal 95 al 98%; dieci anni dopo, 1969, la ricerca ha dimostrato che perdere solo il 3% del peso corporeo corrisponde a un rallentamento del 17% del metabolismo: un responso totale del corpo all’inedia che produce un’esplosione di grelina (ormone che stimola l’appetito) e abbassa la temperatura interna sino a che non si mangia abbastanza da riguadagnare peso. Insomma, fallo pure, stai a dieta: dovrai continuare a stare a dieta per l’intera tua esistenza;

2) la seconda lezione che l’establishment medico, l’industria dietetica, ecc., si rifiutano di imparare è che peso e salute non sono perfetti sinonimi. Gli studi se li possono andare a cercare – sono stanca di faticare per costoro – ma i risultati, più o meno dappertutto, sono questi: da un terzo a tre quarti delle persone classificate come “obese” sono metabolicamente sane. Non mostrano segni di alta pressione sanguigna, resistenza all’insulina o livello alto di colesterolo. Di converso (studio terminato nel 2016, durato 19 anni) i magri non consumatori di vegetali e non molto attivi hanno il doppio di probabilità di diventare diabetici dei grassi che mangiano bene e si muovono – pur restando grassi;

3) la continua umiliazione delle persone rispetto al loro peso dà in effetti dei risultati: negli Usa, dati del 2017, circa la metà delle bambine dai 3 ai 6 anni è preoccupata di essere grassa. Una domanda per tutti gli “esperti” in circolazione: quante di costoro si getteranno sui binari di un treno in corsa, una volta raggiunta l’adolescenza?

Maria G. Di Rienzo

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Ouen Chomroeun

Sulla donna in immagine, la cambogiana 54enne Ouen Chomroeun, potete vedere due brevi documentari:

https://www.youtube.com/watch?v=3X0Szrxq1a4

https://www.newsdeeply.com/womensadvancement/articles/2018/05/17/the-all-woman-team-building-and-selling-toilets-in-cambodia

Da quando aveva 17 anni costruisce e vende taniche per l’acqua, turche e wc. Quando installa gli impianti igienici si occupa anche delle tubature e del drenaggio. All’inizio faceva in pratica tutto da sola – nei documentari la vedrete creare gli oggetti a partire dalla frantumazione delle pietre per fare il cemento – poi ha iniziato ad avere operaie (suo marito e altri due uomini si occupano delle consegne).

Per molto tempo è stata una delle rare imprenditrici artigianali nel settore: a tutt’oggi nel paese le donne che fanno il suo stesso mestiere sono circa 200. Primogenita, Ouen ha in questo modo sostenuto economicamente tutte le sue sorelle.

Nel 2011 ha cominciato a collaborare con WaterShed, un’organizzazione che mette in relazione piccoli imprenditori, governi locali e clienti per facilitare la creazione e l’uso di sanitari, filtri per l’acqua e impianti igienici. WaterShed lavora anche in Laos e Vietnam, ma ha la sua base in Cambogia dove, secondo stime dell’Unicef, circa 10.000 persone muoiono ogni anno per cause legate allo scarso accesso disponibile a tali impianti.

Ouen Chomroeun e le sue dipendenti fungono anche da trainer per le donne di altri villaggi, insegnando e diffondendo tutto quel che hanno appreso sull’igiene e le necessità del corpo umano. Avere o no un bagno fa una differenza enorme, spiega Ouen, soprattutto nella vita di una donna.

Maria G. Di Rienzo

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io mangio

(Io sogno – Io mangio)

celeste weeds

(Lady Giardino – Erbacce e tutto il resto)

Le immagini ritraggono Celeste Barber attrice, comica e scrittrice australiana, sposata e madre di due figli (l’uomo nella prima è suo marito).

Femminismo, salute mentale e salute fisica nelle foto sono a destra.

divano celeste

celeste yoga

Maria G. Di Rienzo

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