Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘patriarcato’

E’ la versione americana, gonfiata e amplificata e molto più abbiente, di Feltri o di Sgarbi.

Le frasi seguenti vengono da un libro degli anni ’90 composto di sue citazioni:

“Se le donne volessero essere apprezzate per i loro cervelli, andrebbero in biblioteca invece che da Bloomingdale’s.”

“Voglio sesso orale da Jane Fonda. Avete dato un’occhiata a Jane Fonda? Non è male per essere una cinquantenne.”

“So per certo (è fattuale!) che ogni donna che ha del rispetto per se stessa, quando cammina accanto a un cantiere e non riceve un fischio si gira e continua a camminare avanti e indietro fino a che non ne ottiene uno.”

“La famiglia reale (britannica) – che mucchio di disadattati: un gay, un architetto, quella lesbica con la faccia da cavallo e un ragazzo che ha rinunciato a Koo Stark per una manza grassa.”

“Uno sport che non usa palle? Il sesso lesbico.”

“(i computer delle mie aziende) fanno qualsiasi cosa, incluso fornirvi sesso orale. Immagino che questo metta fuori gioco un bel po’ di voi ragazze.”

Il resto qui di seguito è invece cosa assai più recente rilasciata in pubblico:

“Mi piace il teatro, andare a cena e dar la caccia alle donne. Lasciate che vi spieghi: sono un miliardario single ed eterosessuale a Manhattan. Che ne pensate? E’ un sogno bagnato.”

Ne ha anche per “l’enorme massa di maschi neri e latini dell’età, diciamo, fra i 16 e i 25 anni” senza impiego e senza prospettive semplicemente perché non sa “come comportarsi nel posto di lavoro”, pensa che avere una sanità pubblica (“Obamacare”) sia “una disgrazia” e soffre di una sorta di disagio psicologico per cui pensa di essere vittima di razzismo (i tipi come lui dicono cose del genere dopo aver preso una multa per velocità eccessiva): “La polizia ferma sproporzionatamente e troppo i bianchi – e troppo poco le minoranze.”

Il libro è “The Portable Bloomberg: The Wit and Wisdom of Michael Bloomberg” (wit and wisdom, capito, arguzia e saggezza): i curatori hanno assicurato che tutte le citazioni sono proprio del sig. Bloomberg e che nulla è stato abbellito o esagerato e inoltre che alcune frasi sono state lasciate fuori dal testo perché “troppo oltraggiose” (cioè, c’era davvero di peggio?). Bloomberg, da par suo, non ne ha mai smentita nessuna. Ha solo ammesso che sì, forse ha detto delle cose “inappropriate” che potrebbero aver offeso qualcuno e in tal caso, ovviamente, si scusa.

“Le sue parole – hanno aggiunto i suoi sostenitori – non sempre hanno concordato con i valori su cui fonda la sua vita.” Ah be’, questo aggiusta tutto. Sono sicura che se questo pagliaccio ricco sostituisce il pagliaccio ricco attuale (Trump) possiamo aspettarci massimo rispetto e altissima considerazione per le donne – in particolare per le donne lesbiche e per le minoranze di qualsiasi tipo nonché una affettuosa attenzione per chi non può permettersi i costi della sanità privata:

A chi sta morendo perché non può pagare le proprie cure mediche invio un saluto e una preghiera. Mi scuserà se non gli faccio visita, ma dopo il teatro devo andare a cena e a caccia di manze, sa quelle robe senza cervello che passano il tempo nei grandi magazzini e attorno ai cantieri. Pensi che in biblioteca non ne ho mai vista una, anche perché non ci vado mai.”

Repubblicano o democratico – Bloomberg è passato per ambo i partiti – il “sogno americano” sembra essere ridotto a un anziano cafone sessista, razzista, classista e omofobo… va da sé, strafogato di soldi.

Maria G. Di Rienzo

(Le citazioni vengono da: The Week in Patriarchy, “Who said it – Trump or Bloomberg? Take our revealing quiz”, di Arwa Mahdawi per The Guardian, 22 febbraio 2020.)

Read Full Post »

amanirenas 2

Amanirenas (o Amanirena) fu regina – qore e kandake, “re” ed “erede matrilineare” – del Kush dal 40 al 10 BCE.

E’ solo una delle mille e mille figure femminili storiche sepolte da un metodo per cui se non corrispondono a uno stereotipo patriarcale è meglio non parlarne affatto. Questa poi, oltre a essere una guerriera, era pure cieca da un occhio!

Jason Porath – https://www.rejectedprincesses.com/ – racconta di lei così (l’illustrazione sottostante è sua):

“Molto tempo fa, quando Roma aveva messo gli occhi sul sud, una regina con un occhio solo combatté così fieramente che Roma non andò mai più oltre l’Egitto.

Il suo nome era Amanirenas.

Questa è la sua storia, e la storia di una testa famosa decapitata.

amanirenas

La vicenda inizia con la sconfitta di Cleopatra e Marcantonio per mano di Augusto.

Dopo aver annesso l’Egitto, Augusto e i suoi si ripromisero di spingersi ancora più a sud.

Ciò significa che la prossima nazione era quella di Amanirenas, regina del regno di Kush, in quello che oggi è il Sudan.

Florido quanto l’Egitto, Kush era tuttavia molto più piccolo dell’Impero Romano. Ad ogni modo, mentre Roma era distratta altrove, Kush colpì per primo.

Il marito di Amanirenas morì durante le prime battaglie, lasciando lei e il figlio a continuare la lotta.

Kush conquistò due grandi città romane, prese prigionieri ed espanse i confini del regno.

Come sberleffo finale, i Kushiti decapitarono numerose statue di Augusto.

Augusto non ne fu divertito. Roma reclamò le sue città, invase il Kush, distrusse la sua antica capitale e vendette migliaia di persone come schiave. Sembrava che Kush fosse stato messo in ginocchio. Non era così.

Amanirenas contrattaccò velocemente e ripetutamente, in apparenza usando alcune terrificanti tattiche di guerra.

Un’incisione mostra Amanirenas con due spade, mentre dà da mangiare prigionieri al suo leone domestico. Altre registrazioni descrivono l’uso di elefanti da guerra contro i nemici.

kandake

Dopo non molto, Roma acconsentì a un trattato di pace permanente (Ndt.: senza tributi o altre condizioni). Combinando resistenza ambientale e resistenza armata, Kush si dimostrò troppo difficile perché Roma continuasse a combattere.

Non conosciamo le opinioni di Kush sulla guerra. Sino a oggi, nessuno è riuscito a tradurre i loro geroglifici.

Kush scomparve 400 anni dopo, lasciando rovine che non furono oggetto di studio sino al 1900.

Come un tempio riscavato nel 1914. Gli archeologi furono sconvolti dal ritrovamento della testa di una statua di Augusto, il reperto di quel tipo meglio preservato che fosse sino allora sopravvissuto.

Stava sotto il piede di un governante kushita.”

Read Full Post »

“Oh, sei l’unico che lo sa.”

“Io devo ricambià in quel modo, te faccio quel regalo. E’ carina, carina, quando la vedi mi dirai. Poi è una donna pure intelligente. Così almeno ti passi qualche weekend sereno pure da ‘ste parti”.

“Bravo, bravo.”

present

Trattasi della “registrazione di una telefonata decisamente compromettente tra Andrea Montemurro, presidente della Divisione Calcio a 5, e il numero uno del Latina Gianluca La Starza, in cui il primo rivolge confidenze sull’imminente esclusione di una squadra dal massimo campionato e il secondo per ringraziarlo gli offre i servizi di una ragazza”.

L’informazione è utile per tesserare giocatori della squadra esclusa prima degli altri, cosa che in effetti è accaduta. Gli articoli al proposito sono molto concentrati su possibili sviluppi e ricadute in ambito Lega Nazionale Dilettanti – Figc – Uefa ecc. Nessuno si sofferma sul tipo di “regalo”.

Un orologio da polso, l’ultimo cellulare della Samsung, il biglietto per una crociera ai Caraibi o una donna. Fa lo stesso. E’ lo stesso – un oggetto, che dopo aver offerto all’uomo i “servizi” relativi all’essere “carina-carina” è presumibilmente capace di intrattenerlo anche parlando: “è pure intelligente”, un vero bonus, come quello di un cane affettuoso che si rivela in aggiunta essere in grado di portarti le pantofole a comando.

Poi, sì, succede che “il regalo” dica cose che non avrebbe dovuto dire, faccia cose che non avrebbe dovuto fare e il proprietario lo rompe e lo getta in discarica. Non sarà mica un problema, in Italia abbiamo la raccolta differenziata e un sacco di donne a disposizione. A proposito: ci piacciono proprio, le donne. Le amiamo!

Maria G. Di Rienzo

Read Full Post »

bellinzona

(reminder)

In soli due giorni, 16 e 17 febbraio 2020, la cronaca ha disegnato il prontuario della violenza di genere in Italia.

Uomini adulti picchiatori, stupratori e aggressori nei confronti di minori femmine e maschi:

Terrorizzato dal padre violento si rifugia a scuola

“A., rintanato in un angolo, aveva l’aspetto impaurito e sofferente.

Inizialmente è apparso reticente, ha solo pronunciato ripetutamente la stessa frase: “Non ce la faccio più”. Il quindicenne ha raccontato la condizione drammatica in cui viveva e di questo padre violento che ogni giorno picchiava lui e la madre.”

Ragazzina violentata nel vano caldaia della casa, indagini sul convivente della madre

“La ragazza sarebbe stata vittima dell’indagato da gennaio 2016 fino a settembre 2018, quando è divenuta maggiorenne. La reiterata e lunga catena di abusi sessuali ha ingenerato nella vittima un grave danno psicologico.”

Allenatore spinge e insulta l’arbitra di 16 anni

“Un match di calcio dilettantistico è terminato con un’aggressione all’arbitra, sabato pomeriggio, in Brianza, con la ragazza, una 16enne, che è stata strattonata e insultata dall’allenatore della squadra ospite e da un tifoso allontanatosi poi per l’intervento del padre di lei.”

Degno di nota l’atteggiamento dell’assalitore, che si ritiene una vittima: Il mio errore è stato solo quello di metterle una mano su un braccio: avrei dovuto parlarle con le mani dietro la schiena.”

Persecutori:

Diffonde sul web foto intime dell’ex compagna: arrestato

“Dopo la fine della relazione, l’uomo avrebbe perseguitato la vittima con migliaia di messaggi e telefonate, danneggiandole anche l’auto e portandola a cambiare lavoro. L’ultimo fatto è accaduto il 4 febbraio quando l’uomo, entrando in casa col pretesto di recuperare alcuni effetti personali, avrebbe percosso la vittima con un manico di scopa, nonostante la presenza dei figli minorenni.”

Assassini:

Accoltella a morte la madre e minaccia gli agenti a Bologna: fermato con lo spray urticante

“La donna, 86 anni, inizialmente ricoverata in ospedale con vari lividi e una ferita da arma da taglio all’addome, è deceduta durante la notte.”

Uccisa davanti alle figlie dall’ex compagno che aveva il divieto di avvicinamento per maltrattamenti

“L’ennesimo femminicidio si è consumato sabato in provincia di Sassari in un bar dove la vittima si era rifugiata per sfuggire alla violenza del suo assassino.”

Per fortuna, si fa per dire, quest’ultimo caso ci fornisce in nuce la spiegazione per se stesso e per tutti gli altri: “Tratto le donne come mi pare”.

Sono le precise parole dell’omicida:

“Mi interessano solo due cose: i soldi e le donne. I soldi so come procurarmeli. Le donne le preferisco dell’Est; loro non creano problemi e io le tratto come mi pare.”

A scanso di equivoci, tutti i perpetratori sono italiani. E’ consolante sottolineare che non affollano personalmente il pronto soccorso delle loro città: gli basta mandarci donne e minori.

Maria G. Di Rienzo

Read Full Post »

andres martinez casares-reuters

(Le dimostranti gettano vernice sulla porta del palazzo presidenziale – Città del Messico, 14 febbraio 2020)

Trasformate le nostre morti in uno spettacolo”: questa frase, detta dalle donne messicane durante la manifestazione illustrata sopra, è la chiave di volta attorno a cui ruota l’intero sistema della rappresentazione femminile nei media.

La vicenda sullo sfondo è quella della 25enne Ingrid Escamilla, uccisa a coltellate dal convivente – Erik Francisco, 46 anni – che immediatamente dopo l’omicidio squarta e spella in parte il cadavere.

Due quotidiani, La Prensa e Pasala, pubblicano foto esplicite del corpo macellato: il primo due volte, anche dopo la prima reazione online delle donne che hanno inondato i social di immagini di Ingrid che inneggiavano alla vita; il secondo con il titolo “E’ stata colpa di Cupido”.

A La Prensa si sono difesi dicendo che loro coprono crimini su cui il governo preferisce tacere (“Oggi comprendiamo che ciò non è stato sufficiente e stiamo entrando in un processo di profonda revisione.”) e dichiarando di essere aperti alla discussione sugli standard di pubblicazione. In altre parole, la manifestazione li ha spaventati, ma non hanno ancora capito dove hanno sbagliato.

Pasala, almeno sino a ieri, non ha risposto alle richieste di commento da parte dei colleghi messicani e stranieri.

Sull’assassinio di Ingrid è intervenuta anche l’Agenzia Donne delle Nazioni Unite: “Chiediamo azioni esaurienti per eliminare la violenza contro donne e bambine. Chiediamo completo accesso alla giustizia e non-rivittimizzazione per tutte. Ingrid non è un caso isolato.” Di media infatti, dicono le statistiche ufficiali, in Messico muoiono di femminicidio 10 donne al giorno. L’anno scorso la cifra ha segnato un nuovo record: 1.006 casi contro i 912 del 2018.

andres martinez casares-reuters2

(Le dimostranti in piedi davanti alla porta del palazzo presidenziale. Si leggono le parole “Ingrid” e “Stato femminicida” – Città del Messico, 14 febbraio 2020)

Le donne in piazza hanno denunciato l’inerzia del governo al proposito ma hanno ripetuto che della situazione “la stampa è complice”. E non è solo complice quando sbatte in prima pagina budella estratte da un cadavere accoppiandoci le alette di Cupido. E’ complice quando si arrampica sugli specchi per giustificare e coccolare gli assassini (stressati, abbandonati, disoccupati, depressi, vittime del raptus, “giganti buoni”), quando scarica la responsabilità sulle vittime (lo aveva lasciato, voleva lasciarlo, non ha denunciato: Ingrid lo aveva fatto, tra l’altro), quando inserisce di forza queste ultime nell’unica cornice in cui le donne possono apparire sui media: la “bellezza”.

Ingrid Escamilla, la bellezza che sopravvive

Ingrid Escamilla aveva 25 anni e grandi occhi neri

Il sorriso perduto di Ingrid

Sono tutti prodotti italiani: sorriso, grandi occhi e bellezza che sopravvive sospesa in aria, sopra un corpo atrocemente mutilato – le nostre preoccupazioni su come affrontare e sconfiggere la violenza scompaiono, Ingrid era bella, sarà bella per sempre, che sollievo!

In Messico, come in Italia, come ovunque, femministe, attiviste, artiste, scrittrici, ecc. regolarmente chiedono conto del modo in cui la violenza di genere è riportata dalla stampa.

In ambito internazionale (Nazioni Unite) da anni si firmano protocolli e si sottoscrivono impegni sulla rappresentazione mediatica delle donne.

Abbiamo tonnellate di studi e ricerche che spiegano perché e come essa giochi un ruolo cruciale nel creare e mantenere la violenza contro le donne.

La signora Nessuno, io, riesce a raggiungere tutte queste informazioni con incredibile facilità e si domanda costantemente perché alle redazioni esse sembrino non arrivare affatto.

Si domanda anche perché per essere viste e ascoltate – spesso solo di striscio e solo per un giorno – sia necessario spalmare vernice rossa su edifici pubblici e venire alle mani con la polizia (o la cosa è eclatante e potenzialmente strumentalizzabile o col piffero che i media si attivano).

Si domanda infine perché, però, alla prima modella / influencer / velina / cantante che frigna sulla cattiveria e sulla frustrazione delle femministe, quegli stessi media diano taglio alto e titoloni senza pensarci un attimo, senza contestualizzare niente, senza essere nemmeno curiosi di quel che il femminismo è e di quel che in tutto il pianeta, quotidianamente, fa: nulla vogliono saperne e nulla vogliono ne sappiano i loro lettori e le loro lettrici.

Se poi si tratta di analizzare la violenza contro le donne, è tutto affare delle donne stesse: denunciate, c’è il Codice Rosso, reagite.

15 febbraio 2020, Sassari – Donna uccisa a coltellate dopo una lite: fermato il compagno.

“Ha ucciso la sua ex compagna, una donna di 41 anni di nazionalità ceca, dopo aver violato la misura restrittiva, un divieto di avvicinamento, che gli impediva di andare a Sorso, il paese in cui viveva la donna, nei confronti della quale aveva già usato violenza. L’uomo è stato fermato dai carabinieri ed ora è sotto interrogatorio.”

Okay: denunciato, ottenuta misura restrittiva, morta. Cosa devo fare adesso?

Maria G. Di Rienzo

Read Full Post »

(tratto da: “Murders of women and girls are soaring – are we dismissing the danger of controlling men?”, di Sarah Green – in immagine – per The New Statesman, 14 febbraio 2020, trad. Maria G. Di Rienzo. Sarah Green è la direttrice della “End Violence Against Women Coalition”. Nel pezzo fa riferimento all’aumento dei femminicidi in Inghilterra e Galles, ma molte delle sue osservazioni sono ampiamente generalizzabili.)

sarah

Perché questi omicidi stanno aumentando?

Le attiviste per i diritti delle donne stabilirono un’agenda decenni or sono nominando la violenza domestica, costruendo i necessari servizi di sostegno per rispondere alle crisi e sfidando perpetratori e autorità nei tribunali.

A seguito di ciò, polizia e Comuni hanno assorbito una certa dose di addestramento e ideato un sistema per calcolare in apparenza il basso, medio o alto livello di rischio in cui una donna a loro nota può trovarsi in un determinato momento.

Tuttavia ci sono serie preoccupazioni sul fatto che il sistema di “valutazione di rischio” possa essere approssimativo e di scarsa utilità nelle mani di operatori che non comprendono i comportamenti di dominazione, bullismo e relativi ai ruoli di genere che stanno al centro della violenza domestica.

I rapporti sugli omicidi in ambito domestico, in seguito a questi femminicidi (ndt. recenti in Inghilterra e Galles) sono stati raccolti e mostrano come le donne assassinate fossero state di frequente giudicate “a basso o medio rischio” e lasciate a un livello di allerta troppo basso per mantenerle al sicuro.

Questa scarsa capacità di giudizio si è basata spesso per percepire la violenza domestica “seria” come singoli episodi di violenza fisica, minimizzando nel contempo i comportamenti gelosi, di dominio e sorveglianza.

I rapporti mostrano anche che non è la polizia quella che ha le migliori opportunità di raggiungere vittime e perpetratori prima che l’abuso si intensifichi sino ad arrivare all’omicidio. Sono i servizi sanitari, in special modo i medici di base. Le donne che sono soggette ad abuso si recano dai medici con ferite, ansia, depressione e problemi relativi all’assunzione di sostanze più facilmente di quanto chiamino la polizia.

Anche i perpetratori tendono ad essere più presenti in scenari sanitari che in quelli della giustizia penale. Ma i medici di base non sono abitualmente formati a riconoscere la violenza domestica e ad indagare al proposito e si è scoperto che hanno “mancanza di curiosità professionale” al riguardo.

Similmente, i servizi sociali per la cura dei bambini sono in contatto con numerose donne ad alto rischio, ma la loro pratica di rendere le donne responsabili per la protezione dei bambini da uomini che loro stesse temono, ha l’effetto di cassare la possibilità che queste donne rivelino le loro paure. (…)

Pure, trattare la violenza domestica solo come una questione di fallimenti delle agenzie statali maschera il comportamento degli uomini che scelgono di abusare delle donne e di ucciderle. Noi dobbiamo chiederci: perché, nel 2020, ci sono ragazzi che crescono sino a diventare uomini che si sentono legittimati a controllare le donne che fanno parte delle loro vite?

Dovremmo anche riconoscere che i veri esperti in questo campo sono i servizi specialistici locali a sostegno delle donne, i quali sono nella migliore posizione per guidare la composizione di un lavoro coordinato sul campo per proteggere le donne. Però i loro fondi sono stati ampiamente decurtati nell’ultimo decennio.

Perciò, noi già conosciamo molto sulle assassinate, su chi sapeva di loro e su come il comportamento di dominio sia l’elemento motore. Sappiamo che la risposta primaria non è la polizia, il che spiega perché questo aumento di omicidi non può essere attribuito in modo semplicistico ai tagli al budget delle forze dell’ordine.

Gli omicidi di donne stanno verosimilmente aumentando perché noi non stiamo davvero tentando di prevenirli.

Dobbiamo smettere di minimizzare i comportamenti tesi al controllo, il che richiede una conversazione sulle norme di genere e la diseguaglianza. E abbiamo bisogno di servizi pubblici che credano alle donne quando esse dicono di sentirsi minacciate o spaventate, e capiscano che ciò non ha lo stesso aspetto per tutte le donne. Dobbiamo ridisegnare la nostra risposta mettendo le donne al centro e rendendo i perpetratori responsabili anziché invisibili. E per tutto questo abbiamo bisogno di leader e sostenitori in ogni settore della vita pubblica.

Senza di ciò, le donne continueranno a essere assassinate in percentuali allarmanti.

Read Full Post »

12 febbraio 2020, arriva Fineman Too:

“Sono io il molestato. Ho respinto le pressanti avances. E ho compreso per l’invadenza di essere davanti a soggetti pericolosi”. Sono le parole di Francesco Bellomo – ex consigliere di Stato destituito dopo le accuse mosse da alcune studentesse che avevano preso parte al corso di preparazione per il concorso in magistratura della scuola da lui gestita – in un video e una lettera inoltrati al quotidiano ‘Libero’ dopo alcune trasmissioni televisive sul suo caso. Le accuse nei confronti di Bellomo sono state archiviate per quanto riguarda l’inchiesta milanese, mentre risulta ancora indagato a Bari.”

il molestato

D’altronde, basta guardarlo qui sopra e si è colte da una vertigine erotica, meglio ancora da un irresistibile raptus. Come fai a tenere le mani distanti da questo stupendo Adone? (O a non tirargli dietro almeno una ciabatta? Facile, non vuoi scendere al suo livello.) Purtroppo lui è pudico, schivo, virginale e vittimizzato:

“Come riferisce ‘Libero’, l’ex consigliere di Stato afferma: “Da tempo non poche trasmissioni televisive organizzano sul mio conto vere e proprie esecuzioni di piazza, all’insegna del disinteresse per la verità, con la complicità di narratrici di comodo, e improvvisati opinionisti, nei cui discorsi si fa fatica ad intravedere un barlume di pensiero logico”.”

Di che si parla? Del corso “Diritto e scienza” tenuto da Fineman a Milano, Roma e Bari alle cui allieve (no vagine usate fidanzate e sposate, escluse a priori dal virtuoso docente), prescriveva trucco, minigonna, tacchi a spillo, foto porno e quattro salti nel letto: il “diritto” era quello suo di predare donne comunque vulnerabili per la loro posizione (le loro borse di studio potevano essere revocate in qualsiasi momento) e di tutelarsi facendo firmare loro un accordo di non divulgazione di quel che accadeva a “scuola”; la “scienza” consisteva di dottrina del patriarcato, metodologie misogine e cognizioni sessiste. Insomma, tutto quel che serve a una donna per fare davvero un buon lavoro in magistratura.

https://lunanuvola.wordpress.com/2017/12/13/si-chiama-etica/

Nel 2017 il “molestato” difendeva il proprio operato dichiarandosi un genio incompreso “come Einstein”, vittima di censura da parte di moralisti e perbenisti ignoranti. Una dei “soggetti pericolosi”, come lui chiama le sue vittime che non hanno tenuto la bocca chiusa, la prima a sporgere denuncia, grazie al trattamento da lui ricevuto è stata psicologicamente e fisicamente distrutta. Ma all’epoca Bellomo non l’ha controdenunciata, ha cercato ripetutamente di “compensarla” e seppellire la faccenda: “I carabinieri sono venuti più volte, – raccontò all’epoca il padre della donna – chiedevano a mia figlia di firmare un atto di conciliazione. Sono venuti a maggio, e poi a ottobre, ma lei era in ospedale.”

Dal tronfio Einstein dalla braghetta rigonfia si è passati al povero uomo traumatizzato da virago assatanate e arrampicatrici sociali, un disgraziato che ha sofferto assieme alla sua mesta famiglia osservando due anni di silenzio (lo ha sempre detto lui): ora si è “risolto a replicare”. Francamente, questa decisione non sta deponendo a suo favore. Una figura migliore potrebbe ottenerla se chiedesse scusa, invece è “certo di non avere fatto alcunché di sbagliato.”

L’anno scorso avevo dato a tribunali e stampa il consiglio di conferirgli un’onorificenza

https://lunanuvola.wordpress.com/2019/07/31/dategli-una-medaglia/

ma mi rendo conto che la statura morale dell’uomo merita di più. Fategli presentare la prossima edizione di Sanremo.

Maria G. Di Rienzo

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: