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Ieri Repubblica dava conto della “gaffe del quotidiano Le Parisien”: il pezzo di copertina, sul futuro dopo il virus, il giornale francese lo ha affidato a quattro uomini bianchi.

“Con quattro uomini in copertina per raccontare “il mondo che verrà” dopo l’epidemia di coronavirus e il confinamento, il quotidiano francese Le Parisien è stato protagonista di un caso. E ha suscitato un’ondata di proteste da parte delle donne, fino al punto da ammettere “l’errore” e chiedere scusa.”

Eh, che improvvidi i cugini d’oltralpe! Però delle gaffe quotidiane proprie Repubblica non dà conto, ne’ l’episodio produce nella redazione qualche dubbio su come gestisce lo stesso argomento e la presenza delle donne in genere. Vogliamo dare un’occhiata alla prima pagina online di oggi?

Abbiamo l’illuminato commento, in taglio alto, dell’opinionista che ogni giorno si arrampica sugli specchi per trovare “la prima cosa bella” infilando incredibili perle, ben due pezzi sulle opinioni e sulle interazioni del grande pensatore Fiorello, l’annuncio che L’Espresso intervisterà sugli scenari post coronavirus niente di meno che Massimo Cacciari (già abbondantemente intervistato a 360° da quotidiani e riviste dell’area “progressista” nei giorni scorsi: un grande ritorno, visto che per un pezzo il teorico delle liste delle “cento città” e del federalismo “di sinistra” – ambo i progetti sono falliti a livello elettorale – non se lo filava nessuno), un tizio che ride fra barba e baffi nel mentre ci rassicura su come “questa clausura ci renderà migliori”, eccetera.

Per le donne ci sono celebrità che cantano, ballano, rammendano; un importantissimo articolo sui segreti nascosti “nei post di Madonna e Jennifer Lopez” (santo cielo, come sono riuscita a resistere e a NON aprire il click-bait???), consigli su come depilarsi prima della chat o su come tagliarsi i capelli (“Quest’estate scegli i tagli medi”), “donne impresa” che si occupano di elettrodomestici e una modella con cestino della spesa che ci avvisa: “Da non perdere: Prodotti indispensabili in casa a prezzi incredibili”.

Signori – e signore – di Repubblica, prima di mettere all’indice i colleghi francesi dovreste rendervi conto che lo sbilanciamento e la stereotipizzazione nel vostro palinsesto sono costanti. Personalmente ho cominciato a chiedervene conto, quest’anno, già il 4 gennaio:

“A descrivere il 2050 (…) saranno (…): Alessio, Riccardo 1, Gabriele, Francesco, Stefano 1, Alberto, Stefano 2, Riccardo 2, Fabio e Marino. Donne? Ce ne sono quattro nello “spazio dedicato ai libri” che recensiscono il lavoro di quattro uomini e una che fa un’intervista a un ballerino.”

https://lunanuvola.wordpress.com/2020/01/04/futuro/

Immagino, tra l’altro, di non essere stata la sola. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Maria G. Di Rienzo

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spilli

1. Nemmeno il coronavirus li ferma:

16 marzo 2020 – Donna accoltellata in casa nel Milanese: cinque fendenti al torace, ricoverata in gravi condizioni. Arrestato il figlio.

“L’uomo, alterato dall’alcool, ha aggredito la madre al culmine di un litigio.”

E dopo “Altered Carbon” Netflix produrrà “Altered Son”, un agghiacciante affresco del futuro anno 2020 ove si illustra come la triste sinergia di Genepy e Sfurzat con l’irritazione produca figli assassini. Come, siamo già in quell’anno? Ah be’, sì be’…

17 marzo 2020 – Bologna, cerca di uccidere la ex al centro commerciale, accoltellandola al volto.

La donna si è difesa; prognosi di 30 giorni. L’uomo deve rispondere di tentato omicidio.”

Vi è concesso provare un minimo di compassione per la vittima, anche se l’articolo sottolinea che “si è fidata” (stupida come tutte le donne) e ha risposto alla richiesta di incontro: si è difesa. Se il terrore l’avesse paralizzata, come spesso succede, il “minimo” contrattuale sparisce – sappiatevi regolare.

18 marzo 2020 – Roma, accusato di violenze sulla moglie: sospeso il pg della Cassazione Mario Fresa.

“(…) tra i due era nata una discussione per motivi di gelosia che era terminata appunto con un fortissimo pugno alla tempia ricevuto davanti alla tata del figlioletto dei due coniugi.”

“(la donna) accusa il magistrato di “averla colpita con un pugno alla tempia in casa al termine di una lite” (sette giorni la prognosi) e minacciata “di portarle via il figlio se avesse sporto denuncia”.

Dunque, l’aggressione ha una testimone e manda la donna in ospedale con sette di giorni di prognosi, ma si tratta di una mera accusa: sarà vera? La tizia ha pagato la babysitter perché dichiarasse il falso? Si è tirata il pugno in testa da sola? Ma comunque niente paura, anche se fosse stato proprio il marito quest’ultimo non aveva più il controllo di sé a causa della gelosia. E come mai era geloso, cosa aveva combinato la tizia per agitarlo così (poverino)? Diciamocela tutta: se il violento è un procuratore generale meglio andarci con i guanti di velluto.

2. Prima di chiedere la beatificazione per Pornhub fate un supplemento di indagine:

Che nobiltà d’animo, che generosità! Pornografia gratis per gli sfortunati italiani chiusi in casa! I quali potranno così avvallare i contenuti del sito che raffigurano vittime di traffico a scopo di sfruttamento sessuale:

https://www.washingtontimes.com/news/2020/mar/10/ben-sasse-doj-investigate-pornhub-sex-trafficking/

oppure bambine vittime di stupro:

https://www.bbc.com/news/stories-51391981

3. Raccogliete informazioni sulla pandemia solo tramite canali ufficiali:

Cioè il numero unico nazionale del Ministero della Salute 1500 e i numeri verdi delle Regioni, a meno che non vogliate sentirvi dire che il coronavirus si cura tenendo un incenso sotto il naso mentre si balla la quadriglia.

Domenica scorsa, mentre passeggiava frettoloso in Via Tritone a Roma per raggiungere il negozio di alimentari arabo – l’unico presente su quella strada – ove comprare cibo italiano, un signore confuso pensava ossessivamente: “Come faccio a restare al centro dell’attenzione, cosa cavolo mi invento?” Ecco la risposta:

“La Lega attiva un servizio gratuito per rispondere alle vostre domande. Metteremo a disposizione i nostri tecnici con numeri di cellulare ed un indirizzo mail. Cercheremo di dare risposte precise.”

Lega: Lungimiranti Epidemiologi Gozzovigliano Allegri cercando di lucrare consenso dalla sofferenza di un intero Paese.

4. Fra tante disgrazie ci mancava questa:

Il programma televisivo “Porta a Porta” è tornato in onda ieri. Che Bruno Vespa vi sia lieve (lo so, è impossibile).

5. Però una buona notizia (relativamente, s’intende) c’è:

La seconda serie di “The Mandalorian” è in arrivo e anche i dirigenti di Disney+ fanno mostra di magnanimità regalandovi la prima puntata su Italia 1 (22 marzo p.v., h. 23.30), per il resto dovrete pagarli. Io me la guarderò da qualche parte sul web, con calma, in lingua originale – tanto i dialoghi non sono davvero granché – sperando che il Mandaloriano si decida ad accudire Baby Yoda come si deve. Un bagnetto vogliamo farglielo? Cambiargli il vestitino ogni tanto?

Io ci metto il cibo:

meglio fresco

Maria G. Di Rienzo

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10 marzo 2020, per la serie “Soluzioni alla crisi coronavirus”:

“(…) l’ipotesi di un commissario con poteri straordinari pensiamo non vada affatto respinta. Uno dei nomi che è stato fatto, quello di Guido Bertolaso, esprime un’indicazione all’altezza della situazione. Ci auguriamo che non venga affossato per banali ragioni riguardanti polemiche del passato.” Fabrizio Cicchitto. (1)

Poiché il sig. Cicchitto usa il plurale maiestatis esprimendo il suo desiderio personale da questo momento in poi lo faremo anche noi. E la nostra risposta è un NO, GRAZIE doverosamente maiuscolo.

Bertolaso è persona adatta al ruolo solo se con “all’altezza della situazione” si intende: “Be’, ci sono quelli che vendono mascherine a 1.500 euro l’una, c’è Capitan Fracassa Matteo che urla alternativamente “Chiudete!” “Riaprite!” “No, chiudete di nuovo!” “Ci vogliono 30 50 70 miliardi!” (la cifra varia a seconda della giornata)… ci starebbe bene uno come lui a coordinare tutto.” Non è il caso, giusto?

Quindi, veniamo alle motivazioni serie. In primis, ha 70 anni e in questo momento non dobbiamo esporlo a rischi per la sua salute. Inoltre, è andato in pensione dieci anni fa (con un piccolo strappo per la candidatura fallita – in ogni senso – a sindaco di Roma nel 2016) dopo aver faticosamente navigato lungo tutto l’arco della politica italiana (Prodi, Berlusconi, Salvini, Meloni) pro domo sua – e nella domo sua dovrebbe restare a riposare.

Le successive banali ragioni per cui non possiamo affidargli, un’altra volta, una situazione di crisi in Italia sono:

1. Tende ad avere una concezione molto personale della realtà, che purtroppo spesso non corrisponde ai dati fattuali (gestione terremoto dell’Aquila 2009, figurone internazionale su terremoto Haiti 2010);

2. E’ troppo generoso nell’accettare gli omaggi degli ammiratori e dei collaboratori: di questi ultimi occasionalmente “gli sfugge l’operato” (scandalo del G8 de La Maddalena 2010);

3. E’ un pregiudicato. Archiviato, prosciolto, assolto da tutti i procedimenti scaturiti da quanto sopra, lo sappiamo. Lo hanno condannato solo per la “lite temeraria” contro Padellaro e Travaglio, cioè per “un’azione legale intrapresa in malafede con consapevolezza del proprio torto ecc.”: il che però, assieme a quanto sopra, dà una misura dell’uomo.

Naturalmente, non conosciamo i metri usati dal sig. Cicchitto – ma per essere franchi, la cosa non ci toglie il sonno. Anche noi, però, “ci auguriamo” qualcosa in un momento così grave: vorremmo sentire meno sciocchezze.

Maria G. Di Rienzo

(1) Colpito da polemiche in passato per la banale iscrizione alla loggia massonica P2 (fascicolo n. 945, tessera 2232).

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“Sono 3.296 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 590 persone in più rispetto a ieri e 148 i morti, 41 in più. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. La fascia di età è dai 66 ai 94 anni. Si tratta di persone fragili, per la maggior parte con diverse patologie. Il dato dei positivi è di 3.296 con un incremento di 590 persone. Il 54% del totale sono in Lombardia.” Questi i dati di oggi.

Finalmente il Presidente della Repubblica si è rivolto alla nazione con un discorso sul merito – ce lo auguravamo e lo aspettavamo in tanti – ed è stato talmente sobrio, essenziale, preciso e congruente da sembrare un alieno.

Del circo delle “ospitate” televisive, radiofoniche e giornalistiche non ne possiamo più: chi ha incarichi di governo faccia il suo lavoro nei luoghi preposti a tale scopo, che sono Parlamento e Ministeri, non Agorà, ne’ Radio Capital, ne’ Libero.

Il mondo dell’informazione, se ha ancora un minimo di decenza, smetta di fare da amplificatore a pagliacci ambosessi dall’ego straripante che non sono competenti ne’ in materia di istituzioni ne’ in materia di sanità pubblica e aumentano la comprensibile ansia che accompagna la crisi. Dateci NOTIZIE verificate, non le “opinioni” urlate di Sgarbi o Meluzzi.

E il Vaticano riporti a dimensioni civili le esternazioni del suo dipendente Livio Fanzaga su Radio Maria, anche perché le condizioni mentali del sacerdote destano preoccupazione: se prima assicurava che l’epidemia “è stata mandata dalla Madonna di Medjugorje” per indurci al pentimento, adesso è certo che “con la diffusione del Coronavirus si sta realizzando il periodo di Satana”.

Date un’occhiata a questo Paese e fermatevi. Riflettete. Non cercate di lucrare sulla sofferenza, sulla fatica e sull’impegno delle italiane e degli italiani. Meritiamo rispetto.

Maria G. Di Rienzo

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2 marzo 2020 – Bologna, foto osé in chat. Ricattata bambina di 10 anni. – Lo scambio sarebbe avvenuto con un 17enne che la piccola aveva conosciuto su Internet: “Fai come dico io, altrimenti divulgo le foto”. Sequestrati computer e telefonino del ragazzo.

Questi sono titolo e occhiello del pezzo che Elisa ha scritto per un quotidiano a tiratura nazionale e la responsabilità del definire la pedopornografia “osé” molto probabilmente non è sua. Per quel che riguarda il contenuto dell’articolo, invece e com’è ovvio, sì.

La prosa a singhiozzo – con un punto e a capo usato, nel tentativo di enfatizzare, dove la grammatica italiana prevede virgola, punto e virgola o due punti – non è l’unica sorgente di apnea per chi legge: lo scenario che essa descrive è infatti la sanitizzazione dell’abuso, il quale diviene di volta in volta trasgressione, erotismo, romanticismo. Elisa è inoltre convinta, per qualche arcano motivo, di sapere con esattezza cosa pensasse la bambina coinvolta ma per quel che riguarda il ragazzo la sua “analisi” riesce solo a girare intorno al momento di follia.

Qualche assaggio del testo, i corsivi sono miei:

Il “gioco piccante” in cui vittima e perpetratore sono messi sullo stesso piano – “Lo scambio di messaggi in una manciata di mesi (siamo a fine 2019) era diventato un’abitudine quotidiana e quell’amicizia un gioco sempre più intrigante. Nonostante la giovane, anzi giovanissima, età dei due protagonisti: 10 anni lei e 17 lui. La potenza del social, infatti, era riuscita ad annullare le distanze e ad accrescere la loro voglia di vedersi, di sentirsi sempre più vicini, magari cedendo a qualche piccola trasgressione.”

Il focus sulle azioni di una decenne (con il suggerimento che costei sia “un po’ più grande di quel che è) – “Così quando il ragazzino – residente in un comune dell’hinterland pisano – ha iniziato a chiedere alla poco più che bambina – che vive nel Bolognese – qualche scatto più “particolare” lei non si è meravigliata troppo. Dopo le iniziali remore dettate dall’innocenza che accompagna tutti nel passaggio verso l’adolescenza, ha ceduto. Si è prestata al gioco, credendolo innocente. Chissà, forse una prova d’amore per tenere ancora più stretto a sé l’amico virtuale. Ai testi scritti hanno cominciato quindi ad aggiungersi foto di parti del corpo “più o meno velate” che sarebbero state “richieste” man mano dal suo corrispondente social.”

Era amore (!) ma il raptus si è messo di mezzo – “Poi – forse, secondo quanto messo nero su bianco nella denuncia, davanti al rifiuto della minore di assecondarlo ancora – dopo qualche settimana qualcosa è scattato nella testa del 17enne. Il ragazzo ha cambiato radicalmente atteggiamento, facendole dimenticare all’improvviso i modi gentili e amorevoli ai quali l’aveva fatta abituare, carezzando il romanticismo che stava crescendo nel suo cuore acerbo di donna. “Devi fare quello che ti domando. Se non fai come ti dico, metto le foto che ho in Rete e le faccio vedere a tutti”, le avrebbe detto, stando al racconto della giovane che spaventata alla fine si sarebbe confidata con i genitori.”

La confessione dell’unica vera colpevole – “Ho paura. Io non credevo di fare qualcosa di male – avrebbe confessato la bimba di 10 anni tra le lacrime – Io non so più cosa fare”.

Anche Elisa ha avuto dieci anni, ma sembra aver dimenticato quell’esperienza. Non è in grado neppure di vedere l’enorme differenza fra un diciassettenne pedofilo e ricattatore che pianifica l’abuso e la sua vittima: quest’ultima diventa una donna, un’adulta virtuale che corteggia e invita – in modo innocente, ma in virtù del fascino dell’intrigo e della trasgressione – la violenza dell’essere ridotta a materiale da masturbazione.

Quel che il ragazzo ha fatto in gergo tecnico si chiama “grooming” (o “child grooming”): consiste nell’adescamento di un bambino / una bambina a scopo di abuso sessuale.

1. Si stringe amicizia con la preda, la si coccola e la si complimenta, si conquista la sua fiducia;

2. Si individua una ferita o un bisogno (ha problemi a scuola, si sente inadeguata per qualsiasi motivo, litiga con i genitori ecc.) e si “riempie” quel vuoto con la propria sollecitudine;

3. Se è possibile la si isola da altri contatti che potrebbero indurre dubbi (Loro non sono tuoi veri amici, Tua sorella ti ha sempre mentito);

4. Si abusa sessualmente di lei;

5. Si mantiene il controllo della situazione minacciandola.

Mi auguro che Elisa venga a saperlo e che per il futuro metta definitivamente sotto naftalina i cuori acerbi e il romanticismo: perché il giornalismo deve tornare a essere serio e professionale e perché è necessario smettere di alimentare la violenza di genere riportandola in modo scorretto, connivente o complice.

Maria G. Di Rienzo

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“Era una giornata talmente bella che decisi di rimanere a letto.” William Somerset Maugham.

bella giornata

Che bella giornata, in effetti, è stata il 19 febbraio 2020.

Tanto per cominciare, la nostrana commissione parlamentare di inchiesta per l’Infanzia e l’Adolescenza ha ascoltato il rapporto della pm Maria Monteleone, ricevendo l’informazione che una serie di crimini contro i minori sono aumentati: prostituzione minorile (uno dei “reati più inquietanti che dobbiamo registrare perché vede come vittime bambine e bambini, anche di età compresa tra i 10 e i 13 anni”); abusi sessuali con correlata crescita dell’adescamento tramite internet; abuso dei mezzi di correzione (particolarmente sotto i cinque anni d’età); elusione dei provvedimenti sull’affidamento; violazione dell’obbligo di mantenimento: rassicuriamoci, l’Italia ama i bambini e giù le mani dai bambini e prima i bambini.

Nella sezione CULTURE dell’Huffington Post abbiamo potuto scorrere nei dettagli la notizia relativa al padre 25enne che in quel di Milano ha seviziato il proprio figlioletto per due giorni riuscendo infine ad ucciderlo: “Il pm ha anche contestato l’aggravante di avere agito “con crudeltà verso il bambino, per motivi futili consistiti nel fatto che il piccolo, lasciato senza pannolino, si fosse sporcato”. L’uomo è accusato anche di maltrattamenti nei confronti della moglie e degli altri due figli piccoli.”

L’assassino ha origini croate, ma dobbiamo ancora capire cosa c’entri la “cultura” con il prendere a calci e pugni un bimbo di due anni, ustionarlo con sigarette accese, bruciargli i piedi e ammazzarlo a colpi in fronte. O il suggerimento era: Eh, da loro i bambini li trattano così, è la loro cultura?

Gli effetti dell’educazione impartita dagli adulti tramite pornografia imperante, sessismo quotidiano e misoginia di default, si sono concretizzati una volta di più:

Violentata a turno a soli 10 anni dal branco di minorenni in uno scantinato e ripresa con lo smartphone. Questo il dramma vissuto da una bambina del napoletano.

I sei stupratori hanno dagli 11 ai 14 anni. E probabilmente la bambina era “bella”, come la nostra giornata, e un po’ di avvocati e giudici e stronzi vari avranno tutta una serie di “errori” da contestarle – si sarà fidata, sarà sembrata più grande, avrà avuto pantaloni troppo stretti / vistosi… per cui alla fine le diranno che ha semplicemente meritato quel che le è successo. Tra l’altro, mica è una violenza sessuale di gruppo: è un dramma.

Come si educano i minori al “dramma”? Un esempio dal 19 febbraio, così:

“A Ragusa è polemica per un cartellone pubblicitario per la promozione di uno scooter elettrico: ritrae una donna di spalle, seminuda, a bordo di una moto, e la scritta Vienimi dietro: sono elettrica“.

Maria G. Di Rienzo

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Il brano seguente – tratto da un articolo di giornale, data odierna – non è propriamente in lingua italiana (analfabetismo), ma la cosa peggiore è che non ha nulla a che fare con la realtà italiana o con le problematiche che investono la vita di italiani e stranieri presenti in Italia (ignoranza) e di cui un politico italiano potrebbe / dovrebbe occuparsi (qui abbiamo solo propaganda razzista e sessista):

“Ci sono immigrati che hanno scambiato i pronto soccorso per un bancomat sanitario per farsi gli affari suoi senza pagare una lira. È ora di smetterla che ci siano migliaia di cittadini non italiani che hanno preso il pronto soccorso come l’anticamera di casa loro. Io dico che la terza volta che ti presenti paghi.

Delle infermiere del pronto soccorso di Milano mi hanno segnalato che ci sono delle donne che si sono presentate per la sesta volta per una interruzione di gravidanza. Non entro nel merito di una scelta che compete solo alla donna. Non è compito mio né dello Stato dare lezioni di morale o di etica a chiunque, è giusto che sia la donna a scegliere per sé e per la sua vita. Però non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile per il 2020.

Se si arriva alla settima interruzione di gravidanza significa che si sbaglia stile di vita. Sono d’accordo con i medici che dicono che la donna è libera di scegliere ma se in poco tempo si viene a chiedere la settima interruzione di gravidanza… bisogna spiegarle come ci si comporta”.

A dire questo è il sig. Salvini che non sa come funzionano le unità operative sanitarie nel suo Paese, perciò glielo spiego io – anche se avrebbero dovuto spiegarglielo i sedicenti giornalisti che hanno riportato le sue affermazioni senza contestualizzarle ne’ porre una singola domanda al proposito: il pronto soccorso è il reparto di un ospedale che tratta i casi di emergenza (come possono essere forti traumi o arresti cardiaci), li classifica in base all’urgenza assegnando loro un codice e se i primi tre (rosso-giallo-verde) prevedono un ingresso immediato o di poco differito, il quarto (bianco) è stimato come non pericoloso – a volte come “accesso improprio” – e prevede il pagamento del ticket. Lo prego anche di prendere nota che il pronto soccorso non effettua interruzioni di gravidanza, le quali sono di competenza del reparto ginecologico/ostetrico.

Riassumendo: una persona con la febbre a 40° o con una ferita la cui relativa emorragia non si arresta, qualunque sia il suo colore, non sta “usando” il pronto soccorso per passare il tempo in un surrogato dell’ “anticamera di casa propria”, sta cercando di sopravvivere – e il farlo è suo pieno e incontestabile diritto; viceversa, qualcuno che va al pronto soccorso per una storta al mignolo può essere fastidioso per il personale ma non interrompe o ritarda le procedure di emergenza ne’ grava sulla sanità statale: perché paga per il servizio ogni volta, senza che ci sia bisogno di contare gli accessi per affibbiargli un balzello ogni tre di essi.

Per quel che riguarda la gravidanza nei mammiferi, innanzitutto Salvini dovrebbe sapere – dovrebbe perché ha due figli – che non è frutto dello “stile di vita” (civile o incivile, qualsiasi cosa in questo caso ciò voglia dire) della femmina interessata, necessitando della cooperazione di un maschio della specie. Perciò, spiegare come ci si comporta per ottenere un controllo delle nascite è semmai attività da rivolgere ad ambosessi. In Italia lo fanno i consultori familiari (Legge 405/75) il cui intervento in caso di interruzione volontaria di gravidanza è previsto dalla normativa relativa (Legge 194/78). Se Salvini voleva con le sue esternazioni suggerire il pieno ingresso dell’educazione sessuale nelle scuole io sono d’accordo: ma temo non sia così, perché ad ogni singola iniziativa in materia lui, i membri del suo partito e quelli della sua coalizione “sovranista” urlano come sciacalli “giù le mani dai bambini” / “complotto gender” e se possono la bloccano.

Delle infermiere del pronto soccorso di Milano mi hanno segnalato che ci sono delle donne che si sono presentate per la sesta volta per una interruzione di gravidanza è un’affermazione non comprovata a sostegno della quale abbiamo solo la parola del leader leghista, che purtroppo è discretamente noto per la capacità di contraddirsi nel giro della stessa giornata e di dire cose che non hanno alcun riscontro fattuale. Perciò, io ritengo sia teoricamente possibile tradurla così: Quando, nello scorso dicembre, sono andato a Cinisello Balsamo per vedere le ruspe in movimento (l’abbattimento del cosiddetto “ecomostro”) ho incontrato un mio fan: lui conosce un’infermiera del pronto soccorso dell’Ospedale Bassini, la quale gli ha raccontato di una donna che si è ormai presentata sei volte per ottenere la pillola del giorno dopo.

Poi, lo sapete, la fantasia fa miracoli e Cinisello può diventare Milano, un’infermiera moltiplicarsi in dozzine di infermiere e una donna qualsiasi trasformarsi in un’orda incivile di “zingaracce” e “clandestine” che chiedono di abortire. Tanto i seguaci del “capitano” si bevono tutto questo veleno come fosse un elisir.

Maria G. Di Rienzo

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