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Posts Tagged ‘humor’

(“Rules of Misogyny”, di Rose & amiche, 2019. Rose è una femminista 73enne, nota con lo pseudonimo “The Bewilderness”. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

1. Le donne sono responsabili di ciò che fanno gli uomini.

2. Se le donne dicono di no agli uomini è un crimine dell’odio.

3. Le donne che parlano per se stesse sono escludenti ed egoiste.

4. Le opinioni delle donne sono violenza contro gli uomini, perciò la violenza maschile contro le donne è giustificata.

5. Le donne e il femminismo devono essere utili agli uomini o non hanno valore.

6. Le donne che se ne vanno in giro essendo femminili in faccia agli uomini perché hanno le mestruazioni o allattano bambini meritano di essere punite.

7. Le donne devono essere sempre grate agli uomini per ogni cosa.

8. Gli uomini sono qualsiasi cosa dicono di essere e le donne sono qualsiasi cosa gli uomini dicono che siano.

9. Gli uomini conoscono sempre le “vere ragioni” per qualunque cosa le donne fanno e dicono.

10. La cosa peggiore della violenza maschile è che mette in cattiva luce gli uomini.

11. Qualsiasi cosa le donne soffrano, è peggio quando accade agli uomini.

12. La capacità delle donne di riconoscere schemi di comportamento maschili è misandria.

13. Le donne arrabbiate sono pazze. Gli uomini arrabbiati hanno problemi a esprimersi.

14. Le donne hanno tutti i diritti necessari: il diritto di restare in silenzio.

15. Gli uomini sono la definizione di umano. Le donne sono strane alterità subumane.

16. Chiunque possiede e controlla i corpi delle donne eccetto le donne stesse.

17. Gli uomini sono migliori delle donne nel rappresentare la femminilità, perché l’hanno inventata e li eccita.

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“Non capiamo se la polemica sia di carattere musicale o politica” spiega in una nota il management di Junior Cally, “della sua partecipazione a Sanremo si ha notizia dal 31 dicembre e tutti i suoi testi sono disponibili sul web. (…) Raccontare la realtà attraverso la fiction è la grammatica del rap. E non solo del rap: la storia della musica ha tantissimi esempi di racconto del mondo attraverso immagini esplicite, esagerate e spesso allegoriche. (…) È evidente dunque che su questa polemica non solo Junior Cally e le sue rime, ma anche le donne e il sessismo non c’entrano nulla. Due sono le cose: o si accetta l’arte del rap, e probabilmente l’arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un’ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano”.

Insomma, Antonio Signore – Junior Cally sarebbe l’ennesimo martire a cui si vuole impedire la libertà d’espressione, espressione tra l’altro di altissimo livello artistico e disponibile in rete – qualche esempio:

“Queste puttane con le Lelly Kelly non sanno che fottono con Junior Cally” (allegoria dell’augmented reality che raffigura donne-pokémon);

“Me la chiavo di brutto mentre legge Nietzsche” (critica filosofica dell’Übermensch);

“State buoni, a queste donne alzo minigonne” (conflitto cartesiano fra res cogitans e res extensa, raffigurato come assoluta libertà del maschio vs. passività meccanica della femmina);

“Questa non sa cosa dice. Porca troia, quanto cazzo chiacchiera? L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa.” (pezzo gore-coatto che irride le ipocrite vetrine del buonismo sulla violenza di genere);

“Lo sai voglio fottere con la Canalis”, “Lo sai che fottiamo Greta Menchi”, “Ci scopiamo Giusy Ferreri” (spera spera, povero bimbominkia… la funzione erettile come tensione ideale verso l’assolutezza del desiderio);

“Lei si chiama Gioia, beve poi ingoia. Balla mezza nuda, dopo te la da. Si chiama Gioia, perché fa la troia, sì, per la gioia di mamma e papà.”: scusate ma qui, di fronte all’apoteosi, è difficile tradurre l’aulica grammatica del rap – in effetti, non si riesce a leggere queste frasi (ne’ quelle precedenti) senza ricevere in piena faccia un rigurgito di disprezzo e misoginia… però questa roba sarebbe arte che noi povere ignoranti non riusciamo a capire.

Immagino, quindi, che quando Antonio e i suoi manager entrano in un orinatoio pubblico e sono esposti a graffiti di straordinaria bellezza, del tipo “Marisa vacca fa i pompini telefona al nr. xxxx”, siano colti dalla Sindrome di Stendhal e svengano in loco.

Maria G. Di Rienzo

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Ieri su alcuni quotidiani:

“Quali sono le dosi giuste di alcol per la donna? La risposta è nell’immagine: un semibusto femminile con due abbondanti coppe di vino che rappresentano il seno.

senza fine

Non è l’etichetta di una nuova cantina, ma la campagna di sensibilizzazione dell’assessorato regionale alla Salute (della Sicilia) contro l’abuso di alcol fra le donne, comparsa due giorni fa sul sito istituzionale “Costruire Salute” e rimossa dopo appena 24 ore per la sollevazione di cittadini, associazioni di donne e medici sui social.”

Non sono riuscita a sapere se il benintenzionato consiglio fosse rivolto anche agli uomini. In caso, la figurina doveva arrivare almeno alle ginocchia, perché le abbondanti coppe erano di sicuro tre e posizionate sul basso ventre, giusto?

Maria G. Di Rienzo

P.S. Per sapere quanto salutari sono tali immagini e come perfettamente “sensibilizzano” le donne, l’assessore può leggere (o farsi leggere, se non conosce l’inglese)

https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/00224499.2016.1142496

e cioè il resoconto di 130 studi compiuti negli ultimi vent’anni che ribadiscono i danni provocati dall’oggettivazione sessuale.

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cartello sardine

 

vauro pani e pesci

 

 

 

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neanche da qui

(… si vede la vastità di quello che me ne importa)

Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Stefano Accorsi: come vivono il passare del tempo?

Meghan Markle, quell’accessorio indossato si può comprare anche online

Irresistibile Julianne Moore: a 59 anni è sempre più bella

Diana Del Bufalo e Paolo Ruffini, amore finito?

Guendalina Tavassi: “Sono ancora calma, ma potrei scatenarmi”

La sexy modella Ines Trocchia torna single

Chin bob, da Alessia Marcuzzi a Bella Hadid tutte pazze per il caschetto del momento

Mario Balotelli e Raffaella Fico di nuovo insieme

Ciro Immobile si scatena in un ballo con sua moglie

Sono notizie (?) importantissime (???) spesso accalcate negli “spazi donna” dei giornali con l’implicazione che si tratti di ciò a cui le donne sono interessate. Simbolicamente chiedono una risposta a chi legge.

Va bene, da una donna, eccola qui:

E CHI SE NE FREGA.

Maria G. Di Rienzo

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“Daniele Martinelli (ex responsabile comunicazione per il Movimento 5 stelle alla Camera dei Deputati…), non ci siamo. Ti avevo dato un tema libero sperando che tu lo svolgessi abbastanza bene da rimediare una sufficienza ed essere promosso, anche se per il rotto della cuffia.

Guarda qua quel che hai scritto il 9 novembre 2019, in calce all’immagine dell’On. Liliana Segre:

Che buffonata esibire la scorta personale in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, il salotto della città.

Danielino, i due uomini della scorta sono in borghese, quindi non riconoscibili e non “esibiti”.

Inoltre: a) come scorta, non possono stare a venti metri di distanza dalla persona che devono proteggere; b) per percorrere la citata Galleria milanese non è obbligatorio esibire il 740 o avere un titolo nobiliare: infatti, ci passa chiunque.

Tutto questo presunto odio per la vecchina Liliana Segre, mi dà tanto di pantomima.

Primo, l’odio non è “presunto”, è documentato al punto tale che Liliana Segre ha appunto una scorta e non gliel’hanno data ne’ il Parlamento ne’ tuo zio, ma il Prefetto.

Secondo, si dice “mi sa tanto di…”, oppure bisogna riformulare la frase attorno all’espressione “se tanto mi dà tanto”. Errore da matita rossa.

Terzo, “vecchina” (nonostante la tua età) sembra essere la tua materia cerebrale e certamente lo è la tua attitudine superficiale e complottista.

Gli ebrei sono stati i creatori delle banche e gl’inventori dell’usura.

Balle, Danielino. Se la pratica di prestare denaro dietro interesse può essere fatta risalire ai Babilonesi, il concetto moderno di banca è nato nelle città italiane del Rinascimento e l’istituto del genere più antico è il Monte dei Paschi di Siena. O mi vuoi dire, ad esempio, che Giovanni “di Bicci” de’ Medici (Firenze, 1360 – 1429), fondatore del Banco Medici, era ebreo?

“Gl’inventori” come italiano fa proprio pena, anche se turandosi il naso l’Accademia della Crusca lo accetta. Errore da matita blu, più di forma che di sostanza.

Riconoscere i propri lati opachi, come quando si ammette un errore, può contribuire a migliorarne l’immagine. Soprattutto agli occhi della povertà mostruosa che popola il mondo.

Figliolo, il soggetto della prima frase qual è e dov’è? Chi ha i “lati opachi” e “migliorarne” a chi si riferisce? Di nuovo un errore da matita rossa.

La seconda frase ha come soggetto “la povertà”: che essendo la condizione di chi è povero non può avere occhi. E qui devo usare ambo i lati della matita, perché è un errore sia di forma sia di sostanza.

Capisci bene che non ti posso promuovere, vero? Tu hai dormito o giocato a battaglia navale non solo durante le lezioni di italiano, ma anche durante quelle di educazione civica. E se a casa hanno cercato di insegnarti la normale educazione, quella che prevede il rispetto per gli altri, tu hai dormito pure là.

Come dite acidi voi teorici dei complotti… svegliati, tesoro!

La tua maestra delle elementari.”

Maria G. Di Rienzo

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Flavia Tobreira (1) ha un nuovo fidanzato: Benedetto Sibo, ventenne studente di legge, ha 49 anni meno di lei. I due hanno trascorso un weekend romantico a Maui, nelle Hawaii.

Flavia Breirato (2) ha un nuovo fidanzato: Benedetto Biso, ventenne meccanico con specializzazione in motorini truccati, ha 49 anni meno di lei. I due hanno trascorso un weekend romantico a Casalanguida (Chieti) in occasione della Festa della Madonna del Rosario.

Flavio Briatore (3) ha una nuova fidanzata: Benedetta Bosi, ventenne studentessa di legge, ha 49 anni meno di lui. I due hanno trascorso un weekend romantico a Malindi in Kenya.

Poco si sa del Sibo: tra le scarse informazioni sul suo conto figura l’incoronazione come Mister “Calamaro in carpione” a Sanluri, in provincia di Medio Campidano, nel 2017. Quella sera aveva dichiarato di sognare di fare lo chef e aveva dedicato il titolo appena vinto alla nonna pastaia. Anche secondo quanto riporta “Chi”, al giovane non dispiacerebbe il mondo della gastronomia. Presto potremmo dunque vederlo fra i fornelli su Rai Uno.

Poco si sa del Biso: tra le scarse informazioni sul suo conto figura l’incoronazione come Mister Sbronzo a Cortaccia sulla Strada del Vino, in provincia di Bolzano, nel 2017. Quella sera aveva tentato di fare una dichiarazione ma finì per vomitare sul microfono. Anche secondo quanto riporta “Chi”, al giovane non dispiacerebbe il mondo dell’intrattenimento pecoreccio e goliardico. Presto potremmo dunque vederlo ubriaco, mentre racconta barzellette preistoriche, alle feste di addio al celibato.

Poco si sa della Bosi: tra le scarse informazioni sul suo conto figura l’incoronazione come Miss Carnevale di Pietrasanta, in provincia di Lucca, nel 2017. Quella sera aveva dichiarato di sognare di fare la modella e aveva dedicato il titolo appena vinto alla mamma. Anche secondo quanto riporta “Chi”, alla giovane non dispiacerebbe il mondo della moda. Presto potremmo dunque vederla calcare le passerelle di sfilate e presentazioni.

(1) Donna d’affari pluripregiudicata, nata nel 1950.

(2) Donna delle pulizie incensurata, nata nel 1950.

(3) Uomo d’affari nato nel 1950, condannato alla prigione due volte per frode negli anni ’80 (poi amnistiato); mentre era latitante alle Isole Vergini americane si occupava del franchising di Benetton e nel 1990 fu incaricato di dirigere la squadra di Formula Uno della medesima ditta (Renault F1 nel 2002); nel 2008 risultò coinvolto nelle corse truccate del Grand Prix di Singapore e costretto a rassegnare le dimissioni l’anno successivo, nel quale fu pure bandito a tempo indefinito dalla Federazione Internazionale Automobilistica: il bando fu successivamente sollevato in tribunale.

Curiosamente, le sue “fidanzate”, compagne, mogli ecc. hanno sempre almeno vent’anni meno di lui e fanno le modelle: Naomi Campbell (nata nel 1970), Heidi Klum (nata nel 1973), Elisabetta Gregoraci (nata nel 1980). A essere maligni vien da pensare che a trent’anni corteggiasse bambine delle elementari – ma solo se erano Miss Caramella.

Adesso sarei curiosa di sapere due cose:

– perché le prime due “non notizie” da me confezionate saranno giudicate ridicole e la terza, vera, in grassetto no;

– considerato che la mia rassegna stampa mattutina non comprende giornali scandalistici, perché devo trovare i fidanzamenti di Briatore su quotidiani che si stimano “seri” – e soprattutto in questo tono servile e melenso.

Maria G. Di Rienzo

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