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Posts Tagged ‘humor’

confused

La grammatica, dicono i dizionari, è il complesso di principi (fonologia, morfologia, sintassi ecc.) che costituiscono il modo di essere e di funzionare di una lingua. Naturalmente gli idiomi evolvono accordandosi nel tempo ai cambiamenti sociali e culturali, perciò termini, modi di dire e le stesse norme si aggiustano man mano – tuttavia la necessità della struttura non scompare. La lingua parlata e scritta costituisce “l’attrezzo” principale tramite cui comunichiamo fra esseri umani e usarlo in modo corretto è fondamentale per farsi capire: non c’è nessuna coercizione, nessun insulto, nessuna prevaricazione nel pretendere l’uso corretto della lingua da chi interagisce con noi.

Se siete andati in ambulatorio con la tosse e il medico vi piazza lo stetoscopio sulle natiche anziché sulla schiena e alle vostre rimostranze vi dà del “Medical Nazi”, non diventa qualcosa di diverso da un incompetente non in grado di diagnosticare il vostro stato di salute.

Perché il problema è questo: la confusione e l’approssimazione linguistica nell’esporre una tesi, un concetto, un’opinione segnalano disordine di pensiero e superficialità non solo grammaticale ma assai spesso anche sostanziale rispetto alla materia trattata.

Per me è assurdo e non accettabile prendersela con chi non ha avuto modo, o persino voglia, di studiare e sbaglia congiuntivi e accenti; chi non tollero al proposito, oltre ovviamente a coloro che della lingua fanno professione come giornalisti e docenti, sono i “politici” – laureati o meno – che hanno, hanno avuto o desiderano avere in futuro potere decisionale sulla cosa pubblica, perché quest’ultima riguarda circa 60 milioni di cittadini (me compresa), i loro diritti e la loro libertà, il loro lavoro, la loro salute.

Poiché questi istituzionali analfabeti (l’ordine dei termini non è casuale) sono incapaci di assorbire e articolare una struttura linguistica, che è loro per nascita e comunità, che ascoltano e leggono tutti i giorni, è lecito dubitare delle loro capacità di comprendere un testo, di approfondire un argomento, di vedere e ascoltare quel che hanno sotto gli occhi e a portata d’orecchio.

8 giugno 2020, Danilo Toninelli, ex ministro, senatore:

“Pure il Tar boccia le scelte del governo lombardo sulla sanità. Stavolta sui test seriologici. Questi politici sono dei disastri!”

I test sono sierologici e però bisogna farli seriamente, dai, era una sinergia… Affidereste la cura di un semplice cactus a questa persona? Io no. Figuriamoci se la reputo adatta a stare in Parlamento.

9 giugno 2020, Emanuele Filiberto di Savoia annuncia la sua “discesa in campo per il futuro dell’Italia” con un “think tank composto da politici, imprenditori, intellettuali” (è dal 2005 che “scende”, si è presentato alle elezioni nel 2008 e nel 2009 e il precedente “pensatoio” era composto da evasori, truffatori e mafiosi). Intervista:

“Lei è tra coloro che sono convinti di una sudditanza dell’Italia nei confronti dell’Europa?” Risposta del nobil signore: “Ce l’abbiamo cercata noi.” Ma resta a casa tua a Monte Carlo (lingua ufficiale: francese), per carità, non disturbarti a continuare a scendere in Italia.

Maria G. Di Rienzo

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… per me è una cosa seria.

writer

Da quando ho deciso che avrei scritto il quinto romanzo, ho buttato via 80.000 parole totali. Non c’è critico letterario al mondo che sappia trovare difetti nella mia scrittura meglio di me: è vero che essa tratta di sf e fantasy, ma la narrazione – oltre che corretta sotto il profilo linguistico – deve essere credibile, nel senso che chi legge dev’essere in grado di entrare in relazione con la storia e i personaggi senza trovare il tutto così improbabile da chiudere il libro e non riaprirlo più.

Una volta attraversato questo processo vado spedita… verso il nulla o verso l’autopubblicazione (vi terrò aggiornati). Non ho aspettative sull’editoria per così dire “ufficiale”, come sapete, perché sono semplicemente una scrittrice e non una persona famosa in altri campi che deve aggiungere libri di fuffa alle sue imprese. La situazione in Italia è questa e credo di non essere la sola ad averlo compreso: ieri me la ribadisce la recensione di un prodotto che viene definito “una sfida a George Orwell sul prato verde della distopia” e poche righe più sotto “un’anti-distopia ironica e distaccata”. Fate voi. Potrebbe persino essere un’utopia, un’eutopia, una cacotopia o un “anti” tutto ciò.

Baldini & Castoldi pubblicano infatti, con totale faccia di bronzo, qualcosa che si chiama “2084. La dittatura delle donne”, ci mettono un dipinto di Tamara de Lempicka in copertina (che fa sempre tanto “trasgressione”) e magari si aspettano che chi ha letto “1984” di Orwell corra in libreria, non vedendo l’ora di fare paragoni fra un gigante della letteratura e l’autore Gianni Clerici.

Costui è un ex tennista, giornalista sportivo (il recensore ricorda le sue “storiche dirette da Wimblendon” – sarebbe Wimbledon), che occasionalmente si avventura fuori dalla sua area di competenza – cosa legittima e non contestabile – con un testo che, anche se non tratta direttamente di tennis, usa il tennis come metafora, ispirazione, monito, similitudine eccetera.

So che ha sofferto di un ictus e che per fortuna ora sta bene, ma non so cosa gli abbia fatto male di recente: il #metoo? La richiesta di dar voce alle donne in Italia? Sta di fatto nel suo 2084 “le donne vanno al potere e invece del Grande Fratello c’è qualcosa che è una macchina chiamata Cerebrorobot. Le donne vanno al potere in seguito a una votazione mondiale in cui sono maggioranza.”

E, ovviamente, per chi le donne non le ascolta e non le vuole ascoltare, ciò può risultare solo in una banalissima dittatura rovesciata: “Gli uomini, i vires, sono messi maluccio, destinati alle mansioni più umili, i rapporti fra i sessi sono banditi e ogni forma di riproduzione è rigidamente controllata”. Giusto, perbacco: per cosa mai vogliamo entrare nella cabina di regia se non per vendicarci? Perché, andiamo, non è mica possibile che noi si reclami una cittadinanza a pieno titolo, diritti umani per tutte/i e si abbiano idee, proposte, capacità da condividere. Due secoli e passa di femminismo (indicato propriamente con tale nome) e questo è quel che Clerici – non solo lui – ha capito. Ma non dobbiamo preoccuparci: “nonostante presenze che si intuiscono autorevoli come la Leader Draga Merkel sr, (Nda: La Feroce Merkel Mangiauomini, ma per piacere! Questa l’ha concordata con Vittorio Feltri o con Salvini?) quello delle amazzoni è un potere vuoto, un simulacro. Su cui Clerici non manca di testare la proverbiale ironia.” Davvero, è un sollievo. E come fa? “Usa proprio il tennis. Facendo ricordare alle protagoniste un match di Serena e Venus Williams perso malamente contro un tennista numero 200 del mondo. “Era un incontro a cui ho assistito in Australia, con il tedesco Karsten Braasch che provava i cambi di campo. Mi pare le abbia battute a turno 6-1 e 6-2”.”

Ah okay, siamo inferiori, torniamo a ricamare le palline da tennis per i veri esseri umani – gli uomini. Cioè, basta la memoria delle Williams sconfitte in un match amichevole per far vacillare la “dittatura democratica” (Nda: questa invece potrebbe andar bene per i gilet arancioni) degli incubi di Clerici: “Come antifrasi non è male eh? – gongola l’autore – Sono due antitesi che contengono tutto”. Non comprendo dove sta l’ironia proverbiale. Ma si sa, le femmine sono stupide e le femministe sono prive di senso dell’umorismo eccetera eccetera eccetera, per cui è un problema mio e chiunque altro, purché dotato di scroto, sta probabilmente ghignando con aria saputa alle mie spalle. Perché poi basterà un uomo, “un padre”, per “sconvolgere il bucolico tran tran del mondo di “2084”.” Come? Clerici spiega: “La storia è quella della figlia di una pittrice che rimane incinta di un pittore di nome Vijay, nome molto comune in India, c’è stato anche un famoso tennista, Vijay Amritraj. Vuol dire vittoria’.”

Il metro di misura è quello. La vittoria. La vita è una guerra e bisogna vincere. Non importa in che modi, non importa quante vittime accidentali o volute ti lasci alle spalle, non importa cosa distruggi irreparabilmente nel processo. E’ il meccanismo alternativo alla “dittatura” dell’avere donne in posti di responsabilità, quello consueto e attuale: la sfida fra uomini. Be’, che se lo tenga Gianni Clerici. Io lavoro e scrivo con lo scopo di vivere in un mondo migliore di questo.

Il recensore, affinché noi non si abbia dubbi sulla statura dell’opera, ci rende noto che “nel pantheon letterario di Clerici ci sono Jack London, Ernest Hemingway, Andé Malraux, Graham Green, Joseph Conrad, James Joyce (…) Tra gli anglosassoni, Henry James, George Eliot, PG Wodehouse, Evelin Waugh (sic: si tratta in realtà di Evelyn Waugh – e nonostante il nome era un uomo)”: a quest’ultimo l’autore ci informa di essere stato persino paragonato. E qui c’è un ulteriore nodo da sciogliere, perché io ho letto tutto il suo pantheon e il mio è più grande di una scala cosmica (in senso metaforico e letterale), ma nessuno mi ha ancora paragonata alla regina Jindeok di Shilla per il mio interesse relativo a culture straniere e politica estera, a Aphra Behn per i miei scritti di teatro, a Hedvig Apollonia Löfwenskiöld per le mie (rare) poesie, a Florynce Kennedy per i testi relativi al femminismo e all’attivismo in genere, a Sofia Hagen per la satira e a Joan Slonczewski per la fantascienza. Purtroppo non sono nemmeno abbastanza cretina da augurarmelo o da crederci nel caso accada. Ho una consolazione, però: so di scrivere meglio di Clerici e del suo recensore. Maria G. Di Rienzo

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“Sono ancora viva perché qualsiasi cosa mi voglia morta non sa: che non puoi uccidere qualcuna che non ha più paura.”

Terisa Siagatonu

Terisa Siagatonu (in immagine), poeta, attivista e organizzatrice per il cambiamento sociale contemporanea; samoana per nascita e queer per autodefinizione.

La sua citazione spiega perché oggi compio di nuovo gli anni. Non era scontato, my friends. E poi, lo sapevate che condivido il compleanno con Filippa di Lancaster, Claudia de’ Medici, Alla Nazimova e Judith Malina? C’è da meditare, ne convengo. 😉

Maria G. Di Rienzo

TaraOBrien Bust Final

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La pubertà arriva un anno prima, sotto accusa obesità e inquinamento.

Iraq: catturati 8 membri dell’Isis. Hanno tentato di scappare ma erano obesi e lenti.

Roma: la sindaca Raggi inaugura il monumento al Body Mass Index.

Renzi: ‘La messa fuorilegge dell’adipe è vicenda da affrontare subito’.

Borsa: Europa in forte rialzo, Francoforte +2%: ha oltrepassato il peso forma.

Tutti fuori, da Nord a Sud. Lamorgese ai giovani: ‘State attenti alle calorie’.

Il Senato respinge le mozioni di sfiducia su Bonafede. Il ministro soddisfatto: ‘Ora al lavoro per finanziare i centri dimagrimento’.

Bagarre alla Camera, M5S attacca la sanità lombarda: alcuni pazienti Covid erano grassi, perché sono stati curati?

Pronto a Milano il treno per trasportare gli obesi a Treblinka.

holocaust train

Zingaretti: “La liposuzione diventi moda dell’estate”.

Folla di ciccioni fuori da un locale a Firenze: avvisati dalla polizia di stare fuori dalla vista delle persone belle e normali.

Proteste per gli ombrelloni più larghi in spiaggia: volete metterci sotto degli obesi.

Solo una di queste frasi non l’ho manipolata io dai titoli della stampa nostrana. La prima. E’ falsa (non scientifica) come tutte le altre – le quali però, se ignoranti e profittatori di ogni tipo insistono, potrebbero magari diventare vere nel prossimo futuro. Quale simbolo ci faranno cucire sui vestiti, una bilancia o un mottarello? (Naaah, tanto i trasgressori si vedono a occhio: eh, che ridere!)

Maria G. Di Rienzo

P.S. Il titolo descrive quella che è ormai la mia “emozione” principale nel leggere i giornali ogni mattina.

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gollum berlino

“Il mio tesoro!”

(Murale di Eme Freethinker, Mauerpark, Berlino. Particolare di un’immagine di John MacDougall.)

In tempo di pandemia, anche Gollum sta ripensando le priorità della sua vita: voglio dire, provate a usare un anello al posto della carta igienica… disastro.

E allora, non fatelo.

Non inseguite modelli irraggiungibili, non distruggetevi per rispondere alle aspettative altrui, smettete di recitare il personaggio “appropriato” e vivete la vostra vita come volete, come ciò che siete.

La vostra felicità non dipende dall’approvazione di una giuria sociale, familiare, lavorativa, scolastica. Se vi concentrate sui “risultati” da ottenere nell’attenervi alle prescrizioni, la vostra felicità sarà sempre distante di un podio e l’ansia vi impedirà sia di godere dei singoli momenti di gioia sia di perseguire i vostri sogni.

Le vostre fondamenta e il vostro motore sono le persone che amate e che vi amano. Abbiatene cura. Davanti al pericolo, al bisogno, alla sofferenza tutto quel che avrete di prezioso per restare a galla e ripartire saranno le vostre relazioni.

Maria G. Di Rienzo

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fabbri editore

(immagine da Rising Feminism)

Dunque, questo è un testo per le scuole elementari, ed. Fabbri, anno corrente.

Lucia è troppo grassa per indossare una minigonna”.

Rossella è così bella da sembrare un angelo, mentre sua sorella è talmente brutta che nessun ragazzo la degna di uno sguardo”.

L’upgrade per le medie potrebbe essere così:

“Alle donne piace:

– fare i lavori di casa;

– ricevere fischi e palpate per strada;

– depilarsi, truccarsi e stare a dieta;

– essere stuprate.

(Esercizio trabocchetto, perché tutte le risposte sono giuste!)”

Alle superiori potremmo magari entrare più nei dettagli:

Presente:

“Nadia non riesce ad avere un ragazzo perché non è abbastanza coraggiosa e liberata e ironica per mandargli le foto di nudo che lui richiede;

Irene non ha amici perché non si veste bene e non va in discoteca;

Marta ha 14 anni ed è ancora vergine!”

Presente e futuro:

“Elena va male a scuola: ma tanto la scuola a cosa le serve, è una femmina e per quanto studi non capirà mai nulla!

Marta ha 15 anni, è ancora vergine e se continua a non lavorare sulla propria bellezza lo sarà per sempre.”

Passato:

“Marta aveva 16 anni ed era una schifosa lesbica, ma dopo uno stupro di gruppo correttivo imparò ad apprezzare gli uomini e qual era il suo posto nel mondo.”

Ehi, Ministra Azzolina, se il trend è questo le dobbiamo proprio riaprire le scuole? Chiedo per circa trenta milioni di amiche, la metà della popolazione italiana, fra cui Marta e la sua ragazza che mi incaricano di mandarla a quel paese (ambasciator non porta pena).

Maria G. Di Rienzo

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Giorno bugiardo

fantasy fish di besavampiresa

(“April Fool”, di Myra Cohn Livingston (1926-1996), trad. Maria G. Di Rienzo. Myra era una “poeta per bambini”. Si è occupata tutta la vita di letteratura e poesia per l’infanzia.)

Lo sciroppo d’acero è pieno di formiche.

Un topo sta strisciando sullo scaffale.

E’ un ragno quello che hai sulla schiena?

Ho mangiato una torta intera da sola.

Il lavandino della cucina è appena straripato.

Un’inondazione improvvisa s’è portata via la scuola.

Ho buttato la tua coperta nell’immondizia.

Non mento mai – IO –

il PESCE D’APRILE!

the child

Vediamo di non far brutti scherzi, eh?

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(“I Went As A Nurse For Halloween in Third Grade – Here’s What You Need To Know About Coronavirus”, 18 marzo 2020, Reductress, trad. Maria G. Di Rienzo.)

ah-ha-moments

In questi tempi terribili, è assai importante non cadere preda della disinformazione o addirittura contribuire a diffonderla. Tuttavia, non è nemmeno il momento di infilare la testa nella sabbia. L’unico modo per combattere le cattive informazioni è essere provvisti di buone informazioni e questo è il motivo per cui sono qui a fornirvele.

Essendomi vestita da infermiera per Halloween, quando ero in terza elementare, vi dirò quel che avete bisogno di sapere sul coronavirus.

Lo si può prendere dalle superfici, o no?

Come una che non solo si è vestita da infermiera a otto anni, ma persino voleva diventare tale per un certo periodo alle medie, posso affermare con sicurezza che una mia amica mi ha detto che il coronavirus può vivere sulle superfici. La buona notizia è che la mia amica (amica su Facebook di cui non ricordo come ci siamo conosciute, forse al campeggio estivo? Ci sono poi andata al campeggio? Non so.) mi ha detto questo: il virus rimane sulle superfici per la durata di una puntata di una serie con elementi comici dell’HBO, ma si può ridurre questo tempo alitando sulla superficie e poi strofinandola come si fa con gli occhiali. Assicuratevi di aver indossato i guanti! Quelli senza dita, se volete sembrare fantastiche mentre combattete la malattia. Sono certa di non aver fatto errori.

Potete fare il test a casa vostra.

Tutti si stanno agitando sull’inaccessibilità dei kit per l’esame, dicendo che è un panico creato dal governo per controllare la popolazione o cose del genere. Ha a che fare con le elezioni ma, guardate, io per Halloween mi sono vestita da infermiera, non da politologa.

In ambo i casi, non c’è motivo di preoccuparsi perché potete controllare se avete o no il virus comodamente nella vostra casa. Basta chiudere gli occhi e recitare l’alfabeto al contrario. Se avete le capacità mentali per fare questo, allora non siete infettati. Funziona per tutte le età.

Ricordate di apprezzare i professionisti della sanità.

Fra le persone più a rischio ci sono i lavoratori della sanità che si giocano tutto per aiutare a mantenere altri in salute. Prendetevi un momento per apprezzarli. Per esempio, io sto sacrificando del tempo che avrei potuto spendere per la “sfida alla cannella” (la cannella è una delle cure note per il coronavirus), perché ho più a cuore il fornire informazioni salvavita agli altri. Che ci volete fare, io sono così.

Quindi, restate al sicuro, infilatevi in un sacco a pelo dallo spessore considerevole (il Covid può viaggiare solo attraverso due centimetri di stoffa) e lavatevi le mani con acqua abbastanza gelata da paralizzare i batteri. No, no, non occorre ringraziare. Non c’è di che.

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spilli

1. Nemmeno il coronavirus li ferma:

16 marzo 2020 – Donna accoltellata in casa nel Milanese: cinque fendenti al torace, ricoverata in gravi condizioni. Arrestato il figlio.

“L’uomo, alterato dall’alcool, ha aggredito la madre al culmine di un litigio.”

E dopo “Altered Carbon” Netflix produrrà “Altered Son”, un agghiacciante affresco del futuro anno 2020 ove si illustra come la triste sinergia di Genepy e Sfurzat con l’irritazione produca figli assassini. Come, siamo già in quell’anno? Ah be’, sì be’…

17 marzo 2020 – Bologna, cerca di uccidere la ex al centro commerciale, accoltellandola al volto.

La donna si è difesa; prognosi di 30 giorni. L’uomo deve rispondere di tentato omicidio.”

Vi è concesso provare un minimo di compassione per la vittima, anche se l’articolo sottolinea che “si è fidata” (stupida come tutte le donne) e ha risposto alla richiesta di incontro: si è difesa. Se il terrore l’avesse paralizzata, come spesso succede, il “minimo” contrattuale sparisce – sappiatevi regolare.

18 marzo 2020 – Roma, accusato di violenze sulla moglie: sospeso il pg della Cassazione Mario Fresa.

“(…) tra i due era nata una discussione per motivi di gelosia che era terminata appunto con un fortissimo pugno alla tempia ricevuto davanti alla tata del figlioletto dei due coniugi.”

“(la donna) accusa il magistrato di “averla colpita con un pugno alla tempia in casa al termine di una lite” (sette giorni la prognosi) e minacciata “di portarle via il figlio se avesse sporto denuncia”.

Dunque, l’aggressione ha una testimone e manda la donna in ospedale con sette di giorni di prognosi, ma si tratta di una mera accusa: sarà vera? La tizia ha pagato la babysitter perché dichiarasse il falso? Si è tirata il pugno in testa da sola? Ma comunque niente paura, anche se fosse stato proprio il marito quest’ultimo non aveva più il controllo di sé a causa della gelosia. E come mai era geloso, cosa aveva combinato la tizia per agitarlo così (poverino)? Diciamocela tutta: se il violento è un procuratore generale meglio andarci con i guanti di velluto.

2. Prima di chiedere la beatificazione per Pornhub fate un supplemento di indagine:

Che nobiltà d’animo, che generosità! Pornografia gratis per gli sfortunati italiani chiusi in casa! I quali potranno così avvallare i contenuti del sito che raffigurano vittime di traffico a scopo di sfruttamento sessuale:

https://www.washingtontimes.com/news/2020/mar/10/ben-sasse-doj-investigate-pornhub-sex-trafficking/

oppure bambine vittime di stupro:

https://www.bbc.com/news/stories-51391981

3. Raccogliete informazioni sulla pandemia solo tramite canali ufficiali:

Cioè il numero unico nazionale del Ministero della Salute 1500 e i numeri verdi delle Regioni, a meno che non vogliate sentirvi dire che il coronavirus si cura tenendo un incenso sotto il naso mentre si balla la quadriglia.

Domenica scorsa, mentre passeggiava frettoloso in Via Tritone a Roma per raggiungere il negozio di alimentari arabo – l’unico presente su quella strada – ove comprare cibo italiano, un signore confuso pensava ossessivamente: “Come faccio a restare al centro dell’attenzione, cosa cavolo mi invento?” Ecco la risposta:

“La Lega attiva un servizio gratuito per rispondere alle vostre domande. Metteremo a disposizione i nostri tecnici con numeri di cellulare ed un indirizzo mail. Cercheremo di dare risposte precise.”

Lega: Lungimiranti Epidemiologi Gozzovigliano Allegri cercando di lucrare consenso dalla sofferenza di un intero Paese.

4. Fra tante disgrazie ci mancava questa:

Il programma televisivo “Porta a Porta” è tornato in onda ieri. Che Bruno Vespa vi sia lieve (lo so, è impossibile).

5. Però una buona notizia (relativamente, s’intende) c’è:

La seconda serie di “The Mandalorian” è in arrivo e anche i dirigenti di Disney+ fanno mostra di magnanimità regalandovi la prima puntata su Italia 1 (22 marzo p.v., h. 23.30), per il resto dovrete pagarli. Io me la guarderò da qualche parte sul web, con calma, in lingua originale – tanto i dialoghi non sono davvero granché – sperando che il Mandaloriano si decida ad accudire Baby Yoda come si deve. Un bagnetto vogliamo farglielo? Cambiargli il vestitino ogni tanto?

Io ci metto il cibo:

meglio fresco

Maria G. Di Rienzo

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I libri nuovi sono stati letti. Ne rileggiamo qualcuno di vecchio, ce ne sono talmente tanti in casa nostra che da questo punto di vista potremmo affrontare una quarantena lunga anni, anche se naturalmente non ce la stiamo augurando. Usciamo il meno possibile, dividendoci i compiti. Ci laviamo mani e faccia e mangiamo la focaccia (citazione di una canzonetta dello Zecchino d’Oro).

L’uomo di casa lavorerà ancora tutta questa settimana, poi ne avrà una di ferie “forzate”, poi si vedrà (si vedrà anche se gli danno i soldi che avanza da mesi…).

Cerchiamo film / serie tv da vedere insieme: il che significa, ad esempio, gialli no (in genere piacciono poco a lui) e anime giapponesi no (in genere piacciono poco a me). Il maggior flop, fino a questo momento, è stato il film che raccontava la storia del più famoso gruppo punk finlandese, “Apulanta” – “Fertilizzante”: girato con lento taglio documentaristico e oberato da scene mute superflue ci ha elettrizzati come una coca-cola svaporata.

Ogni mattina ci scambiamo il bollettino di guerra poco dopo il “buongiorno”. Cos’ha letto lui sul virus, cos’ho letto io. Ogni sera lo aggiorniamo: cos’è successo in fabbrica, per strada, a conoscenti e sconosciuti. Lui fa parte della fascia a rischio percentuale di decesso 2 virgola qualcosa, io di quella all’8 sempre virgola qualcosa. Di qualcosa, appunto, si dovrà pur morire ma non sembriamo particolarmente predestinati in questo preciso momento.

Cerchiamo cose positive e ce le indichiamo reciprocamente: l’acqua pulita dei canali di Venezia, l’inquinamento atmosferico che cala, la primavera che sta arrivando comunque, le cose che vorremmo fare quando tutto questo finirà.

Ieri per andare in farmacia avevo cappuccio tirato, occhialoni, la sciarpa sulla bocca a mo’ di mascherina – so che non serve a un piffero, ma l’attrezzo giusto è introvabile – e i guanti di plastica. Se mi fossi vista così due mesi fa avrei avuto una crisi di ilarità e mi sarei presa per i fondelli per i due mesi successivi.

Dentro, le farmaciste sembravano il personale di una stazione spaziale infestata da Biechi Alieni Moccolosi. (1) Piedistalli improvvisati offrivano disinfettante e fazzolettini di carta. Un cartello urlava “Non abbiamo mascherine”.

Sulla strada, un trio di giovani gladiatori sfidava pandemia e quarantena cazzeggiando e una mamma giuliva passava con carrozzino multi-accessoriato, anche di bambino, e nessuna protezione. Io mi sono detta: “Lo vedi che qualcuno più sfigato di te c’è sempre?”.

Comunque, mentre tornavo a casa, gli alberelli lungo il marciapiede mi hanno fatto una doccia di petali rosa. E io ho accettato l’omaggio come una regina, ringraziando con un misurato cenno del capo. Lo so che gli alberi sono svelti a perdonare gli umani. Non ce li meritiamo.

disegno di alicia michelle

Maria G. Di Rienzo

(1) slang per “con il moccio al naso”.

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