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Assistenza tecnica

apri il frigo

Per sbloccare il computer apri il frigorifero

(Sono un po’ indaffarata, ma non volevo rinunciare a salutarvi oggi… Maria G. Di Rienzo)

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Sulla scia del recente massacro di Toronto in Canada – 10 persone uccise, di cui otto erano donne, e 15 ferite – operato dal 25enne Alek Minassian, si è scoperto che costui era un povero “incel” (“celibe involontario”, termine creato da una donna vent’anni fa e trasformatosi in una chiamata alla misoginia più violenta).

Zoe Williams scriveva per The Guardian il 25 aprile scorso: “Il problema principale (ndt: per i gruppi online dei celibi involontari) sono le donne in sé, che diventano nemiche non solo come persone, ma come entità politica. Ci sono un mucchio di discussioni sul modo migliore di punirle, con fantasie su stupri di massa e consigli su come pedinare le donne senza essere arrestati, solo per avere il brivido di farsi notare. Il femminismo è ritenuto responsabile per ogni uomo che non riesca ad andare a letto con nessuna e il controllo delle nascite è ritenuto causa del fatto che “le donne escono solo con i tipi attraenti”.” Cosa ti resta da fare, se non salire in macchina, guidare in centro nell’ora di punta pomeridiana e farne fuori quante più puoi?

Forse ci sono alternative. Lo stesso 25 aprile, la femminista Caitlin Moran ha chiesto alle donne via Twitter cosa fanno loro quando sono “nubili involontarie”. Queste sono alcune delle risposte che ha ricevuto:

– Guardo un mucchio di documentari sulla natura.

– Faccio le stesse cose di quando non sono “involontariamente nubile”, ma con le gambe leggermente più pelose.

– Per 6 anni mi sono fatta nuovi amici, sono andata al cinema e a teatro a vedere cose splendide, ho frequentato corsi d’arte e di danza, ho mangiato buon cibo, ho ballato alle feste nei capannoni e nulla di ciò ha implicato contatti sessuali con un altro essere umano. E’ stato meraviglioso e io sono fantastica!

– Una mia amica ha lavorato a maglia una serie di copriteiera meravigliosamente intricati. (Nella stessa situazione, io ho dormito un sacco. E’ stato splendido.)

copriteiera

– Ho passato due anni in Tanzania facendo ricerche sui bambini in relazione allo sviluppo, ho imparato a parlare Kiswahili in modo fluente e più tardi ho usato questa esperienza per diventare una delle poche ricercatrici che lavorano sul linguaggio dei bambini.

– Ho preso una specializzazione universitaria in ingegneria meccanica – quattro anni, essendo una delle sole due donne in un corso che contava più di quaranta uomini, trascorsi in un deserto sessuale.

– Ho comprato un ridicola motocicletta italiana, ho guardato programmi tv sugli orsi, mi sono fatta fare il tatuaggio di un orso, mi sono colorata i capelli rosa e ho trovato un lavoro abbastanza pagato da permettermi di fare volontariato in un parco protetto per gli orsi.

– Dormo, mangio, bevo, guardo gli episodi di Law & Order uno dietro l’altro e sospiro soddisfatta.

– Mi aggiudico un sacco di biglietti per i concerti “tutto esaurito”, perché è più facile ottenerne uno solo.

C’è chi vagheggia di compiere una carneficina perché nessuno vuol toccargli il culo. Ma immaginate se noi facessimo carneficine ogni volta in cui ci toccano il culo senza il nostro consenso.

Maria G. Di Rienzo

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io mangio

(Io sogno – Io mangio)

celeste weeds

(Lady Giardino – Erbacce e tutto il resto)

Le immagini ritraggono Celeste Barber attrice, comica e scrittrice australiana, sposata e madre di due figli (l’uomo nella prima è suo marito).

Femminismo, salute mentale e salute fisica nelle foto sono a destra.

divano celeste

celeste yoga

Maria G. Di Rienzo

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alexandra petri

Ispirata dalla recente umoristica discussione su come gli autori maschi ritraggono i loro personaggi di sesso femminile

https://lunanuvola.wordpress.com/2018/04/04/molta-strada-da-fare/

e da un articolo di Vulture che riporta brani di famose sceneggiature assai comici (involontariamente) nell’illustrare i ruoli delle attrici, la giornalista del Washington Post Alexandra Petri – in immagine – ha scritto il 4 aprile scorso “Se gli autori di sesso maschile descrivessero nella letteratura gli uomini allo stesso modo in cui descrivono le donne”. Alexandra ha mimato alla perfezione lo stile degli scrittori che cita e i risultati sono esilaranti. Eccone alcuni:

George R.R. Martin

Gli addominali di Jon Snow si muovevano impercettibilmente sotto la sua tunica, sodi e duri e pallidi come mele invernali spiccate dall’albero, accuratamente affettate e sistemate in fila.

Ernest Hemingway

Lui aveva un didietro che sembrava bello. Lei afferrò il didietro con le sue mani. Lui rimase un po’ sconcertato, ma non troppo. Questo è il modo in cui vanno le cose fra donne e uomini.

Raymond Chandler

Marlowe era quel tipo di moretto che avrebbe fatto tirare un calcio in una vetrata colorata a un vescovo, e solo metà del buco sarebbe stato da attribuire a panico eterosessuale. L’altra metà sarebbe stata lo sguardo datovi da lui sotto l’orlo del cappello, quel tipo di sguardo di cui pensate che forse potreste convertirlo in contanti in una stanza di un albergo a buon mercato, prima di notare i grattacapi che gli spuntano dal taschino posteriore.

Leo Tolstoy

Vronsky una volta era stato bello. Le sue mani, un tempo bianche e soffici, erano scarne e devastate dalla fatica del crescere bambini, e la sua faccia appariva emaciata e non attraente. La sua voce aveva acquisito un tono querulo. Le sue braccia, una volta della forma giusta, ora erano della forma sbagliata, a causa del passaggio del tempo e della degradazione morale che viene con esso. C’era un cavallo che aveva sofferto un terribile incidente e in un certo modo Vronsky gli somigliava.

Omero

Odisseo dalle bianche cosce emerse dall’acqua fresco di bagno e luccicante di olio / La sua pelle splendeva come l’alba che si introduceva fra i suoi rapidi piedi calzati di sandali / La dea lo osservava rapita.

Jack Kerouac

I graziosi e pieni pettorali di lui erano a malapena nascosti dalla sua camicia da notte bianca, e Dean mi guardò come se volesse dire: se questa è l’America ne voglio vedere di più.

Maria G. Di Rienzo

P.S. Nei prossimi giorni sono impegnata, ci risentiamo lunedì.

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Thanyia Moore

Thanyia Moore, performer comica e danzatrice, ha appena vinto il Premio Funny Women: in altre parole è stata incoronata come la “regina della commedia” inglese 2017/2018 (nell’immagine regge lo “scettro” consegnatole durante la cerimonia).

Non è il primo riconoscimento che riceve per il suo lavoro. Nel 2013 era stata premiata come “Miglior Nuovo Arrivo” sulla scena comica, dopo che aveva viaggiato con in suoi spettacoli non solo in tutta la Gran Bretagna ma in giro per il mondo (Stati Uniti, Svezia, Olanda, Spagna ecc.).

Thanyia è nata a Londra da genitori giamaicani e uno dei suoi pezzi più riusciti si basa sui ricordi e sugli aneddoti del crescere essendo l’unica ragazza di colore nella sua classe. I bambini le stanno particolarmente a cuore e offre regolarmente i suoi spettacoli a un’organizzazione umanitaria – The Sunshine Foundation Charity – che ha lo scopo di sostenere i piccoli con speciali necessità nel Regno Unito e nei Caraibi.

La sua principale ispirazione è la sua mamma, che descrive come “l’incarnazione di una donna nera forte”, se deve definire il femminismo con una sola parola sceglie “eguaglianza” e dichiara che di quest’ultima, nel suo ambito lavorativo, non c’è traccia… ma dice anche di essere “abbastanza fortunata da essere nata dopo l’inizio del femminismo e da beneficiare del duro lavoro fatto in esso dalle donne venute prima di noi, che hanno lottato per noi”.

Che consigli darebbe a chi ha appena intrapreso la sua stessa carriera?

“Resta con i piedi per terra – Tieni vicino chi ti conosce e ti ama. Non credere alla pubblicità gonfiata e resta umile.

Continua a essere l’autentica te stessa – Non perderti e non perdere te stessa. Cresci, ma non cambiarti.

Divertiti! – Quando sarai anziana, sulla sedia a dondolo, e tutto si starà rilassando… i nipotini ti chiederanno com’è stata la tua vita. Assicurati di essere in grado di dirgli quanto ti sei divertita!”

Maria G. Di Rienzo

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E allora… da dove viene quel che dico, perché agisco in un modo piuttosto che in un altro, come faccio a essere sicura di questo e quello, perché continuo a scrivere di soggetti e concetti non mainstream? Cosa nutre questa maledetta tenacia?

Non c’è bisogno di preoccuparsi così tanto. E’ piuttosto semplice, in realtà:

motoko2

“E’ solo un sussurro. Lo sento nel mio ghost (spirito/anima).” Maggiore Motoko Kusanagi

Maria G. Di Rienzo

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Un buon consiglio

bite

Mordi pure la mano che ti nutre

quando capisci che è veleno

tutto quel che offre

(da “Petits Poèmes” di Mallory Rowe, poeta contemporanea, trad. Maria G. Di Rienzo.)

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