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Archive for the ‘Umorismo’ Category

Quel che voglio nel 2017

2017

Quel che voglio nel 2017…

L’energia e l’opportunità per perseguire le mie passioni

Capelli fantastici che dicano “Affanculo il patriarcato!”

Parlare con sicurezza senza dover specificare o autocensurarmi:

No (con la x rossa): Mi dispiace… So che sono stata dura riguardo al patriarcato e veramente mi piacciono tutti gli uomini che sono nella mia vita. Sono grandiosi. Non sto parlando di LORO ma del SISTEMA che li favorisce. Inoltre sono perfettamente sicura che il patriarcato danneggia sia donne sia uomini!

(con la spunta verde): Sul serio, affanculo il patriarcato. Inoltre, “Rogue One” è sopravvalutato. Sì, l’ho detto.

(parte di una più lunga vignetta di Megan Praz del 31.12.2016 per “Autostraddle”, trad. Maria G. Di Rienzo)

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bat-occhiali

L’altra sera, al lavoro, un uomo mi ha detto che sto meglio senza occhiali e io ho immediatamente replicato che anche lui sembra meglio quando mi tolgo gli occhiali.

Si è arrabbiato davvero e penso che quello sia stato uno dei momenti più orgogliosi della mia vita. (Autrice anonima, agosto 2016)

fantasie tropicali

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Credo che il lavaggio del cervello operato dai media a base di “il grasso è la MOOOORTEEE!” abbia raggiunto il livello di guardia. Suggerirei un po’ di “detox” a tv, giornali, cinema e internet, perché tutto questo grasso ha intriso sinapsi nervose ed è colato a quintali sugli occhi di individui impressionabili, danneggiando la loro capacità di comprendere quel che vedono.

Altrimenti, perché quando un dittatore (peraltro in completa balia di un ristretto clan militare per circostanze politiche e incapacità personale) esulta per il lancio di un missile balistico da un sottomarino costoro commentano “Che schifo di grassone! E’ sempre più grasso!”

Kim Jong-un può anche diventare una mongolfiera nei prossimi anni, ma ciò è totalmente irrilevante: quel che preoccupa il resto del mondo non è farlo sfilare per Valentino, è che a forza di sparare ordigni in direzione Giappone provochi risposte militari – le quali, per quel che sappiamo della regione, potrebbero innescare reazioni a catena. A un ulteriore conflitto armato sul pianeta non faranno da deterrenti chiamare il leader nordcoreano “Kim il ciccero” e “cicciottello sadico e feroce”, ne’ – per cortesia prendetene nota – è il suo girovita a determinare le decisioni prese dal governo della Corea del Nord. Se volete che ve la metta in parole più semplici, ecco qua: può essere uno stronzo grasso, ma non è stronzo perché è grasso.

Meglio ancora fanno i commentatori accecati dalla fiera lipidica sull’arresto dei quattro stupratori minorenni a Varese. Il riassunto è questo: l’educatrice di una comunità di accoglienza per minori è aggredita e subisce violenze sessuali da parte di quattro ospiti della struttura (3 italiani e 1 rom, età fra i 14 e 17 anni). Sequestrata per una notte intera, lo scorso 17 maggio, la trentenne è stata picchiata con un bastone, innaffiata dall’urina dei quattro raccolta allo scopo in un contenitore, minacciata con coltelli da cucina. Ma sapete cosa sarebbe bastato per non farlo succedere? Mettere al posto della vittima “una cessa cicciona”.

Perché è così che va, in effetti. Gli stupri sono complimenti rivolti alle strafighe (che provocano, che sotto sotto lo vogliono, altrimenti perché sarebbero così belle-magre-ben truccate eccetera, eh?) ed è perciò che le statistiche mondiali sulla violenza sessuale smentiscono totalmente questa bufala e sono piene di donne di ogni taglia e forma, nonché di NEONATE, BAMBINE, DISABILI, ANZIANE, con un buon numero di parenti di stupratori (in maggioranza figlie e sorelle).

La soluzione ha purtroppo anche altri difetti: 1) le donne larghe (cesso ciccione sarà il tuo cervello incrostato di stupidaggini) hanno più difficoltà ad essere assunte, anche quando per competenze stracciano la concorrenza, e se un impiego lo hanno già oltre a dover sopportare tonnellate di bullismo e mobbing può capitare loro che la direzione le sospenda per “lesa scopabilità” (vedi la vicenda della conduttrice televisiva egiziana); 2) chi decide di assalire sessualmente una donna non ha la minima intenzione di ascoltare quel che lei dice: No, Ti prego, Mi fai male, Sono incinta, Sono madre di due bambini, Sono tua cugina, e qualsiasi altra implorazione o diniego NON funzionano. Figuriamoci quanto bene andrebbe: “Altolà! Non ti accorgi che sono grassa, che stai facendo? Stai poco bene? Respira, guarda cartelloni pubblicitari e vetrine, collegati con il cellulare a Skopiamole.kom… Visto? Non sono certamente io quella che vuoi, buonasera.”; 3) Non è raro che una donna vittima di violenza non rispondente ai sacri criteri della “scopabilità” di cui sopra si senta dire che “Brutta com’è dovrebbe ringraziare chi l’ha violentata”.

Qualche giorno fa è uscita la notizia che nelle Filippine potrebbe essere stata ritrovata la più grande perla naturale del mondo (il condizionale è dovuto al fatto che stanno ancora analizzandola).

perla filippine

E’ straordinaria, vero? Il pescatore che l’ha tratta dalle acque 10 anni fa non era consapevole del suo valore e la teneva in casa come portafortuna. C’è un problema, però. Come si può notare dall’ago della bilancia, la perla pesa 34 chili… E se continuiamo così questi potrebbero essere i prossimi commenti al proposito:

E’ una cicciona orrenda!

Come fai a metterla in una collana, fa schifo, è grassa!

E guarda tutte quelle gobbe di cellulite, io mi ucciderei se fossi così.

A me fanno vomitare anche quelle piccole perché sono comunque rotonde.

Che brutta grassona, buttatela via!

Sì, buttatela via. La prendo al volo io per risparmiarvi fastidi, intelligentissimi cafoni.

Maria G. Di Rienzo

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(due brani da Reductress n. 29.3 del 17 agosto 2016. Il primo è: “This Rapist Has Figured Out a Way to End Rape Culture” di Mo Fry Pasic, trad. Maria G. Di Rienzo.)

La cultura dello stupro è stata al centro di molte discussioni ormai da un po’ di tempo, online e nella vita reale, ma nessuno aveva finora ipotizzato una soluzione per mettere fine ad essa. Fortunatamente, un coraggioso stupratore si è fatto avanti per aiutare le donne a capire dove sbagliano nel loro dialogo sulla cultura dello stupro.

Jeff, uno stupratore seriale da primi appuntamenti che non è ancora andato in galera, si è offerto di condividere il suo segreto su come mettere fine alla cultura dello stupro. Che generosità! Ecco il suo pensiero:

La cultura dello stupro non esiste.”

Wow! Jeff concede che gli stupri “accadono” ma la cultura suddetta “non è neppure una cosa concreta”. “Perché non usate la logica?”, dice Jeff. Buona osservazione! Dovremmo lasciar cadere tutto il discorso. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!

Quando gli è stato richiesto di spiegarsi meglio, Jeff ha risposto: “Perché siete così ossessionate da questa cosa? E’ disturbante che continuiate a tentare di parlarne mentre qui stiamo tutti cercando di divertirci.” Wow!

Jeff è uno stupratore, ma è in grado di risolvere la cultura dello stupro! Immaginiamo che sia molto semplice – dal punto di vista di un violentatore! Perciò rispondiamo alla chiamata di Jeff e mettiamoci fine una volta per tutte.

come invadere la polonia

Feminazi” – Perché volere che le appartenenti al tuo genere siano trattate da esseri umani è proprio come invadere la Polonia

(“I Anonymously Reported My Rape for the Anonymous Attention”, di Nicole Silverberg, trad. Maria G. Di Rienzo. In questo contesto “denuncia anonima” significa che il nome della vittima non viene reso pubblico.)

Circa un anno fa, sono stata violentata da un collega di lavoro. E’ stata un’esperienza traumatica che ha mandato il mio mondo in pezzi. Quando ho denunciato anonimamente il crimine, la polizia ha insistito a dire che era colpa mia; quando la storia è finita in cronaca, sono stata accusata di aver denunciato per “avere attenzione”.

E sapete una cosa? Avevano proprio ragione: ho denunciato anonimamente il mio stupro per avere attenzione anonima.

Non c’è nulla di più eccitante che essere pubblicamente trascinata nel fango mentre estranei speculano su cosa tu abbia fatto per meritare un crimine orribile commesso contro di te. La maggior parte delle donne sono terrorizzate da questo rituale in cui si biasima la vittima, ma non io. Io ho denunciato perché volevo dell’attenzione, senza che nulla di questa attenzione fosse diretto specificatamente a me.

Che posso dire? Sono sempre stata una di quelle persone che si nutrono di drammi!

Come molte donne sanno, il processo del denunciare lo stupro può essere traumatico quanto l’assalto stesso. Il peso della prova è messo sulla vittima e ci sono spesso pregiudizi sulla sua innocenza, il che può rendere l’intero iter futile e persino crudele.

Il processo del denunciare lo stupro mi ha quasi distrutta, ma ne valeva la pena solo per vedere il mio nome e cioè “donna di 21 anni” iscritto sui giornali accanto alle parole “è probabile che abbia bevuto due birre quella sera”.

Per essere onesta, volevo solo sentirmi una vittima – senza ricevere alcun aiuto o beneficio dall’essere tale. Per me, era abbastanza.

Sì, l’attenzione che ho ricevuto è stata in larga parte negativa. Questo è accaduto perché molta gente pensa che l’aggressione sia in qualche modo colpa mia. E’ un’altra delle ragioni per cui mi sono fatta avanti: per essere azzittita e insultata da migliaia di uomini. Ho questa mentalità da “purché se ne parli”, sapete, anche quando si tratta di odiosi commenti anonimi diretti ad un’anonima me stessa.

Non sono andata alla polizia per poter guarire o persino per cercare giustizia: l’ho fatto perché della gente potesse chiamarmi “puttana” senza nemmeno sapere di che stavano parlando.

Niente mi fa sentire meglio del recitare la parte della vittima senza volto a cui non si può credere!

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casa fungo

So che ultimamente “Il Resto del Carlino” non se la passa bene quanto a fama, ma non riesco davvero a capire chi abbia autorizzato la pubblicazione dell’articolo che passo a illustrarvi. Se il caporedattore o il direttore credevano che il giornale ci avrebbe fatto una bella figura si sono sbagliati.

Data: 14 agosto 2016

Il titolo recita: Saludecio, la villa del sesso.

Occhielli: Arrivano da tutta Italia / Il nostro viaggio nella villa della trasgressione del piccolo borgo.

Letto bene le parole che ho messo in grassetto? Il nostro viaggio NELLA villa ecc. Ma il fatto è che nella villa i “giornalisti” non entrano affatto. Perciò descrivono le stradine e i campi, macchine che vanno e vengono e la folgorazione del trovarsi davanti a “Una maxi villa che sembra arrivata direttamente da Beverly Hills, circondata da un parco con tanto di piscina, gazebo, lettini, statue greche, e da un muro di cinta alto quasi tre metri.”

Lo scrivente è sicuro si tratti della “casa della trasgressione, la Mecca delle coppie in cerca di esperienze piccanti e avventure bollenti”, ma tutto quel che riesce a sapere e a dire di quel che accade entro le mura alte quasi tre metri è un mero e scontato elenco pecoreccio degli “eventi” organizzati dalla “Villa il Tempio”: concorso miss maglietta bagnata, grigliata hot di ferragosto, spettacolo delle “sexy showigirl” (senza la “esse” del plurale) e lesboshow.

Cioè, le fantasie burine più a buon mercato per titillare il cliente maschio, la descrizione vera e propria di uno sguardo maschile proprietario della sessualità usa-e-getta da discount attualmente in auge. La trasgressione dov’è? La trasgressione di COSA?

casa volante giapponese

Ma l’autore non se ne accorge, perché il suo sguardo è identico: “In giardino si sente rumore di tacchi sul selciato e una risata femminile, forse una visitatrice lusingata dalle attenzioni di qualcuno.” Le donne sono così, tacchettano sculettando per attirare l’attenzione ed emanano trilli deliziati quando ci riescono e anche se non ha visto niente questa è l’unica ipotesi che il “giornalista” riesce a fare.

Gliene forniamo qualche altra? La tizia si è messa a ridere perché con quei maledetti tacchi stava per inciampare sul selciato, ma per fortuna non è successo. La tizia si è messa a ridere perché a inciampare sul selciato è stato il gestore del posto. La tizia si è messa a ridere perché le hanno raccontato una barzelletta. La tizia si è messa a ridere perché le hanno appena consegnato la medesima lista degli “eventi” riportata sopra e la trova eccitante come la lista del bucato.

Infine, i giornalisti telefonano per sapere se possono entrare e, ahiloro, non è consentito: non sono soci, potrebbero mettere in imbarazzo chi lo è, eccetera. Dal gestore ottengono però queste clamorose informazioni: “Chi sono i frequentatori del club? Gente di ogni tipo: muratori, avvocati, studenti, direttori di banca. Vengono da Umbria, Friuli, Marche e persino dalla Sicilia. Si tratta persone in cerca di un posto tranquillo e discreto dove potersi semplicemente rilassare e socializzare. Certo, poi ci sono anche quelli a cui piace osare e giocare. Non ci nascondiamo dietro un dito”.

Un dito non basta, infatti. Ma potreste mettere le teste in sacchetti di carta oppure usare vezzose maschere carnevalesche, voi che mandate avanti il club e i giornalisti de Il Resto del Carlino. E mi raccomando: ho notato la mancanza di “senza ipocrisie”, “con ironia” e “libera scelta”. Sono locuzioni obbligatorie in questa narrativa stereotipata e noiosa. Stateci attenti, la prossima volta. Maria G. Di Rienzo

minicasa

P.S. Questo pezzo è illustrato da case sommamente trasgressive!

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Modamen

(“If Men Received The Same Fashion Advice As Women” – “Se gli uomini ricevessero gli stessi consigli di moda delle donne”, di Sophie Benson per Bust Magazine, estate 2016. Trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo. Sophie Benson è una scrittrice freelance che si occupa di “moda sostenibile, femminismo e tutte le cose che sono brillanti e colorate”. Nelle illustrazioni, Dom Nader del duo comico Bondi Hipsters mima le pose di Miranda Kerr.)

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Ragazzi, l’estate è qui, perciò è il momento di gettar via le fidate e accoglienti maglie e i comodi pantaloni larghi e di dare il benvenuto ai look più piccanti della stagione! Il sentirsi sicuri di sé è la chiave del vestire estivo nella stagione in cui ci si aspetta da noi che mostriamo più pelle possibile. Non nascondetevi in sacchi di stoffa, abbracciate le vostre fattezze migliori, come delle ginocchia forti e delle spalle ampie, e mettetele in vetrina con abiti che esaltino i vostri pregi e riducano i vostri difetti.

Non sapete da dove cominciare? Qui trovate la guida essenziale per centrare lo stile estivo, in accordo alla vostra specifica forma corporea. (Ci sono quattro forme del corpo. O rientrate in una di queste, o siete senza speranza.)

UOVO

E così siete un favoloso uomo uovo. Benone! Le vostre spalle e le vostre anche sono in bilanciamento e siete più larghi attorno all’area del ventre. Il segreto per far funzionare questa forma è aggiungere volume alle spalle. Questo cambierà il rapporto fra anche e pancia e sposterà l’attenzione dal vostro stomaco verso la vostra miglior caratteristica: le gambe snelle.

La sartoria mascolina dà un aspetto sensazionale per l’estate, perciò scegliete una giacca leggera con spalle imbottite. Lino o cotone sono le opzioni perfette per restare freschi nei pomeriggi estivi sorseggiando una birra. Tentate un effetto casual e indossate la giacca sopra una maglietta con scollo a V. Non solo questo conferirà vibrazioni da stile-da-strada ma attirerà l’attenzione sul vostro delicato pomo d’Adamo.

Se vi sentite a disagio per la vostra parte di mezzo, perché non portare con voi una grande borsa? Il contrasto avrà l’effetto di farvi apparire più magro. Più grande è, meglio è: una valigia da un quintale dovrebbe funzionare meravigliosamente. E cosa accoppiare al nuovo torso slanciato? Degli shorts attillati chino attireranno l’attenzione sulle vostre gambe: andrà benissimo per allungare la vostra silhouette ma non dimenticate di pettinare quei peli indisciplinati!

CARTONE DI LATTE

Voi sfacciati cartoni di latte avete più o meno le stesse misure per anche, vita e petto; perciò, le vostre spalle diminuiscono e avete in proporzione una testa piccola. L’idea qui è di creare curve strategiche, specificatamente nell’area della testa, perciò ampi cappelli a tesa larga saranno i vostri migliori amici. Rafia, paglia e fibre naturali sono il massimo adesso, perciò potete stare sul classico con un fedora di paglia o un cappellino in tessuto che incornici il vostro volto. Non solo ciò contrasterà l’ampiezza del vostro corpo, ma proteggerà la vostra pelle da raggi dannosi. Non proteggetela troppo, però: altrimenti, non raggiungerete il look “vissuto” che è allo stesso tempo sexy per gli uomini e riprovevole per le donne.

Da ogni altra parte, mantenete le cose eleganti in camicie leggere di sartoria e pantaloni affusolati. Se volete definire meglio la vostra vita ci sarebbe la guaina maschile. E’ esageratamente scomoda e vi farà sudare ma gli appassionati di moda sono disposti a soffrire un po’ per un risultato perfetto!

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FORMICA

Le formiche sono pesanti didietro e fantastiche. Ciò che vi manca nell’area pettorale è più che compensato dalla vita in giù. Alcuni uomini ricorrono a impianti pettorali per raggiungere una silhouette più uniforme, ma si può imbrogliare per raggiungere il look desiderato con una maglietta strutturata allo scopo o con una canottiera imbottita (non lo diremo a nessuno!).

Per ottenere il meglio dalle vostre curve mascoline, i tagli aderenti sono una necessità, perché quegli shorts larghi con 20 tasche che tirate fuori ad aprile potrebbero travolgere la vostra forma. I tessuti stampati sono al top dell’agenda di quest’anno, ma indossateli solo sulla metà superiore del corpo, perché se li indossate su quella inferiore potreste sembrare più grossi e non non vogliamo che questo accada, non è vero?

Gli accessori sono un altro ottimo modo di fare in modo che il torso sia bilanciato con il resto del vostro corpo perciò fate come le icone degli anni ’70 e aggiungete una sciarpa sottile con alcune collanine importanti.

TRIANGOLO ROVESCIATO.

Voi siete perfetti. Siete il Sacro Graal. La mascolinità è stata creata a vostra immagine e somiglianza. Stiamo un po’ sperando che gli altri tre tipi non leggano questo, ma se lo fanno forse capiranno che facevano meglio a nascere con un’anatomia più piacevole.

Poiché la vostra forma corporea è giudicata su ideali sorpassati ma in qualche modo sempre prevalenti, vi suggeriamo di prendere i vostri suggerimenti di stile da icone del passato per ottenere un look senza tempo. Arnold Scwarzenegger e Ercole sono quelli che dovete cercare su Pinterest.

Una tunica di cuoio scolpita sulla forma dei vostri muscoli farà girare le teste a sinistra, destra e al centro mentre vi crogiolate al sole estivo. Stringete e sottolineate la vostra vita stretta con una larga cintura e, se vi sentite coraggiosi, mostrate un po’ di coscia in un gonnellino aperto (la spada al fianco è opzionale).

Avete in programma la partecipazione a un matrimonio o a una festa estiva? Questo look si traduce facilmente in abiti d’occasione. Cambiate la gamma dei colori e gettate via il classico marrone per tinte pastello più attuali che vi consentiranno di connettervi alla vostra gattina interiore!

Adesso che sapete tutti come lavorare sui vostri corpi, passate all’azione con lo shopping assurdamente costoso consigliato qui sotto. Dieci per cento di sconto con il codice COMPRANE 10!

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scoop

Belen provoca ancora: nudo integrale su Instagram. E i follower sono 4 milioni. Come Kim Kardashian e altre star social, anche la showgirl argentina non nasconde nulla. In poche ore piovono 100 mila like. – Corriere della Sera, 12 giugno 2016

Belen alza il tiro (e che tiro, ci capiamo!): mima la masturbazione su Facebook. E i follower sono 6 milioni. Come Son Thua e altre celebrità del mondo escort, anche la showgirl argentina è sex-positive. In poche ore piovono mezzo milione di like. – Giurnal del Menga, 12 giugno 2017

Belen rilancia: orgia con tre uomini su Tumblr. E i follower sono 10 milioni. Come Trash Gressiva e e altre porno star, anche la showgirl argentina è liberata e sceglie. In poche ore i like fanno saltare il server. – La Pippa Online, 12 giugno 2018

Belen in crisi: non sa più che accidenti fare per attirare l’attenzione. I follower stanno calando a picco, dicendo che è noiosa e che ormai hanno già visto tutto. Come Kuarda Mee e altre icone sexy del passato, anche la showgirl argentina invecchia. I like sono poche manciate e vengono in maggioranza da ospizi comunali. – Time Flies, 12 giugno 2019

Maria G. Di Rienzo

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