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Archive for the ‘Umorismo’ Category

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“Pregherei la regia di inquadrare l’assistente donna che è una cosa inguardabile (…) Annalisa Moccia, cosa impresentabile per un campo di calcio (…) E’ uno schifo vedere le donne venire a fare gli arbitri in un campionato in cui le società spendono centinaia di migliaia di euro, è una barzelletta della Federazione una cosa del genere.” Sergio Vessicchio, giornalista e telecronista calcistico per l’emittente locale CanaleCinqueTv.

Ho visto il video, ho ascoltato le parole e devo ancora capire perché la normalissima sig.a Moccia fosse “inguardabile” e “impresentabile”, sebbene abbia compreso subito perché fosse una cosa, anzi più esattamente perché fosse uno scioglilingua: una cosa che deve stare in casa e in chiesa e tenere la bocca chiusa. Id est, una femmina.

Vessicchio è stato sospeso dall’Ordine dei giornalisti della Campania (e non per la prima volta) senza mercé e senza che nessuno gli allungasse un bicchiere di effervescente Brioschi per alleviare la sua nausea alla vista di una donna arbitro. Potrebbe avere l’ulcera, essere incinto o aver rimasticato un po’ troppa misoginia ritrovandosela poi attaccata ai denti… cerchiamo di capirlo, questo poveretto.

E comunque si è scusato e ha spiegato come lo abbiamo frainteso, davvero, leggete qua:

1. “Mi rendo conto di avere usato degli attributi forti, per questo chiedo totalmente scusa, anche perché ritengo che le donne abbiano un’intelligenza straordinaria.”

Quali attributi, mister? Si riferisce agli aggettivi “inguardabile” e “impresentabile” (“schifo” è un sostantivo)? Non sono forti, nel contesto sono inappropriati e insultanti, esattamente come il “senso di disgusto provocato da cosa o persona fisicamente o moralmente ripugnante” che il dizionario fornisce quale definizione del sostantivo suddetto. Lei non ha detto di nulla di altamente controverso e quindi non giudicabile e da rubricare come “forte opinione”, lei ha espresso un profondo disprezzo per Annalisa Moccia e per ogni donna che non si conformi alla sua abominevole visione patriarcale del genere femminile. Non occorre un’intelligenza straordinaria, per capirlo, può riuscirci anche lei.

2. “La cosa è stata travisata e strumentalizzata a tutti i livelli.”

Come, dove? La sua telecronaca è accessibile e verificabile. Le parole che lei ha pronunciato sono quelle riportate fra virgolette nell’incipit e sono espresse così chiaramente da rendere impossibile il mistificarle.

3. “Non sono sessista, non sono razzista, sono per l’integrazione a 360°, ho fatto una stupidaggine, ho sbagliato i modi nell’esprimere il mio pensiero.”

Modalità inadeguate, quindi, ma pensiero corretto: lei crede sul serio che riformulare le sue frasi in tono più educato le trasformerebbe in qualcosa di accettabile? Vediamo: “Pregherei la regia di inquadrare l’assistente donna, Annalisa Moccia, che riveste a mio parere un ruolo improprio in quanto il denaro speso dalle società deve beneficiare esclusivamente il genere maschile, dopotutto pagare meno una donna o non pagarla affatto significa amarla di più, come afferma anche un nobile filosofo della discriminazione…” Eh, mi dispiace, resta sempre una stronzata.

4. Tenetevi forte, perché questa è la VERA RIVELAZIONE: Vessicchio non ce l’aveva con le donne, perbacco, voleva “attaccare la Federazione”!

Non possiamo accettarlo – non io, non il Capitano Kirk, non la Tenente Uhura e non il signor Spock. Non esiste alcuna giustificazione per l’attacco alla Federazione Unita dei Pianeti (o Federazione dei Pianeti Uniti e comunemente chiamata Federazione), repubblica federale interstellare basata su principi universali di libertà, diritti, uguaglianza e condivisione di conoscenze e risorse nella cooperazione pacifica per l’esplorazione spaziale. La Flotta Stellare è in stato di allarme e pronta a respingere qualsiasi aggressione.

Il sedicente giornalista televisivo ammetta di essere un Romulano guerrafondaio e si consegni alla clemenza della Federazione prima di provocare (altri) danni. Non impedirà all’astronave Enterprise, e tanto meno a noi donne, di “esplorare strani nuovi mondi, di cercare nuova vita e nuove civiltà, di andare coraggiosamente dove nessun altro è mai andato prima” – anche nei campi di calcio.

Maria G. Di Rienzo

weyoun

“Romulani. Così prevedibilmente infidi!” – Weyoun, Star Trek: Deep Space Nine – Stagione 7

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I controlli più recenti rilevano che molti cervelli italiani non sono mai stati sottoposti ad update dai loro proprietari. Le conseguenze dell’interfacciarsi giornalmente con il mondo tramite software non adeguato variano e toccano diversi livelli di gravità, ma generalmente possiamo dire che esse impediscono alle persone con cervelli non aggiornati di individuare in quale secolo vivono, di tracciare limiti etici a parole e azioni e di riconoscere gli altri esseri umani per tali (di solito sono scambiati per Pokemon da catturare o abbattere).

Qui di seguito sono disponibili alcuni aggiornamenti software per materia grigia: chi ne avesse necessità e decidesse di scaricarli rammenti alla fine di riavviare il cervello.

SOFTWARE DECREPITO ancora in uso durante il mese di marzo 2019:

1. Ciò che sta attorno a una vagina-bersaglio, il resto del corpo di una donna così come la sua volontà, è irrilevante – l’importante è fare centro: infatti, tre stupratori di una ventiquattrenne (località S. Giorgio a Cremano) sono accolti da applausi, ululati di incoraggiamento e commozione alla loro uscita dal commissariato e rispondono sorridendo ai loro sostenitori (parenti e amici) prima di essere trasferiti in carcere.

UPDATE: a) Le donne sono esseri umani, intere, indivisibili, dotate di dignità e diritti, uniche titolari della propria sessualità; b) chi distrugge e segna le loro vite con la violenza è un delinquente, non un supereroe.

Inoltre, ciò che i tre ventenni hanno fatto non è la “sintesi perfetta dell’inconsapevolezza giovanile che sfocia nell’incoscienza più estrema” (rimando giornalistico obsoleto a “Gioventù bruciata”): erano del tutto consapevoli durante il precedente tentativo di violenza effettuato venti giorni prima, hanno orchestrato un nuovo incontro fingendo di volersi scusare, hanno stuprato la loro vittima e poi si sono tranquillamente allontanati a passo d’uomo, “forse perché convinti di farla franca”. Togliete il “forse”, i fuochi d’artificio fuori dalla stazione polizia lo rendono falso: nella loro cerchia più prossima non vi è un solo cenno di riprovazione e un po’ di sentenze successive sulla violenza di genere hanno ribadito che gli uomini sono piume al vento travolte dalle loro devastanti emozioni, picchiano stuprano uccidono senza sapere quel che fanno… se ipoteticamente la difesa gira la storia a questo modo e trova un/una giudice che non ha ancora aggiornato il software la faranno franca (quasi del tutto) proprio come speravano.

2. Le minorenni sono grandi abbastanza per fare di loro tutto quel che ci pare e abbastanza piccole per essere tenute in soggezione.

In quel di Cuneo abbiamo l’alpino trentenne “incensurato e insospettabile”, nonché sposato e padre, che aggancia una tredicenne e si fa inviare foto di lei nuda, la ricatta con la minaccia di diffonderle per averne altre e stuprarla (quest’ultima è la forma più esatta del circonvoluto costrutto “avere con lei rapporti sessuali non consensuali e senza protezioni”) e quando la ragazza si ribella la pesta.

In quel di Agrigento sempre una tredicenne è costretta a prostituirsi con abusi, violenze e minacce di morte: i suoi magnaccia sono la madre e l’amico di costei.

Da Roma invece arriva il “maestro” regista che adesca ragazze online con la promessa di una carriera nel cinema, le invita a finti provini e le stupra: delle cinque per cui è stato arrestato, due erano minorenni all’epoca dei fatti.

UPDATE: No, le ragazzine non vi appartengono: neppure se le avete messe al mondo. Non sono in giro per la vostra soddisfazione, sono esseri umani titolari di diritti umani a cui sono dovuti rispetto e tutela.

3. Questa donna sta con me, quindi è mia e deve fare quel che voglio io: altrimenti mi viene un raptus.

A Reggio Calabria il software decrepito si concretizza con il signore che “ha aperto lo sportello dell’auto della ex moglie, ha gettato addosso alla donna del liquido infiammabile, poi le ha dato fuoco”. La donna ha riportato ustioni gravi. Il tizio, con precedenti per maltrattamenti in famiglia, era evaso dagli arresti domiciliari a Ercolano “per compiere il folle gesto” (secondo i giornali: altra ricaduta del software inadeguato) e poi se l’era squagliata: probabilmente era ancora sotto l’effetto del terribile raptus quando lo hanno beccato il giorno dopo mentre cenava in pizzeria, giacché non risulta che stesse inondando di lacrime i carciofini in preda al rimorso.

A Salsomaggiore, il raptus ha obnubilato un gentile signore per ben sette mesi, durante i quali costui ha abusato della sua convivente al punto che quest’ultima ha tentato il suicidio. Ma il raptus è continuato sino all’exploit di un pestaggio con annessa distruzione di mobili ecc.: il gentile signore ha usato calci, pugni, bastone, assi di legno o di metallo, procurando alla donna traumi e fratture in varie parti del corpo per una prognosi di oltre 40 giorni.

“In un attimo di lucidità, – scrivono articolisti sotto l’influenza di software inadeguato – resosi evidentemente conto delle condizioni in cui versava la compagna, le ha permesso di medicarsi senza però darle la possibilità di contattare il 118, in quanto nel frattempo le aveva distrutto il telefono cellulare. La mattina seguente, dopo aver recuperato i suoi effetti personali, l’uomo lasciava l’abitazione. – Supponiamo ancora “inraptussito”, quindi impossibilitato ad assumersi la responsabilità delle sue azioni e a soccorrere la donna – La vittima, in stato confusionale e a seguito delle lesioni riportate, trascorreva tutta la giornata del 6 marzo a letto senza la possibilità di chiedere aiuto. Solo il giorno dopo riusciva a mettersi in contatto con i vicini di casa.”

UPDATE: Andate a quel paese. La violenza non ha e non può avere giustificazioni di sorta, quali che siano le circostanze: è sempre una scelta. Vergognatevi.

Chiedo scusa, sembra che il server abbia qualche problema. Ma voi che non aggiornate i cervelli, proprio voi, ne avete di più.

Maria G. Di Rienzo

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(“How to play Patriarchy Chicken: why I refuse to move out of the way for men”, di Charlotte Riley per New Statesman, 22 febbraio 2019, trad. Maria G. Di Rienzo. Charlotte – in immagine sotto – è docente di Storia all’Università di Southampton.)

Charlotte Riley

Qualche giorno fa, stavo avendo una brutta mattinata: i miei biglietti del treno erano costosi, il mio treno era in ritardo e il mio caffè era freddo. Ma mi sono tirata su di morale facendo un gioco durante il mio percorso da pendolare. Il gioco si chiama Il Fifone Patriarcale e le regole sono semplici: non spostarti per fare spazio agli uomini.

Messa così non sembra molto divertente, ma la gioia del gioco sta proprio nella sua semplicità. Io faccio la pendolare dalla parte orientale di Londra a Southampton durante le ore di punta del mattino, navigando fra affollati marciapiedi della metropolitana, carrozze ferroviarie, scale mobili e la stazione di Waterloo. Ci sono molti corpi che si muovono in piccoli spazi, che camminano in ogni possibile direzione per cercare di arrivare a destinazione. E, se tu sei una donna, ti trovi a dover costantemente schivare. Eviti gli uomini che camminano verso di te; sei spazzata da parte da una valigia a rotelle trascinata da un uomo in completo; ti sposti di lato per permettere a uomini più veloci di oltrepassarti; o solo ti fermi per per lasciare che gli uomini si piazzino davanti a te sul treno, o nell’ascensore, o sulle scale mobili e continuino a vivere le loro indaffarate esistenze mentre si recano ai loro importanti posti di lavoro.

Se non ti sposti per far spazio agli uomini, la tua routine di pendolare cambia. Tanto per cominciare – non intendo mentire su questo – ti scontri con un sacco di uomini. Da qui viene il nome del gioco. Devi veramente impegnarti nel Fifone Patriarcale: non cedere all’istinto sociale di farti da parte. Gli uomini ti finiranno addosso: questa non è colpa tua.

Alcuni uomini non ti sbattono contro, ovviamente. Alcuni di loro si trovano i cervelli disabilitati dalla inusuale esperienza di una donna che rifiuta di far loro spazio. La scorsa settimana, su un marciapiede affollato della stazione ferroviaria, un uomo era così confuso dalla mia traiettoria verso di lui che si è fermato come morto di fronte a me, mantenendo il contatto con lo sguardo e boccheggiando come un pesce. Scoprirete che un bel po’ di uomini… si fermano e basta. Sta a te decidere come reagire a ciò.

E’ anche importante sottolineare che Il Fifone Patriarcale non ha a che fare con la rabbia. Naturalmente, puoi abbassare la testa, tenere le spalle alte, guardare in cagnesco e farti strada di forza. Ma è mia opinione che il modo migliore di giocare la partita sia farlo allegramente. Sorridi! Ricambia l’occhiata! Ma non dare spazio, mai e poi mai.

Il senso del Fifone Patriarcale è che non solo arrivi alla tua meta in modo lievemente più veloce (anche se è così) o che irriti un certo numero di uomini (e anche questo è vero). Il punto è che gli uomini sono stati socializzati, per le loro intere vite, a prendere spazio. Uomini che non esprimerebbero mai tali pensieri a voce alta, non di meno sono stati portati a credere che il loro diritto di occupare spazio abbia la precedenza sul diritto di chiunque altro di essere là. Allargano le gambe in metropolitana e in treno, si fanno strada urlando nelle caffetterie e ridendo fragorosamente nei bar e non c’è assolutamente verso che si facciano da parte.

Le donne non sono state socializzate a prendere spazio. Le donne sono state socializzate a dare la precedenza, a placare, a conciliare e a farsi da parte. Ciò è così radicato che neppure ci pensiamo. Possiamo prendere parola durante le riunioni e dire cose importanti anche quando sappiamo che sarà un uomo a prendersene il merito; possiamo diligentemente cancellare i punti esclamativi dalle nostre e-mail così da non danneggiare noi stesse – ma comunque ci stiamo facendo da parte.

Io sono una donna in salute, bianca, alta un metro e 67. Mi muovo in questo mondo con molti privilegi. Non pretendo di dire che il gioco funzionerà per tutte. Ma per me, è un modo di reclamare una porzione di spazio e di ricordare a me stessa di mettere in discussioni alcune supposizioni altrui che a volte mi tengono indietro.

Perciò se sei una donna e se oggi sei in giro a piedi, prova a fare una partita di Fifone Patriarcale. Buttatevi, sorelle. Affilate quei gomiti. Entrate in collisione con qualche uomo.

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(tratto da: “17 Signs That You’d Qualify as a Witch in 1692”, di Leah Beckmann per Mental Floss, 22 ottobre 2015, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo. Ndt.: E’ notevole la somiglianza dei 17 segni particolari della stregoneria con le giustificazioni moderne fornite alla violenza di genere.)

Scopri se sei colpevole di maleficio e/o se saresti stata accusata di praticare la stregoneria secondo le leggi e le prove usate durante i processi alle streghe di Salem nel 1692.

hail

1. SEI UNA FEMMINA

Sei una donna, di qualsiasi tipo? Se sì, sei probabilmente una delle spose infernali del demonio. Sin dal periodo medievale “un aspetto dell’essere femmina è stato associato alla strega”. Per secoli, la gente ha creduto che le donne fossero più inclini a peccare degli uomini – e peccare è un chiaro segno dell’adorazione del diavolo. A Salem, 13 donne e 5 uomini furono arrestati con l’accusa di praticare la stregoneria, sebbene storicamente il numero delle donne accusate sia drammaticamente superiore a quello degli uomini.

2. SEI POVERA / NON RIESCI A SOSTENERE TE STESSA FINANZIARIAMENTE

Le povere, le senzatetto e quelle costretti ad affidarsi alla comunità per avere sostegno sono state le più vulnerabili e spesso accusate di stregoneria. Sarah Good, impiccata nel 1692, era estremamente odiata e sospettata dai vicini perché andava di casa in casa a mendicare cibo.

3. SEI RICCA / SEI FINANZIARIAMENTE INDIPENDENTE

Se sei una donna adulta che vive questa vita senza sostegno aggiuntivo, probabilmente hai anche un vasetto di occhi di tritone nella credenza della cucina. Ogni segno che una donna potesse vivere senza l’aiuto o la supervisione di un uomo causava allarme. La donna in questione era molto spesso isolata dalla comunità – sino, naturalmente, a che veniva arrestata e processata. Fra il 1620 e il 1725, donne senza fratelli o figli che potessero ereditare le loro sostanze composero l’89% delle donne giustiziate per stregoneria nel New England.

4. HAI UN’AMICA O PIÙ AMICHE

Prendete nota: un gruppo di donne che si riunisce senza la presenza di un maschio era considerato “una congrega che si incontra per adorare il Demonio”. (Ndt.: per molti uomini ciò è “sospetto” anche al giorno d’oggi)

5. HAI AVUTO UN BATTIBECCO CON UNA O PIU’ D’UNA DELLE TUE AMICHE

Cacciatori di streghe dalla triste fama, come Matthew Hopkins e John Searne, ispirarono un tale terrore nella comunità che non ci volle molto perché le donne cominciassero ad accusare altre donne di stregoneria per deviare le accuse loro rivolte. Prendete il caso di Rachel Clinton: “Donne di valore e qualità la accusano di dar loro gomitate” mentre camminano insieme verso la chiesa. Rachel era lei stessa una donna “di valore e qualità”, ma una madre mentalmente disturbata e un matrimonio tardivo la spinsero al fondo della scala sociale. Aggiungete le gomitate e Rebecca fu condannata per stregoneria.

6. HAI AVUTO UNA DISCUSSIONE O UN DISACCORDO CON QUALCUNO

La cosa importante da ricordare che chiunque poteva accusa chiunque altro. E lo facevano. Se qualcuno ti accusa di pratiche stregonesche di qualsiasi tipo, era lo stesso che se ti avessero vista volare nuda verso la luna a cavallo di una scopa.

7. SEI MOLTO ANZIANA

Le donne più anziane, sposate e non, erano estremamente soggette alle accuse. Rebecca Nurse era un’invalida 70enne quando fu accusata da vicini con cui litigava. A 71, divenne la più vecchia donna a processo, fu condannata e messa a morte come strega.

8. SEI MOLTO GIOVANE

Dorothy Goode aveva solo 4 anni quando confessò di essere una strega (implicando simultaneamente sua madre, Sarah, che fu impiccata nel 1692). Dorothy fu imprigionata per nove mesi prima del suo rilascio. L’esperienza le lasciò uno stato permanente di disagio mentale.

9. SEI UNA LEVATRICE

In parole povere, come dice Joel Southern, “l’età, lo stato sociale e matrimoniale, l’autonomia, le influenze pagane, la conoscenza segreta delle erbe e, più importante di tutto il resto, lo svilimento della sua professione come sporca e degradante servirono a demonizzare la levatrice. In breve, la levatrice rappresentava tutto quel che la Chiesa temeva.”

10. SEI SPOSATA E HAI TROPPI BAMBINI

Hai un grembo fertile in modo innaturale che può essere solo il risultato di magia nera. Aggiungi a ciò una coppia che vive nel vicinato e ha difficoltà a concepire e certamente stai rubando a loro dei potenziali bambini. Perché sei una strega.

11. SEI SPOSATA E HAI POCHI FIGLI O NESSUN FIGLIO

Il diavolo ha maledetto il tuo empio utero con la sterilità. In più, se i tuoi vicini e i loro sei bambini stanno soffrendo in qualche modo, lo devono certamente alla bacucca gelosa che vive nei paraggi e ha maledetto la loro casa.

12. HAI MOSTRATO UN COMPORTAMENTO “OSTINATO”, “STRANO” O “AUDACE”

Ribatti in modo sfacciato e sei una strega, probabilmente. Tornando al processo di Rachel Clinton, i suoi accusatori consolidarono il caso contro lei così: “Non ha forse mostrato il carattere di una donna amareggiata, invadente, esigente – in breve probabilmente il carattere di una strega? Non ha forse sgridato, inveito, minacciato e lottato?”

13. HAI UN NEO, UNA VOGLIA O UN TERZO CAPEZZOLO

Ognuno di questi segni sul corpo poteva essere interpretato come il marchio del demonio. Era anche il punto a cui il famiglio della strega – di solito un cane, un gatto o un serpente – si attaccava per bere il suo sangue. Le accusate erano completamente depilate sino a che non si trovava un qualche tipo di segno. Adesso immaginatevi un cuccioletto che tracanna sangue dal neo di Marilyn Monroe.

14. TI E’ ANDATO A MALE IL LATTE O IL BURRO

Diverse testimonianze durante i processi di Salem menzionano latticini andati a male in relazione alle accusate. Siate oneste sulla condizione del vostro frigorifero prima di continuare.

15. HAI FATTO SESSO FUORI DAL MATRIMONIO

Nel 1651 Alice Lake di Dorchester fu processata come strega per aver “fatto la sgualdrina e essere rimasta incinta”. Fu impiccata lo stesso anno.

16. HAI TENTATO DI PRONOSTICARE L’IDENTITA’ DEL TUO FUTURO MARITO

Hai sognato ad occhi aperti sulla tua anima gemella? Hai scritto il suo nome in corsivo sul tuo taccuino? Allora, come per Tituba – una donna schiava che viveva a Salem – le tue attività possono costituire stregoneria. Tituba aiutava le giovani a vaticinare l’identità dei loro futuri sposi e divenne la prima donna accusata di stregoneria a Salem.

17. HAI VIRTUALMENTE INFRANTO OGNI REGOLA CONTENUTA NELLA BIBBIA E PERTANTO HAI STRETTO UN PATTO CON IL DIAVOLO

Ecco una lista di regole che i puritani osservavano. Romperne una qualsiasi poteva condurre a un’accusa di stregoneria.

– La stretta osservanza del Sabbath, “il giorno d’addestramento alla disciplina militare”. Ciò includeva niente fuoco, niente commercio, niente viaggi e niente qualcosa chiamato “nuova mostra del pane nel luogo sacro”: quest’ultima roba era punibile con la morte.

– Niente adulterio

– Non guidare gente verso altri Dei con le profezie o i sogni

– Non farsi stuprare

– Non piantare più di un tipo di seme in un campo

– Non toccare la carcassa di un maiale

– Non indossare abiti fatti da più di un tipo di tessuto

– Niente capelli a caschetto

– Niente trecce

– E sicuramente non tollerare che una strega viva

Avete fatto qualcuna di queste cose? Allora congratulazioni, siete colpevoli di aver praticato la stregoneria. Siete destinate all’inferno e probabilmente a essere impiccate, bruciate o lasciate marcire in una lurida prigione sino alla morte. Possa il mantello delle oscure ombre avvolgervi nel suo disgraziato abbraccio. Salute a Satana.

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(“Sorry Feminists – Men Are Better at Murder”, di Sarah Pappalardo per “Reductress”, 19 novembre 2018, trad. Maria G. Di Rienzo.)

murder

Omicidi insensati accadono ogni giorno e i fatti non mentono: secondo un rapporto delle Nazioni Unite, il 96% dei perpetratori sono maschi. Ora, pensate ai più fantastici omicidi mai accaduti. Chi li ha compiuti? Uomini.

Spiacenti, femministe: nulla distrugge la vostra idea che uomini e donne siano “eguali” quanto l’omicidio.

Se per ventura vi fosse una preponderanza di assassini maschi in un gruppo campione, una tipica lamentosa femminista direbbe che ciò è dovuto a un retaggio di sessismo e a una cultura che scoraggia le donne dal commettere omicidi. Eppure non c’è nulla che tenga lontane le donne dall’omicidio – uomini e donne hanno uguale e abbondante accesso alle armi, il che ha reso l’omicidio più abbordabile per chiunque (bambini piccoli compresi).

Fatevene una ragione, lesbiche: gli uomini commettono più omicidi perché gli uomini sono più bravi a uccidere. I loro cervelli sono semplicemente ideati per ciò. Questa è semplice logica.

Il fatto che gli uomini sono oggettivamente migliori assassini distrugge la vostra intera visione femminista del mondo. Gli uomini sono solo più volenterosi nel dedicarsi a compiti tediosi, come l’apprendere ogni cosa di una persona e pedinare ogni sua mossa per settimane o più, o il cercare modi diversi di costruire bombe rudimentali con tubi di ferro. L’unica cosa che tiene le femmine fuori dal campo dell’omicidio è l’abilità maschile di trovare modi più fighi e migliori di sterminare letteralmente ogni cosa.

Gli uomini hanno raggiunto l’eccellenza in così tanti settori perché sono disposti a rimandare il soddisfacimento dei bisogni di base pur di dominare campi come le scienze matematiche e informatiche. Perciò, perché dovrebbero smettere di far girare il mondo, se fino ad ora lo hanno fatto così bene? Guardate Jeff Bezos o Elon Musk (nda: imprenditori, finanzieri, ecc. – due degli uomini più ricchi del mondo): se non sono esempi loro del fatto che gli uomini sono perfetti in tutto, non so chi lo sia.

Le femministe argomenteranno che le donne sono state tenute fuori dal gioco dell’omicidio perché sono state “molestate” o “scoraggiate” o “a rischio di essere uccise”, ma forse è solo che mancano loro la volontà e l’abilità ossessive per portare a termine il lavoro. Di nuovo, si tratta di pura logica. Vedete, il fanatico archetipico dell’omicidio, quello che pubblica all’infinito meme di scheletri, fucili e sangue o cose del genere “Ammazzerò tutti” su Facebook, sta solo mettendo maggior impegno nell’assassinio della irascibile femminista tipo che cerca di denunciare chiunque le dica quanto fa schifo.

Il modo in cui il mondo funziona è semplice: se ognuno facesse ciò che è più bravo a fare (le abilità delle donne includono la gravidanza, il cucinare la cena, l’implorare gli uomini di smettere di uccidere), staremmo tutti meglio rispetto al femminista e burocratico spreco di tempo e denaro in cui ci troviamo ora. Milioni di dollari sono stati buttati nelle iniziative anti-violenza e nei metodi per ridurre la percentuale di crimini, ma qualcuno si è forse preso una pausa per dire: “Wow, è davvero fottutamente impressionante quanto gli uomini sono bravi a uccidere?”

Voglio dire, date un’occhiata a chi ha vinto ogni guerra nella storia dell’umanità. Coincidenze? Io non credo.

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Assistenza tecnica

apri il frigo

Per sbloccare il computer apri il frigorifero

(Sono un po’ indaffarata, ma non volevo rinunciare a salutarvi oggi… Maria G. Di Rienzo)

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io mangio

(Io sogno – Io mangio)

celeste weeds

(Lady Giardino – Erbacce e tutto il resto)

Le immagini ritraggono Celeste Barber attrice, comica e scrittrice australiana, sposata e madre di due figli (l’uomo nella prima è suo marito).

Femminismo, salute mentale e salute fisica nelle foto sono a destra.

divano celeste

celeste yoga

Maria G. Di Rienzo

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