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Archive for the ‘Umorismo’ Category

cartello sardine

 

vauro pani e pesci

 

 

 

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neanche da qui

(… si vede la vastità di quello che me ne importa)

Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Stefano Accorsi: come vivono il passare del tempo?

Meghan Markle, quell’accessorio indossato si può comprare anche online

Irresistibile Julianne Moore: a 59 anni è sempre più bella

Diana Del Bufalo e Paolo Ruffini, amore finito?

Guendalina Tavassi: “Sono ancora calma, ma potrei scatenarmi”

La sexy modella Ines Trocchia torna single

Chin bob, da Alessia Marcuzzi a Bella Hadid tutte pazze per il caschetto del momento

Mario Balotelli e Raffaella Fico di nuovo insieme

Ciro Immobile si scatena in un ballo con sua moglie

Sono notizie (?) importantissime (???) spesso accalcate negli “spazi donna” dei giornali con l’implicazione che si tratti di ciò a cui le donne sono interessate. Simbolicamente chiedono una risposta a chi legge.

Va bene, da una donna, eccola qui:

E CHI SE NE FREGA.

Maria G. Di Rienzo

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“Daniele Martinelli (ex responsabile comunicazione per il Movimento 5 stelle alla Camera dei Deputati…), non ci siamo. Ti avevo dato un tema libero sperando che tu lo svolgessi abbastanza bene da rimediare una sufficienza ed essere promosso, anche se per il rotto della cuffia.

Guarda qua quel che hai scritto il 9 novembre 2019, in calce all’immagine dell’On. Liliana Segre:

Che buffonata esibire la scorta personale in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, il salotto della città.

Danielino, i due uomini della scorta sono in borghese, quindi non riconoscibili e non “esibiti”.

Inoltre: a) come scorta, non possono stare a venti metri di distanza dalla persona che devono proteggere; b) per percorrere la citata Galleria milanese non è obbligatorio esibire il 740 o avere un titolo nobiliare: infatti, ci passa chiunque.

Tutto questo presunto odio per la vecchina Liliana Segre, mi dà tanto di pantomima.

Primo, l’odio non è “presunto”, è documentato al punto tale che Liliana Segre ha appunto una scorta e non gliel’hanno data ne’ il Parlamento ne’ tuo zio, ma il Prefetto.

Secondo, si dice “mi sa tanto di…”, oppure bisogna riformulare la frase attorno all’espressione “se tanto mi dà tanto”. Errore da matita rossa.

Terzo, “vecchina” (nonostante la tua età) sembra essere la tua materia cerebrale e certamente lo è la tua attitudine superficiale e complottista.

Gli ebrei sono stati i creatori delle banche e gl’inventori dell’usura.

Balle, Danielino. Se la pratica di prestare denaro dietro interesse può essere fatta risalire ai Babilonesi, il concetto moderno di banca è nato nelle città italiane del Rinascimento e l’istituto del genere più antico è il Monte dei Paschi di Siena. O mi vuoi dire, ad esempio, che Giovanni “di Bicci” de’ Medici (Firenze, 1360 – 1429), fondatore del Banco Medici, era ebreo?

“Gl’inventori” come italiano fa proprio pena, anche se turandosi il naso l’Accademia della Crusca lo accetta. Errore da matita blu, più di forma che di sostanza.

Riconoscere i propri lati opachi, come quando si ammette un errore, può contribuire a migliorarne l’immagine. Soprattutto agli occhi della povertà mostruosa che popola il mondo.

Figliolo, il soggetto della prima frase qual è e dov’è? Chi ha i “lati opachi” e “migliorarne” a chi si riferisce? Di nuovo un errore da matita rossa.

La seconda frase ha come soggetto “la povertà”: che essendo la condizione di chi è povero non può avere occhi. E qui devo usare ambo i lati della matita, perché è un errore sia di forma sia di sostanza.

Capisci bene che non ti posso promuovere, vero? Tu hai dormito o giocato a battaglia navale non solo durante le lezioni di italiano, ma anche durante quelle di educazione civica. E se a casa hanno cercato di insegnarti la normale educazione, quella che prevede il rispetto per gli altri, tu hai dormito pure là.

Come dite acidi voi teorici dei complotti… svegliati, tesoro!

La tua maestra delle elementari.”

Maria G. Di Rienzo

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Flavia Tobreira (1) ha un nuovo fidanzato: Benedetto Sibo, ventenne studente di legge, ha 49 anni meno di lei. I due hanno trascorso un weekend romantico a Maui, nelle Hawaii.

Flavia Breirato (2) ha un nuovo fidanzato: Benedetto Biso, ventenne meccanico con specializzazione in motorini truccati, ha 49 anni meno di lei. I due hanno trascorso un weekend romantico a Casalanguida (Chieti) in occasione della Festa della Madonna del Rosario.

Flavio Briatore (3) ha una nuova fidanzata: Benedetta Bosi, ventenne studentessa di legge, ha 49 anni meno di lui. I due hanno trascorso un weekend romantico a Malindi in Kenya.

Poco si sa del Sibo: tra le scarse informazioni sul suo conto figura l’incoronazione come Mister “Calamaro in carpione” a Sanluri, in provincia di Medio Campidano, nel 2017. Quella sera aveva dichiarato di sognare di fare lo chef e aveva dedicato il titolo appena vinto alla nonna pastaia. Anche secondo quanto riporta “Chi”, al giovane non dispiacerebbe il mondo della gastronomia. Presto potremmo dunque vederlo fra i fornelli su Rai Uno.

Poco si sa del Biso: tra le scarse informazioni sul suo conto figura l’incoronazione come Mister Sbronzo a Cortaccia sulla Strada del Vino, in provincia di Bolzano, nel 2017. Quella sera aveva tentato di fare una dichiarazione ma finì per vomitare sul microfono. Anche secondo quanto riporta “Chi”, al giovane non dispiacerebbe il mondo dell’intrattenimento pecoreccio e goliardico. Presto potremmo dunque vederlo ubriaco, mentre racconta barzellette preistoriche, alle feste di addio al celibato.

Poco si sa della Bosi: tra le scarse informazioni sul suo conto figura l’incoronazione come Miss Carnevale di Pietrasanta, in provincia di Lucca, nel 2017. Quella sera aveva dichiarato di sognare di fare la modella e aveva dedicato il titolo appena vinto alla mamma. Anche secondo quanto riporta “Chi”, alla giovane non dispiacerebbe il mondo della moda. Presto potremmo dunque vederla calcare le passerelle di sfilate e presentazioni.

(1) Donna d’affari pluripregiudicata, nata nel 1950.

(2) Donna delle pulizie incensurata, nata nel 1950.

(3) Uomo d’affari nato nel 1950, condannato alla prigione due volte per frode negli anni ’80 (poi amnistiato); mentre era latitante alle Isole Vergini americane si occupava del franchising di Benetton e nel 1990 fu incaricato di dirigere la squadra di Formula Uno della medesima ditta (Renault F1 nel 2002); nel 2008 risultò coinvolto nelle corse truccate del Grand Prix di Singapore e costretto a rassegnare le dimissioni l’anno successivo, nel quale fu pure bandito a tempo indefinito dalla Federazione Internazionale Automobilistica: il bando fu successivamente sollevato in tribunale.

Curiosamente, le sue “fidanzate”, compagne, mogli ecc. hanno sempre almeno vent’anni meno di lui e fanno le modelle: Naomi Campbell (nata nel 1970), Heidi Klum (nata nel 1973), Elisabetta Gregoraci (nata nel 1980). A essere maligni vien da pensare che a trent’anni corteggiasse bambine delle elementari – ma solo se erano Miss Caramella.

Adesso sarei curiosa di sapere due cose:

– perché le prime due “non notizie” da me confezionate saranno giudicate ridicole e la terza, vera, in grassetto no;

– considerato che la mia rassegna stampa mattutina non comprende giornali scandalistici, perché devo trovare i fidanzamenti di Briatore su quotidiani che si stimano “seri” – e soprattutto in questo tono servile e melenso.

Maria G. Di Rienzo

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Accappatoi

Caro Alessandro Bartezzaghi, temo sia indirettamente colpa sua: da quattro giorni un (o una) aspirante solutore di cruciverba scrive su google “si indossano fuori dall’acqua” e viene qua a leggere una – peraltro molto bella – poesia,

https://lunanuvola.wordpress.com/2018/03/30/fuori-dallacqua/

che però purtroppo non gli/le fornisce la definizione richiesta. Da 96 ore questa creatura fissa le caselline bianche e nere e soffre. E ogni volta che lo ritrovo sugli stats soffro un po’ anch’io, perciò spero che lei non si adonti se suggerisco: ACCAPPATOI, tizio o tizia, sono gli ACCAPPATOI.

Trattasi di vestaglie di spugna, con o senza cappuccio, usate per asciugarsi dopo il bagno o la doccia; portano questo nome anche le mantelline che i parrucchieri ti mettono sulle spalle prima di sbizzarrirsi sui tuoi capelli. Se non ne hai mai visto uno, ecco qua:

bathrobe

E adesso, ti prego, chiudi La Settimana Enigmistica, spegni il computer e va’ a fare una passeggiata. E’ ciò che per qualche giorno (il mio braccio non è guarito) farò anch’io.

Maria G. Di Rienzo

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(“Everything We Learned About Women’s Anatomy from Male Authors”, di Jess Zimmerman, caporedattrice di “Electric Literature”, 2 agosto 2019. Trad. Maria G. Di Rienzo. Sull’argomento:

https://lunanuvola.wordpress.com/2018/04/04/molta-strada-da-fare/

https://lunanuvola.wordpress.com/2018/04/13/marlowe-era-un-bel-moretto/ )

L’anno scorso, ci siamo tutte divertite a descrivere noi stesse come avrebbe fatto un autore maschio (testo campione: “Avevo delle ballonzolanti da urlo e ci pensavo costantemente”) e abbiamo persino creato una pratica mappa per generare la nostra propria prosa lubrica.

Ma, onestamente, gli scrittori di sesso maschile non hanno mai avuto bisogno del nostro aiuto e hanno proseguito a dispetto della presa in giro. Sin da maggio, il filone Twitter Uomini che scrivono di Donne ha collezionato i più egregi esempi della situazione attuale: metafore carburate con il testosterone, elementi rivoltanti della trama e narratori che sembrano non aver mai parlato realmente con una donna per quindici minuti di fila, figurarsi aver vissuto con una.

Si può imparare molto passando del tempo con questo filone Twitter, non ultimo il fatto che potreste essere scrittrici migliori di quel che pensate (“Questi sono autori pubblicati. – sottolinea il curatore di Uomini che scrivono di Donne via e-mail – Qualcuno ha scritto la tal cosa e ha pensato: Mmmmh… sai una cosa? Sembra proprio una Descrizione Molto Reale di una donna.”) In particolare, però, guadagni un bel mucchio di conoscenza sull’anatomia femminile. Ecco cosa sappiamo delle donne grazie agli scrittori maschi:

“Piccoli seni che puntavano verso il cielo come missili terra-aria”

“(seni) come due cagnolini che tiravano il guinzaglio in direzioni leggermente diverse”

“Le sue tette erano cose ridenti fermamente al loro posto”

“Ogni follicolo sulle mie braccia e sulle mie gambe stava diventando una piccola clitoride”

“Tutto (negli uomini) era più diretto, le loro viscere non erano labirinti come quelle delle donne, in cui la pipì doveva trovare la sua strada”

“Ma dalle sue mutandine… fece capolino un affettuoso caldo coniglio, un umido e vivente caldo animale”

“La ragazza aveva un piccolo borsellino ficcato in vagina, della grandezza sufficiente a contenere la sua patente di guida, una carta di credito e qualche verdone”

Tenendo conto di tutto questo, ho compilato il seguente sketch di Una Donna, secondo gli Autori Maschi:

according to male authors

Sentite un po’, a noi questa roba non piace quanto non piace a voi, ma sino a che gli scrittori uomini non si comporteranno in modo sensato, questa è la visione artistica delle donne in cui siamo incastrate.

Signori, vi preghiamo: leggete un libro di anatomia. Preferibilmente non uno che abbiate scritto voi.

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carciofi

“Sono pronte un milione di bottiglie, tutte numerate, e sono sicuro che non ne rimarrà nemmeno una. Soltanto da Predappio ce ne hanno richieste 50 mila. Il 99% di chi ha un bar, un ristorante o un esercizio pubblico è di destra: l’Amaro del Duce sarà un grande successo. Prevedo tempi duri per gli altri amari: il nostro sconquasserà il mercato, facendo piazza pulita. Il popolo italiano è di destra: tanti non lo dicono, ma Salvini è al 40%. Grazie alla nostra ricetta daremo al popolo di destra una bevanda che saprà calmare i nervi e portare benessere. Certo, non la consiglierei ai comunisti, ai quali potrebbe risultare indigesta.” – Ferdinando Polegato, ristoratore di Sequals (Pn), imitatore di Mussolini, creatore con Andrea Lunardelli dell’Amaro del Duce.

Benvenuto, popolo d’Italia, alla diretta della finale del Torneo calcistico degli Amari, offertavi come sempre dell’Istituto Luce e sponsorizzata dagli Alcolisti Non Anonimi, i cui moniti a “carburarsi” in giusta dose per essere sempre pronti alla battaglia sono visibili alla base degli spalti, con tanto di firme di bevitori celebri (di destra, come il 99% degli italiani). Mancano una decina di minuti al fischio dell’arbitro (neofascista, come il 40% dei veri italiani) e perciò riassumiamo gli eventi che hanno portato a questo decisivo incontro.

Al Torneo hanno partecipato, in rigoroso ordine alfabetico le squadre Amaro del Duce, Amaro del Capo (sottofondo dalla regia: Ma questa veniva prima! – Chiudi il becco, o la prossima diretta la fai dal confino a Ventotene.), Amaro Lucano, Amaro Montenegro, Amaro Ramazzotti, Braulio, Cynar e Fernet Branca.

Oggi, dopo aver sconfitto trionfalmente tutti gli avversari, l’Amaro del Duce affronta fiero e indomito nella finale il Cynar, una squadretta di panciafichisti che si lagnano del logorio della vita moderna e che sono arrivati alla fine del torneo grazie a scandalosi arbitraggi comunisti a loro favore.

Sentiamo i due allenatori: l’immigrato clandestino in attesa di espulsione Marinato Articiocco, per il Cynar, e l’italiano doc Romano Ardito Patriota per la formazione di casa.

“Innanzitutto vorrei dire che nella mia presentazione c’è qualche errore…”

“Dux vera Lux non sbaglia mai, caro il mio signor Articiocco!”

“Va bene, ma io mi chiamo Marinated Artichoke e non sono clandestino, mia madre è siciliana e la domesticazione del carciofo, nome scientifico Cynara scolymus, sembra essere avvenuta proprio in Sicilia…”

“Il nostro grande Paese non ha bisogno di questi rimarchi di indigesto buonismo da radical-chic. Se non vuole che chiuda tutto, porti siciliani compresi, a “bacioni” mi dica invece come intendete opporvi alla travolgente forza d’animo, all’incrollabile lealtà e all’evidente superiorità calcistica degli avanguardisti dell’Amaro del Duce!”

“Be’, li abbiamo visti in campo e sono molto aggressivi, un po’ rozzi e scorretti direi, ma in questo caso credo sia importante non adattare il nostro modulo di gioco agli avversari e surclassarli piuttosto con lo stile e la tecnica. Inoltre, definirli la formazione di casa mi sembra ingiusto, anche noi siamo italiani.”

“Avete ascoltato tutta la violenza verbale di quest’immigrato arrogante che vive alle nostre spalle e ruba il lavoro ai nostri allenatori. Mentre la Digos lo perquisisce, sentiamo invece il Mister dell’Amaro del Duce, l’invitto signor Patriota! Prevede che il Cynar vi darà qualche difficoltà?”

“Nessuna. Spezzeremo le reni a questi disgustosi carciofi alla giudia. I miei ragazzi sono responsabilmente imbibiti di Amaro, perfettamente in forma e concentrati sulla nostra inevitabile vittoria.”

“Come li mantiene motivati? Vincere sempre può indurre un certo rilassamento, al sottovalutare i pericoli: non tanti lo dicono, ma sembra che 100 meno 40 dia come risultato 60 – e quindi il 60% degli italiani non ha ancora capito da che parte è meglio stare?”

“Lo capiranno quando invece dell’Amaro butteremo giù olio di ricino per le loro gole traditrici. Aggiungi due manganellate, li rapi a zero, gli fai fare il giro del quartiere a calci in culo, gli butti giù la casa con la ruspa e capiscono eccome! Per la motivazione, in campo come nella vita, è importante continuare a indicare nemici esterni, scaricare loro addosso tutti i problemi del mondo, compresi quelli interni che ci siamo procurati da soli, e negare l’evidenza anche quando ciò sembra impossibile. In pratica, si va in giro urlando: “Mamma non sono stato io, è stato lui, lui ha rubato, lui ha truffato, lui è un incapace, lui è un criminale, lui ha cannato il rigore, non io, mai, è stato lui, lui, lui!” e in questo modo manteniamo intatta la nostra innocenza, cioè il bambino che è in noi.”

“Profondo e toccante il nostro Mister! Sta per iniziare la partita. Qual è l’ultimo rituale di buon augurio che fate negli spogliatoi?”

“A parte toccarci virilmente e reciprocamente i coglioni, recitiamo la Preghiera del Balilla, eccola qui: Io credo nel sommo Duce, creatore delle camicie nere, e in Gesù Cristo suo unico protettore. Il nostro salvatore fu concepito da buona maestra e da laborioso fabbro. Fu prode soldato, ebbe dei nemici. Discese a Roma, il terzo giorno ristabilì lo Stato. Salì all’alto ufficio. Siede alla destra del nostro Sovrano. Di là ha da venire a giudicare il bolscevismo. Credo nelle savie leggi. La comunione dei cittadini. La remissione delle pene. La resurrezione dell’Italia, la forza eterna, così sia.” (Questa non è inventata. Ho riportato il testo originale e integrale.)

Maria G. Di Rienzo

dipinto di anna claret

P.S. La “Venere dei Carciofi” sorride misteriosamente: come sarà andata la partita?

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