Feeds:
Articoli
Commenti

Audacia

“Figure religiose, il governo, i tuoi genitori – tutti vogliono aver da dire su quel che fai in mezzo alle tue gambe. Io voglio dirti che non è affar loro e che il tuo corpo, i tuoi desideri e le tue idee appartengono solo a te. Se a loro non piace quel che sei, sono loro ad avere torto.” Rima, donna bisessuale, Libano.

mani arcobaleno

Così si apre il rapporto “Audacia nell’avversità – Attivismo lgbt in Medio Oriente e Nord Africa” (2018) curato da Human Rights Watch, che con la collaborazione di AFE (Fondazione Araba per le libertà e l’eguaglianza) ha anche prodotto alcuni video al proposito: in essi, attivisti e attiviste mandano messaggi di sostegno e incoraggiamento alle persone lgbt che vivono nelle zone indicate.

“Nonostante la repressione sponsorizzata dallo stato e lo stigma sociale, persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender in Medio Oriente e Nord Africa stanno trovando modi per far sentire le proprie voci.

Stanno raccontando le loro storie, costruendo alleanze, creando reti oltre i confini, sviluppando movimenti nazionali e regionali, e trovando modi creativi di combattere omofobia e transfobia.”, dice la presentazione.

Il rapporto completo, 83 pagine, lo trovate qui:

https://www.hrw.org/sites/default/files/report_pdf/lgbt_mena0418_web_0.pdf

(Non sono riuscita a trovare un link funzionante per i video)

Ho dei problemi con alcune scelte di Human Rights Watch e non conosco la Fondazione che ha collaborato al progetto, ma si tratta pur sempre di materiale che val la pena conoscere.

Maria G. Di Rienzo

Annunci

(“When a Man Tells Me I’m Beautiful”, di Naina Kataria – in immagine – poeta indiana. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

naina

QUANDO UN UOMO MI DICE CHE SONO BELLA

Quando un uomo mi dice

che sono bella

io non gli credo.

Invece, rivivo i miei giorni al liceo

quando non importando quanto brava fossi

ero sempre la ragazza con i baffi.

Lui non sa come ci si sente

a crescere nella tua famiglia materna

dove il tuo corpo è il solo a

vantarsi orgoglioso della X di tuo padre

mentre la X di tua madre sta seduta a lamentarsi

del fatto che non è da signora.

Lui non conosce l’adolescente

che ha riempito i propri angoli con

il vuoto conforto

dell’essere amata per quel che era – un giorno.

Lui non sa dell’ipocrisia.

Lui non sa del mondo che

ti dice di “essere te stessa”

e ti vende un bell’elenco amabile di sfumature di colore

nello stesso fottuto respiro.

Lui non sa della cera calda e del laser

il cui unico scopo è di

rimpiazzare la tua pelle innocente

con il suo proprio marchio di femminilità.

Lui non sa di veet e dello sbiancante

che sradicano la tua robusta peluria

in nome dell’igiene.

Igiene, che se praticata dagli uomini

li renderebbe gay e svirilizzati.

Lui non sa come le sopracciglia ribelli sono domate

e come le sopracciglia che si toccano muoiano di una morte silenziosa.

Tutto per preservare la bellezza

e i miracoli della tortura che accadono

dietro porte segnate dalla scritta

“SOLO DONNE”.

Perciò quando un uomo mi chiama bella

io gli lancio un sorriso, il sorriso che resta

dopo tutto quel che la striscia ha strappato via

e lo sfido

ad aspettare

fino a che mi ricresceranno i peli.

Ghirlande

Grace

Grace D. Chin – in immagine – è un’artista femminista la cui creatività spazia dall’incisione al disegno alla scultura in carta. Sua madre era un’artista tessile e nella casa in cui Grace è cresciuta creare arte era incoraggiato come parte della vita quotidiana. Dopo essersi laureata, Grace ha voluto “ricollegarsi alle sue radici d’artigianato” e ha cominciato a creare le ghirlande di fiori di carta che l’hanno resa famosa:

“Si tratta di contrastare le forze negative nel mondo e in noi stesse usando le parole. Io credo davvero nel potere di interiorizzare e assorbire messaggi positivi. E’ soddisfacente tradurre tali idee in oggetti concreti. Io sono sempre compiaciuta e onorata dal fatto che le persone vogliano tali parole e il mio lavoro nelle loro case.”

E quindi, cominciamo la giornata con tre messaggi in ghirlanda in cui l’Autrice esprime semplicemente la forza e la bellezza del femminismo:

grace d. chin - santuario

IO SONO IL MIO PROPRIO SANTUARIO

grace d. chin - corpi

TUTTI I CORPI SONO BUONI CORPI

grace d. chin - fregatene

FREGATENE

Maria G. Di Rienzo

fearless girl with friend

La statua della “ragazza impavida” (in immagine con un’amica umana) trasloca.

Come avevo scritto in precedenza,

https://lunanuvola.wordpress.com/2017/03/16/la-ragazza-impavida/

https://lunanuvola.wordpress.com/2017/06/01/non-ce-la-fanno-proprio/

la sua posizione che fronteggiava il toro alla carica di Wall Street era solo temporanea.

Sin dalla sua installazione, avvenuta l’8 marzo 2017, la statua commissionata da State Street Global Advisors all’artista Kristen Visbal è però diventata una meta per donne di tutte le età e una grande attrazione turistica, al punto che il flusso di visitatori / visitatrici crea problemi al traffico.

L’immagine di una ragazzina senza paura ha un impatto di questa grandezza, il che ci dice almeno due cose: si tratta di un’immagine purtroppo rara e si tratta di un concetto di cui sentiamo un profondo bisogno. Le bambine, le ragazze, le donne dovrebbero poter andare per il mondo e dietro ai propri sogni senza timore alcuno.

La “Fearless Girl” si trasferirà entro la fine dell’anno davanti alla Borsa di New York che, nonostante la “sfida” incorporata nella statua, le dà il suo benvenuto sin da ora (foto di Carly M. Hildebrand):

new home

La vice sindaca della città, Alicia Glen, ha dichiarato al proposito alla stampa: “Penso solo sia davvero importante, dati i tempi in cui stiamo storicamente vivendo, che noi si faccia tutto il possibile per aumentare la consapevolezza su istanze davvero serie, quali il confrontarci con la mancanza di potere economico, politico e finanziario delle donne.”

Maria G. Di Rienzo

Maggio libero

Autostima in frantumi con ideali di bellezza cucinati lentamente

La ricetta perfetta per lo sfruttamento delle donne (ma sta diventando popolare anche per gli uomini!)

poster grace

Ingredienti:

– una storia di oppressione

– un Body Mass Index (BMI) che si diffonde liberamente nel sistema sanitario

– migliaia di modelle giovani, bianche, non disabili

– divulgazione di piani dietetici che promuovono l’affamarsi e compromettono le capacità di pensiero critico

– estenuante regime di esercizi fisici, da cui sia rimossa ogni gioia

– larga mestolata di svergognamento fisico (coltivato in modo organico con falso senso di superiorità morale e battute sulle persone grasse)

– spruzzata di studi sulla nutrizione finanziati dalle ditte dietetiche, accettati come vangelo

– photoshop, prima di servire

1. Preparate l’autostima assicurandovi che sia legata all’apparenza. Distruggete i risultati raggiunti da un’altra persona se essa non è abbastanza attraente da rendere degno il celebrarli.

2. Misurate la salute delle persone con il BMI. Assicuratevi di cominciare quando sono giovani e ingenue. Alterate arbitrariamente i parametri del BMI nel 1998: nello spazio di una notte ciò farà classificare “sovrappeso” 25 milioni di americani.

3. Fondete il peso con gli ideali di bellezza sino a che si formano standard rigidi. Polverizzate ogni critica contraria dichiarandola non sana, isterica, amareggiata.

4. Mischiate insieme gli ingredienti e lasciate cucinare a fuoco lento per un secolo o due. Per un miglior risultato, ruotate quasi regolarmente gli ideali di bellezza e assicuratevi che siano sempre più inottenibili con il passar del tempo.

Cucinate sino a che gli ideali di bellezza possano essere modellati a vostro piacimento e poi serviteli generosamente ai media.

Nota: sebbene sia deliziosa in ogni stagione, la ricetta è al suo meglio quando viene preparata in risposta alle vittorie della seconda ondata del femminismo

Per fonti e più informazioni visitate http://www.weighfreemay.com

(Trad. Maria G. Di Rienzo. Ndt.: “weigh free may” si può tradurre come “maggio libero dal pesare/pesarsi”; è il nome di una campagna ideata dalla 24enne australiana Grace Ritter, che si sta riprendendo da dieci anni di disturbi legati all’alimentazione.)

La domanda me la sono posta anch’io: dobbiamo proprio parlare del sig. Karl Lagerfeld?

Quanto questo famoso stilista (che lavora per Chanel e Fendi) ami, capisca e dia valore alle donne ci è chiaro da tutta la sua carriera.

https://lunanuvola.wordpress.com/2014/10/08/la-sfilata/

La settimana scorsa, nell’intervista concessa a “Numéro Magazine” ha solo messo qualche ciliegina sulla torta, dichiarandosi “stufo marcio” dei movimenti che contrastano le molestie e la violenza sessuale, in particolare #metoo, e delle donne “che ci mettono vent’anni per ricordare” ciò che hanno subito.

In realtà le donne restano in silenzio grazie alle minacce, alle pressioni, al timore di essere trasformate da vittime in perpetratrici (bugiarde, a caccia di soldi, vogliono vendicarsi ecc.) e a quello di perdere il lavoro, ma non importa, Lagerfeld ha comunque un buon consiglio per quelle che il lavoro ce l’hanno nel suo ambiente:

“Se non vuoi che ti tirino giù le mutande, non diventare una modella! Vai in convento, ci sarà sempre posto per te in convento.”

Lagerfeld ha 84 anni e questa lunga vita non gli ha insegnato nulla: le donne sono puttane o suore, senza mutande e a disposizione o indisponibili con le mutande di latta.

A questo punto l’unica risposta possibile per lui è: “Se non vuoi rispettare l’umanità e la dignità delle donne smetti di fare il designer. Vai in ospizio, ci sarà sempre posto per te in ospizio – e considerata la valanga di soldi in cui sguazzi sarà persino un ospizio di lusso, con le carte per giocare a tressette filettate in oro. Il personale di sesso femminile te lo terremo distante.”

Maria G. Di Rienzo

tatiana - foto di rotmi enciso

(“Pathway to Lesbianism”, di Tatiana de la Tierra (1961 – 2012), scrittrice, poeta, attivista, strega dianica (una forma di paganesimo) di origine colombiana, emigrata con la famiglia negli Usa a 8 anni. Trad. Maria G. Di Rienzo. Tatiana creò la prima rivista internazionale che trattava delle donne lesbiche latino-americane, “Esto no tiene nombre” – “Questo non ha nome”. L’impegno a rendere visibili e forti le voci delle lesbiche latino-americane sta al cuore di tutto il suo lavoro, che non abbandonò mai nonostante i problemi di salute.)

Sentiero verso il lesbismo

Il sentiero per il lesbismo implica la rinuncia al sentiero che era già stato scritto. Tutto quel che dovrebbe essere ed essere fatto è rimpiazzato da qualsiasi scopo tu sogni.

Essere una lesbica significa cambiare le mani che hanno potere. E’ vero che quel potere è sempre nostro, ma molte volte permettiamo ad altri di maneggiarlo per noi. Una lesbica reclama il proprio potere.

La cerimonia di iniziazione è un matrimonio con te stessa. Cammina verso l’altare, sola e vestita con l’abito da cerimonia che è la tua pelle. A ogni passo ti lasci alle spalle il destino che non hai mai posseduto e ti avvicini a quello che sarà creato da te.

Trattieniti alla soglia d’ingresso al lesbismo. Prometti di essere fedele a te stessa, bacia e abbraccia il tuo corpo.

Questo è il modo in cui entri nel lesbismo: nuda e innamorata.

foto di Riasko e Enciso

“Mentre sentiva l’avvicinarsi della fine della sua vita, Tatiana de la Tierra rinominò se stessa Suerte Sirena (Sirena Fortunata, o Sirena della Fortuna). Per lei, le cellule cancerogene che stavano invadendo il suo corpo erano la prova della sua metamorfosi definitiva, quella che l’avrebbe resa una sirena affinché nuotasse nell’oceano cosmico.” Audrey Goodnight, 7 aprile 2018.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: