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Posts Tagged ‘cronaca’

I primi lanci di agenzia definivano “nordafricani” l’assassino del vicebrigadiere Mario Rega Cerciello e il suo complice. Oggi sappiamo che sono statunitensi, consumatori di cocaina che erano stati imbrogliati da uno spacciatore, e l’omicida ha confessato. Non mi sono curata di verificare cosa dicano appunto oggi i nostri inqualificabili politici, ma ieri, la morte atroce a coltellate di un giovane carabiniere è servita loro per mettere in scena il consueto spettacolo di razzismo e violenza verbale.

Salvini, che non sembra vivere nella realtà, ha immediatamente riscritto il suo solito film promettendo pene non previste dall’ordinamento giudiziario italiano: “Caccia all’uomo a Roma per fermare il bastardo che stanotte ha ucciso un carabiniere a coltellate. Sono sicuro che lo prenderanno e che pagherà fino in fondo la sua violenza: lavori forzati in carcere finché campa.”

Di Maio ha parlato di “atto vile nei confronti dello Stato” e ha chiesto l’espulsione dei responsabili.

Meloni ha strillato “Basta far approdare animali”.

Gli improvvidi seguaci di costoro si sono immediatamente adeguati:

“Maledetti, maledetti e maledetta la sinistra che li ha fatti entrare e che continua a foraggiarli.”

“Bisognerebbe applicare le leggi che hanno nei paesi musulmani in questi casi occhio per occhio dente per dente: uccidi per pochi euro? Pena di morte. In italia (Nda.: minuscolo nell’originale) resteranno impuniti i delinquenti difatti vengono proprio qui per delinquere perché sanno che non gli faranno mai nulla.”

“E’ colpa di Carola.” Eccetera.

Sig. Presidente Trump, buongiorno: il governo italiano desidera informarla che due cittadini del suo grande paese sono sbarcati a Roma da una nave addetta al soccorso in mare, dopo aver tentato di attraversare l’Atlantico in gommone. Nella capitale italiana, alloggiati in albergo di lusso poiché foraggiati dalla sinistra, hanno tentato l’acquisto di beni di prima necessità (cocaina) e hanno purtroppo subito una truffa (i venditori al dettaglio gli hanno rifilato dell’aspirina).

Questo ha comprensibilmente irritato i suoi connazionali, uno dei quali ha massacrato con otto coltellate un membro delle nostre forze dell’ordine. Sviati da informazioni errate, abbiamo in principio definito i due statunitensi “maledetti animali bastardi” e stavamo per riscrivere il Codice Penale per condannarli ai lavori forzati, giustiziarli e espellerli, non avendo ben chiaro in che ordine fare queste cose, ma sono dettagli: la cosa importante era sfruttare la vicenda per la nostra propaganda. Come lei ben sa, il clima politico attuale richiede sempre maggiori incitamenti alla brutalità che non risolvono alcun problema ma gonfiano le nostre percentuali di elettori e quindi, soprattutto, le nostre tasche.

Ora che però conosciamo la nazionalità dei coinvolti, siamo un po’ incerti sul prossimo corso d’azione. Sarebbe così gentile da fornirci qualche documento farlocco che li identifichi come nipoti di Sanders o delle immagini “photoshoppate” che li ritraggano sotto braccio ad Alexandria Ocasio-Cortez? Ci aiuterebbe a chiarire che la colpa di qualsiasi atrocità accada in Italia è sempre dei nostri avversari politici.

Ringraziandola anticipatamente, ci firmiamo come il fedele e servile “governo del cambiamento”, sdraiato a tappeto sotto i piedi dei potenti: viva la grande Russia! (Salvini, no, che accidente fai?!) viva la bandiera stelle e strisce, viva l’aquila americana!

Maria G. Di Rienzo

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“Abbiamo ragazze e donne messe sotto crescente pressione affinché siano “belle”, con bambine di otto anni che si preoccupano del loro peso. In una società che usa l’aspetto di una donna per determinarne il valore ciò non è sorprendente.

L’oppressione relativa al corpo è così prevalente nella nostra società che noi la notiamo a stento.

Anche il capitalismo contribuisce a perpetrare questa forma di oppressione: ogni giorno ci sono venduti programmi dietetici, libri sulle diete e modificatori corporei.

Lo svergognamento del corpo è diventato un enorme affare.” Kate Dickinson, attivista.

Dai giornali italiani, 19-20 luglio 2019:

“Si era sottoposta a un intervento di bendaggio gastrico perché voleva dimagrire, ma è morta.”

“Brindisi, giovane mamma muore dopo 10 ore in sala operatoria per un bendaggio gastrico.”

Annalisa Z., 35enne, sposata e con un figlio di 6 anni, si è sottoposta a “un intervento di chirurgia estetica che consiste nel restringimento dello stomaco. Entrata alle 9 del mattino in sala operatoria, da lì non è più uscita. Nel tardo pomeriggio i medici hanno avvertito i familiari che la donna non ce l’aveva fatta.”

annalisa

Questa è l’immagine di Annalisa che alcuni quotidiani hanno pubblicato e che io ho modificato nei colori per renderla meno immediatamente riconoscibile: l’ho ritenuto un minuscolo gesto di rispetto. Nello stesso spirito, ho omesso il cognome intero.

Avrei potuto evitare di mettere la foto qui, certo, ma era necessario. Perché io non riesco a capire per quale motivo questo corpo non fosse “normale” e che ragioni ci fossero per sottoporlo a un intervento altamente rischioso (donne e uomini muoiono come mosche di interventi di “chirurgia estetica” allo stomaco e non solo in sala operatoria – vedi nota a piè di pagina). Io vedo una giovane donna affascinante, dal sorriso leggermente sarcastico o con una traccia di sfida, che mostra il piacere del proprio unico stile.

Non so quale specifico percorso l’abbia portata in sala operatoria, ma ritengo dei fallimenti a livello umano ancor prima che professionale i medici che su questa strada ha incontrato.

So, invece, di cosa fanno esperienza ogni donna, ragazza e persino bimba che non rispondano agli standard irrealistici del modello corporeo imposto in quest’epoca e reiterato da tutti i media sul mercato, da pubblicità e prodotti “culturali” e dalla mandria di sfigati che spalmano insulti sui social media.

Completi estranei ti urlano per strada di perdere peso e di vergognarti.

Amici e parenti dicono le stesse cose, in tono meno aggressivo (non sempre) e assicurano di farlo “per la tua salute” (di cui non sanno una mazza).

Se discuti animatamente o litighi con qualcuno, per qualsiasi motivo, il tuo interlocutore (o la tua interlocutrice) non potrà astenersi dal farti notare che sei grassa, che non ti scopa nessuno (e se hai una relazione fissa compatirà il tuo povero partner), che non avendo – per lui/lei – valore a livello di attrazione sessuale non ne hai assolutamente come persona.

Chiunque tu frequenti su base quotidiana o comunque ripetuta – compagni di scuola, insegnanti, colleghi, superiori, commessi, operatori sanitari, baristi, autisti di autobus ecc. – pensa di essere autorizzato a esprimere sul tuo corpo giudizi non richiesti: e dopo averti oltraggiata si aspetta che sia tu a scusarti.

E persino ove ci si arrampica sugli specchi per essere “inclusivi”, i corpi di donne non conformi sono sempre e costantemente bullizzati ed esclusi.

Questo ha un nome: abuso emotivo e psicologico. Trauma.

Questo ha conseguenze. Disturbi alimentari, depressione, crollo dell’autostima, autolesionismo, suicidio. Non sono “solo parole”, vedete. E’ vetriolo. Sfregia, deturpa e infine uccide.

Maria G. Di Rienzo

Nota: 20 luglio 2019 – “Chieti, operata per ridurre il peso, muore dopo venti giorni”. Dopo il primo intervento “al quale era seguito un controllo” che dichiarava tutto a posto, la donna lamentava una febbre cronica che gli antibiotici non hanno trattato. Operata una seconda volta “per accertare l’eventuale presenza di infezioni” si è aggravata ed è morta. Però da adesso in poi non avrà più i “problemi di obesità” citati dagli articoli sul suo decesso (abominevoli): una bella fortuna, eh?

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“Questo caso verrà forzatamente classificato come “femminicidio” per aumentarne le statistiche ma tecnicamente non lo è. in (Nda: minuscolo come nell’originale) quanto il femminicidio è una “violenza esercitata sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale” e non economica come in questo caso.

Le statistiche dei femminicidi sono costantemente falsate in quanto ormai qualsiasi omicidio di essere umano di sesso femminile viene così classificato (compresi ad esempio i delitti a scopo di rapina, gli omicidi-suicidi degli anziani malati ecc..)”

Nostradamus – suppongo sia lui – fa riferimento per questa sua profezia e correlata indignazione all’assassinio di Deborah Ballesio avvenuto sabato scorso per mano (e pistola rubata) dell’ex marito Domenico Massari. Non lo fa in perfetto italiano ma possiamo perdonarlo, giacché è nato a Saint-Rémy-de-Provence nel 1503 e per comporre le sue quartine ha sempre usato mescolare lingue diverse.

L’omicida ha dichiarato ai giornalisti di non aver ucciso la donna “per motivi passionali. Ma solo per questioni economiche.” e il veggente, oltre ad aver preso per oro colato ogni sillaba, è stato anche in grado di indicarci la malefica cospirazione per aumentare le statistiche relative alla strage di donne. Immediatamente sotto questo suo illuminato commento un sodale reitera con consueto strascico di puntini di sospensione: “Se è per questioni economiche… allora è quasi legittima difesa. Vedremo come va a finire….” (So che si fatica a crederci, ma questo tizio è serio.)

Domenico Massari era stato denunciato per stalking dalla ex moglie, che aveva pesantemente e lungamente minacciato in vari modi, con conseguente divieto di dimora in tre Comuni; era stato l’autore di un incendio doloso al locale di lei nel 2015 e perciò condannato a tre anni e due mesi di carcere; infine, l’ha uccisa tramite sparatoria in pubblico, ha ferito altri due “esseri umani di sesso femminile” (una è una bambina di tre anni) ed è andato a costituirsi al carcere di Sanremo esplodendo in aria tre colpi di pistola “per attirare l’attenzione”: suonare il campanello era troppo banale. Con una personalità del genere, quel che dice è attendibile quanto le (poche) previsioni in cui Nostradamus ha indicato date precise: non se n’è avverata nessuna.

Inoltre Deborah Ballesio si aspettava di morire in questo modo, l’ha detto a molti e l’ha persino lasciato scritto – lui mi ucciderà. “Solo per questioni economiche” generalmente uno lo denunci per truffa, furto, appropriazione indebita e persino – se del caso – circonvenzione di incapace: non ti metti a perseguitarlo sino a essere condannato per stalking, non dai fuoco al night di sua proprietà e non lo ammazzi, perché tramite ognuna di queste azioni non un centesimo ti arriva o ti torna in tasca. Tutte queste cose le fai, d’altra parte, se il tuo scopo non è essere risarcito di un danno ma infliggere dolore e sofferenza e morte per vendetta: vieppiù se chi pensi ti abbia usato un torto si trova nella posizione meno indicata per osare tanto – quella di un essere inferiore non completamente umano, intrinsecamente maligno e stupido, tuo possesso per diritto naturale o divino… che sono le classificazioni affibbiate alle donne, da qualche migliaio di anni, dalla “sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale”. La violenza che ne deriva prende una miriade di forme (fisica, sessuale, psicologica, economica) e tutte potenzialmente conducono al femicidio / femminicidio ma se di esso si conosce solo una definizione da Wikipedia è più difficile vederle. Quanto a rigettarle, sul Nostradamus “de noantri” non mi faccio illusioni.

A questo punto restano solo un paio di domande. Alla prima, che è “Chi vuole “aumentare le statistiche” (cioè gonfiare le percentuali) e per quale motivo?” non c’è una risposta intelligente, poiché la domanda è idiota e basa su presupposto falso, ma è comunque intuibile: sono le bieche orribili femministe, il cui scopo è rovinare ogni uomo sul pianeta; poi ci sono i sotto-complotti “donne vittimiste”, “donne avide di denaro che usano le statistiche per ottenere chissà che”, “donne vili che usano e abusano e poi se le ammazzano si lamentano” (vabbé, si lamentano quelle che restano vive). Tutto già visto / udito sino alla nausea.

Per la seconda domanda non ho trovato una replica soddisfacente, perciò la giro agli interessati: non avete niente di meglio da fare che sparare caxxate immani in giro per il web?

Maria G. Di Rienzo

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4 luglio 2019, Catania – “Abusa della figlia disabile mentale: la moglie lo scopre e lo denuncia, arrestato”.

Da quattro anni stuprava la figlia, oggi 24enne. La moglie (pure affetta da disabilità, simile a quella della figlia) lo ha sorpreso in bagno mentre abusava della giovane.

Il Ministro della Mascolinità Italica, durante i festeggiamenti per l’Indipendenza americana, scatta selfie e scherza sulla sua passione per gli hamburger, poi la notizia lo raggiunge, disturba il suo appetito e lo costringe a commentare: “Una fiaba pessima, horror, surreale. Non ho parole. Cosa bisogna fare per scopare in Italia? Mi vergogno che questo povero uomo italiano, sessantenne, sia stato costretto a rivolgersi alla figlia disabile per il suo legittimo diritto al sesso! Quando le mogli se ne fregano e si lasciano andare e non si riaprono i bordelli questo succede!”

4 luglio 2019, Garlasco (Pavia) – “Getta la compagna dal balcone: donna salvata dai carabinieri che l’afferrano al volo”.

L’uomo ha precedenti per violenza domestica. Gettatosi a sua volta dalla finestra al primo piano – e riportando con ciò la frattura delle gambe – una volta individuato dai carabinieri li ha colpiti con un bastone e delle pietre ferendone tre.

Il Ministro del Sessismo di Stato, durante i festeggiamenti per l’Indipendenza americana, scatta selfie e scherza sulla sua passione per la Coca-Cola, poi la notizia lo raggiunge, il drink gli va di traverso ed è costretto a commentare:

“Una fiaba pessima, horror, surreale. Non ho parole. Cosa bisogna fare per liberarsi di una donna rompicazzo in Italia? Mi vergogno che i carabinieri non siano potuti andare a prelevarla prima, ma comunque il suo volo ha messo a rischio la vita di militari che fanno il loro lavoro. Certo, anche il tizio ha sbagliato, ha aggredito i carabinieri, ma mi dicono che è italiano quindi dev’essere comunista.”

4 luglio 2019, Giugliano (Napoli) – “Maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, arrestato il marito recidivo”.

Un uomo responsabile di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, con il divieto di avvicinamento all’ex moglie e sottoposto agli arresti domiciliari, tenta per l’ennesima volta di introdursi in casa di costei.

Il Ministro della Difesa della Razza, durante i festeggiamenti per l’Indipendenza americana, scatta selfie e scherza sulla sua passione per il baseball, poi la notizia lo raggiunge, la mazza che impugnava gli cade dolorosamente su un piede, con il gomito urta sul tavolo la bottiglia di olio di ricino che si versa a terra, tira un paio di “porchi” off the record e poi commenta:

“Una fiaba pessima, horror, surreale. Non ho parole. Ma come è finita la famiglia in Italia per colpa della Boldrini? Mi vergogno che una moglie tenga la porta chiusa in faccia al marito italiano. Da dove viene questa delinquente? Se è italiana come minimo è comunista. Sono arrabbiato e indignato a nome dei militari italiani che ogni giorno rischiano la vita e meritano rispetto, non devono andare a fare i fabbri per far contenti i piddioti e le cornute.”

4 luglio 2019, Roma – “Foto hot da minorenni, poi le ricatta: 18enne condannato a un anno e quattro mesi”.

Riporto il titolo com’è, anche se trattandosi di minorenni non sono “foto hot” ma pedopornografia. Il farabutto che prima posava da “fidanzato” e poi ricattava le ragazzine con frasi di questo tipo: “O ti mostri tutta nuda e ti accarezzi oppure farò circolare le tue foto in intimo su internet”, “Sarai disonorata sui social” ecc., è definito dall’articolista “uno studente con il pallino del sesso”. E che sarà mai, uno non può più avere un hobby, adesso?

Il Ministro della Giustizia Sommaria, durante i festeggiamenti per l’Indipendenza americana, scatta selfie e scherza sulla sua passione per le grigliate del 4 luglio, poi la notizia lo raggiunge, si scotta con una costata di manzo, infila la mano bruciante nella sangria cercando di non farsi notare e commenta:

“Una fiaba pessima, horror, surreale. Non ho parole. Sono indignato e schifato. Mandiamo in galera un ragazzo italiano che si diverte un po’ perché le sgualdrinelle hanno 3-4 anni meno di lui? Anche a me le donne piacciono più giovani (l’ultima per età potrebbe essere mia figlia) e scollate. Questa è una sentenza politica emessa da qualcuno pagato dalle femminaziste e ci dice quanto è urgente la riforma della giustizia. E la faremo, amici! Prima però devo andare a sentire cosa ne pensa l’amico Putin. Bacioni.”

Maria G. Di Rienzo

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La storia è una di quelle che è facile rubricare come insignificante: 1) notte del 26 giugno scorso, proteste al porto di Civitavecchia per il ritardo sull’orario di imbarco per Tunisi; 2) un viaggiatore in attesa, tunisino, si oppone alla richiesta della polizia di spostare la propria automobile in fila per far passare un camion; 3) spinte, strattoni, scambio di insulti fra più persone; 4) tre tunisini arrestati e poi condannati per direttissima per resistenza a pubblico ufficiale.

Il video che riprende l’accaduto parte dal punto 3. Si vede un poliziotto spingere violentemente un uomo contro la fiancata di un’auto e costui rispondere a sua volta con una spinta. Nella confusione seguente, è possibile scorgere un poliziotto che schiaffeggia un uomo e poi estrae la pistola minacciando di sparare, ma a causa del movimento di altri corpi nella finestra del video non è chiaro se si tratti dei primi due.

Secondo le forze dell’ordine gli agenti sarebbero stati aggrediti per primi, la “sproporzione numerica” li avrebbe costretti a chiedere rinforzi e la pistola è stata estratta solo per “evitare ulteriori sopraffazioni”.

Tuttavia, sbandierare una pistola urlando “Guarda che ti sparo” non sembra proprio in linea con quanto previsto dall’art. 53 del Codice Penale sull’uso legittimo delle armi. Come detto, dalle immagini riprese non è possibile evincere l’intero svolgersi degli eventi, ma il protocollo per l’azione degli agenti prevede:

dialogo, ove “Signore per cortesia si sposti, in caso contrario viola il tal articolo di legge e siamo costretti ad arrestarla”, è senz’altro più corretto di un eventuale “Cavati dalle palle stronzo”;

allontanamento del sospetto, tramite persuasione, da luogo o posizione di pericolo che potrebbero recare danno all’agente o a terzi;

controllo meccanico, e cioè l’uso delle mani e della forza fisica per conseguire il punto succitato: in breve, il portare via qualcuno di peso, che però non è prenderlo a spintoni e a ceffoni;

impiego di strumenti difensivi (tipo il manganello) per l’applicazione di una forza contenuta;

impiego della forza letale, e quindi delle armi.

“Una vicenda ancora poco chiara, – dice un articolo al proposito – ma che sta già dividendo l’Italia. Sul web, infatti, ci si divide tra chi sostiene che sia stato un utilizzo eccessivo della forza da parte del poliziotto e chi chiede pene più dure per chi resiste agli agenti.”

Il vero fulcro della questione, dei dibattiti e delle divisioni sta in questa parola: tunisini. Se ad essa sostituissimo, per esempio, “trasteverini” gli schieramenti diverrebbero già meno granitici, ma poiché di tunisini si tratta questi sono i commenti più comuni:

“Preziose risorse che mostrano tutto il rispetto per l’autorita’ dello stato che li ha accolti. Al paesello suo l’agente buttava in auto la macchina con tutto il conducente. Ed era gia’ fortunato.”

(L’autore di quanto sopra, che tra l’altro non conosce l’esistenza della “a accentata” e non la scorge sulla sua tastiera, invece che preziosa risorsa per lo stato di cui è nativo, potrebbe essere definito nocumento culturale.)

“I carabinieri e i poliziotti dovrebbero essere dotati di teaser.”

(Okay, magari anche di trailer, così sappiamo meglio se nella seconda puntata usano gas lacrimogeno o fanno intervenire squadre antisommossa. Taser, la pistola elettrica si chiama taser!!!)

“Agli ordini della polizia si obbedisce, ma siccome il tunisino ha visto come la comandante Carola ha disobbedito alla GdF, ha pensato che fosse possibile pure per lui.”

(L’impulso a far da tappetino ai potenti sembra qui irresistibile: forse, se questa clamorosa idiozia arriva a conoscenza del ministro giusto, l’autore della stessa vincerà una telefonata o un caffè con il suo idolo. Però resta una clamorosa idiozia, beninteso.)

“L’America di Trump ci vorrebbe! Come sempre alcuni italioti pronti a difendere ad oltranza soggetti indifendibili!”

(Nella serie di commenti in cui quest’invocazione con relativo insulto – italioti – è inserita non ce n’era uno, dicasi uno, che difendesse i tunisini coinvolti nella vicenda. Se fosse possibile appellarsi agli Usa da questo blog, avrei già chiesto la concessione della green card per il suo sostenitore: se l’unica idea di futuro che ha è Trump, meglio che emigri.)

Per chiudere, a me non sta bene la continua richiesta di schieramento con contrapposizione frontale: la gestione dell’ordine pubblico è cosa molto seria che tocca i diritti umani delle persone coinvolte e non questione di tifoseria (“Io sto con la polizia!”, come squittisce di continuo un noto personaggio politico). La violenza la rifiuto per principio, per cui come non mi sta bene che sia usata da semplici cittadini, non mi sta nemmeno bene che alcuni elementi delle forze dell’ordine la usino a sproposito valicando i limiti prescritti dalle leggi. Esultare quando ciò accade in relazione a stranieri, migranti ecc. è indice di vista corta, perché una volta sdoganata questa tendenza non risparmia nessuno ed è veleno per la democrazia. Pur di godere dando addosso ai tunisini di turno, vi starà bene nel futuro prossimo avere paura, per principio, nel momento in cui un individuo in divisa si avvicina a voi per qualsiasi motivo? Vi starà bene sapere che anche se abusa di voi sarà giustificato, protetto e non risponderà delle sue azioni?

Maria G. Di Rienzo

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16 giugno 2019: “Roma, “Toglietevi la maglietta del cinema America, siete antifascisti!” Aggrediti 4 ventenni a Trastevere. – L’attacco da parte di una decina di persone la scorsa notte alle 4 del mattino. I ragazzi avevano trascorso la serata in piazza San Cosimato per seguire le proiezioni cinematografiche. Bottigliate, pugni, insulti e testate con minacce affinché i ragazzi levassero le magliette. Il più grave è ricoverato con una frattura al naso.”

Immagino conosciate la notizia e abbiate letto le attestazioni di solidarietà agli aggrediti di politici / artisti nonché la dichiarazione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Aspettiamo le necessarie verifiche, ma se i fatti fossero confermati sarebbe un episodio gravissimo, aggravato dalla intolleranza ideologica”.

Poiché ogni tipo di violenza non accade per caso e in un vuoto, riguardo a quella di tipo “politico” forse il sig. Conte dovrebbe dare un’occhiata spassionata a membri e operato del suo governo. La relazione di quest’ultimo con il popolo italiano comprende purtroppo:

1. Allarmismo, proclami di emergenze, individuazione di nemici esterni per i problemi del Paese e promesse correlate di risolvere le situazioni di forza, con il pugno di ferro.

L’effetto di questo atteggiamento è rendere le persone preoccupate, costantemente allerta e insicure. La retorica di guerra non prevede soluzioni nonviolente. Chi la riceve è aggressivamente invitato a schierarsi dalla parte “giusta” o, se non vuole farlo, indicato come complice che guadagna occultamente dalle situazioni di disagio e sfidato a risolvere personalmente i problemi di una nazione intera. (“Mi chiedo chi li paga”, “Le risorse boldriniane”, “I migranti può portarseli a casa sua” ecc.)

2. L’esposizione al pubblico ludibrio degli oppositori politici. Le opinioni diverse o contrastanti non sono affrontate come tali, e se del caso smantellate nel merito: è chi le professa che dev’essere schernito, insultato, deriso e delegittimato. La discussione si sposta ad esempio da quel che una donna politica sostiene su una questione precisa a quanto la stessa risponda ad arbitrari canoni di “femminilità” e “bellezza”: se non funziona, resta sempre valida l’esortazione sessista a “tornare a casa, in cucina, a fare la calza”, eccetera. Lo scopo del trattamento è umiliare chi lo riceve, spezzandone in tal modo la volontà di continuare a parlare / agire. L’effetto di ciò sui testimoni (il popolo italiano) include le reazioni psicologiche note come “identificazione con l’aggressore” – non voglio diventare un bersaglio come lei/lui, meglio stare dalla parte di chi tira al bersaglio e, poiché l’aggressore ha uno status molto alto, “sottomissione” – questa persona ha il potere di far intervenire la polizia e la magistratura contro di me, non è saggio contrastarla.

3. Un lunghissima, ininterrotta storia di corruzione. La quale, ovviamente, oltre ad essere di incoraggiamento a chiunque voglia violare le leggi, incorpora un’inquietante narrazione per cui compiere reati è fonte di ricompense, riconoscimenti e gratificazioni: il politico corrotto ottiene il veto del Parlamento ai procedimenti legali nei suoi confronti, oppure assoluzioni e prescrizioni; nel contempo il suo schieramento gli giura massima fedeltà e se può lo “promuove” conferendogli cariche ulteriori.

4. La reiterata e urlata convinzione che chi vince (le elezioni) prende tutto ed è legittimato a fare qualsiasi cosa. Però questo scenario descrive una dittatura: anche Hitler fu votato, ma in una democrazia le cose non stanno così. I vincoli costituzionali delimitano il potere politico proprio perché esso non vada oltre le sue funzioni, intaccando diritti e libertà del popolo sovrano.

Capite bene che la manifesta intolleranza di questo assetto non può aspettarsi di generare o favorire “tolleranza ideologica” nei cittadini a cui si rivolge. Episodi simili a quello di Trastevere, in tale contesto, sono destinati a ripetersi. La condanna della violenza, però, non può limitarsi agli attestati di solidarietà alle vittime di aggressione: è necessario che noi si sottragga sistematicamente il consenso alla violenza stessa. Perciò, per quanto la sirena ci tenti e per quanto ossessivo e pervasivo sia il suo canto, noi dobbiamo smettere di usare lo stesso linguaggio, gli stessi tropi, gli stessi atteggiamenti degli aggressori. Vi sto dicendo di scansarvi, sempre, come forma di lotta e resistenza: non accettate il terreno di scontro che vi viene imposto ne’ gli attrezzi che ne fanno parte (dileggio, volgarità, assalti verbali e fisici), portate i vostri oppositori a un livello diverso dove debbano esaminare e argomentare quel che fanno, ostracizzate la loro violenza come metodo inaccettabile di avere relazioni fra creature viventi. Richiede più abilità e intelligenza e passione e impegno del semplice prendere a testate sul naso chi non ci piace ma ragazze/i, non ve l’avevano già detto che la rivoluzione non è un pranzo di gala?

Maria G. Di Rienzo

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“Forse quelli che hanno l’originale, arguta ed intelligente idea di dire: “Perché non possiamo avere un mese dell’orgoglio ETEROSESSUALE?” potrebbero chiedere a se stessi quante volte sono stati umiliati, bullizzati, canzonati, stigmatizzati, isolati, picchiati, terrorizzati, aggrediti per l’essere eterosessuali.” Stephen Fry su Twitter, 7 giugno 2019, commentando la vicenda dell’assalto a due giovani lesbiche londinesi:

https://lunanuvola.wordpress.com/2019/06/08/sopravvissute/

spencer and fry

(Stephen Fry è un attore, comico e scrittore inglese. Nella foto è a destra, assieme al marito Elliot Spencer, pure attore. Si sono sposati nel 2015.)

Le parole di Fry saremo costrette a ripeterle:

* l’8 marzo – “Perché non c’è la festa dell’uomo?”

“A parte che c’è (2 agosto), l’8 marzo è il Giorno internazionale della Donna, non la festa della donna.”

“E allora perché non c’è il Giorno internazionale dell’Uomo?”

“Primo, perché occupate militarmente i restanti 364; secondo, chiedetevi quante volte siete stati umiliati, bullizzati, canzonati, stigmatizzati, isolati, picchiati, terrorizzati, aggrediti per l’essere maschi.”

* il 25 novembre – “E la violenza sugli uomini? Perché non c’è un Giorno internazionale contro la violenza sugli uomini? Le donne violentano gli uomini pissi-pissicologimente-quella roba là. E’ successo a mio cugino! Giuro!”

Ripetiamo: Chiedetevi quante volte siete stati umiliati, bullizzati, canzonati, stigmatizzati, isolati, picchiati, terrorizzati, aggrediti per l’essere maschi. Chiedetelo pure a vostro cugino.

Ci sono giorni, questi giorni, in cui non riesco a reggere la cronaca italiana: è zeppa di donne e ragazze e bambine picchiate, violate e che muoiono come mosche. Ci sono momenti strazianti in cui non riesco a scriverne, in cui voglio solo voltare pagina, o scomparire. Come facevo da bambina, alle elementari, nascosta durante la ricreazione nella fila di cappotti per non essere vista. Sapevo già di essere femmina, ovviamente, e soprattutto di essere una femmina “sbagliata” e di non rispondere agli standard richiesti alle belle – brave – buone bambine. Sapevo già – avevo già visto, avevo già sperimentato – cosa dovevo aspettarmi.

Maria G. Di Rienzo

P.S. Non volevo rattristarvi: dalla fila di cappotti si esce. Quando ci sono riuscita ho: 1) tirato un pugno al bulletto che mi strattonava regolarmente per la treccia – ha smesso; 2) protetto ringhiando altre bambine e tutti gli animali (in particolare micetti) che riuscivo a salvare.

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