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Posts Tagged ‘relazioni’

Meglio sole

Ci dicono che,

come donne,

dovremmo provare vergogna se siamo

sole.

Ma qualche volta,

come donne,

sole è un luogo in cui andiamo

per sentire di avere potere.

key ballah

Key Ballah (in immagine) poeta contemporanea e femminista musulmana. Vive in Canada. Trad. Maria G. Di Rienzo

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Chi sono?

Questi sono i risultati di un test – basato su “The Enneagram” di Renee Baron & Elizabeth Wagele – che ho fatto un paio di giorni fa per stornare la mia testa da allarmi nucleari, guerre in corso e scenari futuri, disastri ambientali e violenze di ogni tipo. I risultati dovrebbero dirvi chi sono in termini di personalità – chi sono in altri termini ve lo dice “Interni” in alto a destra.

In genere i test non ci azzeccano mai, con me (e suppongo con molte/i altre/i di voi), per la loro superficialità e per gli stereotipi su cui sono costruiti, ma questo si è rivelato più vicino a descrivere dati reali. E’ viziato unicamente dal fatto di costringere l’esecutore a scegliere fra due sole possibilità, non presentando l’opzione “altro” che, se presente, io avrei segnato quattro/cinque volte.

Comunque, prendiamoci questi cinque minuti di leggerezza. Maria G. Di Rienzo

chi sono

Sono una Riformatrice/Custode

Sono realista, coscienziosa, ho principi. Sono accogliente, affettuosa, sensibile ai bisogni degli altri e dono loro nutrimento.

Come andare d’accordo con me:

Prenditi la tua parte di responsabilità, così che io non debba fare tutto il lavoro da sola.

Riconosci i miei risultati.

Io sono dura con me stessa: rassicurami sul fatto che vado bene così come sono.

Dimmi che dai valore ai miei consigli.

Sii giusto e premuroso come io sono.

Scusati se sei stato irriguardoso, mi aiuterà a perdonare.

Incoraggiami gentilmente a rasserenarmi, ma ascolta prima le mie preoccupazioni.

Interessati ai miei problemi, perché io probabilmente tenterò di concentrami sui tuoi.

Come andare d’accordo con me nelle relazioni intime:

Rassicurami sul fatto che mi trovi interessante.

Rassicurarmi spesso sul fatto che mi ami.

Dimmi che ti fa piacere che ti vedano con me.

Cosa mi piace dell’essere chi sono:

Lavorare per fare del mondo un posto migliore.

Avere alti standard e principi etici, non compromettere me stessa.

Essere ragionevole, responsabile e dedicata in tutto ciò che faccio.

Essere capace di mettere insieme i fatti, di arrivare a una buona comprensione di essi e di ipotizzare soluzioni intelligenti.

Essere la miglior me stessa possibile e tirar fuori il meglio dalle altre persone.

Conoscere i bisogni delle altre persone ed essere capace di rendere migliori le loro vite.

Essere generosa e sensibile.

Essere percettiva degli altrui sentimenti.

Avere un buon senso dell’umorismo.

Essere una buona ascoltatrice per le altre persone e dar loro incoraggiamento.

Cos’è difficile nell’essere chi sono:

Sentirmi oppressa da troppe responsabilità.

Pensare che quel che faccio non è mai abbastanza buono.

Non essere apprezzata per quel che faccio.

Sentirmi delusa e prosciugata perché altri non stanno mettendo nelle cose lo stesso impegno che ci metto io.

Essere tesa e ansiosa.

Avere difficoltà a dire di no.

Avere una bassa autostima.

Non fare le cose che vorrei fare per me stessa, per timore di essere egoista.

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28 luglio 2017, Il Resto del Carlino: “Senigallia, accoltella la ex e un amico, poi si lancia nel vuoto. Muore 21enne.” Le due vittime sono ferite ma non in pericolo di vita.

L’articolo rispetta tutti i (pessimi) standard del giornalismo che si occupa di violenza di genere. C’è la tragedia, c’è il giovane uomo disperato che non accettava la fine della relazione, c’è il terribile torto subito da quest’ultimo che trovata l’ex fidanzata in compagnia di un amico va per questo su tutte le furie e mette mano al coltello. E così prosegue:

“Il 21enne era stato arrestato tre anni fa per resistenza (nda.: a cosa? Suppongo a pubblico ufficiale, ma il dato è o no in relazione allo stalking subito dalla ragazza?), l’ex fidanzata l’aveva denunciato circa un mese fa perché la tormentava, le mandava spesso messaggi e andava sotto casa di lei per cercare di riallacciare il rapporto, tanto che l’avvocato le aveva suggerito di uscire poco per un periodo, e di non andare da sola, perché si temeva che il 21enne potesse farle del male.”

Quello stesso avvocato loda le forze dell’ordine per i tempestivi interventi garantiti alla ragazza (24enne) “che era vittima di atti persecutori” e ci tiene a sottolineare che l’esito della vicenda “non era assolutamente prevedibile”: è stato troppo “rapido e funesto”.

Non sappiamo da quanto tempo continuassero gli atti persecutori, ma se si consiglia a una giovane donna di comportarsi come se fosse un bersaglio ambulante durante una guerra – non uscire di casa o uscire solo se accompagnata – le intenzioni del suo aggressore mi sembrano completamente chiare e prevedibili. L’assalto è avvenuto di notte, l’ultimo “tempestivo intervento” delle forze dell’ordine risale al pomeriggio dello stesso giorno: e se la ragazza è ancora viva lo deve più alla fortuna che alla protezione garantita e prevista dalle leggi.

L’assalitore si è ucciso forse credendo, come spesso accade in questi casi, di aver esercitato l’estremo atto di controllo sulla ex fidanzata e di aver quindi perso ogni ulteriore possibilità e scopo, ma al di là della pietà umana per la sua fine io continuo a chiedermi: cosa fa pensare a quelli come lui che la violenza sia il principale e giusto mezzo con cui “riallacciare un rapporto”?

Perché credono che molestie, tormenti, pestaggi, pedinamenti e minacce siano le fondamenta di una relazione con una donna? Perché accettano che una donna torni da loro o resti con loro per paura?

Cos’ha a che fare tutto questo con l’amore? Niente. Stiamo trattando di possesso – e allora le cose acquistano prospettiva e alla ribellione di un oggetto che si possiede non c’è davvero modo di rassegnarsi: ha forse senso che la vostra automobile o la vostra televisione prendano decisioni e vi si chieda di rispettarle? E perché mai dovreste garantire ciò alla vostra bambola gonfiabile?

Maria G. Di Rienzo

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Non è casa sua

legs

La prossima volta in cui lui

sottolinea che i

peli sulle tue gambe stanno

ricrescendo ricorda

a quel ragazzo che il tuo corpo

non è casa sua

lui è un ospite

avvisalo di

non andare oltre

il suo benvenuto

un’altra volta

Rupi Kaur (trad. Maria G. Di Rienzo)

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In tutt’Italia manifestazioni spontanee di ringraziamento e giubilo hanno accolto il 29 aprile u.s. “le dieci regole infallibili per conquistare un uomo” gentilmente messe a disposizione da “Cosmopolitan”. Le donne hanno sfilato trasgressive e liberate, per propria scelta – alcune indossando gli abiti di “tulle firmato” consigliati dalla medesima rivista per “non essere out”, dopo aver rapinato un paio di banche per pagarli: ma assicurano di aver sfondato i caveau con la massima ironia.

In obbedienza alla prima regola (“è universale: sorridere”) tutte le dimostranti hanno mantenuto dall’inizio alla fine delle marce l’espressione della maschera comica del teatro latino. Le mandibole bloccate sono state schiodate a pugni al termine delle manifestazioni da volontari di sesso maschile anch’essi assai trasgressivi, che hanno scelto questo modo per esprimere liberamente il loro vigoroso sostegno alle donne e mantenere stabili le percentuali di violenza di genere in Italia.

In obbedienza alla seconda regola (“ridere insieme, puntare sull’umorismo”) le proprietarie delle mascelle schiodate hanno accolto con entusiastici trilli e aperte sghignazzate ogni livido, incrinamento o frattura. “Adesso non vado al pronto soccorso, ma torno a casa e mi esercito davanti allo specchio, come Cosmopolitan consiglia, per sorridere ancora meglio.”, hanno dichiarato in molte alla stampa. D’altronde, la rivista ha basato le sue regole infallibili su solidissime basi scientifiche: “Sono sempre di più gli studi medici che sostengono che una persona sorridente risulterà sempre più piacevole e gradevole di un muso lungo.”

A qualcuno potrà sembrare bizzarro che la ricerca in medicina si stia occupando dei sorrisi, ma d’altronde, l’Istituto Nazionale di Astrofisica sta studiando la potenza delle emissioni relativistiche nei soggetti affetti da azoospermia ostruttiva e il Monza Research Institute ha appena brevettato un nuovo tipo di guard-rail che invece di far rimbalzare la fidanzata noiosa gettata fuori dall’auto la assorbe completamente, cancellandone ogni traccia. Nel frattempo, l’Istituto di Ricerca sulle Neuroscienze dell’Università di Pechino sta mettendo a punto un’applicazione per cellulare generante stimoli occulti che raggiungono il subconscio, seguendo proprio gli avvisi di Cosmopolitan: “per sedurre un uomo, sii aperta, ma lascia intatto un certo alone di mistero. Non essere mai totalmente sfrontata, ma lanciare messaggi subliminali ti aiuterà a raggiungere in fretta il tuo scopo.”

Infine, la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII – pur eccependo a quelli che sembrano inviti a rapporti sessuali fra persone non unite in regolare matrimonio cattolico – plaude alla cura per il sesso maschile che “le dieci regole infallibili” esprimono chiaramente dicendo alle donne di comportarsi bene e di produrre performance adeguate “senza inibizioni”: “un messaggino con una parolina dolce, o anche provocante, è il modo migliore per tenere viva la relazione. Ma fai attenzione a non esagerare o a non risultare asfissiante.”; “sii seduttrice. Non aver paura di giocare con il tuo corpo, seduci il tuo uomo con un ballo sexy o uno spogliarello, un gioco innocente perfetto per fare impazzire per sempre il tuo uomo.”… perché, spiega la saggia redazione di Cosmopolitan, “raramente un uomo lascia una donna quando è soddisfatto a letto”.

Alcune aree critiche, ma la rivista le affronterà con comodo nei prossimi secoli, riguardano le situazioni in cui tu donna a letto non sei per niente soddisfatta e se sei tu quella che vuole lasciarlo. Su questo, per il momento, abbiamo solo cronaca (“1° maggio – Roma, omicidio in centro: massacra la compagna e si costituisce”). Maria G. Di Rienzo

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La generosità di un uomo

(“Man Generously Offers Not to Judge Woman He’s Trying to Fuck” – di Taryn Englehart per Reductress, 20 aprile 2017, trad. Maria G. Di Rienzo. Ndt.: è un pezzo satirico e le persone menzionate non sono reali.)

All’inizio di questa settimana, il ventisettenne Jeremiah Grant si è generosamente offerto di non giudicare la donna con cui stava attivamente tentando di fare sesso. Le ha detto: “Non preoccuparti, non ti giudicherò.”, rassicurandola sulla sua intenzione di gentiluomo di scoparla esattamente una sola volta.

lizbeth not amused

“Ho pensato: Ma guarda che stronzo. E’ lui che sta cercando di scoparmi!”, dice Laura Shepard, la donna in questione. Ma Grant vuole farle sapere che lui non è quel tipo d’uomo: “Io tento di essere generoso con le donne, perché a volte sono giudicate male se hanno un rapporto occasionale con un uomo solo per una notte. Io sono più riflessivo di così, comunque. Io, assolutamente, non ti chiamerò “troia” se questo significa tenere la porta aperta affinché tu ti senta a tuo agio nel venire di nuovo a letto con me.”

Shepard ha scelto di non andare a letto con Grant, ne’ ha apprezzato la gentilezza della sua offerta. “Be’, non si incontra tutti i giorni un uomo che si dice disposto a non umiliarti se lo scopi. Immagino che sia proprio… qualcosa.”

Grant non è d’accordo: “Stavo solo facendo sapere a Laura che, sebbene io abbia il potere di degradarla, non lo avrei usato a meno che lei dicesse di no. Perciò dirmi di sì era probabilmente la miglior scelta che potesse fare.”

La volontà di Grant di lasciarla passare alle donne, sino a che costoro acconsentono ad andare a letto con lui, è una dimostrazione di generosità della qualità più alta.

“Ancora non posso crederci. – dice Grant, dopo essere stato respinto – Voglio dire, le sto offrendo l’immunità dall’essere chiamata “puttana” se solo ci sta! Anche quando ne parlo ai miei amici lo faccio con vera classe. Voglio dire, questo è femminismo.”

Grant chiarisce che la sua offerta non è rivolta solo a Shepard, ma a ogni altra donna che voglia fargli la cortesia di scoparlo. In cambio, lui non giudicherà queste donne per aver fatto proprio la cosa che lui le sta implorando di fare.

Alla fine dell’intervista, abbiamo sentito per caso Grant mentre tentava di convincere una donna a scoparlo, rassicurandola sul fatto che poi avrebbe potuto “dare la colpa a quel che aveva bevuto”.

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world can be scary

– Lo so che il mondo può essere spaventoso.

– Ma non temere, io starò al tuo fianco. – Lo so.

– Non hai bisogno di nasconderti. – Oh, non mi sto nascondendo.

– E allora perché sei qui tanto spesso? – E’ solo che mi piace stare con te.

– Oh. (amore amore)

Didascalia in diversi colori: TU MI HAI DATO IL CORAGGIO DI ESSERE FELICE.

Una delle tante, bellissime, piccole storie a fumetti di Guy Kopsombut. Scusatemi, ne avevo bisogno. Maria G. Di Rienzo

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