Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘donne’

Sul votare

(“Poem on Voting x”, di Hollie McNish – in immagine sotto – poeta contemporanea, trad. Maria G. Di Rienzo. Autrice della raccolta “Plum” del 2017, Hollie esegue le sue performance anche su YouTube, dove conta milioni di visitatori.)

hollie

POESIA SUL VOTARE X

Se non hai bisogno del trasporto pubblico

Se non ti sei mai affidato al servizio sanitario nazionale

Se non sei mai stato seduto in una scuola statale

Se non hai mai dovuto racimolare l’affitto

Se non hai mai fatto un lavoro di merda

sorridendo a perfetti idioti fra i denti stretti

Se non hai mai cucinato o passato lo straccio

o messo i soldi da parte per la spesa settimanale

io non capisco

in che modo il tuo curriculum vitae possa uscire vincitore

per determinare decisioni sui piani di studi, gli alloggi, la salute, i trasporti o il lavoro

(Ndt. Neanch’io, cara Hollie.)

Annunci

Read Full Post »

unfpa 2018

Il 16 ottobre scorso è uscito il “Rapporto sullo stato della popolazione mondiale 2018”, a cura del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, illustrato sopra.

Per quel che riguarda i diritti riproduttivi e di salute delle donne, il potere decisionale evocato dall’immagine è ancora ristretto e irto di difficoltà. “La vera misura del progresso sono le persone in se stesse: – dice nel Rapporto la dott. Natalia Kanem – in special modo il benessere di donne e bambine, il loro godimento dei loro diritti e di piena eguaglianza, e le scelte di vita che sono libere di compiere.”

Qualche estratto, assemblato:

“Nel 1994, i governi si impegnarono a mettere le persone in grado di fare scelte informate sulla loro salute sessuale e riproduttiva riconoscendola questione di diritti umani fondamentali. 25 anni più tardi, l’universalità di tale condizione non è stata raggiunta.

Donne con necessità non soddisfatte di accesso a contraccezione moderna vanno incontro a più di quattro su cinque gravidanze indesiderate nei paesi in via di sviluppo. Ma le necessità non soddisfatte esistono in pratica ovunque, anche nei paesi a bassa fertilità.

Le donne hanno bisogno di conoscenza per esercitare i loro diritti riproduttivi e decidere se, quando e come restare incinte. Tale conoscenza dovrebbe essere impartita ai giovani prima che essi diventino sessualmente attivi. Ogni piano di studi scolastico dovrebbe comprendere educazione sessuale adeguata all’età ed esauriente su diritti, relazioni e salute sessuale e riproduttiva, con un’enfasi sull’eguaglianza di genere.

I deficit nei diritti delle donne sono strettamente legati a quelli nei diritti riproduttivi. La discriminazione di genere può precludere alle donne l’accesso ai servizi sanitari di cui hanno bisogno per fare le proprie scelte sulla contraccezione. Ove le donne sono subordinate in ambiente domestico o soggette a violenza di genere possono avere ben poco controllo sulla propria fertilità.

L’eguaglianza di genere dovrebbe essere sancita in ogni politica nazionale. Stanziamenti sensibili al genere, che selezionano le politiche per direzionarvi risorse pubbliche sulla base del loro contributo all’eguaglianza di genere, possono essere attrezzi importanti per velocizzare il progresso.

Il lavoro sulle norme sociali è pure essenziale. Sebbene le donne nel mondo siano sempre più consapevoli dei loro diritti, le attitudini che si riscontrano fra gli uomini restano le barriere principali. Le donne ovunque si fanno carico di una quota sproporzionata di lavoro di cura non pagato, il che può scoraggiarne alcune dall’avere quanti figli vogliono. Al contrario, per quelle che hanno più figli di quelli che desiderano, le richieste del lavoro domestico possono diventare un insormontabile ostacolo all’assicurarsi lavoro pagato o al partecipare alla vita comunitaria.”

Maria G. Di Rienzo

Read Full Post »

Ve la ricordate, la “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”, detta più semplicemente “Convenzione di Istanbul” e firmata dall’Italia nel 2013? La maggioranza di chi fa politica in Italia non solo se l’è scordata ma probabilmente non sa neppure di cosa si tratta (ne’ che è un trattato vincolante per i paesi che lo hanno sottoscritto).

All’art. 3 la Convenzione spiega correttamente cos’è il “genere”: è composto da “i ruoli socialmente costruiti, i comportamenti, le attività e gli attributi che una determinata società considera appropriati per donne e uomini” e cos’è la “violenza basata sul genere contro le donne”: è “violenza che è diretta contro una donna perché è una donna o che interessa le donne in modo sproporzionato”.

La Convenzione dice questo giacché è assodato da decenni di studi e analisi che gli stereotipi di genere sono sia inneschi sia alimentatori della violenza contro le donne. Metterli in discussione è precisamente quel che ogni nazione firmataria dovrebbe fare, ovunque: nei parlamenti e sedi decisionali, sui luoghi di lavoro, nel volontariato, nelle scuole. E qui salta fuori, appunto, un titolo de La Repubblica di ieri: Terni. “Bambole azzurre, soldatini rosa”: il no gender a scuola bloccato dalla Lega.

Wow, gli eroici difensori delle piccole patrie regionali hanno bloccato il “no gender”! Viva Salvini che salva i bambini dall’infrocimento coatto! Ma un momento… cosa cavolo è il “no gender”? Be’, lo ignora persino chi ha redatto l’articolo, pare, perché esso comincia così: No al gender nelle scuole. No gender, gender, agender segreto? In italiano si chiama genere. Di che si tratta è scritto sopra.

I fatti: il Forum Donne Amelia, con il sostegno delle Consigliere di Parità della Provincia di Terni, organizza un’iniziativa per gli alunni/le alunne della scuola primaria di una frazione del Comune, mirata a educare alla “parità tra donne e uomini”.

L’assessorato alla Scuola del Comune stesso, tramite la sua responsabile Valeria Alessandrini dà inizio a una protesta… su Facebook. Adesso la politica si fa così, con i tweet, i post e gli sms (solo che non è politica, è chiacchiera da bar al meglio e propaganda ignorante al peggio): “Rispetto per tutti – scrive Alessandrini – ma giù le mani dai bambini. Nelle scuole di Terni non entrerà mai un progetto del genere. Come assessore della Lega esprimo fin da subito il mio disappunto. La scuola non può e non deve sostituirsi alla famiglia”. In breve, l’esperienza chiude dopo due incontri e le organizzatrici sono costrette a spiegare l’ovvio e cioè che non c’è nessuna ideologia giender occultata biecamente nel diffondere il concetto di eguaglianza e nel contrastare gli stereotipi di genere.

Valeria Alessandrini, dice l’articolo, ha ribadito “il suo impegno contro la discriminazione femminile e la violenza sulle donne.” E in che consiste tale impegno se della questione dimostra non solo di non sapere nulla, ma di non essere neppure intenzionata ad ascoltare chi qualcosa ne sa?

La violenza di genere in Italia, che ha cifre allucinanti e che rovina ogni giorno un bel po’ di vite (e ne spegne una ogni paio di giorni) non può essere usata come veicolo per strillare a casaccio indignazione complottista. Farlo significa avere rispetto zero e ascolto zero per le vittime, non essere in grado di decostruire ne’ discriminazione ne’ cultura della violenza e quindi non essere in grado di disegnare o sostenere politiche appropriate.

A meno che il palco su cui scende la bambola gonfiabile che “assomiglia alla Boldrini” sia considerato più adatto ai bambini delle bambole azzurre e dei soldatini rosa. Sulla condizione femminile in Italia è stato di una precisione inarrivabile.

Maria G. Di Rienzo

Read Full Post »

(“Stop Teaching Boys To Be Abusers”, di Tegan Jones, scrittrice e editrice freelance le cui passioni sono “l’eguaglianza di genere, la giustizia ambientale e la Resistenza”, 25 settembre 2018. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

sharpening pencil

Quando ero in prima media, un ragazzo di nome Vince sedeva dietro di me durante le lezioni di educazione civica. La maggior parte delle volte, durante quei giorni, si chinava in avanti e mi toccava il collo o mi strofinava le spalle.

Gli dissi di smettere. Allontanai le sue mani a schiaffi. Poi mi lamentai con l’insegnante, il signor Hardy, che a malincuore sgridò il ragazzo. Ma dopo un po’ di mie lamentele, il sig. Hardy mi disse che avrei dovuto maneggiare la situazione da sola. “Non ti sta facendo male.”, disse.

Dopo diversi mesi di sopportazione delle appiccicose mani di Vince sulla mia pelle, lo minacciai con una matita appuntita. “Toccami ancora e ti infilzo.”, dissi.

Lui rise. Aveva ragione a farlo. Era un ragazzo molto grosso che faceva apparire ogni altro studente in classe un nano. Io ero la ragazza più piccola di tutti. Perciò mi ha toccata di nuovo. E io ho infilato l’appuntito pezzo di grafite nella sua mano.

Naturalmente, mi presi una punizione. Fui sul punto di essere sospesa. Ma Vince non mi toccò più. Io la considerai una vittoria.

Tuttavia, rimasi sempre arrabbiata con il sig. Hardy. Perché aveva rifiutato di aiutarmi? Era troppo pigro? Pensava che io stessi mentendo? Aveva paura della stazza di Vince? (Il sig. Hardy non era molto più alto di me a 11 anni.)

Con il tempo, sono giunta a credere che il sig. Hardy si sentisse dispiaciuto per Vince. Era un emarginato, un ragazzo senza amici. Non aveva imparato a gestire la propria igiene personale e non riusciva a entrare in relazione con gli altri ragazzini. Ai suoi occhi, punire Vince che tentava di interagire con una ragazza sembrava probabilmente una crudeltà non necessaria. Specialmente perché era dell’opinione che la mia sicurezza non fosse in pericolo. “Non ti sta facendo male”, aveva detto.

Ma il tocco più lieve più causare il dolore più grande. Questo è qualcosa che tutte le donne sanno.

La maggior parte degli uomini, d’altra parte, ne sono ignari. Oppure non gliene importa. Invece di proteggere le donne da chi ne abusa, preferiscono difendere gli uomini che sembrano incapaci di tenere le mani in tasca.

Guardate quel giudice in Alaska che di recente ha lasciato andare un rapitore senza condannarlo a un periodo di prigionia, sebbene costui avesse strangolato la sua vittima sino a farle perdere i sensi e poi si fosse masturbato su di lei. Il giudice Michael Corey ha detto al criminale che “per una volta gliela faceva passare”, sebbene originariamente avrebbe potuto essere condannato dai 5 ai 99 anni di galera. “Questo non deve più succedere.”, ha detto il giudice Corey.

Ma che mi dice della donna a cui è GIA’ successo? La vittima, descritta dalla stampa come una donna nativa di 25 anni, dovrà vivere con questo orrore per il resto della vita. E’ stata rapita da una stazione di servizio e quasi uccisa – perciò dubito che tornerà presto a un’esistenza normale.

Ma è viva. Lui non l’ha effettivamente uccisa. Secondo il rapporto dell’investigatore, lui aveva solo “bisogno di credere che stesse per morire per potersi appagare sessualmente.”

Oh, è tutto qui?

Matt Lauer aveva solo bisogno che ragazze ignare guardassero il suo pene. Bill Cosby aveva solo bisogno di palpeggiare donne prive di sensi. Brock Turner aveva solo bisogno di andare a letto con qualcuna. Quando guardi la cosa in questo modo, cominci a capire perché così tanti uomini corrono a difendere questi perpetratori. Come il senatore dello Iowa Steve King ha detto in difesa dell’accusato di abusi e nominato alla Corte Suprema Brett Kavanaugh: “C’è un solo uomo, in questa stanza, che non sia stato soggetto a simili accuse?”

Naturalmente, lui intendeva accuse “false”. Ma si può quasi sentire il sottotesto: c’è un uomo in questa stanza che non si sia mai esposto in modo indecente a una donna o due? Chi non si è mai eccitato un po’ al punto di immobilizzare una donna? E’ solo il modo in cui vanno le cose.

Io non so cosa ci voglia alla nostra società per insegnare agli uomini che ci sono conseguenze se aggrediscono sessualmente una donna. Una cosa la so, però: infilzare funziona.

Read Full Post »

(tratto da: “Sexual harassment rife in Europe’s parliaments – report”, di Emma Batha per Thomson Reuters Foundation, 16 ottobre 2018, trad. Maria G. Di Rienzo.)

pace logo

I legislatori di sesso femminile in tutta Europa affrontano molestie sessuali, discriminazione e violenza nel loro lavoro, con l’85% che dichiara di aver sofferto minacce di stupro o altri abusi psicologici, dice un rapporto rilasciato martedì scorso.

Una su quattro donne parlamentari e il 40% del personale parlamentare di sesso femminile dichiarano di essere state soggette a molestie o assalti sessuali, in maggioranza da parte di parlamentari maschi.

Circa metà delle 123 donne intervistate ha ricevuto minacce di morte, di stupro o di pestaggio – molte tramite social media da parte di anonimi cittadini – e sette su dieci sono state il bersaglio di commenti sessisti.

Le parlamentari che combattono la diseguaglianza di genere e la violenza contro le donne sono spesso isolate e selezionate per gli attacchi, secondo il rapporto redatto dall’Unione Inter-parlamentare (ndt. forum di 178 parlamenti con status di osservatore permanente alle Nazioni Unite) e dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Ma lo studio sulle donne legislatrici e sul personale parlamentare femminile in 45 paesi europei ha scoperto che poche denunciano la situazione e che a numerosi parlamenti mancano i meccanismi per abilitarle a farlo.

La ricerca arriva subito dopo uno schiacciante rapporto, pubblicato questa settimana, sulle accuse di molestie sessuali e bullismo del personale che si occupa del parlamento britannico. L’indagine indipendente ha ascoltato personale femminile che ha subito ripetute proposte e frequenti toccamenti inappropriati da parte alcuni membri maschi del parlamento. Ciò include “lasciare la mano sulle loro ginocchia per un tempo spiacevolmente lungo, tentare di baciarle, stringere le loro braccia o le loro natiche, o strofinare i loro seni e sederi.”

Alcuni membri maschi del personale sono noti come “predatori seriali”, secondo il rapporto dell’ex giudice alla Corte Suprema Laura Co. Costei ha descritto una “cultura, che va a cascata dai livelli più alti a quelli più bassi, in cui il bullismo, le molestie in genere e le molestie sessuali sono state in grado di prosperare e di essere a lungo tollerate e nascoste.”

Si è abusato delle donne rivolgendo loro termini volgari, le si è rese soggetti di beffe e sono state bersagli del comportamento rozzo di gruppi di parlamentari maschi, i quali hanno fatto commenti osceni e hanno ripetutamente chiesto informazioni sulla loro vita sessuale, dice il rapporto.

Alcuni testimoni hanno descritto “un trattamento orribile delle giovani donne da parte dei parlamentari” e detto che alcune donne sono state trattate come “servitrici personali, con velate minacce di rimozione dal posto se si fossero rifiutate di assecondare le richieste.” Le testimonianze descrivono alcuni episodi dell’abuso e del bullismo generali come “assai disturbanti”.

Cox ha dettagliato una cultura che “ha attivamente operato per insabbiare le condotte offensive e violente” e la mancanza di protezione per le persone che denunciano gli abusi. Ha anche analizzato un nuovo sistema per maneggiare il comportamento scorretto dei parlamentari e richiesto un “ampio cambiamento culturale”.

Read Full Post »

Da ora in poi

“Voglio scusarmi con tutte le donne a cui ho detto che erano belle

prima di dir loro che erano intelligenti o coraggiose

Mi dispiace di aver fatto sembrare che

qualcosa di così semplice come quello con cui sei nata

sia tutto quel di cui devi essere orgogliosa

mentre hai spezzato montagne con il tuo ingegno

Da ora in poi dirò cose del tipo

sei resistente, o sei straordinaria

non perché io non pensi che sei bella

ma perché ho bisogno che tu sappia

di essere di più di quello.”

– Rupi Kaur, Milk and Honey (trad. Maria G. Di Rienzo)

Read Full Post »

marina de haan

(“Lily In The Wild Field”, poesia che dà il titolo al libro omonimo, del 2017, dell’olandese Marina de Haan, in immagine sopra. Marina fa parte del Creative Women Collective ed è la fondatrice dell’ong ZoeteLiefde. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

LILY (GIGLIO) NEL CAMPO SELVATICO

Sollevati ragazza mia

Vieni a danzare con me

sulle spiagge della vittoria

sulle strade della gioia

Vieni lontano con me

sul sentiero della vita

verso l’incrocio di nuovi inizi

nel tunnel della vita a profusione

Lascia che ti guidi intorno a tesori di maestà

Lascia che ti mostri come puoi essere completamente libera

Io sarò la tua guida

mi curerò di te da ogni lato

tu solamente sollevati

running in a flower field

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: