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Posts Tagged ‘amore’

Parti bruciate

(“Loving in parts” di Kai Davis – in immagine – poeta, scrittrice, editrice, direttrice artistica, educatrice contemporanea. Molto del suo lavoro ha a che fare con razza, genere, potere e le molte sfumature della sessualità: mira, dice, a esplorare come tutto ciò ha impatto su quel che siamo, quel che diventeremo e chi amiamo. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

kai davis

AMARE IN PARTI

Quando ami qualcuna

che viene a te travestita in interezza,

resterai sorpresa dai suoi pezzi

che si frantumano contro i tuoi denti.

Il suo sangue colerà sul tuo mento.

Sentirai il sapore del rame amaro e scoprirai

che devi trovare un modo differente di amarli.

Non possono essere masticati e ingoiati,

trasformati in nutrimento per soddisfare

la brama che sorge dalla tua spina dorsale.

Lei è stata toccata in precedenza,

ha percepito una scottatura simile sotto la punta delle dita.

Devi amare in modo abbastanza morbido,

abbastanza cauto da non duplicare cicatrici,

abbastanza forte da convincerla che non è di nuovo una vittima.

Vorrai sempre chiedere permesso

per compensarla di tutti gli uomini che non l’hanno fatto,

per l’uomo che ha reso il suo imene una causalità

della sua inferiorità ed empia aggressione,

l’uomo che ha reso i suoi singhiozzi una ripugnante melodia,

tutti gli uomini che fottendo si sono fatti strada nei tuoi sogni a occhi aperti su di lei.

E tu comincerai a chiederti

se fottendo si sono fatti strada in casa tua.

Loro avranno già invaso la tua conversazione.

Tu la vedrai dissolversi

ogni volta in cui parla della rozzezza degli uomini.

Vedrai la sua pelle ribollire al ricordo

di quelli che l’hanno accusata di mentire

su tutto il fuoco che ha fatto battaglia fra le sue gambe.

Odierai la sua storia abbastanza da voler odiare anche lei,

perciò di lei devi voler amare le parti bruciate nere.

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(“For the mamas on the frontlines” – “Per le mamme in prima linea”, di Helen Knott, trad. Maria G. Di Rienzo. Helen – in immagine – è una poeta, scrittrice, guaritrice, ambientalista, organizzatrice e attivista indigena canadese. “Ho scritto questa poesia – ha detto l’anno scorso – mentre mi trovavo in un difficile spazio oscuro. E’ uno spazio in cui credo molte di noi si trovino quando sono impegnate nell’attivismo e perciò le mie parole sono venute da un luogo di necessità ma anche da un forte convincimento sul potere dell’azione intrapresa dagli individui.”)

Knott

Siamo state nelle prime linee

con i nostri pugni levati in alto

abbiamo inondato le strade cittadine

in un flusso collettivo

cuore a cuore e fianco a fianco

abbiamo fatto di noi stesse delle alleate

offrendo il nostro sacrificio personale

abbiamo riempito i moduli delle petizioni

continuamente… continuamente.

Abbiamo visto movimenti

sorgere, aumentare, declinare, ritirarsi e crescere.

Ci siamo trascinate dietro i bambini

o qualche volta li abbiamo lasciati a casa

spiegando, piegate sulle ginocchia,

il perché la mamma doveva andare:

perché se le mamme non lottano per i bambini, allora chi lo farà?

Ho detto, se le mamme non lottano per i bambini, allora chi lo farà?

Abbiamo imparato a navigare fra le correnti politiche

a far pressione su pubblici ministeri, deputati e senatori

ministri di gabinetto, e delegati di qualsiasi dipartimento continui a sbagliare.

Alcune di noi hanno infranto le leggi fatte dagli uomini e si sono fatte arrestare.

Siamo rimaste sedute tenendo le nostre veglie:

a volte le candele tremolanti che reggiamo… sono l’unica luce che vediamo.

Pure, manteniamo la convinzione che un giorno l’oscurità non avrà altra scelta che recedere.

Ci siamo sollevate in difesa di terre, di acque,

per i nostri figli,

per le nostre figlie,

per qualcosa di più grande di noi.

Non importa da quale lotta storica veniamo

molte di noi hanno capito

che ci siamo dentro insieme, e che quando collettivamente sfidiamo

noi attivamente ridefiniamo… l’amore.

A volte quell’amore ci dà la capacità di muovere montagne

e altre volte ci dà abbastanza vigore da farci persistere per un giorno di più.

Di fronte a ogni rivoluzione

ci sono molte pause, blocchi e inizi,

ci sono molte lacrime, paure non dette e spezzarsi di cuori.

Se ascolti con sufficiente attenzione potrai in effetti sentire tutto…

Perché siamo onesti, tesoro,

a volte lottare per il cambiamento equivale a sottoporsi a un inferno.

Quindi, cos’è che ci fa insistere,

quand’è chiaro che l’ignoranza cammina mano nella mano con la beatitudine?

E’ perché

è perché

qualche volta non far nulla non si accorda all’anima?

O il fatto che crediamo il potere non sia assoluto

e non c’è sottomissione possibile nei confronti di coloro che sembrano avere il controllo?

Difendiamo trattati e promesse fatte e spezzate molto tempo fa?

E’ per chi non ha voce? Per chi non ha scelta?

O perché siamo radicate in scienza e dati di fatto?

Forse la nostra fede ci chiede di muoverci e reagire?

Comunque sia, c’è forza nella nostra scelta di stare insieme

Una cosa che so per certo essere vera

è che io non mi ergerei ne’ parlerai liberamente come faccio

se non fosse per quelle che sono venute prima di me.

Perché non hanno accettato sconfitte.

Hanno continuato a basarsi su ciò in cui credevano.

Hanno lottato, hanno sanguinato, hanno compiuto sacrifici

ed è per questo che io posso dormire la notte

sapendo che tutte queste azioni non sono state compiute invano,

perché sto sulle spalle di queste giganti

e la prossima generazione un giorno dirà la stessa cosa

e le giganti di cui parleranno, be’ mia cara, saremo noi.

Perciò non sottovalutare mai

il potere della tua voce

o della forza in una collettiva e trascinante forma d’amore.

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shana

Shana R. Goetsch (in immagine sopra) è un’artista, un’insegnante d’arte, un’attivista antiviolenza, una terapeuta certificata per le vittime di traumi, una femminista e la fondatrice di “The Feminist Art Project – Baltimore”. Shana ha cominciato a dipingere nel 1989, dopo aver testimoniato l’omicidio della propria madre. Quel che segue è un estratto da un suo più ampio articolo.

“Secondo Herman Hesse “L’amore è più forte della violenza”. Quando lessi questa frase per la prima volta mi fece veramente pensare… molto. Era proprio così? L’Amore è davvero più forte della Violenza? Attraverso la libertà guadagnata creando attivamente arte, venne a me l’intensa consapevolezza del mio potere. E’ un potere correlato in modo diretto alla mia propria voce e alle mie proprie esperienze. Ciò che creo ora è la mia lotta personale contro la violenza.

Questo è il mio Amore, che si erge contro la Violenza, e l’arma con cui ho scelto di combattere è un pennello per dipingere. Ho capito di recente che il mio Amore per mia madre è la cosa più stupenda e potente che ho da offrire al mondo. Il suo ricordo – e il ricordo di come morì – è probabilmente la mia sorgente di potere e la fonte della mia lotta.

Sino a che non ho collegato la citazione di Herman Hesse alla mia arte e alle mie esperienze non ne ho compreso il pieno significato. Quando è accaduto ho anche avuto la percezione del mio potere, perché il mio Amore è davvero più forte della Violenza di mio fratello.

Mio fratello ha ucciso il corpo di mia madre, ma lei vive nella mia arte. Lui si è portato via tutto il mio mondo con un singolo atto di Violenza e io ho dovuto apprendere di nuovo ad amare durante gli anni. Ma nel frattempo so di aver liberato almeno due spiriti prigionieri, quello di mia madre e il mio, tramite i miei atti d’Arte e d’Amore. La Violenza può dire lo stesso?” Maria G. Di Rienzo

shana dipinto

(dipinto di Shana R. Goetsch – la figura elaborata parte da una fotografia della madre dell’Artista)

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Amore fatto a mano

(“Handmade Love”, di Julie R. Enszer – in immagine – poeta, scrittrice, editrice contemporanea, femminista e lesbica: “Ho cominciato a scrivere quando sono arrivata a vedere, a capire, la necessità di un cambiamento radicale e trasformativo nel mondo in cui vivo. Sono diventata una poeta perché sono diventata una rivoluzionaria.” Trad. Maria G. Di Rienzo.)

julie

AMORE FATTO A MANO

All’asilo, portavo con me una cartella

che mia madre aveva fatto di stoffa, con scene di fiabe.

Per tre anni, fu la cosa mia che valutavo di più.

Quando ero spaventata, guardavo la mia borsa e mi raccontavo

fiabe. Riccioli d’Oro, Cappuccetto Rosso,

il Cigno Dorato. Quelle ragazze avevano affrontato la paura ed erano sopravvissute.

Nella mia borsa accuratamente abbottonata, portavo libri, sassi, matite

e altri tesori d’infanzia. A sette anni, presa in giro dai bambini

per la mia borsa fatta a mano e il mio vestito della stessa stoffa, chiesi

abiti comprati in negozio e uno zainetto. Ora la mia valigetta

è di pelle e stracolma di documenti, ma bramo la mia borsa d’infanzia

che è ancora nel mio armadio. A volte quando sono sola

la tiro fuori e la porto in giro per casa piena di oggetti diversi:

carte, penne, pietre e libri, oggetti non così diversi

da quando ero piccola. Io dò valore alle cose fatte a mano.

Credo ci siano due tipi di amore in questo mondo:

ereditato e fatto a mano. Sì, noi ereditiamo l’amore

ma la mia gente, la mia gente fa l’amore a mano.

borsetta

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Bingo Love

“Voglio solo che la gente, in generale, capisca che l’amore è amore. Lasciate che le persone si innamorino di chi vogliono. Smettete di giudicarle per questo. Voglio mostrare che l’inclusione è importante, la rappresentazione pure e non solo sulle pagine, ma anche sulle copertine. Io sono una donna queer, nera e disabile e ho storie da raccontare – storie di vitale importanza.” Tee “Vixen” Franklin, autrice della storia a fumetti “Bingo Love”, in imminente uscita (i disegni sono di Jenn St-Onge).

Bingo Love - cover

La presentazione ufficiale: “La storia ruota attorno a Hazel Johnson e Mari McCray, due tredicenni che, in brevissimo tempo, diventano grandissime amiche. Mentre la loro relazione si evolve, scoprono di essere profondamente innamorate l’una dell’altra, ma la tempistica per questo non potrebbe essere peggiore. Nel 1963 l’amore fra due ragazze è destinato a nascere sotto una cattiva stella e le famiglie proibiscono loro di vedersi. Non solo le giovani devono sopportare il dolore della separazione ma sono costrette entrambe a sposare uomini che non amano. Sembra debbano vivere separate in modo permanente, ma il destino – e il bingo – hanno un altro piano in serbo per loro.”

Bingo Love 1963

“Per me è davvero importante raccontare le storie di donne anziane. – continua Franklin – Non c’è altro che un mucchio di uomini bianchi eterosessuali nell’industria dei fumetti. Sulle copertine e sulle pagine. Secondo alcuni, “la diversità non vende”. Sappiamo tutti che è una balla. Non ci sono storie che rappresentino donne anziane nere e queer? Nessuno le vorrebbe? Il progetto per il finanziamento di “Bingo Love” in cinque giorni aveva raddoppiato la cifra indicata inizialmente. Le persone desiderano avere storie in cui possano riflettersi. E io ho tutta l’intenzione di dargliele.”

Bingo Love 2030

(Brani tratti da “Tee Franklin Honors the Stories of Queer, Black, Older Women in Her Graphic Novel, Bingo Love”, di Teresa Jusino per The Mary Sue, 14 aprile 2017, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo.)

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world can be scary

– Lo so che il mondo può essere spaventoso.

– Ma non temere, io starò al tuo fianco. – Lo so.

– Non hai bisogno di nasconderti. – Oh, non mi sto nascondendo.

– E allora perché sei qui tanto spesso? – E’ solo che mi piace stare con te.

– Oh. (amore amore)

Didascalia in diversi colori: TU MI HAI DATO IL CORAGGIO DI ESSERE FELICE.

Una delle tante, bellissime, piccole storie a fumetti di Guy Kopsombut. Scusatemi, ne avevo bisogno. Maria G. Di Rienzo

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Se donna è una parola

(“WOMAN”, di Rae Liberto, infermiera e poeta contemporanea. Trad. Maria G. Di Rienzo)

anime-gemelle

DONNA

Se donna è una parola

allora le tue cosce sono versi

di una poesia che non posso scrivere

Ho tentato di portarne un piccolo morso

con me

Se in mezzo è un luogo

io vivo là senza parole

con un pezzo di poesia

nascosto nella mia guancia

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