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Posts Tagged ‘spiritualità della dea’

lynn abrams uovo femminista

Come già sapete, i coniglietti e le uova (colorate o di cioccolata) che fanno da coreografia alla Pasqua non hanno alcuna radice nella Bibbia o nei Vangeli. Il coniglio – o la lepre – è l’animale associato a varie dee dell’alba e della primavera precedenti il cristianesimo, l’uovo come simbolo di nuova vita / nascita / rinascita è persino più antico: secondo alcune cosmogonie la Terra stessa è emersa da un uovo.

Delle focacce dolci preparate dalle donne in occasione dei festeggiamenti pagani della primavera abbiamo menzione nel Vecchio Testamento, ove i sacerdoti ebrei si oppongono alla pratica. Quelli cristiani, dopo aver tentato loro stessi di abolirla e aver trovato la resistenza delle cuoche troppo difficile da spezzare, sono stati più furbi: hanno benedetto le focacce.

Perciò oggi vi regalo un uovo di cioccolato femminista. Non c’è immagine più vera per augurarvi buona Pasqua. Maria G. Di Rienzo

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(“Cows come from the sea…”, di Kristiina Ehin, poeta e scrittrice contemporanea, trad. Maria G. Di Rienzo. L’Autrice è nata nel 1977 in Estonia e là vive con il marito, il musicista Silver Sepp, e il loro figlio. I suoi lavori sono stati tradotti in tredici lingue e hanno vinto riconoscimenti un po’ ovunque. La quarta raccolta di versi di Kristiina ha ricevuto il più prestigioso premio per la poesia del suo paese: è stata scritta durante l’anno che lei ha passato come guardiana ambientalista su un’isola deserta, al largo della costa nord dell’Estonia.)

sea-maidens-blacklock-l

Le mucche vengono dal mare

in questa mattina all’inizio del tempo

mucche verdi-blu

mammelle piene di latte marino salato

e la Madre del Mare le guida a riva

con una frusta di alghe (1)

Fanciulle del Mare venite a curare le mucche

e tenetevi al sicuro

di notte dai lascivi mandriani

Possano in autunno cento mucche verdi-blu

tornare qui nella baia fra pietre chiazzate

Possano le loro corna brillare nella foschia

e possano scintillare i vostri occhi

Ma mantenete i vostri cuori chiari e freddi

come la rugiada del mattino

Non potreste mai abituarvi alla vita delle donne umane

mette catene al cuore

i sogni non si avverano mai

e i sentimenti danno solo la stura al dolore

Gli individui sono belli ma crudeli

Si tengono fra simili come insetti

raccolgono l’oro dei sogni la notte

e lo sperperano tutto la mattina

Diventare la persona giusta per qualcuno significa essere

pericolosamente vicine a una stella umana

Ma i vostri occhi sono come il mare del mondo

e le stelle annegano in esso

Fanciulle del Mare venite a curare le mucche

Ma mantenete i vostri cuori chiari e freddi

come la rugiada del mattino

(1) di angiosperme – nell’originale sea-grass più esattamente: “erbe marine” che si riproducono grazie ai fiori

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(da un più ampio articolo di Jenny Lý per Loa, 7 dicembre 2016, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo.)

Il culto vietnamita delle Dee Madri ha ricevuto riconoscimento dell’UNESCO come “eredità culturale intangibile dell’umanità”. L’annuncio ufficiale è stato dato durante l’11^ “Convenzione per la salvaguardia delle eredità culturali intangibili” tenutasi a Addis Abeba, in Etiopia, dal 28 novembre al 2 dicembre 2016.

La notizia ha prodotto festeggiamenti in Vietnam, in particolare fra la comunità degli aderenti all’antico culto e fra gli studiosi e le studiose che per anni avevano chiesto tale riconoscimento all’UNESCO. Il governo del Vietnam aveva sottoposto ufficialmente il dossier sulle “pratiche relative alla fede vietnamita nelle Dee Madri dei Tre Regni” nel 2015.

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Il culto delle Dee madri esprime la necessità spirituale del popolo di onorare gli antenati che proteggono la prosperità della vita ed esprime devozione per la figura materna, il che riflette l’antico sistema matriarcale delle società vietnamite. L’UNESCO attesta che il culto “fornisce basi per le relazioni sociali collegando i membri delle comunità che vi partecipano” e che contribuisce “all’apprezzamento delle donne e dei loro ruoli sociali”.

Le Dee Madri dei Tre Regni rappresentano divinità del cielo, dell’acqua e delle montagne e foreste, e sono state associate sia a figure storiche e reali sia a figure mitologiche.

La pratica chiave della devozione alle Dee Madri è il lên đồng, un rituale in cui una persona va in trance e assume l’identità e l’abbigliamento di una divinità particolare, danzando per onorare le tutte le Dee. Questo rituale si tiene giornalmente nelle cerimonie locali così come nei più grandi festival e nei pellegrinaggi, durante tutto l’anno.

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(Kim Chi tiene un rituale lên đồng per la delegazione del suo tempio, su una barca, durante il festival di Điện Hòn Chén)

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(brano tratto da “The Storm Is Here”, di The Shieldmaiden – “La scudiera” (come la Dama di Rohan de “Il Signore degli Anelli”) pseudonimo di un’artista tatuatrice e gioielliera, nonché strega, 14 novembre 2016, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo. Il 2016 ci ha piagato di molte atrocità e sofferenze, guerre, crimini dell’odio, femminicidi: non ho bisogno di dirvi perché ho scritto questo pezzo, attesta l’Autrice facendo riferimento a tutto ciò.)

corvo-nella-tempesta

Una tempesta sta arrivando. Preparatevi. Radunate le vostre tribù.

Io sento che quella tempesta è arrivata.

E quel che voglio condividere con te è questo: la nostra forza, la forza degli uni, sta nella nella forza degli altri. Non sei sola, non sei solo. Sempre di più, da parte delle persone che sono maggiormente a rischio in momenti storici come questo (persone LGBTQ+, minoranze etniche e religiose, donne) io mi sento dire: “Ho bisogno di sapere che tu non te ne resterai a guardare se io divento un bersaglio.”

Pensavo a ciò mentre assieme ad altre/i preparavo il rituale d’autunno. E sentivo le parole della Morrígan (1):

“Non sono una guerriera, hai detto, Perché mi hai chiamata, Regina?”

Ti ho chiamata per amare

Ti ho chiamata affinché tu faccia del tuo amore un inno di lotta

Ti ho chiamata perché ho visto il tuo cuore

e conosco il suo ritmo di tamburo

Non è necessario che tu sappia danzare con le armi

per essere la lancia nelle mie mani

Non è necessario che il tuo corpo sia forzuto

perché tu sia il forte corpo della mia spada

Devi solo sollevarti quando quel tamburo ti chiama

Sollevati e parla

Giura il battito al tuo cuore

Giura amore al tuo popolo

Giura che lotterete gli uni per gli altri

e io ti riconoscerò come mia.

the-morrigan

E’ quel che abbiamo fatto: un altare con i suoi simboli, il canto dei suoi nomi. E abbiamo fatto un cerchio di protezione attorno alle persone più minacciate e abbiamo giurato gli uni agli altri di difenderci in tempi di violenza, odio e paura:

Per i miei simili sotto attacco,

alzerò la mia voce a zittire l’odio,

Sarò uno scudo per la violenza diretta contro di te

Sarò al tuo fianco quando ne avrai bisogno

Fronteggerò il terrore con te

Condividerò riposo e cura con te

Ti terrò stretta/o e lotterò per te

Io non mi abbasserò

sino a che la tempesta sarà passata e la giustizia sarà sovrana

perché io sono il corpo dell’amore

io sono l’arma dell’amore

io sono l’amore che combatte per se stesso.

Noi possiamo farcela, amiche e amici. La vita che è in noi, il coraggio, il cuore, lo spirito, la volontà saranno sufficienti.

(E con questo, poiché sono molto stanca, preoccupata e acciaccata e ho diverse cose da fare, ci diamo appuntamento al prossimo anno. Auguri e baci, MG)

(1) https://lunanuvola.wordpress.com/2011/03/17/morrigan/

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annelinde

(“The Way”, di Annelinde Metzner – in immagine qui sopra – 9 luglio 2014. Trad. Maria G. Di Rienzo. Poeta, musicista, attivista, Annelinde ha scritto questo pezzo per ricordare “Il brillante e instancabile lavoro delle donne per il pianeta, che sta dà dando forma al futuro di tutte/i noi.”, comprendendo in esso “Le piccole azioni giornaliere delle donne che conoscete, che vi sono vicine, che abitano nel vostro quartiere.” Per tal motivo, dice, nella poesia ha incluso il Coro per la Pace “Sahara”, che lei dirige. Il Coro è stato fondato nel 2008 per promuovere relazioni pacifiche e amichevoli fra musulmani, ebrei e cristiani. “Sahara” è infatti la fusione dei nomi Sarah e Hagar, le “madri” di tutte e tre le religioni. Per il Coro Annelinde ha scritto numerose canzoni sulle dee europee, africane e mediorientali.)

Il modo in cui le giovani apprendiste, piene di speranza,

contano semi nella fattoria di Vandana Shiva.

Il modo in cui la sottile nervosa ragazza, danneggiata dalla guerra,

getta indietro la sua testa e canta.

Il modo in cui Wangari Maathai ci ha insegnato

a piantare alberi in barattoli di latta,

rendendo il Kenya di nuovo verdeggiante.

Il modo in cui le donne del Coro per la Pace “Sahara” vengono a cantare,

visualizzando un verde prato cittadino al posto del catrame.

Il modo in cui Lisa Shannon ride in faccia alla violenza,

mentre corre per le sue sorelle in Somalia e in Congo.

Il modo in cui due donne rotonde si sollevano per danzare,

le loro mani che compiono gesti in alto,

costruendo un futuro di meraviglia davanti ai nostri occhi.

Il modo in cui un iridescente raggio di sole

si fa strada fra la nebbia e atterra ai nostri piedi.

Ci incontriamo nell’Amore, nell’Onorare, nella Passione!

Creiamo un nuovo mondo,

mentre il vecchio mondo si sbriciola tutto intorno a noi,

e noi lo lasciamo andare.

Questo è il modo.

dipinto-di-emily-balivet

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Io sono troppo atea per essere a mio agio nel riferirmi alla “dea” o a “il signore e la signora” del paganesimo senza un asterisco e la spiegazione che, ovviamente, sto solo personificando un corso positivo in me stessa, nella mia storia o nel mondo.

Perciò, mi chiederete, che io mi definisca “strega” non è ingannevole?

Le definizioni di cui sono a conoscenza implicano un tale ampliamento del termine che esso è ormai a stento riconoscibile. Una strega, ho letto, è chiunque pratichi la stregoneria e la stregoneria è ogni uso dell’energia atto a manipolare il mondo naturale in un modo che porta cambiamento. Perciò, per esempio, una medica, una cuoca e un’artista stanno tutte praticando la stregoneria. E, come psicoterapeuta, è quel che faccio anch’io.

Non c’è niente di biasimevole in ciò, ma non c’è neppure molto di rilevante nel gusto della parola “strega”. Perché adottarla, allora? Perché la stregoneria non tratta dello spezzare, dell’ignorare o del violare la natura o noi stessi; tratta del lavorare con la natura, all’interno delle sue capacità, per influenzarla in qualsiasi modo costruttivo noi si sappia fare.

Si tratta di altri modi in cui maneggiare abilità o situazioni. Tramite la comprensione. Tramite il mettersi in sintonia. Tramite la negoziazione paziente. Questa è la “magia” di chi sussurra ai cavalli o di un buon genitore. Le streghe moderne tendono verso questo tipo di magia. Il mestiere saggio di una strega, quindi, consiste idealmente di una comprensione magistrale di se stessa e degli altri e di una magistrale attenzione all’ambiente che ha intorno, atta a favorire il cambiamento. Un buon cambiamento. Ora, questa è stregoneria che io posso seguire.

Le principali religioni mondiali hanno tutte le loro radici nel patriarcato. Inoltre, la storia mostra che l’adorazione di dee non garantisce il rispetto per le donne reali e viventi. Le streghe femministe stanno tentando di costruire a partire dal livello del suolo, con i frammenti e i relitti spirituali che troviamo, rimpolpati dalla nostra immaginazione. Stiamo costruendo il sentiero nel mentre lo percorriamo.

Ma le donne non possono in nessun caso permettersi di abbandonare il pensiero critico, meno che mai di questi tempi, dove le donne delle nazioni avanzate hanno accesso all’istruzione e le donne del terzo mondo stanno lottando per essa. Non diventeremo più potenti comprando (o producendo) olio di serpente.”

Pensieri per Samhain – Halloween di Telmaris Green, psicoterapeuta e strega. (trad. Maria G. Di Rienzo)

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(il mio famiglio ideale!)

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Al volgere di marea dell’Equinozio,

benedizioni di Luce e Oscurità:

possano i poteri di terra e acqua, di cielo e sole

benedirti durante il tuo viaggio.

Possa tu navigare gioiosamente sulle acque mosse della vita,

possa tu conoscere la pace nel mezzo del cambiamento.

Vivianne Crowley – 22 settembre 2016, Equinozio d’Autunno (trad. Maria G. Di Rienzo – dedicato a voi tutte/i e in particolare a Nica che parte oggi.)

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