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Posts Tagged ‘uxoricidio’

E tuttavia, a me piacerebbe sapere qual’è la molla e la motivazione…

Atto deplorevole ma una molla che ha fatto scattare il tutto deve esserci…

Lui passione malata e lei?

Certo che il dialogo non era considerato in questo rapporto. Allora che rapporto era?

Giustamente è stato condannato, ci mancherebbe, ma in modo sproporzionato rispetto ad altri delitti più gravi: ad esempio, una donna che uccide il proprio figlio…

Gravissimo il delitto, però è una forma di ritorsione e dobbiamo chiederci…

mollaIl 16 giugno u.s., in Italia, non viene riportato solo l’assassinio di Cristina Omes e dei suoi due bambini da parte del marito di lei e padre dei piccoli. A Pietra Ligure muore dei calci e dei pugni somministrati dal convivente Alba Varisto, 59 anni. In quel di Siracusa muore dei colpi di piccone del marito una donna 36enne, di cui i giornali non riportano neppure il nome (come accadrà per altre vittime nei giorni successivi). E Lamia Saifa, 46 anni, è strangolata a mani nude davanti al figlio di 2 anni seduto nel seggiolone (la notizia verrà data il 24, ma l’omicidio risale al 16): gli inquirenti cercano il padre di quest’ultimo, indiziato.

Il 17 giugno si ripescano nel Lago di Garda i resti di Federica Giacomini, 43 anni, nota anche con il nome di Ginevra Hollander come pornostar. E’ stata uccisa da violenti colpi alla testa e poi “zavorrata” e inabissata con l’incolpevole complicità di un barcaiolo che pensava di star maneggiando l’attrezzatura di un biologo. Il principale indiziato dell’omicidio è l’ex compagno della donna, Franco Mossoni: già arrestato nel 1978 per l’assassinio della moglie.

A Taranto, il 20 giugno, una ventinovenne muore per il colpo di pistola sparatole in testa dal marito. Lo stesso giorno, il Tribunale di Alessandria condanna a cinque anni e due mesi di reclusione un 22enne, riconosciuto colpevole di violenza sessuale, lesioni e stalking nei confronti della sua ex ragazza, studentessa delle superiori. Tra l’altro era solito tenerla al guinzaglio, con tanto di museruola: perché l’amava “da matti”, come era solito dire, e lei era “cosa sua”.

Il 23 giugno siamo a Siena dove un pensionato di 78 anni accoltella ripetutamente la moglie 76enne, uccidendola, e successivamente si getta dalla finestra.

Il 24 passiamo a Pescara dove un marito martella la moglie sino a ridurla in poltiglia e poi si butta nel fiume.

Il 28, il Tribunale di Pesaro condanna a vent’anni di carcere il mandante dell’agguato all’acido nei confronti di Lucia Annibali e a quattordici i due albanesi esecutori del crimine. Il giudice riconosce nella sentenza che il condannato Luca Varani coltivava “un odio incredibile” verso la sua ex, tanto che prima di farla sfigurare con l’acido il 13 aprile 2013, nel febbraio dello stesso anno le aveva manomesso l’impianto del gas (“tentato omicidio”).

In quel di Napoli, il 29 giugno, un uomo cosparge moglie e figlia di 9 anni di liquido infiammabile e tenta di dar loro fuoco, poi le aggredisce con un coltello da cucina. Fortunatamente la bimba è illesa e sua madre ha riportato solo ferite ad un braccio.

Chiaro che qui nessuno giustifica un omicidio – direttamente no, perché è ancora tabù, per quanto sempre più labile soprattutto nei confronti delle donne – però la molla…

Stante la comune costante aggressione socio-culturale (in parole, immagini ed opere) per cui le donne sono accessori degli uomini e meritevoli e responsabili in parte o in toto di tutto quanto può capitare loro in termini di violenza, qua dobbiamo trovare una molla. Secondo questa visione, assassini, picchiatori, molestatori, stupratori sono naturalmente imbottiti di una violenza compressa il cui pulsante le donne titillano o premono con decisione: quel che risulta dopo è inevitabile. E ciò che i profondi pensatori in cerca di molla vogliono sentirsi dire è questo – E’ STATA LEI.

Lei. Che lo ha lasciato, respinto, umiliato, annoiato. Che voleva lasciarlo, separarsi, divorziare. Che parlava troppo. Che non parlava abbastanza. Che aveva un lavoro e si era montata la testa. Che non aveva un lavoro e lo sfruttava come una sanguisuga. Che voleva/non voleva figli. Che voleva/non voleva abortire. Che era una frigida repressa. Che era una sgualdrina bollente. Eccetera. Sono le pseudo-razionalizzazioni che seguono omicidi, ferimenti, assalti, torture: perciò, a me è chiaro che sono tutte giustificazioni indirette delle azioni menzionate. Ma l’esame delle stesse, che costituiscono una lista quasi infinita, non ci fornisce una guida sicura per individuare “la molla” ed evitarla prudentemente: le istruzioni che ne ricaviamo sono contraddittorie, spessissimo diametralmente opposte, e sembrano suggerire che qualsiasi cosa tu faccia finirai per premere il pulsante e dirigerti addosso la violenza altrui.

Il congegno esplosivo che si configura (per me gli uomini non sono robot a pulsante, sia chiaro che l’analogia è vostra, amabili cercatori di molla) sembra funzionare ad interruttori plurimi – ciascuno impossibilitato a tornare allo stato precedente una volta premuto. Tutte le modalità in cui si interagisce con il congegno sono a rischio. Non essendoci in pratica misure precauzionali accessibili, ne’ istruzioni sensate per l’interazione, viene da chiedersi cos’aveva in mente chi lo ha costruito, vi pare?

Perciò ve lo chiedo. Cosa avevate in mente? Perché lo avete costruito voi, voi che annaspate nel nulla cercando di aggrapparvi ad una molla qualsiasi. Lo avete costruito quando avete promosso, incoraggiato o tollerato l’oggettificazione delle donne, il silenziamento delle donne, l’umiliazione delle donne, la marginalizzazione delle donne, le battute denigratorie sulle donne, il divario nei salari delle donne, l’assenza della storia delle donne nelle scuole, l’imposizione di un tipo di corpo e di attitudine alle donne, il porre sulle spalle delle donne tutti i costi e tutti gli sforzi per la prevenzione della violenza, i prodotti mediatici che disegnano ed approvano uno status quo dominato dagli uomini e violento verso le donne, il linguaggio sessista che ignora sminuisce sessualizza le donne da quando nascono a quando muoiono: troppe un po’ prima del tempo, grazie allo scatenarsi del congegno, non è vero?

Ma sono cose che potete smettere di fare in qualsiasi momento. Perciò smettete di rendere i vostri simili mine vaganti. Vivete da essere umani, rispettate gli altri esseri umani e piantatela. Anzi, mollatela. Maria G. Di Rienzo

 

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