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Posts Tagged ‘spiritualità della dea’

Non è un grande evento astronomico, ma sul piano delle associazioni simboliche è intrigante: la prossima luna piena (la Luna del Raccolto) sarà interessata da un’eclissi penombrale parziale il 16 settembre. Questo tipo di eclissi si presenta così:

penumbral-lunar-eclipse

E cioè, la “fettina” di luna in ombra sarà il massimo che riuscirete a vedere poco prima delle 21 – molte eclissi appartenenti alla categoria passano del tutto inosservate, anche se ammontano a circa un terzo del totale.

Le mitologie, in giro in per il mondo, tendono a dare un significato negativo alla temporanea “scomparsa” di sole e luna, e per quanto riguarda quest’ultima si associano all’eclissi disastri, carestie, malattie, decessi, deformità per i nascituri se le future madri guardano la luna “mutilata” eccetera.

Generalmente, in passato, si tentava di disperdere il fenomeno facendo rumore: per allontanare il giaguaro che stava ferendo la luna – Inca; per allontanare il drago che la stava consumando – Cina; per differire la possibilità di un terremoto – Giappone (l’associazione potrebbe non essere completamente un mito, data la maggior spinta gravitazionale durante un’eclissi di luna)…

Ancora oggi ci sono persone che fanno un gran chiasso durante un’eclissi di luna, ma la loro visione dell’evento è un po’ diversa: non sfasciano pentole, non battono sugli specchi, non sparano palle di cannone (come si fece in Cina sino al 19° secolo), semplicemente gridano per incoraggiare il sole e la luna a “smettere di litigare”. Si tratta del gruppo etnico Batammaliba che vive nel Togo e nel Benin. Costoro vedono l’eclissi di luna come un segnale dato alla comunità affinché essa si raduni e rancori e faide passino attraverso la discussione collettiva sino a trovare una soluzione, un momento in cui sciogliere i nodi che tengono le persone separate e ritrovare unità.

Anche nella cultura islamica c’è l’attitudine a guardare all’eclissi positivamente, come a una connessione con il divino che merita una preghiera speciale (salutul-kusaf) e una condotta rivolta ad atti di perdono e gentilezza.

Che ne dite, potremmo prendere a prestito questo tipo di atmosfera e dare il benvenuto all’eclissi del 16 settembre prossimo? La Luna del Raccolto già ci spinge alla gratitudine e al riconoscimento per quanto abbiamo ricevuto dalla Terra e dai nostri simili, in più si trova in Pesci, esaltando il simbolismo relativo all’acqua – la sorgente della vita. Noi stessi siamo fatti d’acqua (in media per il 60/65%) e ci è facile associarla allegoricamente alla nostra esistenza: le acque del parto, i fluidi nel nostro corpo, la circolazione del sangue.

Riconciliarsi e muoversi in avanti è più facile se si mima l’acqua, poiché essa prende la forma che le permette di andare oltre gli ostacoli per il sentiero che offre minor resistenza. Operare trasformazioni è più facile se ci si ispira all’acqua che continuamente si rinnova e passa attraverso vere e proprie metamorfosi (liquida, solida, vapore). E potremmo offrire qualche riflessione alle acque del nostro pianeta avvelenate e inquinate dall’abuso industriale, e decidere di essere agenti del cambiamento con le voci e i mezzi che abbiamo. Maria G. Di Rienzo

moon-altar

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(“9 lessons in witchcraft”, di Danielle Perry, poeta contemporanea – in immagine. Trad. Maria G. Di Rienzo. Quando hanno chiesto a Danielle “Quale era il tuo giocattolo preferito da piccola?”, lei ha risposto “I libri”. Dev’essere mia sorella.)

danielle perry

9 LEZIONI DI STREGONERIA

(per Jodi)

1. La natura della magia

Se non capisci già la magia

non sono sicura di riuscire a spiegartela.

2. Sorellanza

Eravamo sorelle, o così si narra, il che

mi ha lasciato molto confusa quando ho capito

che i miei sentimenti non erano esattamente sorelleschi.

3. Strega, strega, brucia la strega

La lezione l’ho imparata presto:

nessuno sceglie la strega alla fine.

4. Metti da parte le cose dell’infanzia

Questa non l’ho appresa mai.

Alcune cose restano attaccate a te, persino

quando tu non ne hai intenzione.

5. Tienilo nascosto

Anche se me lo chiedete non ve lo dirò.

Ci riderò sopra, ne farò una barzelletta, perché

non posso sopportare di permettervi di vedere quanto è reale.

6. “Se pensi di essere una strega, perché non fai dei passi per esserlo attivamente?”

Che aspetto pensate abbiano questi passi?

Dovrei avere un altare e un coltello e un calderone?

Dovrei intonare incantesimi e dire “siate benedetti”?

Io so già di essere una strega e

lo sapevo sin da quando ero giovane.

Solo perché non mi accordo

a quale che sia la vostra nozione di strega

non significa che non sia vero.

(per maggiori informazioni, vedi le lezioni 1 e 5)

7. La differenza fra magia e coincidenza è credere.

Questo si avvicina troppo al segreto e

una maga non rivela mai il suo.

8. Gli uomini sono facili da ammaliare.

La ragione per cui sentite di tutte queste streghe

con uomini sotto i loro incantesimi

(ricordate Odisseo? Ricordate Merlino?)

è che la stregoneria è uno dei pochi modi

in cui alle donne è permesso un qualche tipo di potere.

La ragione per cui non sentite altrettanto spesso di streghe

con donne sotto i loro incantesimi

è che noi sappiamo come mantenere un segreto maledetto-da-dio.

9. Sorellanza, rivista

Più vecchia divento, più sono capace

di vedere il tessuto connettivo del mondo,

che scintilla come una tela di ragno con la rugiada del mattino.

A questa donna piacciono i serpenti; lei è mia sorella.

A lei piacciono i ragni; lei è mia sorella.

Questa donna dice di essere una strega;

lei è mia sorella.

corn goddess

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Sulis bronzo - scoperta nel 1727

Sulis, bronzo originariamente coperto da lamine d’oro

Quest’anno il Solstizio d’Estate (oggi), il giorno più lungo dell’anno, coincide con la luna piena di giugno. L’ultima volta che ciò è accaduto era il 1948 e non accadrà di nuovo prima del 2054: suona speciale, che ne dite?

Il Solstizio d’Estate è essenzialmente una festa del sole e noi siamo abituate/i ad associare il sole a divinità maschili come da tradizione indoeuropea, ma storicamente l’umanità ha spesso dato all’astro nomi e poteri femminili: Amaterasu, la dea-sole giapponese (è il suo emblema, il sole nascente, quello che sta sulla bandiera del Giappone); Beiwe, la dea lappone ringraziata al Solstizio d’Estate per aver donato la luce necessaria a far crescere le piante; Hathor, la dea egiziana del cielo dipinta sempre assieme al disco solare; Olwen, dea-sole gallese il cui nome significa “ruota dorata”; Saule, dea lituana che percorre il cielo su un carro tirato da due cavalli dalle criniere d’oro, combattendo l’oscurità; Uelanuhi, dea-sole Cherokee che è la fonte di tutto il creato, avendo partorito l’universo e i corpi celesti: è sua responsabilità dividere il tempo in unità misurabili e, aiutata dalla Nonna Ragno e dalla sua tela, conservare il calore che serve all’umanità…

E poi c’è Sulis, detta “La Luminosa”. La sua iconografia è quella di una dea-sole: il suo nome – che ha un’etimologia complessa e svariati significati che si sovrappongono – potrebbe essere derivato dalla parola proto-celtica súil (occhio/sole), le sue sacerdotesse alimentavano un fuoco perpetuo e in suo onore si teneva la festa del Solstizio d’Estate, che successivamente diverrà una festa del fuoco il 1° maggio. Ma Sulis è anche la “Provveditrice di acque guaritrici”, associata strettamente alle fonti termali di Bath in uso sin dal neolitico (da almeno 10.000 anni) e i Celti, che arrivarono in Inghilterra nel 700 prima di Cristo, probabilmente la trovarono già insediata nel luogo sacro dalle acque fumanti, in cui i mortali potevano comunicare con l’aldilà e cercare l’aiuto della dea.

Il sole onorato nel momento in cui raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima e l’acqua della luna piena che lavorano insieme per guarire corpi e spiriti, creando una raffigurazione che incarna benedizione e profezia; la potenza della luce solare filtrata dalla potenza guaritrice delle acque: ecco perché penso a Sulis come all’immagine perfetta per questo Solstizio 2016.

bath

Aquae Sulis

Durante l’epoca romana le fonti di Bath furono chiamate “Aquae Sulis” e pur riconoscendo la dea in questo modo i romani – com’era loro consuetudine con le divinità altrui – la fusero con Minerva: Sulis divenne a questo punto la dea della città, dell’artigianato e dell’agricoltura. Tramite la sua associazione con Minerva acquisì il potere di garantire i giuramenti, acchiappare i ladri e trovare gli oggetti perduti. Nelle fonti (assieme a oltre 12.000 monete che coprono tutto il periodo romano) sono state ritrovate numerose “tavolette di maledizione”, in cui si chiede alla dea di punire i malfattori.

Io oggi le chiedo di benedire il viaggio di ciascuna/o di voi e il mio proprio verso la luce, la salute e l’interezza. Maria G. Di Rienzo

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Le sabbie del tempo

ixchel

(“Triple Goddess”, di Shoshoni, poeta contemporanea. La poesia è stata scritta per il 50° compleanno di sua madre. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

Le sabbie del tempo crescono e calano

Con il vento dobbiamo infine soffiare

Siamo nate Fanciulla,

vibrante come i primi petali di Primavera

La ruota gira, le foglie cambiano, le fate danzano

solo per lo sguardo della Fanciulla

Noi ora diventiamo Madre,

forte e fiera, proteggiamo i nostri piccoli

Li guardiamo crescere, li guardiamo seminare,

piantare i loro propri semi del fluire

La ruota gira, le foglie si seccano, le fate volano via

Piene di grande saggezza, noi diamo consigli

Noi ora siamo conosciute come Anziana,

abbiamo creato il nostro giardino e l’abbiamo aiutato a crescere

Anche con le ossa che scricchiolano, e con le ginocchia deboli

siamo contente, attraverso il corpo e la mente

La neve cadrà e il corvo lancerà il suo richiamo

Avvolte nell’amore come in una coperta,

noi stiamo calde nel mezzo della tempesta

Le sabbie del tempo crescono e calano

Con il vento dobbiamo infine soffiare

planting the seeds

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dea della primavera - tom grill

Domani, 20 marzo, è l’Equinozio di Primavera: nuovi inizi, questo è il cuore della faccenda. Semi. Nuove avventure nel trionfo della luce, farsi avanti per i propri sogni, cominciare relazioni, ripulire e rinnovare, preparare il terreno affinché dia frutto. Il mondo sta purificando se stesso e si muove verso il bilanciamento. La metafora della Dea è allargata su tutto il suolo vivente, l’erba ritorna verde e tenera, i primi fiori selvatici spuntano (io qui ho margheritine, violette e “occhi della madonna”, e voi?)

Anticamente, in Italia, le donne celebravano la Primavera con i cosiddetti “Giardini di Adone”: piantavano lenticchie, semi di finocchio, lattuga o fiori in cesti e piccoli vasi e quando i germogli spuntavano ne facevano mazzetti da deporre sulle tombe, a simboleggiare la rinascita (credo che l’usanza sia ancora viva in alcune zone della Sicilia). Altrove i vasetti erano posti sui tetti o affidati alle acque correnti.

Semi: avete modo di piantarne qualcuno? E’ un buon momento per le erbe aromatiche: prezzemolo, basilico, coriandolo, rosmarino, maggiorana e timo. Anche la menta, ma vedete di contenerla o si prenderà al galoppo tutto lo spazio disponibile. Preferite i fiori? Fiordalisi e nasturzi e garofani, verbena (sacra a Iside) e calendula… tutte queste creature attirano insetti impollinatori e benefici. Ricordate che le piante hanno un gran bisogno di essere nutrite in questo periodo dell’anno (potete usare un infuso di alghe marine o il vostro sangue mestruale assieme all’innaffiata di primo mattino).

nature goddess di diana bryer

Se non siete portate per la botanica niente paura, ci sono un sacco di altre cose che potete fare per salutare il ritorno della primavera. Un aquilone, per esempio: potete salire su una collina, lanciarlo in cielo e correre come lepri marzoline, godendovi il vento e la sensazione che nulla vi fermerà mai più. Oppure potete radunare famiglia e amici e fare un picnic, sempre che dalle vostre parti non sia troppo freddo nel qual caso potete organizzare un pranzo “primaverile” all’interno (asparagi e spinaci e uova sode, per dire, e magari queste ultime potete colorarle con la buccia delle cipolle rosse).

Ma se siete in grado di stare all’aperto… perché non radunare un cerchio di donne attorno a un fuoco? E condividere storie, cantare, suonare bongos e chitarre, ballare, scambiarsi piccoli doni come un cristallo, una candela decorata, una poesia, un disegno… senz’altra ragione che la felicità di essere vive e di essere insieme il primo giorno di Primavera. Maria G. Di Rienzo

eireen - peace

Io sono il seme della vita

io sono il seme della creazione

io sono il seme della speranza

io sono il seme della fiducia

io sono il seme del coraggio

io sono il seme del cambiamento

io sono il seme della comprensione

io sono il seme del rispetto

io sono il seme della gioia

io sono il seme dell’amore

io sono il seme dello spirito

(canto delle moderne streghe irlandesi in occasione dell’arrivo della primavera)

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Nessuno ci ascolterà sino a che noi non ascolteremo noi stesse. La Dea si risveglia nei nostri cuori prima di risvegliarsi nel mondo. – Marianne Williamson

estsanatlehi di kris waldherr

C’è una voce che non usa parole. Ascolta. – Rumi

luce acqua

Tu in te stessa sei abbastanza. Non devi provare nulla a nessuno – Maya Angelou

rachel estapa - yoga

(Buona giornata dalla traduttrice, MG DR, e da Rachel Estapa, attivista per l’attitudine positiva delle donne nei confronti del loro corpo.)

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Vedo radici

annie finch

(“Landing Under Water, I See Roots” – “Atterrando sott’acqua, vedo radici” e “Chain of Women” – “Catena di Donne”, due poesie di Annie Finch, trad. Maria G. Di Rienzo. Annie, nata nel 1956, oltre a essere poeta è scrittrice e giornalista, commediografa, librettista, editrice, critica d’arte e strega: i suoi versi perdono molto nella mera traduzione, perché Annie usualmente li recita fondendoli con musica e rituali.)

Atterrando sott’acqua, vedo radici

Tutte le cose che nascondiamo nell’acqua

sperando di non vederle continuano –

(foreste che crescono sott’acqua

premono contro quelle che conosciamo) –

e potrebbero aver continuato a crescere

e potrebbero ora respirare al di sopra

di tutto quel che dico sul seminare

(su tutto quel che cerco di amare)

alexi francis - river goddess coventina

Catena di Donne

Queste sono le stagioni che Persefone promise

mentre girava i calcagni –

quelle che si oscurano, sino a che il verde

non avviluppa più quel che provo.

Adesso pizzichi d’oro punteggiano i rami,

promettendo settimane di tempo

attraverso cui svanire, cercando le orme

che lei ha lasciato mentre si girava per arrampicarsi.

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(“A Tale of Round Rotis”, di Prerna Bakshi, 4 gennaio 2016, trad. Maria G. Di Rienzo. Prerna è una poeta, scrittrice e traduttrice di origine indiana che vive a Macao.)

Prerna Bakshi

NOTA DELL’AUTRICE: Dedico questa poesia alla memoria di Aniqa, una ragazza pakistana di 13 anni che di recente è stata uccisa dal proprio padre, aiutato da uno dei fratelli di lei, dopo che non era riuscita a fare un “roti” perfettamente rotondo. (Ndt: “roti” è una sfoglia di pane. Il medesimo impasto può essere anche fatto a striscioline e in tal caso di chiama “tedhi-medhi”.)

Fin da quando ero bambina

mi è stato detto quanto era proprio importante

cucinare il roti rotondo.

Perfettamente sagomati,

soffici, rotondi roti.

Io li odiavo

per la loro supposta

perfezione”, in un mondo

pieno di gente

ben lontana dall’essere perfetta

che giudica il valore di una donna

dalla sua capacità di fare “roti rotondi”.

Io li odiavo

per quel che facevano passare

a innumerevoli donne,

donne che arrancano in cucina

impastando, spianando la sfoglia,

facendo, disfacendo, rifacendo

per evitare di essere giudicate.

Tutto per questi sempre desiderabili

roti rotondi dalla forma perfetta.

No, a me non piacciono “rotondi”.

Mi piacciono tedhi-medhi,

grazie!

Lungi da ciò che viene considerato

perfetto”, lo so.

Ma almeno, in questo modo, somigliano

alle nostre vite.

Le vite delle donne.

Vite che sono ben distanti

dall’essere perfette.

Questi imperfetti, disdicevoli roti, allora

sono molto più realistici, dopo tutto,

non credete?

P.S. Eeeeh, ma sono le loro tradizioni… A parte il fatto che nessuna tradizione giustifica ai miei occhi – e per il diritto internazionale – l’omicidio, mi state dicendo che più un’usanza è vecchia meno si può discuterla? Ok, allora andate a lamentarvi con i pakistani per aver abbandonato questa tradizione in immagine, che ha oltre 4.000 anni ed è più vecchia dei roti.

horned goddess pakistan

Era una delle forme della loro grande dea. Le corna in genere rappresentano dappertutto, in queste figurine, il calendario lunare di 13 mesi. Il fatto che qui siano corna di capra le associa inoltre alla cornucopia, o corno dell’abbondanza.

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benerexa

Benerexa Marquez è un’Anziana del popolo Arhuaco (Sierra Nevada di Santa Marta, Colombia). E’ nota e stimata per il suo lavoro con le donne Arhuaco, un attivismo “spirituale” che ha lo scopo di ricollegarle alla Terra affinché agiscano in armonia con essa e per essa lottino. In special modo, Benerexa è preoccupata per l’acqua: “Abbiamo dimenticato come avere relazioni di reciprocità con la Terra. I nostri fiumi sono in pericolo. Il nostro governo ha venduto i nostri fiumi alla Coca Cola. Abbiamo bisogno di sapienza indigena tradizionale per difendere le nostre acque e i nostri territori.”

Attualmente l’Anziana siede al tavolo dei negoziati con il governo colombiano, quale rappresentante dei popoli indigeni, per le questioni che riguardano la salute legate alle politiche economiche e ambientali governative.

Capa Sisk

Caleen Sisk è la Capa della tribù Winnemem Wintu – che significa “Popolo dell’acqua di mezzo” – originariamente stanziale lungo il fiume McCloud in Californa: ora, sopra la diga Shasta. Quando quest’ultima fu costruita nel 1945 mandò sott’acqua la quasi la totalità dei territori della tribù e il 90% dei suoi luoghi sacri. Oggi, una legge vergata con lo scopo di far fronte alla siccità minaccia il poco che resta loro. “Noi siamo uno stato-salmone. Ciò che succede al salmone, succede a noi. – dice Capa Sisk – Il salmone è un sacro parente per i Winnemen: la diga Shasta ha distrutto i salmoni nei nostri territori tradizionali.” Caleen crede che molti dei problemi del mondo moderno siano legati alla perdita della connessione sacra con l’acqua e con le altre forme di vita.

Sacred Salmon di Julie Higgins

Sono solo delle vecchiette benintenzionate e altrettanto squinternate, dite? Però (dati stranoti reperibili su siti delle Nazioni Unite e agenzie internazionali per l’acqua):

1 persona su 10, al mondo, non ha accesso ad acqua potabile “sicura” e ogni 90 secondi un bimbo muore per malattie contratte dal consumo di acqua contaminata;

donne e bambine, al mondo, assommano giornalmente 125 milioni di ore cercando acqua e trasportando acqua: tutta l’acqua di cui le loro famiglie hanno bisogno per bere, lavarsi, cucinare, pulire. E’ un fardello posato interamente su spalle femminili.

Le crisi relative all’acqua potabile inchiodano donne e bambine in un ciclo di sofferenze e povertà (il lavoro è pesantissimo, a scuola non possono andare) e spesso sono messe di fronte a una scelta impossibile – morte certa senz’acqua, morte possibile con acqua contaminata.

Spero davvero che Benexa e Capa Sisk inculchino un po’ di buon senso ai loro governanti. Perché sovente l’attivismo spirituale e la magia delle donne sono solo questo, radiante e sacro e disperatamente necessario buon senso. Maria G. Di Rienzo

madre fiume

(La Madre Fiume sulla riva sud del Fiume Giallo nella città cinese di Lanzhou.)

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(“Stir to life”, di Amelia Dashwood, nome d’arte di una poeta anglo-scozzese nonché scrittrice, erborista e madre di tre figlie. Amelia è nata alla fine degli anni ’70 e si definisce una strega. La poesia qui riportata è stata scritta per questo Solstizio d’Inverno. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

yule dream

Risvegliatevi alla vita,

sorelle mie

Libratevi alte nelle notte

Volate fra quelle galassie

Sorseggiate la delizia del vostro cuore

Trabocca in fioritura,

mia selvaggia

Stira le membra e danza

Espandi la tua energia appena scoperta

Cerca saggezza nella tua estasi

Sorgi,

o magica tessitrice

E’ tempo di alzarsi e splendere

Alle antiche conoscenze

si allineerà il tuo spirito

Svegliati,

mia compagna bimba di luna

Stai in piedi e scuotiti sino a liberarti

Lascia andare tutte le tue paure più terribili

Non hai niente da perdere

Tenetemi per mano,

liberi spiriti

Emanate la vostra armonia

L’universo vive in voi

Irradiate luce, affinché tutti la vedano

moon swing 1

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