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(tratto da: “Women Farmers In Chile To Teach The Region Agroecology”, un più ampio articolo di Marianela Jarroud, per Tierramérica Network, 10 gennaio 2014, trad. Maria G. Di Rienzo.)

Per anni, l’Associazione nazionale delle donne rurali ed indigene (ANAMURI) ha addestrato migliaia di persone tramite La Vía Campesina, il movimento contadino internazionale, basandosi sulla sovranità alimentare, che afferma il diritto del popolo di definire il proprio sistema alimentare. Ma oggi sta lavorando al suo progetto più ambizioso.

L’Istituto di Agroecologia per le donne rurali (IALA) sarà il primo in America Latina a rivolgersi solo alle donne. Sta prendendo forma nella città di Auquinco – che si può rozzamente tradurre come “Il suono dell’acqua” – nel distretto di Chépica, 180 km a sud di Santiago. Le sessioni di addestramento sono già cominciate, anche se l’edificio non è ancora pronto.

Non stiamo lavorando ad un sogno, ma a una sfida.”, ha detto la direttrice internazionale di ANAMURI, Francisca Rodríguez, che dirigerà IALA, a Tierramérica. Il progetto ha un cuore politico: “produzione di cibo per risolvere il problema della fame.”

francisca rodriguez

E’ essenziale trovare modi che rendano possibile, per noi, il continuare a sopravvivere ed esistere come importante segmento dell’agricoltura nel mezzo del forte attacco ai campesinos, il che riguarda i settori produttivi ma anche i modelli di consumo. IALA si concentra sul difendere l’agricoltura familiare dei campesinos.”, ha aggiunto Francisca Rodríguez: è uno sforzo per unirsi al “grande scopo” degli Istituti di Agroecologia dell’America Latina, da cui prende il suo acronimo.

Questi progetti hanno avuto inizio in Venezuela, dove si sono diplomati i primi agronomi, tutti figli di famiglie di campesinos. Gli istituti IALA si sono poi replicati in Brasile e Paraguay, così come in Ecuador e nel resto della regione andina. L’ultimo loro grande successo è stata l’apertura in Argentina, nell’aprile 2013, dell’Università SURI Campesino.

E’ importante per noi avere professionisti nel campo dell’agricoltura, come aiuto per raggiungere la sovranità alimentare, e per continuare su questa strada che richiede specialisti provenienti dalla terra stessa. Nessuno meglio dei campesinos può sentire la necessità di continuare a sviluppare l’agricoltura, che è al servizio dell’umanità.”, dice Rodríguez. Aggiunge anche che in ANAMURI “noi capiamo di che tipo di sfida si tratta” e che mentre l’istituto si concentrerà all’inizio sulle donne del cono sud del Sudamerica, più tardi potrebbe espandersi per includere uomini.

Ad Auquinco, l’Associazione nazionale delle donne rurali e indigene ha appena un ettaro di terra e una grande casa dove staranno le studentesse, comprata per soli 23.000 dollari. Il prezzo era basso, spiegano, perché una coppia di esiliati durante la dittatura cilena del 1973 – 1990, una volta tornata nel paese ha deciso di vendere la la propria casa e la propria terra alle donne, di modo che potessero fare un buon lavoro. A causa dei danni che la proprietà ha sofferto durante il terremoto del febbraio 2010, la grande casa rurale necessità di riparazioni estese, che cominceranno prima possibile, dice la direttrice dell’organizzazione per ANAMURI Alicia Muñoz: “Durante quest’estate (emisfero sud del pianeta), organizzeremo gruppi di volontari per aiutarci e mettere a posto edificio e terreni, così entrambi non perderanno il loro carattere originario. Il nostro sogno è avere un Istituto per la conservazione di quel tipo di agricoltura che le donne sanno fare, che è davvero affidabile dal punto di vista della salute e della nutrizione.”

alicia

Nella storia dell’agricoltura cilena, gli uomini hanno sempre dominato la scena, “con le donne relegate alla sfera domestica, alla lavorazione del cibo, alla cura della casa e all’allevamento di piccoli animali”, ha detto a Tierramérica l’antropologo Juan Carlos Skewes, “Ma il loro contributo, a mio avviso fondamentale, al lavoro agricolo e al progetto di sviluppo alternativo, che è l’orto, è stato dimenticato. Ogni appezzamento di vegetali, ogni pratica agricola delle famiglie campesine comprende la biodiversità, la conservazione del materiale genetico, la possibilità di riprodurre sementi e l’uso migliore delle risorse locali.” Skewes, direttore della Scuola di Antropologia all’Università Alberto Hurtado, ha aggiunto che: “C’è anche la questione del miglior coordinamento delle risorse, l’autosufficienza e il rafforzamento delle economie locali. Per cui, facendo il riassunto, ci sono progetti autonomi, capacità di auto-organizzazione, produzione autonoma sostenibile, maneggio di materiali non modificati geneticamente, e c’è la possibilità di rispondere, resistere e sfidare i processi industriali nell’agrobusiness e nell’industria che lavora il cibo. Le giocatrici chiavi sono le povere donne rurali, organizzate nella protezione dei semi per loro proprio uso e l’uso sostenibile dell’agricoltura.”

Per le donne di ANAMURI, il nuovo anno è pieno di speranza. Le partecipanti hanno fiducia che il nuovo governo, con a capo una donna socialista, la presidente Michelle Bachelet, aprirà loro le porte e rafforzerà il loro lavoro. Hanno anche fiducia di ricevere il sostegno delle Nazioni Unite, che hanno dichiarato il 2014 l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare.

Molte persone stanno tornando in campagna”, dice Francisca Rodríguez, “perciò c’è speranza. Noi sappiamo di star aiutando a rafforzare il paese, qui, sul nostro piccolo pezzo di terra ad Auquinco.”

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