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Posts Tagged ‘simbolismo’

lynn abrams uovo femminista

Come già sapete, i coniglietti e le uova (colorate o di cioccolata) che fanno da coreografia alla Pasqua non hanno alcuna radice nella Bibbia o nei Vangeli. Il coniglio – o la lepre – è l’animale associato a varie dee dell’alba e della primavera precedenti il cristianesimo, l’uovo come simbolo di nuova vita / nascita / rinascita è persino più antico: secondo alcune cosmogonie la Terra stessa è emersa da un uovo.

Delle focacce dolci preparate dalle donne in occasione dei festeggiamenti pagani della primavera abbiamo menzione nel Vecchio Testamento, ove i sacerdoti ebrei si oppongono alla pratica. Quelli cristiani, dopo aver tentato loro stessi di abolirla e aver trovato la resistenza delle cuoche troppo difficile da spezzare, sono stati più furbi: hanno benedetto le focacce.

Perciò oggi vi regalo un uovo di cioccolato femminista. Non c’è immagine più vera per augurarvi buona Pasqua. Maria G. Di Rienzo

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treccia

Nel mezzo di dimostrazioni assai più grandi questa, sul ponte che collega El Paso – Usa e Juárez – Messico, è passata quasi inosservata. Mentre il nuovo Presidente statunitense prestava giuramento, lo stesso uomo a cui piace “prender le donne per la passera” e che ha promesso di costruire fra i due paesi “un grande bellissimo muro”, circa 50 donne americane e messicane hanno creato un potente simbolico gesto di resistenza e forza collettiva: intrecciando insieme i loro capelli.

Capelli bianchi e capelli neri, biondi e rossi e castani, in un’unica treccia e chi li aveva corti si è drappeggiata una sciarpa sulla testa per legarla alla capigliatura di un’altra donna.

Xochitl Nicholson di “Boundless Across Borders” (“Sconfinate attraverso i confini”), una delle organizzatrici, lo ha spiegato così: “Volevamo qualcosa che si riferisse direttamente alle donne, ma che convogliasse anche un messaggio sul nostro retaggio e sul nostro retroterra, che sono comuni.”

“Nessun gesto è troppo piccolo. – ha aggiunto Marisol Diaz, una giovane partecipante – Il cambiamento avviene tramite queste azioni.” Altre donne presenti hanno attestato di stare sul ponte in rappresentanza di chi non poteva esserci: le persone senza documenti, le persone le cui terre sono state occupate, eccetera.

Le trecce hanno una lunga storia nelle mitologie e nei simbolismi del nostro pianeta. Poiché hanno bisogno di tre ciocche tessute insieme diventano per esempio significanti dell’unione di corpo, mente e spirito o di presente / passato / futuro: chi le porta, i suoi antenati, i suoi discendenti. Anticamente, in Finlandia, si credeva che chi era molto abile nel fare trecce fosse anche in grado di domare i venti. Guardate queste donne: sono pronta a scommettere che non c’è vento contrario che non possano imbrigliare.

sul-ponte

Maria G. Di Rienzo

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(brano tratto da: “Love me despite, can we get along? (A peace song)” – di Chibairo per World Pulse, 20 gennaio 2016. Chibairo, che vive in Zimbabwe, è nelle sue stesse parole cittadina-giornalista, scrittrice, organizzatrice comunitaria e madre: “Io credo che ogni aspetto della vita di una donna sia altamente politico, perché le donne lavorano duramente ogni giorno per mettere il cibo in tavola e per far stare in salute i loro familiari e provvedere ad altre necessità.”. Trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo.)

chibairo

Odiami pure per altre cose, sorella mia,

ma non odiarmi perché sollevo in alto il mio pugno.

Non biasimarsi per questo, no, non farlo.

Il pugno è un linguaggio

che enfatizza la mia storia.

Il pugno è un simbolo che conosco sin dal mio letto di nascita,

poiché sono nata con i pugni chiusi.

E’ stata la lezione sui riti di passaggio di mio padre

e ha liberato il mio paese dagli invasori.

Alza il tuo palmo aperto, lascia che io alzi il pugno

e vivremo per sempre in armonia

nonostante le nostre differenze.

Le mie eroine e i miei eroi, passati e presenti,

hanno alzato questo pugno nella boscaglia, per ravvivare la lotta.

Questo pugno, sorella mia,

ha contenuto in sé l’acceleratore della rivoluzione,

la rivoluzione che mi ha riportato la mia terra e la mia dignità.

Non chiedermi di alzare il palmo aperto,

da dove vengo io il palmo aperto

è un’icona per gli addii.

Io non ho motivo per dire “addio” di già.

Mia nonna mi ha insegnato a non dirlo mai,

mi ha insegnato ad abbracciare tutte le persone con amore e con potere.

Alza il tuo palmo aperto, lascia che io alzi il pugno

e vivremo per sempre in armonia

nonostante le nostre differenze.

feminist fist

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