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L’Albero della Vita

(“Tree of Life Blessing”, testo e dipinto di Shiloh Sophia McCloud, 3 gennaio 2017. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

“Benedizione dell’Albero della Vita”

tree of life2 di shiloh sophia.jpg

Possa tu scegliere azioni oltraggiose che sfidano chi sei

e incoraggiano chi stai diventando.

Possa tu fare un passo, per quanto piccolo,

verso ciò che hai sempre desiderato. Ora è il “momento giusto”.

Possa tu riconoscere il peculiare e potente contributo

che porti alle persone di cui tocchi le vite.

Possa tu essere splendida come davvero sei,

e fare cose perché vuoi farle, non perché dovresti.

Possa tu celebrare la tua creatività e sapere di essere un’artista

con una visione unica, che nessun altro ha.

Possa tu trovare pace e scopo e opportunità

nel mezzo del caos mentre rimani consapevole dell’irrequietudine del mondo.

Possa tu tendere verso lo Spirito con una brama che ti mantenga desta

ai miracoli accessibili tutt’intorno a te.

Possa la tua fede muovere ogni montagna che ti sia d’ostacolo

e portare a te grandi maestre che risveglino la tua comprensione.

Possa tu gettar via vergogna, colpa e auto-abbandono

e rimpiazzare ciò con qualità come libertà, integrità e auto-nutrimento.

Possa tu offrire i doni e le benedizioni della tua anima alle creature del mondo

quando il tempo è per te maturo per rilasciare gli uni e le altre.

Possa tu amare ed essere amata in modo appassionato e profondo

da qualcuno che ti vede per chi sei realmente.

Possa il tuo corpo parlarti e insegnarti

come aver cura del tempio che alloggia il tuo spirito brillante.

Possa tu camminare gentilmente sulla Terra e onorare

il tuo focolare e la tua famiglia con le tue azioni e il tuo riposo.

Possa tu trovare e godere il frutto dell’abbondanza

così che il sentiero della tua vita sia fortificato e ampliato.

Possa tu abbracciare l’Albero della Vita ed essere istruita

dalla saggezza che lei (1) conferisce a coloro che seguono la sua via.

Possa l’Amore essere al centro di tutte le tue scelte e possa tu, con me,

mandare questa benedizione a tutti gli esseri viventi.

Amen.

Perché lei è un albero della vita per coloro che la abbracciano. Proverbi.

(1) Ndt. L’Autrice parla dell’albero al femminile.

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(“Today, I choose myself”, di Shiloh Sophia Mccloud, trad. Maria G. Di Rienzo) dipinto di Flora Aube

(“Today, I choose myself”, di Shiloh Sophia Mccloud, trad. Maria G. Di Rienzo)

Per essere magnifica

oggi, ho scelto me stessa.

Ho scelto di essere la Regina del mio proprio territorio.

Di nominare me stessa come colei che governa la mia vita.

Non aspetterò l’approvazione altrui.

Agirò per mio conto e secondo il mio sapere interiore.

Ho scelto di ascoltare questo grande cuore dentro di me.

Di onorare ciò che vuole, ciò di cui ha bisogno, ciò a cui anela.

Non permetterò più che sacre parti di me stessa

si sentano prive di valore, in frammenti e isolate.

Ho scelto di prendere spazio in questo Universo.

Di abitare questo vascello del sé, che è il mio tempio sacro.

Non nasconderò più a lungo i miei doni

o permetterò alla paura di tenermi distante dalla mia grandezza.

Ho scelto di essere meravigliosa come sono veramente.

Di esplorare appunto chi potrei essere, dopo tutti questi anni.

Non giudicherò me stessa per i luoghi dove non ho ancora viaggiato,

o i modi in cui sono stata non vera.

Ho scelto di perdonare me stessa e di lasciar andare le vecchie storie

per fare spazio affinché nuove storie, persino leggende, emergano.

Non rinuncerò ai miei sogni e alle mie visioni ne’ permetterò

ad altre idee di spingere in un angolo le mie.

Penserò i miei propri pensieri.

Ho scelto di innamorarmi di chi sono, come sono, proprio adesso.

Di abbracciare il disordinato e il prodigioso dentro di me.

Non assottiglierò la mia luce un giorno di più. Ascoltami bene.

Io lascio andare le ombre. Mani aperte. Cuore aperto. Puff!

Ho scelto di vedere me stessa e di essere vista da te, anche.

Di trovarti e danzare con te e farti sapere che ti vedo.

Ho scelto di vedermi come intera, sacra, di valore e selvaggiamente me stessa.

E, oh! Non è ancora abbastanza. Ho scelto di essere oltraggiosa!

Essere magnifica non è un abbandono. E’ una scelta. Ascoltami bene.

Sei pronta per questo? Io lo sono. Oggi, ho scelto me stessa.

Ho scelto di essere magnifica!

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(“Witness” di Shiloh Sophia McCloud, scrittrice, poeta, pittrice, illustratrice; trad. Maria G. Di Rienzo)

asherah

Al tuo interno

c’è un codice luminoso radiante.

Cifre mature per la decodificazione.

Questa visione è il motivo per cui sono venuta qui.

Alcuni mi chiamano artista,

e poeta se mi favoriscono.

Sono una mera testimone

della tua potenziale bellezza.

Al tuo interno

la polvere di stelle sta pregando i suoi filamenti

di attraversare il velo della forma,

di allungarsi e di afferrare l’estremità della particella

e di farla ondeggiare e di spingerla attraverso,

sino a questo luogo

dove noi cuori possiamo testimoniare te.

Al tuo interno

c’è qualcosa di sacro.

E’ ciò che io chiamo “capacità”

ed appartiene solo a te, in quanto te.

A volte tu non la vedi,

io la vedo, noi siamo tutte testimoni di essa.

Abbiamo bisogno dei tuoi doni,

posali qui sull’altare.

women of courage 10 di kelly simpson

Al tuo interno

c’è il grande desiderio di essere vista

ma solo tu puoi soddisfare tale desiderio.

Noi vediamo già il tuo fulgore,

pure il tuo anelito persiste.

Ora sai che devi vedere te stessa

per essere vista nel modo che cerchi.

Tu sei la testimone di te stessa.

Al tuo interno

una grande vocazione chiama,

una grande ruota sta girando, verso di te.

Ciò che è tuo da fare è sulla soglia,

e ti fa segno di testimoniare con il tuo sì.

Ci sono molti modi di dire sì.

Qua, prendi questa penna, questo pennello,

e dai te stessa come offerta d’amore

alla tua propria vita.

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(tratto da: “Woman Unfettered, Unchained, Unbound – A Rant for Overcoming, Feeling Free, Empowered”, un più ampio testo poetico di Shiloh Sophia McCloud, trad. Maria G. Di Rienzo.)

Lonnie Curran

Liberatemi dallo stare sotto il vostro sguardo, dalla vostra visione di me, e dai vostri modi. Sto emergendo dal profondo, e gli strati di coscienza non miei, che ho assunto senza scegliere, e pure quelli che ho assunto per scelta, io li lascio andare.
Non voglio il vostro concetto di paura di quel che accadrà se faccio questo, o quello, o non faccio questo e quello nel modo giusto, per creare un risultato desiderato in questo mondo o nel prossimo.
Io non sono qui per ottenere o guadagnare una ricompensa, ma per vivere pienamente ora, e in tale vivere per esprimere liberamente i miei doni, senza apologia del timore della ripercussione.
Perché io so che la ripercussione comunque arriva. Non voglio temere che le benedizioni giungano solo a coloro che pensano e agiscono in “questo modo particolare” ogni giorno.
Io non accetto la vostra definizione di bellezza, successo, giusto vivere o vivere sbagliato, sia chiaro. Tali definizioni sono bardature e non sono benvenute. No, non sono una vittima. Ho scelto di mia volontà e ora pure scelgo: di liberarmene.
Voglio pensare i miei propri pensieri. O almeno tentare. Ecco, ci provo:
Ho scelto di non vivere nella paura, nessuna. L’ho detto ad alta voce. Mi avete sentito?
Non so esattamente come lo farò ma ora chiedo questo alla mia anima e al mio corpo: guidatemi al sentiero affrancato in cui io possa camminare liberamente su questa Terra.
Sto sciogliendo i nastri che mi tenevano legata, quelli di seta e quelli simili a catene.
I tabù stanno cadendo dalle mie caviglie mentro traccio con i miei passi nuove vie sui pavimenti, attraverso la pressione della poesia che preme dentro di me.
Io scrivo questo per me, da me viene, ma sento le voci di molte dietro di me e al mio fianco riconoscere questo desiderio insieme: un’anima affrancata.
Sollevatemi, non schiacciatemi giù. Io farò lo stesso per voi.

dipinto di andrea arroyo

Spostiamoci dal cercare approvazione all’espressione autentica. L’espressione autentica può liberarci dal bisogno di essere viste dagli altri, perché finalmente vediamo noi stesse. Io ho scelto di non vivere attraverso la paura.
Non prendete nulla da qui che non vi serva. Io non sono ne’ maestra ne’ guida, ma una compagna viaggiatrice sulla Terra. Forse una poeta.
Non sono qualcuno che pensa: “Io appartengo ad un altro posto”. Io vengo da questa Terra ed essa è la mia casa.

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Initiation under the orange tree

La Collezione Fuoco dell’Anima è la dichiarazione di 42 donne pittrici che la guarigione e la trasformazione sono possibili attraverso la creatività intenzionale.

Solo due anni fa nessuno di questi dipinti esisteva. La tela ci è servita da portale per accedere alle nostre menti e ai nostri cuori. 8 su 10 di noi non si identificano come artiste.

Questi lavori sono una testimonianza del potere della bellezza e della storia come antidoti alle immagini negative di sé e alla sofferenza.

In molte di noi abbiamo passato le nostre vite tentando di nascondere chi siamo e di ridurre al silenzio le nostre voci e le nostre immagini per essere al sicuro.

Il rischio dell’espressione di sé è il rischio dell’essere completamente vive.

Questa esibizione è dedicata all’accensione dei fuochi dell’anima negli esseri umani.

Stiamo radunando una tribù di esseri creativi… Siamo la Nazione del Filo Rosso.”

La collezione è visibile all’indirizzo: www.redthreadnation.com

Il 4 marzo u.s. i 126 dipinti sono stati presentati alle Nazioni Unite, come parte dell’intervento di Shiloh Sophia McCloud alla 57^ Commissione NU sullo Status delle Donne. Sophia, che vi ho già fatto conoscere in un paio di articoli, ha fatto parte del gruppo di discussione “Donne e violenza: attivismo pro-diritti umani tramite l’arte e i film”.

Queen of my Heart

Le immagini in questo pezzo provengono dalla collezione di cui si parla, sono “Initiation under the orange tree” di Flora Aube e “Queen of my Heart” di Annette Wagner.

Di quest’ultimo quadro l’autrice dice: “Chi è Queen of my heart, la Regina del mio cuore? Porta una corona segnata dai simboli dei templi neolitici. Ha una porta che si sta aprendo sopra la sua testa, la porta del suo cuore. Poiché è contemplativa sembra vulnerabile, pure è immensamente intrisa di potere nel suo stesso essere. La Regina è venuta da un luogo profondo dentro di me che è ben protetto dal mondo esterno. E’ tempo che la sua presenza si faccia avanti nella mia vita.” E nella nostra, io credo. Maria G. Di Rienzo

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(tratto da “Particle Prayermaking” di Shiloh Sophia McCloud, trad. Maria G. Di Rienzo)

Scrittrice, poeta, pittrice, illustratrice, visionaria, Shiloh Sophia McCloud dice del proprio lavoro: “Ogni cosa che creo ha la radice nel mio desiderio di alleviare la sofferenza del mondo. A questo scopo, alcune di noi fanno volontariato nelle cucine comunitarie. Alcune di noi sfilano in manifestazione. Altre tengono le mani dei morenti. Altre insegnano. Altre lottano. Altre pregano. E, alcune di noi creano arte.”

Proprio all’orlo di me stessa,

il luogo in cui io finisco

e tu cominci,

proprio là in mezzo,

fra le particelle che siamo,

c’è un altro posto.

Un luogo fra i luoghi

uno spazio fra gli spazi

dove spirito e materia si incontrano

e dove i miracoli che possono essere

sono alla portata della nostra mano

se sappiamo tendere la mano.

Quali sono i pensieri

che non abbiamo ancora pensato?

(…)

L’area delle possibilità

è dove gli angeli stendono le loro ali

e dove la polvere di stelle indugia

e noi abbiamo la sensazione che

sia qui, proprio ora.

Il divino si interseca con l’umano

nei mormorii delle bocche aride

nelle mani che tessono storie

nelle illustrazioni che disegnano se stesse

nel canticchiare canzoni a bocca chiusa

nella danza che ti muove dall’interno

nel respiro che ti respira

nell’immagine che ti libera

nel linguaggio dell’anima

nell’invisibile chiave che gira

nell’invisibile lucchetto che fluttua

nel rovesciarsi a cascata

di un ruscello di idee.

(…)

Io ti incontrerò là.

Perché non c’è altro posto

in cui vorrei stare

se non al tuo fianco

nella pratica di preghiera delle particelle

nello spazio tra gli spazi.

Quando torniamo alle nostre faccende quotidiane,

dopo aver visitato questo regno

ed essere state rinnovate

i nostri volti scintillano

di polvere di stelle

e le nostre famiglie si chiedono

dove siamo state anche se

sembra che non abbiamo proprio

lasciato la cucina

e stiamo ancora lavorando

l’impasto salato

con le nostre abili mani.

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Donna, vivi il tuo sogno

(di Shiloh Sophia McCloud. Trad. Maria G. Di Rienzo)

 

 

Ricorda che nessuno può fare ciò che tu fai allo stesso modo.

E che di ciò che fai c’è necessità, e lo si desidera.

Ricorda che tu hai uno scopo preciso che è sempre vissuto in te,

e che esso continuerà a chiamarti, sino a che tu non dirai “sì”.

Ricorda che dire “sì” richiederà da te il divenire di più di ciò che sei,

e che questo è parte della benedizione di vivere, il divenire te stessa più che puoi.

Ricorda che la chiave è continuare ad andare avanti qualsiasi cosa accada,

e che tu puoi fermarti e ricominciare ogni volta in cui ne hai bisogno.

Ricorda che fino a che agirai così, potrai sempre dirti riflettendo “e se…”,

e che tentare di vivere un sogno cambia il modo in cui sogniamo,

anche se il sogno non lo raggiungiamo.

Ricorda che vivere un sogno è il viaggio, il processo, è il sogno stesso.

Tu sei brillante. Tu sei la bellezza. Tu sei orgogliosa.

Tu meriti di sognare a voce alta.

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