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zucca felice(tre minuscole canzoni tradizionali – non si conoscono autori/autrici – per le celebrazioni di Samhain/Halloween, trad. Maria G. Di Rienzo. La prima la cantano di solito bimbe e bimbi.)

TRE PICCOLE STREGHE

Tre piccole streghe, tre streghe piccine,

volano volano sopra le colline,

volano volano su scope di fortuna,

volano dritte a giocare sulla Luna.

piccola strega

LASCIA CHE VENGA, LASCIA CHE VADA

Lascia che venga, lascia che vada

fluiamo ruotando lungo la strada:

tessiamo la rete delle donne quando

lungo la strada fluiamo ruotando.

women gathering

CANTO PER SAMHAIN

Un anno di bellezza, un anno di pienezza. Un anno di semina, un anno di raccolto. Un anno di foreste. Un anno di guarigione. Un anno di visione. Un anno di passione. Un anno di rinascita: si possa noi quest’anno rinnovare la Terra. Cominciamo a farlo con ogni passo che compiamo. Cominciamo a farlo con ogni cambiamento che intraprendiamo. Cominciamo a farlo con ogni catena che spezziamo. E cominciamo a farlo ad ogni nostro risveglio.

(Mantenere le rime avrebbe stravolto il senso, teniamocelo in prosa. Il testo è stato musicato anni fa da Starhawk, una delle streghe moderne più note: attivista femminista, ambientalista, scrittrice, saggista…) Maria G. Di Rienzo

nonna strega e corvoNo, non è il mio costume per Halloween, è il mio favoloso aspetto quotidiano… I’m happy!

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Samhain (si pronuncia come “Sah-uin”), e cioè Halloween, è stata per secoli la ricorrenza più importante in buona parte dell’Europa. I diversi popoli che noi designamo come “Celti” marcavano la divisione dell’anno con quattro feste principali e Samhain corrispondeva al nostro Capodanno e all’inizio della stagione invernale. Samhain era allo stesso tempo una fine e un inizio nell’eterno ciclo del tempo, ed era il momento in cui gli spiriti dei morti potevano mischiarsi ai viventi poiché iniziavano il loro viaggio verso l’aldilà proprio in quel giorno. Offerte di cibo e fuochi per guidarli lungo la via erano il modo in cui a Samhain essi erano onorati. Poiché la soglia fra questo mondo e l’altro diventava sottile e permeabile, ogni sorta di essere sovrannaturale (fate, elementali, folletti) poteva essere in giro: a dare benedizioni o a combinare guai, a seconda del trattamento ricevuto dagli umani.

L’Halloween che noi conosciamo, un carnevale pseudo-horror, è il risultato finale delle politiche cui diede inizio Papa Gregorio I nel 601 d.C., quando istruì i suoi missionari a non cancellare le credenze e i costumi delle popolazioni che volevano convertire al cristianesimo. Piuttosto, suggerì il pontefice, usatele: ad esempio, se adorano un albero consacrate l’albero a Cristo. Il nostro santo locale, nel quartiere di Treviso in cui vivo, non doveva essere molto ligio ai dettami papali, infatti sul giornalino della parrocchia si ricorda spesso come il virile S. Bartolomeo facesse abbattere un albero sacro e dopo schernisse i villici chiedendo dov’era finito il loro dio. La narrativa parrocchiale aggiunge che i villici, a bocca aperta di fronte a questo dispiego di potenza cristiana, si convertirono immediatamente. Io ho qualche dubbio sul fatto che la storia sia effettivamente accaduta, e quand’anche fosse così, mi riesce difficile credere che nessuno dei presenti abbia raccolto un ramo dell’albero abbattuto per correre dietro a quel maleducato di Bartolomeo ed insegnargli un po’ di buone maniere…

Comunque, come sistema per diffondere la nuova religione, l’idea di Papa Gregorio si rivelò efficace. Al Natale di Gesù si assegnò arbitrariamente la data del 25 dicembre affinché coincidesse con le celebrazioni del Solstizio di Inverno, la Candelora era in origine una ricorrenza dedicata alla Dea Brigid (che divenne di corsa Santa Brigida), eccetera. Samhain si rivelò però più difficile da assimilare. Nonostante come festività fosse stata rimpiazzata dal Giorno dei Santi, il simbolismo dei fantasmi in viaggio verso l’altro mondo era troppo forte, antico e radicato, e le credenze relative non morirono mai interamente. Nel 9° secolo d.C., la chiesa cattolica ci provò di nuovo e creò il Giorno dei Morti, bollando nel contempo come satanici e infernali il corollario di esseri soprannaturali e le pratiche che si collegavano a Samhain, come le offerte di cibo e le lanterne fatte di frutti e ortaggi scolpiti.

I prelati che al giorno d’oggi lanciano anatemi contro Halloween dovrebbero ricordare che è stata la loro chiesa a crearlo. Tentare di ridefinire usanze precedenti ha avuto l’effetto collaterale di farle continuare a vivere in nuova forma. Anche se chi si vestirà da strega o scheletro il 31 ottobre prossimo non lo sa, anche se i bambini che giocheranno a “scherzetto o dolcetto” con i loro vicini di casa non lo sanno, la loro mascherata risale alla celebrazione di Samhain nei primi secoli del cristianesimo, quando in una sorta di “teatro di strada” si impersonavano gli abitanti dell’altro mondo, divenuti grazie alla nuova religione maligni e diabolici in essenza. E l’effetto collaterale continua nonostante la commercializzazione di questa ricorrenza: Halloween sfida, canzona e pacifica ciò che si teme del buio e della spiritualità, rende l’altro mondo il nostro mondo in una notte trascendente in cui si rovesciano ruoli e possibilità, riafferma che la morte ha il suo posto come parte di un’esistenza e riesce persino a celebrarla magicamente. Se pure gli spiriti dei defunti possono vedere tutto ciò, credo che lungi dal sentirsene dissacrati Halloween strappi loro più di un sorriso. Maria G. Di Rienzo

Come vedete, la notte del 31 ottobre sono impegnata…

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