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Ci troveranno

(“Love in the Time of Climate Change” – “L’amore ai tempi del cambiamento climatico”, di Jocelyn Macdonald, settembre 2015. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

jocelyn

Abbiamo fatto tutte le cose giuste. Tu hai smesso di mangiare carne. Io sono andata in bicicletta.

Qualsiasi cosa per poter rallentare l’innalzamento dei mari, la morte delle api, la corrente elettrica delle malattie che si propagano.

In questo modo i nostri corpi dovevano restare sincronizzati, il modo in cui le tue spalle anticipavano le mie anche, la tua gola, le mie costole,

come se questo avesse potuto rallentare il panico mondiale rispetto all’Oscurità in arrivo, l’eterno impantanarsi delle automobili, le innumerevoli periferie sotto stelle retrograde.

C’era questa sensazione dell’uscire nel traffico, prendersi dei rischi, guardare in faccia lo stato povertà-e-polizia e dire: se avessi saputo prima che era questo quel che intendevate con “tutti moriamo da soli” avrei fatto sommosse prima.

E sapendo che avevamo bisogno di guadagnare un po’ di tempo, di pagare l’affitto, di seguire di sbieco i nostri sogni, abbiamo preso dello spazio. Tu organizzavi, tu occupavi – io ho navigato lungo un fiume marrone, inquinato e tassato, mezza morta di fame, mezza pazza, Giovanni-battista-semedimela, e ovunque andassi piantavo un migliaio di alberi e predicavo:

la cattiva novella che il presente indicativo è tutto ciò che abbiamo, e la buona novella che ogni attimo rimasto è nostro.

Tre-gradi-e-mezzo più tardi, la Terra va avanti, il sole splende ancora, e un giorno, molto dopo le inondazioni delle città, i discendenti dei delfini ci troveranno stretti insieme,

come quelle coppie pompeiane a cui la cenere ha fatto da sarcofago, ci troveranno, mentre amoreggiamo avvinghiati, seppelliti nella nostra spazzatura come in una tomba.

delfini galassia

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manifesto rifiuti

Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: è “ironia”, ma se proprio insistete ammetto che possa “prestarsi a fraintendimenti” e vi assicuro che modificheremo la campagna pubblicitaria “tenendo conto tanto della necessità di denuncia della inciviltà, quanto del rispetto delle sensibilità”. Inoltre, “Tutti conoscono bene l’impegno di questa amministrazione sul fronte del contrasto, materiale e culturale, alla violenza di genere e quindi ogni polemica è del tutto fine a se stessa.”

Così Sergio Marino il presidente della Rap (partecipata del Comune per la raccolta rifiuti): “Era solo una battuta, un messaggio ironico che non ha nulla di sessista, non capisco le polemiche, sarebbe bastato farsi una risata. L’idea che volevamo far passare era quella di non disfarsi di nulla, nemmeno della suocera. Tutto qui. La suocera è un simbolo! Non è ne’ donna ne’ uomo!”.

L’impegno dell’Amministrazione palermitana contro la violenza di genere, per quanto straordinario il Sindaco lo giudichi, manca evidentemente di un passaggio fondamentale: la riflessione sulle radici e le cause della violenza stessa. Sino a che non si riesce a comprendere cosa alimenta la violenza e cosa la riduce o la spegne si può trovare “ironica” l’immagine di una donna gettata via con i rifiuti… solo che io a quella donna somiglio, e non mi viene da ridere.

La dichiarazione di Marino sulla “suocera-simbolo” non sessuata è ancora più patetica delle giustificazioni del Sindaco. Con gli occhiali o senza, nel manifesto io vedo solo una donna raffigurata esattamente con gli attributi che per il sessismo la rendono inutile, non utilizzabile dagli uomini (non scopabile), quindi spazzatura: è anziana, grossa, con l’espressione imbronciata, dotata di mattarello (casalinga aggressiva). E se di questa donna NON ti vuoi disfare NON la leghi al frigorifero da buttar via: perciò se il messaggio voleva essere diverso, Presidente, lei lo ha “toppato” al completo.

Ma ehi, facciamoci una risata. Perché, se al posto della bruttona vestita di nero aveste messo una caricatura di Leoluca Orlando nessuno avrebbe protestato, no? Il Sindaco è un simbolo! Non è ne’ uomo ne’ donna!

E perché non metterci il neonato rompiballe che continua a piangere, il piccolo zingaro che chiede l’elemosina, l’immigrato che lava tergicristalli al semaforo? Tutti simboli! Niente di personale! Ma un momento: a) sono maschi, b) qualcuno protesterebbe di sicuro. Allora, cosa c’è al fondo del valore sociale, in Italia? Le donne. E al fondo del fondo? Le donne che non fanno avere erezioni agli uomini. Perfetto, una vecchia rognosa andrà benone.

Non si tratta della mia personale “sensibilità”, signor Orlando, si tratta dei modi in cui il sessismo crea e nutre la violenza di genere e nella vicenda suddetta ne sono visibili almeno tre:

– il disvalore posto sull’essere donna, anziana, non “eccitante”;

– la presunzione che ogni messaggio pubblico sia rivolto esclusivamente agli uomini, che gli uomini siano i soli utenti dei servizi pubblici;

– l’immediata riduzione dell’oltraggio provato dalle donne a “polemica fine a se stessa” e ipersensibilità che sì, va bene, tuteleremo in qualche modo: e cioè, IL NON ASCOLTO DELLE DONNE, PERCHE’ LE DONNE NON VANNO PRESE SUL SERIO. Complimenti.

Maria G. Di Rienzo, rottamabile

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