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(“Repression Against Mapuche Hortaliceras by Chilean Police Continues”, di Aljoscha Karg per Cultural Survival, 14 maggio 2020. Trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo.)

hortaliceras temuco

Il 4 maggio scorso le misure di isolamento per prevenire la diffusione del Covid-19 sono state tolte nella città cilena di Temuco, collocata nei territori ancestrali della gente Mapuche. Quella che, in effetti, doveva essere una facilitazione affinché segmenti della popolazione potessero giornalmente guadagnarsi da vivere, si è trasformata in una violenta repressione delle forze speciali della polizia cilena contro le hortaliceras (in immagine sopra). Le hortaliceras sono donne Mapuche che per tradizione, da molte generazioni, vendono frutta e vegetali coltivati in orti domestici nelle strade di Temuco. Come dice Rosa Martínez, presidente del gruppo di hortaliceras “Folil Mapu”: “Lavoriamo per tutta la nostra vita nel centro di Temuco, come le nostre madri e le nostre nonne.”

Non è stata la prima volta in cui la polizia cilena ha impiegato violenza contro le venditrici. “La repressione continua ormai da molto tempo – racconta Martínez – ed è il sindaco di Temuco Miguel Becker (del partito di centro-destra Chile Vamos) a darne mandato. Le forze speciali ci maltrattano e ci picchiano mentre gettano i nostri ortaggi nella spazzatura. Noi vogliamo mantenere la nostra cultura, la cultura Mapuche. Siamo piccole coltivatrici, che lavorano la terra seguendo la conoscenza ancestrale. Ora la violenza è peggiorata, le forze speciali ci hanno assalite anche la settimana scorsa.”

Nel mentre il sindaco Becker nega ogni opportunità di dialogo, alcune delle hortaliceras sono paradossalmente accusate di violenza contro la polizia cilena. Allo stesso tempo, non hanno le risorse economiche per assumere avvocati o denunciare gli agenti di polizia che usano forza eccessiva. Perciò, ricapitola Martínez, “Dobbiamo continuare a resistere con quel che abbiamo. Quel che vogliamo è che il nostro lavoro non vada perduto e che la nostra cultura continui a esistere, che si capisca la necessità di una forza lavoro come le hortaliceras o come i piccoli coltivatori che producono frutta e vegetali freschi e organici, e che l’opportunità di continuare a lavorare per noi non si sta avvicinando.”

rosa

(Rosa Martínez)

Alla domanda su cosa può essere fatto per aiutare la causa delle venditrici Martínez chiarisce che le hortaliceras chiedono “sostegno, sostegno morale, sostegno nel senso di comprensione di ciò che vogliamo, nel senso di non essere lasciate sole in questa lotta e che essa è una lotta mondiale.”

Gli atti repressivi della polizia cilena sono in netto contrasto con il fatto che il Cile è firmatario sia della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sia della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni, in special modo perché quest’ultima asserisce i diritti dei popoli indigeni di proteggere sia le loro culture sia la loro autodeterminazione.

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Yulia Tsvetkova

Dallo scorso dicembre, la 26enne russa Yulia Tsvetkova – in immagine sopra – è agli arresti domiciliari per due mesi: le è stata imposta una cavigliera elettronica e ha il divieto di comunicare con chiunque, fatta eccezione per sua madre e il suo avvocato. Il prossimo processo a suo carico potrebbe risultare in una condanna a sei anni di carcere.

No, non è una serial killer – è un’artista femminista e pro diritti umani delle persone lgbt. Le orribili azioni che ha commesso sono ad esempio l’aver allestito “I monologhi della vagina” con un gruppo teatrale giovanile, l’aver usato i suoi spazi social per diffondere messaggi positivi sulle donne e sulle persone omosessuali, l’aver creato campagne artistiche come “Una donna non è una bambola” (#женщина_не_кукла), fatta di sei immagini da lei disegnate e corredate da testi quali “Le donne reali hanno peluria corporea e ciò è normale”, “Le donne reali hanno le mestruazioni e ciò è normale”.

Yulia serie

Tale attività, per le autorità russe, sarebbe “propaganda rivolta a minori di relazioni sessuali non tradizionali” (gli account di Yulia, secondo la legge del suo paese, sono chiaramente segnalati come 18+) e “produzione e divulgazione di materiali pornografici”, per la quale le è stata comminata una multa di 50.000 rubli. Durante tutto il 2019 l’artista è stata più volte tenuta arbitrariamente in stato di fermo, interrogata e minacciata dalle forze dell’ordine.

Fiorello, Amadeus, Junior Cally e compagnia frignante: la censura è questa.

Maria G. Di Rienzo

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Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano – per sempre. (George Orwell, “1984”)

incivili

Da Repubblica, oggi: “Questa mattina a Bettola alla Festa della Bortellina (specialità culinaria piacentina, ndr) abbiamo anche arrestato la Rachete (refuso della scrivente, ndr) con un finto Salvini (cartonato)”. Lo scrive sulla sua bacheca di Facebook la deputata della Lega Elena Murelli allegando alcune foto e un breve video in cui si vede una finta capitana della Sea Watch Carola Rackete impersonata da un figurante con parrucca bionda che viene gettata a terra e poi arrestata da un finto Salvini (con felpa e maschera del leader del Carroccio), che si avvicina all’arrestata dicendole “ti abbiamo preso eh?”, sotto gli occhi di una finta Merkel con una ridicola gonnellina gialla che si avvicina per mettere un piede in testa alla finta Rackete. Nel video la parlamentare piacentina assiste divertita alla gag avvenuta a Bettola, nel Piacentino (paese di nascita di Pier Luigi Bersani) accanto al senatore leghista Pietro Pisani, poi entrambi posano per alcune foto ricordo con i figuranti.”

Se (al cittadino comune) gli si consentisse di avere contatti con stranieri, scoprirebbe che sono persone come lui e che la maggior parte di quanto gli è stato detto di loro è pura menzogna. (op. cit.)

se questo è un sindaco

Da Repubblica, oggi: “A calcioni nel suo paese”: a Gallarate sindaco leghista scrive post contro un tunisino, ma era la vittima del reato. Un 60enne italiano con problemi psichici incendia l’auto di un tunisino, ma il sindaco inverte la notizia e scrive un post contro quest’ultimo. (…)

A distanza di qualche ora – ma questa volta dal suo profilo privato, il sindaco ha scritto un lungo post attaccando chi aveva fatto notare il suo errore e i giornali (ancora una volta in stile Salvini), come se l’errore commesso fosse di poco conto: “Ho riconosciuto che ho letto male una notizia e dopo aver scritto un post sbagliato l’ho rimosso in 6 minuti. E che succede? Apriti cielo, le opposizioni ferragostane, più attente a seguirmi su Facebook che alle loro vacanze, non vedevano l’ora di potermi attaccare…haters di professione idem…ma il clou lo raggiunge la carta stracciata che delle notizie false, dei finti scoop a pagamento ci campa che mi condanna per aver scritto un post errato (cancellato dopo 6 minuti, con l’ammissione di aver sbagliato). (…)”

Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere. (op. cit.)

“Nineteen Eighty-Four” – “1984” di George Orwell fu pubblicato nel 1949. E’ la visione di un futuro distopico in cui uno stato totalitario ha il controllo assoluto su ogni azione e persino sul pensiero della popolazione: il Grande Fratello vi guarda e ha pieni poteri. Se non l’avete ancora letto, ve lo consiglio caldamente.

Maria G. Di Rienzo

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Stato dell’arte: ho un discreto numero di file che aspettano di essere elaborati, tradotti, trasformati in articoli (ma so già che molti non ce la faranno, triturati da tempo e opportunità); ho in corso la stesura di un romanzo (e sarei davvero lieta di potervi dedicare maggiore impegno); ho come tutte/i voi le mansioni quotidiane di sopravvivenza da espletare e, purtroppo, anche un tendine lesionato e alle spalle due mesi di tentativi frustranti di indurre la sanità pubblica e privata ad occuparsene correttamente (mi hanno fatto diagnosi sbagliate, mi hanno costretta a girare come una trottola, mi hanno succhiato un bel po’ di soldi e non mi hanno dato uno straccio di risposta: non so come finirà, spero solo di tornare a camminare normalmente, prima o poi). Quel che voglio dire è che la mia vita – e com’è probabile anche molte delle vostre – al momento è già abbastanza faticosa di suo e mi piacerebbe non ci si aggiungessero altre rogne. Ma il dubbio che siano in agguato, all’orizzonte, dietro l’angolo ce l’ho eccome.

Stato italiano: si sta palesando la nuova norma giuridica di “lesa salvinità”. Contesti a comizi pubblici e ti sequestrano il cellulare, ti identificano, ti maltrattano (“Ti spezziamo le dita” è quel che dicono i malavitosi nei film polizieschi, non quel che dovrebbero dire i poliziotti nella realtà); esponi striscioni di protesta e se non arriva la Digos ti mandano addirittura i vigili del fuoco; ti siedi fuori dal municipio con un cartello e ti multano per occupazione di suolo pubblico; i tuoi alunni comparano le leggi razziali fasciste a leggi attuali e ti sospendono dal lavoro nonché ti dimezzano lo stipendio… ci siamo.

Mimmo, mi leggi? Tu e il resto della redazione di Missione Oggi state bene? I vostri smartphone sono ancora con voi? Ok. Spero non sia un problema se ne parlo, ma detta rivista ha messo insieme un vero e proprio dossier sul Decreto Sicurezza: “La città si-cura / Uscire dal labirinto delle paure”: analisi, commenti, prospettive, proposte. E il Decreto non prende una sufficienza che sia una, nemmeno ovviamente la mia (sì amate/i cyberviandanti, ci sono in mezzo con un articolo anch’io). Se domani qualcuno manda “bacioni ai missionarioni” prepariamoci.

manifesti milano

Ma scherzi a parte, fra tutto il caos, la sofferenza e le preoccupazioni, io sono deliziata: leggo della prossima iniziativa a Milano (in immagine), penso al signore o alla signora di Firenze che ha esposto al balcone un lenzuolo con la scritta “Non sei il benvenuto. P.S. Digos, torno alle 20.00” e non posso fare a meno di sorridere, di respirare meglio, di sperare. Abbiamo attraversato brutti momenti altre volte. Se restiamo insieme, se restiamo umani, civili, determinati, nonviolenti, possiamo accendere un’alba che disperderà questa notte straziante.

Maria G. Di Rienzo

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Non è parodia, non è satira, non è uno scherzo: “Europee, ritorna il gioco social Vinci Salvini“. Lo stakanovista per sagre e comizi elettorali spiega in un video che “Fa più punti chi mette più velocemente “mi piace” ai miei post su Facebook e, da quest’anno, anche su Twitter e Instagram. Cosa si vince? Ogni giorno la tua foto diffusa sui miei canali social a sei milioni di amici, una telefonata con me e, ogni settimana, un caffè di persona”.

Gli articoli relativi hanno sottolineato il rischio per la privacy, poiché in questo modo si raccolgono i dati personali di chi partecipa (nome, cognome, sesso, indirizzo di posta elettronica, Stato – Comune – Provincia di residenza, account Facebook, Instagram e Twitter…), esplicitamente per l’elaborazione di “statistiche per promuovere lo sviluppo e le attività del movimento”. Ho letto anche che i “6 milioni di amici” sarebbero stimati per circa il 50% come fake (account fasulli, bot, ecc.), ma non sono in grado di verificare questo dato.

A me sono apparsi fasulli pure i quattro personaggi che nel video posavano da belle statuine attorno a quello che sembrava un televenditore di pentole ma – in effetti – era il Ministro dell’Interno della Repubblica Italiana. Le competenze del dicastero in questione, per non dettagliare troppo, sono il garantire costituzione e funzionamento degli organi elettivi locali; la tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico; il coordinamento delle forze di polizia; la tutela dei diritti civili: Costituzione, art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Tutela in questo contesto significa “difesa” e “protezione”. Nei giorni in cui è lanciato il “gioco social” del sig. Ministro, la camorra impazza sparando per le strade di Napoli, operai muoiono sul lavoro come mosche, i femicidi si susseguono a ritmo orribilmente regolare (più di tre donne uccise a settimana, dati Eurostat 2019), l’abuso di bambine e ragazze raggiunge la cronaca con allarmante frequenza (9/10 maggio: Adescava ragazzine su Facebook: bidello condannato a due anni; Nonno orco stupra la nipote 16enne: «Ti è piaciuto?»; Conosce una 12enne su Facebook e la costringe a filmarsi nuda; Reggio Calabria, abusi sessuali e bullismo su ragazzine: sei ragazzi finiscono in comunità; Violenta minore, arrestato medico; ecc. ecc.) e i naufragi di migranti fanno sì notizia ma per non più di cinque minuti, tanto la prossima tragedia è prevista per dopodomani.

“Vedi, è solo intrattenimento

Un episodio superficiale mentre la vita continua a rivelarsi.

Solo intrattenimento

controllato e copiato, loro hanno piantato il seme

che germoglia nella tua visione del mondo.”

Only Entertainment, Bad Religion, 1992

https://www.youtube.com/watch?v=TSd3509D7PY

Tutto quel che il Ministro dell’Interno fa nei giorni suddetti, video compreso, è:

1. CAMPAGNA ELETTORALE – spesso con frasi roboanti sparate a vuoto, sia perché poi non può concretizzare le “promesse” in esse espresse, sia perché appaiono come fondate su una realtà (e una lingua italiana) alternativa, tipo quella che prevede la chiusura degli “spacci di droga”: “La droga fa male, se bisogna legalizzare o liberalizzare qualcosa, parliamo invece della prostituzione, visto che far l’amore fa bene sempre e farlo in maniera protetta e controllata medicalmente e sanitariamente.”

La supposta pericolosità della marijuana come “porta d’ingresso” ad altri stupefacenti è stata ripetutamente smentita da numerosi seri studi scientifici al proposito. La “cannabis light” attualmente commercializzata tramite la legge 242/2016 ha un contenuto di principio attivo (Thc – tetraidrocannabinolo) inferiore allo 0,6%: per l’effetto psicotropo (sballo) ce ne vuole tra il 5 e l’8% – e la discussione sulla “droga” è chiusa.

Punto secondo. Prostituirsi in Italia non è vietato dalla legge: è illecito agevolare o favorire la prostituzione o indurre alla prostituzione altre persone. Pagare una prostituta, inoltre, non è “amore”, ne’ per costei ne’ per chi la compra: usare e sfruttare non sono sinonimi di amare. Uno zio Nane qualsiasi al bar, dopo la sesta grappa, “normalmente” diffonde la propria becera ignoranza in questo modo, ma proveniente da un Ministro dell’Interno tale comportamento è inaccettabile.

2. PARATA DI ATTEGGIAMENTI AGGRESSIVI – che oltre agli ululati pieni di eleganza contro oppositori e contestatori, hanno previsto l’uso delle forze dell’ordine come personale milizia del Ministro. In generale posso capire e simpatizzare con chi si sente offeso da questo paragone perché consapevole del proprio (spesso ingrato, malpagato e poco considerato) ruolo lavorativo e istituzionale, ma sono i vostri colleghi che sequestrano cellulari o rimuovono striscioni – in assenza totale di mandati e condizioni di pericolo o emergenza – a uno schiocco di dita del sig. Salvini a essere in torto.

3. ANNUNCI DI NUOVI “GIRI DI VITE” (Decreto Sicurezza bis) – Le nuove norme proposte hanno queste finalità:

– dare al Ministero dell’Interno carta bianca in materia di sbarchi, ovvero le competenze sul transito nelle acque italiane ora in carico al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;

– punire le navi di soccorritori che operano salvataggi di profughi e migranti (multe di 3.500 / 5.500 euro per ogni straniero trasportato, revoca della licenza per imbarcazioni battenti bandiera italiana, ecc.);

– punire chi osa manifestare in piazze e strade il proprio dissenso (a questo splendido governo e al suo luminoso futuro) trasformando in reati da sanzioni pesanti quelle che attualmente sono rubricate come contravvenzioni. La resistenza a pubblico ufficiale, in queste nuove norme, se attuata durante una dimostrazione diventa automaticamente “aggravata”; proteggersi da una carica tramite “l’utilizzo di scudi o altri oggetti di protezione passiva” è vietato.

Il resto sono fumogeni (quelli che, come da punto precedente, non dovete assolutamente usare voi durante i cortei li usa il “Decreto Sicurezza bis”): 800 persone assunte per anno per smaltire i procedimenti di esecuzione delle sentenze definitive – stanziamento 25 milioni di euro; poliziotti stranieri in incognito “con riferimento alle attività di contrasto del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” – stanziamento 3 milioni di euro…

Vi sentite meglio, più sicuri, tutelati, difesi da questo incredibile miscuglio di buffonate e minacce?

E se non è così, perché non parlate?

“Sonmi 451: Se fossi restata invisibile, la verità sarebbe rimasta nascosta. Non potevo permettere questo.

Archivista: E se nessuno credesse a questa verità?

Sonmi 451: Qualcuno ci crede già.”

Cloud Atlas, 2012

Maria G. Di Rienzo

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