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Posts Tagged ‘pedofilia’

(“You’ve heard of rape culture, but have you heard of pedophile culture?”, di Alicen Grey per Feminist Current, 28 settembre 2015, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo. Alicen Grey è scrittrice e attivista femminista.)

Caro Todd Nickerson, su “Salon” qualche giorno fa lei ha scritto un articolo intitolato provocatoriamente: “Sono un pedofilo, ma non un mostro”. Presumibilmente, ora molte persone stanno facendo domande del tipo “La pedofilia è naturale?” o “La pedofilia può essere curata?”. Ma io non intendo tentare di rispondere a queste particolari questioni. Piuttosto, vorrei ampliare il discorso riempiendo alcune delle falle principali del suo articolo.

Cominciamo con questo pezzo mancante: la stragrande maggioranza dei pedofili sono uomini. E la maggioranza dei bambini vittimizzati dai pedofili che decidono di agire i loro desideri sessuali sono bambine. Questo è un dettaglio troppo grande per essere nascosto al suo pubblico, non crede? Sfortunatamente, pervasivo e doloso com’è il patriarcato, è sempre l’ultimo dettaglio ad essere menzionato nelle conversazioni di questo tipo – se viene menzionato del tutto.

Ciò detto, la pedofilia può sembrare tabù e disprezzata dalla massa, ma un’onesta valutazione della nostra cultura nel suo complesso rivela il contrario. Io suggerisco che la pedofilia è in effetti ricompensata e celebrata, e che la comprensione che la nostra intera cultura ha della sessualità è costruita attorno a quelli che sembrano desideri pedofili. Io chiamo questo “cultura pedofila”.

Nella cultura pedofila, ci si aspetta dalle donne che mantengano un livello di magrezza praticamente impossibile, pre-pubescente nella sua quasi androgina mancanza di curve e grasso corporeo. A causa di questa pressione, i disordini alimentari abbondando nelle ragazzine, e le donne in particolare sono per tutte le loro vite i bersagli di un’industria dietetica multimiliardaria.

Nella cultura pedofila la categoria top del porno è “adolescente”. “Ragazze” “a mala pena legali” in divise scolastiche rappresentano tutto, dalle “manipolazioni di vergini” alle fantasie di incesto padre-figlia alle finzioni insegnante-scolara… nomina uno scenario e c’è della pornografia per esso, e la sua ripetizione è sparata in giro milioni e milioni di volte. E’ facile chiedersi se la sola cosa che impedisce agli spettatori di guardare pornografia infantile pura e semplice siano le leggi sull’età del consenso.

Influenzata dall’industria porno la chirurgia plastica alla vagina, un intervento che riduce le labia minora alle piccole dimensioni richieste dalla pornografia, sta rapidamente guadagnando popolarità. Così come altre procedure, tipo l’imenoplastica, che ridà alle vagine delle donne la strettezza simil-vergine.

Nella cultura pedofila, si fa aperta pressione sulle donne affinché si radano o facciano la ceretta alle loro zone inferiori e alle ascelle. L’industria cosmetica – di nuovo, mirata alle donne – smercia creme “anti-età” e lozioni che renderanno la nostra pelle “morbida come quella di un bebè”!

Nella cultura pedofila, noi ci riferiamo alle donne in modo noncurante come alle “ragazze”. Abbiamo una terminologia specifica per le adolescenti femmine attraenti: “da galera”. Le donne sono sessualizzate come “pollastre”, “micette” e “bimbe”.

Nella cultura pedofila, io becco spesso gli uomini negli spazi pubblici mentre mi valutano con occhi pieni di foia, sino a che non vedono i peli sulle mie gambe – e a questo punto ricorrono ad una teatrale esibizione di disgusto. Ho origliato gruppi di ragazzi di età universitaria discutere di come non avrebbero mai fatto sesso orale con una donna le cui labia fossero troppo sporgenti.

Un uomo che mi aveva incalzata per tre anni perché facessi sesso con lui, cambiò idea di colpo quando gli rivelai che non mi depilo, e non mi depilerò mai, il pube. In altre parole, molti uomini smettono di essere attratti da me quando viene loro ricordato che io sono una donna, non una ragazzina.

Di sicuro tutti questi uomini, che hanno una “preferenza” per le summenzionate qualità nelle donne, non sono pedofili nella definizione stretta del termine. Ma sembra che un alto numero di uomini, probabilmente come risultato di un profondo condizionamento culturale, trovino attraenti in una donna molte delle stesse cose che un pedofilo troverebbe attraenti in una bambina. Labia piccole, vagine strette, imeni intatti, pelle morbida da bebè, arti e vulve senza peli, eterna giovinezza, piccoli corpi fragili…

Come l’utente “Redressalert” ha scritto su Tumblr: “Come fate a non riconoscere che essenzialmente questa è la descrizione di una neonata o di una bimba molto piccola?”

Torno al mio punto iniziale: ho bisogno che lei, e i suoi comprensivi lettori, capiate questa grave verità: la pedofilia non è per niente tabù, o vergognosa, o repellente per la società, come voi dite che sia. Vorrei che lo fosse. A maggior danno delle donne in tutto il mondo, i vostri desideri sono riflessi di ritorno a voi infinitamente, prodotti in massa su scala globale per soddisfare una domanda crescente. Questo mondo della supremazia maschile vi dà il benvenuto a braccia aperte ed ogni vostro desiderio è un ordine. Oso dire che siete più al sicuro voi di essere voi stessi di quanto lo siano le bambine.

Lei dice: “Io sono un pedofilo, ma non un mostro” e io di tutto cuore concordo con lei. Lei non è un mostro – lei è un uomo. Un uomo piuttosto comune. Una rappresentazione microcosmica delle perversioni prevalenti del patriarcato. Lei non è speciale, non è anomalo e non è solo. Neppure si avvicina a tali definizioni. Il suo “orientamento sessuale” è solo un’ulteriore manifestazione del desiderio collettivo degli uomini di soggiogare le donne, in una crociata che deve difendere la supremazia maschile a qualsiasi costo.

Perciò, se essere “comprensivi e di sostegno” alla sua pedofilia comporta istruire i maschi ad erotizzare nelle donne le sembianze infantili, e insegnare alle donne a mantenere un’eterna giovinezza per non esasperare le insicurezze maschili, allora lei non sta chiedendo il nostro sostegno – sta chiedendo la nostra sottomissione.

E proprio come, lei dice, “non c’è modo etico in cui noi si possa completamente concretizzare le nostre brame sessuali”, non c’è modo etico di chiedere cooperazione a quelle di noi che stanno attivamente tentando di smantellare il sistema patriarcale che il suo “orientamento” rappresenta.

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Sostiene l’Avvenire, con carità cristiana,

(perché sei troppo piccola per dir che sei puttana)

che sei bugiarda e matta, nonché proveniente

da un contesto familiare non soddisfacente.

Sostiene l’Avvenire, con un occhio alla scienza,

che la psichiatria convalida quest’allegra sentenza.

Quindi son falsi e pazzi tutti i diretti interessati:

i medici, i poliziotti e i magistrati.

Una bimba di 11 anni dovrebbe esser più scaltra,

non sai che a denunciar violenza se ne subisce dell’altra?

 Savona, 10 gennaio 2010. Rifiuto di scarcerazione per un sacerdote, accusato di molestie ad una delle sue chierichette (ed arrestato dopo un mese e mezzo di indagini: l’Avvenire lamenta anche, nei confronti dei giudici, che non si sia tenuto conto della “crescita spirituale” dell’individuo. Premesso che le leggi vigenti non dispongono tale esame, hanno costoro dei suggerimenti per la misurazione? Vi è uno “spiritometro” atto alla bisogna?)

 

Guardate com’è bella, la nuova pellegrina,

a voce bassa chiede, tremando appena un po’,

e freme d’umiliazione ad ogni nuovo “no”.

Le nostre anime elette, di fronte alla piccina,

si svelano e sfavillano nell’eloquio più dotto:

Come faccio a credere che il preservativo s’è rotto?”

Dalla guardia medica la mandi al pronto soccorso,

poi in ginecologia, e una guardia medica ancora

e tutti si fa la predica alla giovane signora.

La pillola del giorno dopo? Ma non sente rimorso?”

Guardate com’è incredula, la nuova pellegrina,

mentre la esortiamo a riconoscere il peccato

di essere nata donna e aver pure copulato!

Le nostre rettitudini, di fronte alla piccina,

si esaltano in aulici e virtuosi ammonimenti

sui diritti del padre e sui comandamenti.

Della delizia che ci hai dato ti ringraziamo, infatti.

Adesso hai un figlio da sola, lui non l’ha riconosciuto

Adesso ti arrangi, e come hai sempre saputo

a noi non frega un fischio come vivi e come schiatti.

 Giulianova, 13 gennaio 2010. La donna a cui è stata rifiutata la pillola del giorno dopo, e che in conseguenza di ciò è oggi una madre single, ha fatto causa all’Asl.

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