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Posts Tagged ‘paura’

“La paura è il sentiero verso il lato oscuro.

La paura conduce alla rabbia.

La rabbia conduce all’odio.

L’odio conduce alla sofferenza.” – Yoda

baby yoda

(bimbo Yoda dalla serie televisiva “The Mandalorian”, ambientata nell’universo di Star Wars. Da noi uscirà nel marzo 2020.)

May the force – of nonviolence – be with us.

Possa la forza – della nonviolenza – essere con noi.

Maria G. Di Rienzo

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La volpe

(“The Fox”, di Abbey Bi Yao Lin, trad. Maria G. Di Rienzo. Abbey ha oggi 11 anni, è nata e vive in Irlanda e a 10, l’anno scorso, è stata una delle vincitrici del concorso di poesia “Sino a che l’amore vincerà la paura” organizzato dall’ong umanitaria Trocaire e dall’associazione nazionale irlandese per la poesia Poetry Ireland/Éigse Éireann. L’immagine è di Lüleiya, una giovane illustratrice freelance ungherese.)

fox spirit - luleiya

LA VOLPE

La paura assomiglia

a quattro zampe furtive

un piccolo naso che fiuta

occhi neri che sono offuscati

dalla fame.

E’ in agguato sulla strada

dando caccia al cibo, dando caccia alla speranza.

L’amore cresce

nel cuore della Terra.

Quando la volpe coglie

il profumo dell’amore, cambia

le cresce pelo nuovo,

soffice come una nuvola

si sparge sulla volpe.

L’amore dà alla volpe

cibo e sazietà.

Quando l’amore la tocca,

la volpe si riempie di gentilezza.

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(tratto da: “The week in patriarchy / Clitoris is not a dirty word – but society’s fear of it has disastrous consequences”, di Arwa Mahdawi per The Guardian, 28 settembre 2019, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo.)

clitoris

Perché le donne fingono gli orgasmi? E’ una verità universalmente riconosciuta che la maggior parte delle donne eterosessuali hanno finto di avere un orgasmo in un momento qualsiasi delle loro vite.

Ci sono un mucchio di ragioni ovvie sul perché: le donne non vogliono urtare i sentimenti dei loro partner, per esempio, oppure sono semplicemente stanche e vogliono andare a dormire.

Tuttavia, secondo uno studio appena pubblicato su Archives of Sexual Behavior l’altro grande fattore è il sentirsi schizzinose sull’uso della “parola C”. I ricercatori hanno attestato questo: le donne che si sono dette “fortemente d’accordo al trovare facile l’uso di parole come ‘clitoride’ per parlare di sesso, erano meno inclini a fingere orgasmi rispetto a quelle che si sono dichiarate fortemente in disaccordo”. Lo studio afferma in conclusione che le norme di genere e “i doppi standard sessuali continuano a limitare l’espressione sessuale femminile, inibendo ad alcune donne la comunicazione sessuale e in particolare il loro grado di agio nel ricevere o chiedere piacere sessuale”.

Non è esattamente una novità il fatto che ci sia un doppio standard sessuale. Tuttavia, questo studio è una scossa e un promemoria su quanto svergognamento sia ancora collegato al desiderio femminile e su quanto le donne abbiano interiorizzato tale svergognamento. Clitoride non dovrebbe essere una parolaccia, eppure le persone ancora ci girano intorno come se la mera menzione di qualcosa che esiste puramente per il piacere femminile fosse oscena.

La paura che la società ha della clitoride lancia ramificazioni che vanno ben oltre il letto. All’inizio di quest’anno, per esempio, la Gran Bretagna ha emesso la sua prima condanna per mutilazione genitale femminile.

Scrivendo sul Guardian, Lucy McCormick notò che “una delle cose che risaltano nelle notizie relative al caso è il modo stranamente furtivo in cui comunicano i fatti chiave”, in particolare l’evitare di menzionare la parola ‘clitoride’. Come sottolineava McCormick: “Bambine in tutto il mondo stanno soffrendo orrende mutilazioni a causa di una paura culturale dal profondo radicamento – e quella stessa paura ci sta impedendo persino di enunciare il problema”.

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(“The Startling Rise of Choking During Sex”, di Olga Khazan per The Atlantic, 24 giugno 2019, trad. Maria G. Di Rienzo.)

Ci sono un mucchio di emozioni comunemente associate al sesso: amore, felicità, eccitazione, forse anche rilassamento. Ma per molte donne, una sensazione sessuale che salta in mente è più oscura: la paura.

In uno studio recente Debby Herbenick, docente e ricercatrice sul sesso alla Scuola di Salute Pubblica dell’Università dell’Indiana, ha rilevato che circa un quarto delle donne adulte negli Usa si sono sentite spaventate durante il sesso. Su 347 soggetti, 23 hanno descritto il sentirsi impaurite perché il loro partner aveva tentato inaspettatamente di soffocarle. Per esempio, una 44enne ha scritto di come il suo compagno avesse “messo le sue mani sulla mia gola in modo che a stento riuscivo a respirare”.

Il sesso può comportare del soffocamento consensuale, ma non è questo il caso, come Herbenick ha spiegato al pubblico durante una conferenza all’evento “Idee Aspen: la Salute”, che è organizzato dall’Aspen Institute e dall’Atlantic. Invece, “questo era chiaramente del soffocamento di cui nessuno aveva parlato e che a sorpresa era stato imposto su qualcuno”, ha detto. Secondo la sua ricerca, il 13% delle ragazze sessualmente attive fra i 14 e i 17 anni è già stato soffocato.

La ragione per cui persone così giovani conoscono un atto sessuale di tale violenza è molto probabilmente la pornografia, ha detto Dan Savage, editorialista su temi sessuali e conduttore di Savage Lovecast, che era pure presente alla conferenza. E non si tratta dell’unico cambiamento disturbante che si può attribuire alla pornografia, ha aggiunto Kate Julian, redattrice capo all’Atlantic e autrice di un recente servizio da copertina sul comportamento sessuale dei giovani. Per scrivere la sua storia, ha parlato con diverse donne che le hanno detto come i loro partner maschi sembrino prendere indizi da quel che vedono nella pornografia, “martellando” durante il coito o penetrandole analmente mentre loro non erano pronte a ciò.

Julian è venuta a sapere di un centro sanitario universitario che stava curando donne con lacerazioni alla vulva, qualcosa che è segno tipico dell’assalto sessuale. Solo che queste donne non erano state stuprate. “Avevano solo fatto del sesso che non desideravano fare. – ha detto Julian – Non sapevano che si suppone la faccenda vada diversamente.”

Savage crede che la ragione per cui la pornografia sta strisciando nelle vite sessuali dei giovani, peggiorandole, è che le scuole mancano di fornire ai ragazzi e alle ragazze educazione sessuale che sia consapevole della pornografia stessa. Invece di imparare che quel che vedono nella pornografia potrebbe non somigliare alla vita reale, i giovani guardano la pornografia e arrivano a credere che sia quel che le loro partner vogliono. Savage ha riassunto questa mentalità come “Non mi va di farlo, ma è quel che devo fare perché è quel che lei si aspetta da me.”

Ovviamente, una soluzione è che i genitori semplicemente tentino di tenere distanti i ragazzi dalla pornografia che promuove violenza sessuale. (1) Ma altrimenti, come incoraggiamo i giovani – e i più vecchi – a parlare e a chiedere alle loro partner se vorrebbero fare esperienza di qualche mossa ispirata dalla pornografia?

Savage, che è gay, ha detto che questo è qualcosa che “le persone gay possono dare alle persone etero”.

“Poiché i partner dello stesso sesso hanno gli stessi genitali, quando sono pronti ad andare a letto insieme – ha detto Savage- spesso devono discutere di cosa, precisamente, stanno per fare. Le chiamo le quattro parole magiche. E’ la domanda che viene posta quando due ragazzi sono a letto insieme per la prima volta: Cos’è che ti piace? Perché non può essere dato per scontato. (2) La gente etero, come impostazione predefinita, ha il coito vaginale.”

Troppo spesso, ha detto Savage, “quando le persone eterosessuali arrivano al consenso, smettono di parlare di quel che viene dopo, di quel che vogliono fare. Quando le persone gay raggiungono il consenso, quello è l’inizio della conversazione.”

Quella conversazione in cui la coppia discute cosa va bene e cosa no. Forse questa è una cosa che le coppie etero possono imparare dalle coppie gay.

(1) Suggerimento assai inefficace per diversi motivi – per esempio, il controllo coercitivo genera reazione opposta negli adolescenti – e spesso improponibile: discutere con i ragazzi e le ragazze di cosa la pornografia è attualmente forse sarebbe più utile, perché ormai quella che “promuove violenza sessuale” è l’assoluta maggioranza di ciò che il mercato offre.

(2) Le parole di Dan Savage, che condivido, sono il motivo per cui ho tradotto questo pezzo. E a proposito, oggi il Pride sfila nella mia città, Treviso, a partire dalle ore 15.00 (inizio corteo davanti alla stazione dei treni). Se siete in zona, venite a camminare con la speranza, la dignità, la gioia e l’orgoglio.

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