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naomi wadler

“Sono qui oggi per riconoscere e rappresentare le ragazze afroamericane le cui storie non arrivano alle prime pagine di alcun quotidiano nazionale, le cui storie non aprono i telegiornali della sera.

Sono qui oggi in rappresentanza di Courtlin Arrington, in rappresentanza di Hadiya Pendleton, in rappresentanza di Tiana Thompson che aveva solo 16 anni quando è stata uccisa da colpi di arma da fuoco in casa sua, qui a Washington, DC.

Io rappresento le donne afroamericane che sono vittime della violenza delle armi, che sono semplici statistiche invece di vibranti e bellissime ragazze piene di potenzialità.

E’ un mio privilegio l’essere qui oggi. Io sono, in effetti, zeppa di privilegi. La mia voce è stata ascoltata. Sono qui per dar riconoscimento alle loro storie, per dire che hanno importanza, per dire i loro nomi, perché io posso e mi è stato chiesto di farlo. Per troppo tempo, ormai, questi nomi, queste donne e ragazze nere sono state solo numeri. Io sono qui per dire MAI PIU’ anche per loro.

La gente ha detto che sono troppo giovane per avere questi pensieri di mio. La gente ha detto che sono lo strumento di qualche adulto sconosciuto. Non è vero. Io e le mie amiche possiamo avere solo 11 anni e frequentare le elementari, ma sappiamo. Sappiamo che la vita non è uguale per tutti, e sappiamo cos’è giusto e cos’è sbagliato.

Sappiamo anche che ci stiamo sollevando all’ombra del Campidoglio (ndt.: il palazzo del governo) e sappiamo che ci mancano sette anni per votare. Perciò io sono qui oggi per onorare le parole di Toni Morrison: “Se c’è un libro che vorresti leggere ma non è ancora stato scritto, dovresti essere tu a scriverlo.”

Io esorto chiunque sia qui e chiunque oda la mia voce a unirsi a me nel raccontare le storie che non sono narrate, a onorare le ragazze, le donne di colore che sono state assassinate in percentuali sproporzionate in questa nazione. Io esorto ognuno di voi ad aiutare a scrivere la narrazione di questo mondo, di modo che queste ragazze e donne non siano mai dimenticate.” Naomi Wadler, in immagine.

Naomi, che come ha detto ha 11 anni, è venuta a marciare a Washington da Alexandria, in Virginia. La prima ragazza che nomina è stata uccisa in Virginia nel proprio liceo dopo il massacro di Parkland.

https://lunanuvola.wordpress.com/2018/02/18/il-discorso-di-emma/

La Marcia per le Nostre Vite (March for Our Lives) organizzata dagli studenti contro le armi che li uccidono direttamente nelle scuole e tenutasi ieri, sabato 24 marzo, ha raccolto milioni di dimostranti nella capitale e in altri 800 eventi simili, negli Usa e nel mondo: è la più grande manifestazione studentesca della storia americana, avendo superato per numero persino le proteste pacifiste degli anni della guerra in Vietnam.

E le nostre leader sono, meravigliosamente, sempre più giovani.

Maria G. Di Rienzo

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