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Posts Tagged ‘intimidazione’

Poche righe sul docente di Piacenza che ha minacciato i suoi studenti affinché non partecipassero alla manifestazione delle “sardine”. La storia la conoscete già: Giancarlo Talamini Bisi li informa che sarà presente a monitorare la situazione e che se ne riconoscerà in piazza qualcuno renderà la sua vita a scuola “un inferno”. Quanto uno/una studente si impegni e impari non ha importanza: se manifesta vedrà “il 6 col binocolo” e passerà “la prossima estate sui libri”.

Nel suo spazio social, ora scomparso perché il professore “non teme di metterci la faccia”, palesa il suo sostegno alla Lega per le elezioni regionali, si definisce “fascistoide” e razzista e rende noto, altresì, di avere “due motoseghe, tre marazzi, un cane, una falce, due accette: credo bastino per darvele sulle vostre teste vuote”.

La reazione di studenti, docenti, politici, sindacati ecc. è stata, com’è ovvio, enorme: è palesemente inaccettabile che un insegnante abusi della propria posizione in questo modo. Lo stesso Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti aveva dichiarato: “A tutela dei diritti degli studenti e della stessa scuola ho attivato gli uffici del Miur per verificare i fatti e procedere con provvedimento immediato alla sospensione”.

A questo punto il giustiziere si scusa inviando una mail ai quotidiani:

“Buonasera, sono Giancarlo Talamini, il docente che ha pubblicato su Facebook, le esternazioni, attualmente circolanti in rete. Ne approfitto per scusarmi pubblicamente con tutti gli studenti, genitori, colleghi e dirigenti che non era certo nelle mie intenzioni mettere in difficoltà attraverso il mio scritto. Chi mi ha conosciuto sa che non sarei mai e poi mai in grado di compiere azioni del genere”.

Naturalmente sono “scuse” fasulle, formulate nello stile escapista assai diffuso in quest’epoca: non trasmettono il riconoscimento di aver compiuto un errore in prima persona (sarebbe bastato scrivere “Ho sbagliato.”), ma trasferiscono la responsabilità dell’accaduto a chi lo ha subito perché le intenzioni non tracciabili del professore erano diverse da quelle espresse in modo palese nel suo post e quindi lui è stato frainteso da chi non lo conosce di persona… Mi torna in mente la vecchia barzelletta sulla cacca di cane che due tizi continuano a mangiare dubitando possa trattarsi di cioccolata: quando stabiliscono che è proprio una cacca commentano: “Be’, meno male che non l’abbiamo calpestata.”

Fattore notevole: Talamini è docente di italiano e storia. Pensare sia in grado di insegnare quest’ultima comporta già delle difficoltà, visto che da essa sembra non aver imparato nulla, ma l’uso che fa della lingua italiana lo classifica al massimo come ripetente, non come professore.

Se già nel “due motoseghe, tre marazzi, un cane, una falce, due accette: credo bastino per darvele sulle vostre teste vuote” soggetti e verbi non sono in accordo, nella mail ai giornali è errato che le esternazioni a cui si collega il circolanti stiano fra due virgole e vieppiù errato e surreale quel “sono Giancarlo Talamini” per cui “ne approfitto per scusarmi”.

In molti, ricordando che il fascismo non è un’opinione ma un reato, giudicano non opportuno che un individuo del genere sia pagato dalla scuola pubblica dell’Italia repubblicana nata dall’antifascismo. Io concordo, ma trovo ancora meno opportuno mettere in cattedra un tamarro (“mercante di datteri”, dall’arabo) a insegnare una lingua italiana che non conosce.

Maria G. Di Rienzo

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