Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘illustrazioni’

baopu soft heart

In piedi all’inizio di un anno straordinario

oso essere tenera di nuovo.

Per tutta la mia vita, ho tentato di restare protetta. Di essere impermeabile.

Ma sono tenera. E sarò libera.

Io sono ciò che sono.

Nulla di più, nulla di meno.

Cuore tenero

Yao Xiao, l’Autrice della tavola riprodotta sopra, è un’illustratrice nata in Cina che vive a New York.

“Baopu” è un fumetto che appare mensilmente su Autostraddle. Il significato della parola, che indica un ideale taoista, è “abbracciare la semplicità / attenersi alla semplicità”. Maria G. Di Rienzo

Annunci

Read Full Post »

true wonder woman

“Vi presento Patricia, mia sorella, la vera Wonder Woman. Madre single di due figli, si è presa cura di tutto con una caviglia rotta, per nove mesi. Nel mezzo delle proteste e del caos in Venezuela, la morte di nostro padre e la sua impossibilità di lavorare, è ancora formidabile più di chiunque altro io conosca. Massimo rispetto per la signora. A suo paragone, io sono una femminuccia.”

Illustrazione e testo dell’artista venezuelano Leonardo Gonzalez (traduzione mia), settembre 2018.

Read Full Post »

A long goodbye

Nancy and Tonya di Jillian Tamaki

L’espressione “long goodbye” (lungo, o esteso, arrivederci) descrive solitamente l’ultimo incontro fra persone che saranno da quel momento separate per un periodo di tempo significativo – a volte per sempre. Io confido che il nostro caso sia il primo e ho in mente di tornare ad occuparmi di questo spazio in agosto, tuttavia allo stato attuale delle cose non riesco a farlo come vorrei.

Le immagini con cui vi saluto sono di due bravissime illustratrici / fumettiste – qualsiasi loro lavoro troviate sul mercato vale la pena di essere visto e letto: la prima è di Jillian Tamaki, che vive in Canada, e la seconda di Marguerite Abouet, nata in Costa d’Avorio e attualmente residente a Parigi.

Aya di Marguerite Abouet

Goodbye, my beloved friends. Maria G. Di Rienzo

Read Full Post »

friendly reminder

Qui c’è un amichevole promemoria sul fatto che la voce negativa nella tua testa non sei tu e che tu sei, in effetti, fottutamente deliziosa.

you are complete

Tu sei una persona intera. Tu sei completa.

opinions

Comprendi che le opinioni delle altre persone su di te dicono di più su di loro di quanto dicano di te.

Kate Allan (in immagine sotto questo paragrafo), l’artista, crea disegni da quando ha memoria, ma ha cominciato a produrne di specifici con ispirazioni positive nel momento in cui ha dovuto affrontare un duro periodo di depressione attorno ai vent’anni: “Non riuscivo più a tenere il passo con gli studi e di conseguenza li ho abbandonati; un’amicizia delle più strette si è chiusa malamente e il matrimonio dei miei genitori stava andando a rotoli. Disegnare animali colorati con messaggi terapeutici mi ha aiutata a risalire.”

kate allan

Quindi se oggi vi sentite giù di corda e in testa vi girano solo pensieri deprimenti, perché qualcuno vi ha ferito o disturbato commentando il vostro aspetto e le vostre scelte, leggete le parole di Kate e sappiate che esprimono esattamente ciò che io sento per voi. Maria G. Di Rienzo

Read Full Post »

Nel 2015 sono usciti i primi tre volumi di “Monstress” (“Mostra” – nel senso di femminile di “mostro”), una serie a fumetti scritta da Marjorie Liu e disegnata da Sana Takeda per Image Comics. Altri tre volumi sono previsti per il 2016. Non mi risulta la serie sia stata ancora tradotta in italiano ed è un vero peccato (speriamo nel futuro).

Monstress 1 Cover

E’ una storia ideata da due donne che ha una donna come protagonista e come tema centrale la forza interiore necessaria a non soccombere a una costante disumanizzazione, una forza che spesso sorge dall’amicizia fra donne… potrei volere di più, considerata la forza del testo e la grazia dei disegni?

Ma non pensatela come una sviolinata sulla bellezza del “femminile”: la maggioranza dei protagonisti sono femmine, “cattive” comprese, e ogni personaggia ha difetti e idiosincrasie, fa errori, lotta con le proprie ombre o le corteggia, nessuna è stereotipata, nessuna può essere ridotta a cliché. Persino il principale personaggio di sesso maschile, un gatto parlante, è tutto fuorché disneyano e facile da interpretare. Ogni creatura di “Monstress” è completamente formata, ha una storia alle spalle e degli obiettivi propri e questo, per me, è un segno di magistrale talento nel raccontare una storia.

Sì, avete ragione, è ora che ve la abbozzi almeno, questa vicenda. Gli eventi di “Monstress” accadono in uno scenario fantastico descritto dalle Autrici come un’Asia alternativa nel 1900, lacerata dalla guerra fra gli Arcanici – creature magiche che a volte hanno un aspetto umano – e l’ordine sacerdotale femminile (inquisitrici comprese) detto Cumea, le cui aderenti consumano gli Arcanici per alimentare il proprio potere. La giovane protagonista, Maika, è un’Arcanica che sta cercando di scoprire la verità sulla morte della propria madre e perciò intraprende un viaggio pericoloso all’interno del territorio nemico.

Il nostro primo incontro con Maika, all’inizio del fumetto, ce la mostra spogliata e in catene, pure non vi è traccia di sessualizzazione ne’ di impotenza nel modo in cui è ritratta. Come c’è riuscita, Sana Takeda? “Quando disegno i personaggi non tento proprio di farli sembrare carini, belli o forzuti o di farli assomigliare a determinate figure perché questo significherebbe renderli innaturali. Invece, tento di immaginare complessivamente il carattere e l’interiorità del personaggio. Come lui o lei potrebbe agire in una data situazione? Se Maika, spogliata e prigioniera, dà ancora l’impressione di avere potere è a causa di chi Maika è interiormente.”

Monstress 3 cover

Marjorie Liu e Sana Takeda avevano già lavorato insieme per la Marvel. La prima è una scrittrice e sceneggiatrice con un po’ di premi in saccoccia nonché docente universitaria (al MIT); la seconda, che vive in Giappone, è un’autodidatta: sì, a questa finissima illustratrice nessuno ha formalmente insegnato a disegnare: “Da bambina ero solita copiare le figure inserite nei libri o quelle dei “manga”, questa è l’esperienza fondativa della mia carriera artistica. Sempre nella mia infanzia ho avuto un lungo periodo di malattia e stare tutto il giorno a letto senza far nulla mi annoiava, così continuavo a disegnare. Quel che faccio, anche con “Monstress”, è semplicemente mostrare tutto quello che ho. Non mi metto mai a disegnare con lo scopo di attrarre gli occhi altrui. Se disegni per impressionare la gente i tuoi prodotti artistici finiscono per essere scontati e noiosi.”

Maria G. Di Rienzo

Read Full Post »

“Mi hanno sempre disturbato, i tentativi del mondo di controllare i corpi delle donne, i loro comportamenti e le loro identità. E’ un tipo di oppressione così profondamente intessuta nella nostra cultura che la maggior parte della gente non vede che c’è, e quanto può essere crudele.”

Perciò, la grafica brasiliana Carol Rossetti ha cominciato a pubblicare su Facebook i suoi disegni di questo tipo:

carol rossetti 3

Silvia ha i capelli bianchi. Da delle persone le è stato detto di tingerli, così da non sembrare vecchia. Silvia, colorarti i capelli è una scelta e mai un obbligo. Se a te i tuoi capelli bianchi piacciono, questo non è affare di nessun altro. L’età non è un motivo di vergogna. I tuoi capelli sono belli e la scelta è tua.

 carol rossetti 2

A Jane è stato detto che sarebbe veramente carina se perdesse qualche chilo. Jane, la tua bellezza e la tua autostima non sono definite dal tuo peso. (Ed è probabile che quelli che te lo hanno detto sarebbero più carini se sapessero quando tenere la bocca chiusa.)

Sono immagini e parole semplicissime, ma toccano una vasta gamma delle esperienze che le donne fanno e sono parole che quasi nessun altro dice loro. Per questo Carol sta avendo un grande successo. Le illustrazioni, dall’originario portoghese, come vedete sono state già tradotte in inglese e ne esiste anche una versione in ebraico. Sono “in lavorazione” le versioni spagnola, russa, tedesca e lituana.

Menzione d’onore anche all’illustratore/animatore statunitense Andy Musser: guardate cos’è riuscito a tirar fuori da Biancaneve:

Biancaneve - AndyMusser

“Facendo ricerche sui nani – racconta l’Autore – mi è accaduto di pensare a quanto è sessista la storia di Biancaneve, con tutte le protagoniste femminili che o sono malvagie o sono indifese. Perciò, la mia soluzione è stata creare le nane e mostrare le doti di Biancaneve per la falegnameria un po’ pazza. Il mio ragionamento è stato che lei aveva costruito qualche casetta per uccellini, in precedenza, ed ora sta affinando pian piano le sue capacità. In ogni caso, la mia intenzione era di mostrarla non completamente impotente e di far capire che anche lei fa un favore ai nani, restando, non è che li sfrutta e basta come una principessa viziata.”

particolare nane

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: