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Okja e Mija

Dopo essere riuscita a vederlo con qualche difficoltà – ed essere rimasta perplessa e un po’ delusa – ero incerta se recensire o meno “Okja” (sapete, il film che è stato al centro delle polemiche a Cannes perché è una produzione Netflix e non passa per i cinematografi). Poi ho pensato che dovevo dirlo: Ahn Seo-Hyeon, la ragazzina che regge l’intera storia sulle proprie spalle, è un’attrice straordinaria e nel mio cuore ha già vinto palme d’oro, leoni di diamante e… maialini di platino.

Il regista è quel Bong Joon-ho che aveva superato in modo magistrale la sfida di “Snowpiercer” e, per quanto riguarda i momenti “motivazionali” e d’azione del film, quando Seo-Hyeon è presente va tutto alla perfezione. Il problema è che gli altri personaggi sono francamente non verosimili e sembrano cartoni animati o immagini generate al computer ben più del super-maiale Okja.

La vicenda è questa: una corporazione economica con una brutta fama di sfruttamento dei lavoratori alle spalle, la Mirando, lancia tramite la nuova presidente (Tilda Swinton) il progetto propagandistico che deve salvarne le sorti. Fingendo di aver semplicemente “scoperto” i maiali giganti che ha creato in laboratorio modificandoli a livello genetico, ne consegna 26 alle altrettanti sedi che ha in giro per il mondo, affinché siano allevati “in modo naturale” in fattorie locali nei dieci anni necessari a raggiungere la maturità – e possano essere trasformati in salsicce per “combattere la fame nel mondo”. Quest’ultima è la giustificazione che i produttori di ogm hanno sempre dato per i loro esperimenti del menga – e dico “del menga” senza tema di smentita perché sono stati tutti fallimenti, dalle sementi modificate che hanno invaso e distrutto altre colture e non hanno dato resa superiore alle loro equivalenti naturali, al geniale progetto di far mangiare patate crude “potenziate” con vitamine alle popolazioni povere e afflitte da malattie relative a una nutrizione insufficiente. Se poi vogliamo parlare di quanti contadini sono stati ridotti in miseria da queste redditizie frodi e di quanti, soprattutto in India, si sono tolti la vita grazie ad esse, possiamo aggiungere a “frodi” una sola specificazione: esiziali per l’ecosistema terrestre, umanità compresa.

Ad ogni modo, tornando alla trama, in Corea del Sud la maialina Okja cresce assieme alla bambina Mija nella fattoria del nonno di quest’ultima, diventandone la migliore amica. Quando gli uomini della corporazione vengono a riprendere l’animale, dicendo che vogliono mostrarlo alla loro fiera in programma a New York, a Mija resta la statuetta d’oro di un maiale come dono compensatorio e la sensazione che qualcosa non stia funzionando: perciò decide di seguire Okja. Lo farà per tutto il resto del film, con tutto quel che ha, con una determinazione e una forza commoventi, rischiando la vita nello sfondare vetrate e nel saltare da terrazze sopra automezzi in movimento, resistendo o negoziando, ma senza un solo attimo di cedimento. I momenti in cui riesce a riunirsi a Okja e le due “si parlano”, con sussurri nell’orecchio e carezze da parte della bambina, e movimenti e occhiate inequivocabili da parte dell’animale (che nella fattoria aveva imparato ad alzarsi su due zampe per abbracciare l’amica) sono i più intensi e i più “veri”.

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Purtroppo, come ho già detto, il resto degli attori sembra fatto di compensato, “finto” persino nelle scelte di abbigliamento e nelle espressioni facciali: perciò non riusciamo ad interessarci alla competizione interna alla Mirando – la presidente ha una gemella ancora più carogna e bugiarda di lei – e non riusciamo ad avvicinarci alla comprensione di una squadra di militanti dell’Animal Liberation Front presentata in modo ridicolo, in cui per esempio uno dei membri ha smesso di mangiare “per lasciare minor impronta ecologica sul pianeta”… La parte finale, ambientata nell’allevamento intensivo dei super-maiali nel New Jersey che assomiglia in tutto e per tutto a un campo di concentramento, è invece assai verosimile e difficile da maneggiare perché mostra senza veli l’ammontare di inutile (e qualche volta compiaciuta) crudeltà diretta agli animali destinati a diventare cibo per gli esseri umani. Io non l’ho retta completamente e ho dovuto saltare qualche pezzetto.

La dichiarazione del regista – e sceneggiatore assieme al giornalista Jon Ronson – Bong Joon-ho non sembra essere “anti-carne”, infatti mostra Mija e il nonno che mangiano pesci e pollo senza porsi il problema, ma sicuramente mette all’indice un determinato modo di produrre carne da consumo umano privo di qualsiasi traccia di etica e di responsabilità. La ragazzina alla fine vince: comprerà la salvezza di Okja con la statuetta d’oro, ma la camminata che la porta fuori dal macello con la sua amica – resa nei toni di un grigio metallico con poche pennellate di colore – è una via crucis costellata dalle grida degli altri animali e dalla visione delle torture a loro inflitte. La scena finale del ritorno di Okja e Mija alla fattoria e alla vita precedente resta dolce-amara, macchiata dalla consapevolezza che tutto quel che abbiamo visto pochi secondi prima sta ancora accadendo. Maria G. Di Rienzo

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Non ho ancora finito, ma nel frattempo vi regalo l’introduzione del romanzo. Adesso potete cominciare a tenere rituali, accendere candele propiziatorie, indirizzare preghiere alle vostre divinità e fare scongiuri affinché io riesca a pubblicarlo (scherzo, ovviamente)…

Iota Virginis

Questa qui sopra è una stella della costellazione della Vergine, Syrma, che simbolicamente gioca uno dei ruoli principali nello svolgersi della vicenda. Come, lo apprenderete leggendo.

La Sottana della Vergine

(di Maria G. Di Rienzo)

“Il Cielo si muove, l’Umanità attende.” – Motto dei Santuari

PROLOGO

Sino alla fine dei suoi giorni, li avrebbe sempre visti così: una fila di goccioline splendenti e tremolanti, appese a un reticolato metallico dopo la pioggia, oppure come la trama di una stoffa fantastica, tessuta con piccole farfalle gemmate che vibravano al vento. Seginus li amava tutti. Era il loro custode e maestro nei primi anni di apprendimento, la loro guida nel periodo in cui prestavano servizio: come il titolo relativo al suo ruolo diceva, era il loro Indicatore. Sapeva molto bene di essere stato condizionato a quella funzione e che il suo indistruttibile affetto per ogni piccolo a lui affidato scorreva nel suo sangue assieme alla medicina celestiale chiamata Benevol – a cui era assuefatto come ogni altro Indicatore – ma che importanza avevano le fonti che sollecitavano il suo sentimento, quando esso lo riempiva di gioia perfetta? E persino di poesia? Il sottile ronzio dei finissimi tralci del Vitalizer, che correvano sulla pelle dei bambini nudi avvolgendoli come in bozzolo, per esempio, gli ispirava sempre nuovi versi; quel giorno, ancor prima di sedersi davanti al comando a tastiera, aveva creato una poesia su quel rumore quasi impercettibile: “Un suono bianco riempe l’aria / Nella rete d’argento / piume e fiocchi di neve danzano”.

I nomi delle piccole “piume” scorrevano davanti ai suoi occhi, evocati nell’aria dal comando del Vitalizer, assieme ai valori di controllo: livello di attenzione, benessere fisico, emozioni specifiche, umore generale… cose che lui avrebbe calibrato in modo opportuno durante la lezione, tramite altre medicine celestiali. Come il suo, (Gamma Bootis – Seginus, gigante bianca nella costellazione di Boote) erano tutti nomi di stelle – una consuetudine comune ai Santuari. In genere, quando madri o parenti in preda alla disperazione li consegnavano a un Santuario i bimbi erano poco più che neonati a cui non era stato dato un nome proprio, e anche quelli che arrivavano più grandicelli, di solito catturati da una banda di gangari, se non erano innominati cambiavano appellativo. Il compenso conferito dai Santuari per l’acquisto dei bambini era stabilito dal Consorzio degli Alveari e restava identico per chiunque li offrisse, comunque li avesse ottenuti.

I “fiocchi di neve” erano invece le lettere ornate color gesso che si levavano parimenti nel vuoto, componendo i messaggi dei suoi scolari resi temporaneamente ciechi e muti ma altamente ricettivi dalla macchina che li controllava: consci della sua presenza gli stavano inviando un silenzioso coro di “Buongiorno Seginus”.

Alpha Coronae Borealis – Gemma, Alpha Delphini – Sualocin, Alpha Vulpeculae – Lucida, Beta Crucis – Mimosa, Delta Centauri – Ma Wei, Delta Orionis – Meissa, Epsilon Corvi – Minkar, Gamma Geminorum – Alhena, Nu Hydrae – Sherasiph, Pi Herculis – Fudail, Zeta Arae – Korban… e il discolo per eccellenza, il peggiore della classe che Seginus sorvegliava con cura particolare e per cui, anche se non lo avrebbe mai ammesso, provava emozioni contrastanti e disturbanti: Iota Virginis – Syrma. Il Vitalizer gli mostrò che l’intera serie dei suoi valori era attorno alla media e l’Indicatore si rallegrò alla prospettiva di tenere una lezione in tranquillità.

Rispose ai saluti, regolò la sonnolenza di Alhena con due cc. di Vigilante, la propensione alla distrazione di Sualocin con un cc. di Cavevos e cercò di scuotere dall’apatia cronica Mimosa con la dose massima di Sollicitus. Lucida non sembrava aver l’intenzione di lasciar libero il proprio estro con battutine e sarcasmi, e per il momento l’Indicatore si astenne dall’ordinare al Vitalizer il rilascio di Gravitax nelle sue vene.

“Questa è l’ultima lezione del primo ciclo, un Riepilogo. – annunciò e dalle creature avviluppate si levarono candidi silenziosi assensi – Da domani cominceremo lo studio dell’accoglienza e di altre materie correlate come la personificazione. Oggi, invece, parleremo di tutto quello che avete già imparato. Dunque, dove ci troviamo… Meissa?”

– In classe. (una fioritura di hi-hi e ah-ah circondò la risposta levitante sopra il corpo di Meissa, che si corresse immediatamente) Volevo dire nel Santuario di Frassineta, che è una località del vivario dipendente dall’Alveare di Torrate, sede dell’Humanocorp.

“Benissimo. Ma anche la prima frase non era sbagliata, birbanti. Cos’è un Santuario, Korban?”

– E’ un luogo che ha acquisito carattere sacro per la sua connessione ai Doni Celesti. La terminologia “Doni Celesti” è usata oggi sia per i prodotti dei divini Silnuharuhr, sia per indicare loro stessi. (le lettere si stagliarono precise e senza esitazioni: Korban era uno dei migliori della classe) In origine, ogni Santuario era una zona delimitata da segnalazioni luminose in cui i mezzi di trasporto alieni lasciavano cadere la manna, cioè cibo, attrezzi, medicinali, eccetera per gli esseri umani.

“Infatti, – convenne Seginus – gli esseri umani non erano più in grado di produrre nulla di utile alla vita e si stavano lentamente e orribilmente estinguendo quando i divini simbionti apparvero con gli exaglobuli nel mezzo dei nostri cieli… ed è così che nacque il motto dei Santuari: il cielo si muove, l’umanità attende… Come sapete, i danni subiti dall’ecosistema del nostro pianeta erano troppo profondi per essere sanati ovunque: solo piccole aree protette e accuratamente separate dal resto, chiamate appunto “vivari”, conservano oggi parte della fauna e della flora originarie della Terra.” Lanciò di nuovo un’occhiata ai valori di Syrma e per un attimo aggrottò la fronte, perplesso: nessuno di essi era cambiato. Scosse le spalle: finché dura, pensò, meglio lasciarlo stare.

“Cosa accadde, quindi… Minkar?”, chiese invece. Il corpicino sembrò tendersi in uno spasmo fra i fili d’argento, ma nessuna lettera apparve. L’Indicatore inviò a Minkar un cc. di Vigilante e uno di Gravitax. Attese poco più di dieci secondi.

– I divini Silnuharuhr, la specie simbionte che soccorse gli umani, decisero per la Riformazione della Terra., rispose Minkar.

“Esatto. La Riformazione è stato un lungo e dettagliato processo portato avanti tramite invasione biologica, e cioè tramite l’ingresso in un ecosistema di organismi ad esso storicamente estranei. Naturalmente usiamo “invasione” in senso scientifico, senza alcuna connotazione negativa… Non ci sono Malcontenti, qui, vero?” Obbedienti risatine vennero vergate dagli scolari. Lucida vi aggiunse un Abbasso i terroristi che cadde nell’indifferenza generale.

“L’organismo invasore può essere un virus, un batterio, una pianta, un insetto o un animale di altra specie. – proseguì Seginus – Precedentemente all’arrivo dei divini simbionti, queste invasioni accadevano a causa di cambiamenti climatici su larga scala o crisi geologiche e hanno fatto parte del processo evolutivo. A volte non avevano successo e la specie esotica si estingueva, altre volte trovavano il nuovo ambiente di loro gradimento e si insediavano senza che il bilanciamento dell’ecosistema ne fosse troppo sconvolto, altre ancora alteravano invece quest’ultimo completamente, provocando l’estinzione delle specie native. Gli agenti della Riformazione hanno viaggiato nei fiumi e nelle correnti oceaniche, sono stati trasportati dal vento, sono stati trasferiti da animali da un luogo a un altro durante le migrazioni stagionali e l’operazione, necessaria al risanamento del pianeta e al suo adattamento per rendere possibile la vita su di esso dei divini Silnuharuhr, ha avuto successo nell’ibridare le varie specie – pochi organismi non hanno risposto al trattamento in modo positivo – conservandole così tramite il rinnovamento e la trasformazione.

L’ibridazione è il processo con cui si incrociano piante o animali geneticamente differenti e che dà come risultato una nuova creatura con un diverso, in questo caso preferibile, insieme di caratteristiche. All’interno della stessa specie l’ibridazione è facile e produce progenie fertile. Incroci fra specie diverse sono più difficili e generalmente producono progenie sterile a causa della difficoltà di appaiamento dei cromosomi durante la meiosi… e cioè quando dalla cellula madre si formano quattro cellule figlie…”

– Noi siamo la progenie sterile!, intervenne Gemma, iscrivendo le parole in un cuoricino.

Seginus sorrise, benigno: “Noi siamo geld, non abbiamo un sesso determinabile e siamo effettivamente infecondi, ma da quasi cinque secoli nasciamo in quella porzione di umanità che non ha accettato di sottoporsi ai trattamenti per l’ibridazione e abita nei vivari: siamo quindi una variazione genetica… più esattamente, 4 tipi di individui geneticamente diversi… della specie umana non determinata dall’intervento dei Doni Celesti. E’ ormai scientificamente dimostrato che la nostra comparsa è stata un sottoprodotto del multiforme inquinamento che in passato ha devastato il pianeta. La nostra percentuale è circa 1/25 e considerato l’alto tasso di sterilità presente anche negli abitanti dei vivari che non sono geld, si può con facilità ipotizzare che gli esseri umani non ibridati scompariranno nel giro di altri trecento o quattrocento anni.” E noi con loro pensò, ma prudentemente non aggiunse, l’Indicatore.

– Gli sta bene, tanto ci odiano., saltò fuori ancora Lucida, i cui valori stavano mostrando una preoccupante impennata di disappunto e disturbo. Seginus esitò, mentre la frase si completava a lettere sempre più grandi e imprecise, dagli orli sfaldati: – Ci abbandonano per soldi! Ce n’è di quelli che ci uccidono appena nati!, poi decise che era meglio somministrare Quietis all’intera classe riservando a Lucida la dose massima, tre cc., più un cc. di Gravitax.

I suoi scolari avevano fra gli 11 e i 12 anni: erano ancora emotivamente fragili e una discussione sui loro genitori sarebbe degenerata in rabbia e pianto collettivi nel giro di pochi minuti. Ma ora le sostanze celestiali scorrevano nei loro organismi, calmandoli e cullandoli come in un caldo abbraccio, rendendoli sereni e pacificati. Certo, per qualche minuto sarebbero stati anche troppo torpidi e refrattari agli stimoli esterni per replicare alle domande dell’Indicatore, tuttavia restavano abbastanza presenti a se stessi per ascoltarlo.

Seginus scorse in velocità i loro valori per assicurarsene… e quando arrivò a Syrma ebbe un sussulto. Boccheggiò, incredulo. Il Vitalizer continuava a mostrargli gli stessi identici livelli medi dell’inizio della lezione – e ciò era impossibile: Quietis rallentava i battiti cardiaci, inibiva l’adrenalina, induceva un certo grado di sonnolenza… Avviò con dita tremanti la scansione che rilevava gli eventuali, rarissimi, guasti o stalli del sistema e come aveva già intuito il Vitalizer stava funzionando alla perfezione. Si alzò in fretta dalla postazione al centro del mosaico sul pavimento, che raffigurava una stella a sei punte, e raggiunse la rete dei tralci argentei. Syrma vi fluttuava come tutti gli altri a occhi chiusi, le labbra atteggiate a un lieve sorriso, le gambe appena ripiegate all’altezza delle ginocchia. Seginus allungò una mano a toccarlo… e lo attraversò. L’immagine si aprì e si richiuse quando ebbe ritratto il braccio.

“Bastardo! – l’esclamazione dell’Indicatore non provocò nulla di più di qualche fronte aggrottata, dato lo stato degli scolari – Ha messo al suo posto un simulacro!” Un minuto dopo, le campane del Santuario presero a suonare con vivo dispetto.

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Com’è noto alla maggior parte delle persone che mi leggono, nutro purtroppo profonda idiosincrasia per gli italiani che massacrano la loro propria lingua. E’ una tendenza in aumento – abbiamo nel paese un’alta incidenza di analfabetismo di ritorno – e vieppiù mi infastidisce quando è espressa da individui che usano la lingua italiana come strumento nelle loro professioni (giornalisti, insegnanti) o da individui che pretendono di avere la verità in tasca e di doverla non condividere ma imporre a insulti e urla isteriche.

E’, quest’ultimo, il caso dell’illuminato “guaritore” che ultimamente ha indirizzato una misogina “lettera aperta” alle donne (la riporterò via via NON CORRETTA), da lui ritenute responsabili per qualsiasi problema di salute dei figli che mettono al mondo.

Naturalmente trattasi di una goccia dell’oceano di immondizia in cui i media, mainstream e social, annegano le donne 24 ore al giorno e potrei ignorarla a tutto vantaggio della mia serenità e del mio tempo. Non lo faccio per due motivi: 1) chi è incinta o chi ha bambini malati non merita ne’ di essere offesa, ne’ di essere messa in pericolo da “prescrizioni” e “pratiche” tirate fuori come conigli dal cappello dal primo squinternato che passa; 2) trattasi di documento emblematico del massacro linguistico di cui ho detto e spiega in se stesso la ragione principale della mia idiosincrasia: parafrasando Nanni Moretti chi scrive male pensa male e vive male – e persino fa vivere peggio gli altri.

Prima parte della tesi del guaritore: Le malattie non esistono, però io che sono un povero ignorante (falsa umiltà) posso curarle tutte, solo con la mia terapia si resta vivi e in salute.

LETTERA APERTA DI SALVATORE

A tutte le donne che non si dovrebbero sposare, perché rovinano i loro figli, dico questo, il mio cuore è spezzato per quante email arrivano perché io possa curare e guarire bambini di pochi mesi o pochi anni, per esempio una bambina che nasce con la sindrome di Johanson–Blizzard.

Un’altra bambina che è nata con insufficenza renale e da 5 anni fa dialisi, bambini che nascono con la leucemia, bambini che nascono con la sclerosi, epilessia, con la sla e tante tante altre malattie.

Io mi chiedo, durante i miei 45 anni di attività d’informazione che le malattie non esistono e che esiste solo l’alterazione dello stato di salute che assieme a tutte le altre sporcizie interne crea quello che i medici catalogano come “malattie” e ne hanno catalogate più di 5300, ora se io sono in grado di curare ogniuna di queste malattie, se me lo permettessero, significa che io sono Gesù Cristo tornato sulla terra, ma io non lo sono, sono un semplice ignorante, non conosco neanche il corpo umano. Mi chiedo ancora dal momento in cui tutti questi anni tutti coloro che erano ammalati perché alimentati in modo innaturale, anche se si professano vegetariani o vegani, tutte grande cazzate perché sono tutti ammalati, questa gente solo con la mia terapia può ritrovare la salute e la vita.”

E’ difficile trovare il filo del discorso, vi capisco. Il dato principale è mettere in un unico calderone malattie genetiche ereditarie, malattie congenite, tumori ecc. che hanno origini diverse e necessitano di cure diverse e persino di diversi tipi di prevenzione, indossare il costumino di Mago Zurlì e dire: con un colpo di bacchetta magica (la mia terapia) tutto svanirà. Questo è palesemente falso e assai pericoloso. Inoltre, cancella con un megalomane colpo di spugna secoli di ricerca scientifica.

Scusate se vi annoio un attimo con un riassunto utile alla comprensione delle dimensioni di ciò di cui parliamo. Io non mi definisco una semplice ignorante, ma non ho studiato medicina e presumo che anche molti dei lettori non l’abbiamo fatto. Perciò ecco quello che ho derivato dai miei studi – formali sino al diploma di terza superiore, informali da quando so leggere (cioè da prima di andare a scuola e per un totale di anni 51, con cui batto i 45 di Salvatore…).

Lo sviluppo delle teorie evoluzionistiche ha creato la genetica. Darwin e Wallace avevano descritto tramite le loro ricerche come le specie evolvessero in nuove forme (1859, “L’origine della specie”) ma non conoscevano esattamente il ruolo giocato dai geni in tale fenomeno. Più o meno nello stesso periodo un monaco austriaco, Gregor Mendel, descrisse l’unità dell’ereditarietà come una particella che non cambia ed è trasmessa alla generazione successiva e il suo lavoro sta alla base della comprensione dei princìpi della genetica ancora oggi. Haeckel, sempre nella stessa epoca, predisse correttamente che il materiale ereditario si situava nel nucleo e Miescher dimostrò che tale materiale era un acido nucleico. Gli acidi nucleici sono macromolecole che conservano e trasportano l’informazione genetica.

I geni umani si trovano all’interno di ognuno dei nostri 46 cromosomi e determinano le nostre caratteristiche fisiche, la nostra crescita e il funzionamento di tutto il nostro organismo. Anomalie genetiche presenti già alla nascita causano disabilità fisiche e mentali o persino il decesso. Possono essere causate da fattori genetici, fattori ambientali o una combinazione di entrambi.

Ciascuno di noi riceve metà del patrimonio genetico dalla madre e metà dal padre: abbiamo il 50% di probabilità di ereditare una malattia genetica (ereditarietà dominante) se un genitore, malato o portatore sano, ci trasmette il gene difettoso. Alcune forme di nanismo e di malattie del tessuto connettivo sono trasmesse in questo modo.

Altre malattie sono ereditate se entrambi i genitori ne sono portatori sani e trasmettono al figlio il gene anomalo, come nel caso della fibrosi cistica: in questo caso (ereditarietà recessiva) abbiamo il 25% di probabilità che il figlio sviluppi la malattia. Fanno parte di questo gruppo anche i disturbi congeniti a carico del metabolismo (l’insieme delle reazioni chimiche che avvengono nell’organismo).

Altre malattie ancora sono legate al cromosoma X, con la percentuale del 50% di trasmissione, ove la madre è portatrice sana di un gene anomalo, le sue figlie possono a loro volta diventarne portatrici sane e i figli sviluppare la malattia, come per l’emofilia.

Abbiamo poi le anomalie cromosomiche, di solito causate da un errore che si verifica durante lo sviluppo dello spermatozoo o dell’ovulo e si traduce in un numero insufficiente o troppo alto di cromosomi, oppure cromosomi danneggiati o in posizione errata, come per la sindrome di Down (il cromosoma 21 ha una copia in più o c’è del materiale in più proveniente da tale cromosoma).

Alcune malattie congenite sono causate dalla combinazione di fattori genetici e fattori ambientali (teratogeni): si ereditano geni che predispongono alla tal patologia ma non la si contrae a meno di essere esposti a deteminate sostanze: farmaci, alcool, agenti infettivi (per esempio malattie sessualmente trasmissibili), sostanze chimiche, eccetera. Prendiamo una donna incinta che per lavoro maneggia solventi organici – sostanze chimiche che ne sciolgono altre come diluenti, sgrassatori, sverniciatori – o pesticidi: l’ambiente in cui si trova, oltre a essere ovviamente rischioso per lei, aumenta il rischio di malattie congenite per il feto.

Tramite ecografia, analisi del sangue e amniocentesi si possono diagnosticare alcune malattie congenite prima del parto: sia quelle strutturali (malformazioni cardiache e dell’apparato urinario, spina bifida) sia quelle cromosomiche (sindrome di Down).

Fine dell’esposizione. Come i mangiarini naturali del Mago Salvatore – nomen omen – possano intervenire sull’ereditarietà genetica (ricordate? Una particella che non cambia ed è trasmessa alla generazione successiva) non è dato sapere. Ma torniamo al suo commovente appello alle donne che, dopotutto, sta facendo con il cuore in mano e i polsini insanguinati:

Seconda parte della tesi del guaritore: E’ colpa vostra, cagne ingorde e schifose che siete sempre in calore.

Adesso dico questo, se la natura non fa salti e non crea bimbi mostruosi, non l’ha mai fatto, se ciò avviene secondo voi di chi è la colpa? Di Dio? Della Natura? O di quelle porche che mangiano come scrofe e distruggono il sistema immunitario dei loro figli e dopo la loro nascita li alimentano con il plasmon e con le farine decimozero di quella multinazionale che ha massacrato tutti i bambini, rendendoli stitici e ammalati, lo chiamano mulino celestino rosa pallido.

Ora come in altri video ho sempre detto a queste madri, volete fottere? Andate nei bordelli!

O prendete per strada chi volete e ve lo portate a casa!

Ma non mettete al mondo creature rovinate per tutta la vita, quelli che Gesù Cristo disse: “lasciate che i bambini vengano a me”

Guai a coloro che osano far del male ai bambini, pagheranno il fio delle loro colpe!

Se non siete capaci di leggere il mio video come si inizia la depurazione del corpo fisico e psichico e inoltre spiego come alimentarsi durante la gestazione e dopo la nascita del bambino, cosa bisogna dargli per alimentarsi e non prendere mai nessuna malattia, quello che è accaduto duranti gli anni che io informo le persone nessuna di queste madri ha avuto mai un bambino menomato o malato.

Quindi quando avete il desiderio di fottere fate una bella doccia di acqua fredda e il desiderio vi passerà subito ed eviterete di distruggere una vita umana, che poi la colpa la darete sempre agli altri.”

Cominciamo con il nostro moderno appetito da luride maiale, perché in passato non sono MAI nati bambini malformati eccetera. Quindi, chissà cosa aveva mangiato la mamma-scrofa di Woody Guthrie (1912-1967) diagnosticato come affetto dalla malattia – o “corea” – di Huntington nel 1952. Trattasi di malattia genetica neurodegenerativa che affligge la coordinazione dei muscoli e la capacità cognitiva, sicuramente causata da pomodori verdi fritti in quantità industriali (madre) e tonnellate di plasmon (figlio).

Ma prima ancora, cosa mangiava sua altezza scrofa mamma di re Carlo II di Spagna? E quanta farina “decimozero” gli avrà buttato giù per la gola?

carlo secondo re di spagna

Come si può osservare da tutti i ritratti, sua maestà era affetto da prognatismo e cioè la sua mandibola sporgeva rispetto all’osso mascellare. Soffrivano di prognatismo la maggior parte dei membri della famiglia reale asburgica, tanto che la condizione è definita spesso ancor oggi “mento asburgico”. Il prognatismo occorre quando si ripetono matrimoni tra consanguinei: i difetti genetici inespressi nei nostri cromosomi, tramite la consaguineità si rinforzano e si manifestano.

Il che è stato il caso anche per i difetti genetici del faraone Tut (frequenti matrimoni fra fratelli e sorelle), che camminava con il bastone com’è visibile dall’immagine che viene dalla sua tomba.

tut

Chi ha esaminato la mummia di Tut ha trovato le prove della curvatura della spina dorsale e della malformazione dei piedi. In aggiunta il poveretto si beccò la malaria e morì a un’età stimata fra i 17 e i 19 anni. Cosa mangiasse la sua porca madre potremmo andare a ricercalo, ma come avete già capito sarebbe una pura e assai idiota perdita di tempo.

Infine: Salvatore implora gentilmente le scrofe di non sposarsi “perché rovinano i loro figli” e suggerisce, in un epoca e in un paese in cui sono accessibili pillole contraccettive e preservativi, che tali figli scaturiscano dal “desiderio di fottere” delle scrofe, per cui è meglio che le suddette vadano nei bordelli (a fare le prostitute?), si accoppino con il primo sconosciuto che passa per strada o si facciano una doccia fredda per calmare i bollori.

Mago Zurlì, non ci siamo. Sembra quasi che una donna possa concepire solo all’interno di un regolare matrimonio. Ho capito, come lei dichiara, che non conosce il corpo umano, ma dovrebbe almeno sapere che al concepimento è necessario solo l’incontro di un ovulo e uno spermatozoo in condizioni favorevoli, non un certificato del Comune ne’ la benedizione di un prete qualsiasi. Dovrebbe anche sapere che la misoginia (l’odio per le donne) non ha mai curato una beata mazza ed è di assoluto detrimento per la salute femminile. Perciò, per favore, smetta di vomitarcela addosso. Maria G. Di Rienzo

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