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Faccio strada

(“Ti racconterò la fiaba”, di Monica Aasprong – in immagine – poeta, scrittrice e traduttrice nata a Kristiansund, in Norvegia, nel 1969. Trad. Maria G. Di Rienzo. La traduttrice deve lasciarvi per qualche giorno ma come leggerete di seguito, nel frattempo, ci sarà il fuoco a camminare al vostro fianco.)

monica-aasprong

TI RACCONTERÒ LA FIABA

Ti racconterò la fiaba che tanto ti piace. Quella del fuoco:

Incontrai il fuoco nella foresta

e il fuoco mi vide e mi guardò

con occhi sfolgoranti

Venne vicino e ancora più vicino

e il calore riscaldava

dalle sue braccia gialle

dalla sua faccia rossa

Si ferma e chiede:

verresti con me nella foresta

vieni con me attraverso gli alberi

attraverso l’erba

oltre il campo, io andrò

sotto la Terra, disse il fuoco

con la bocca piena di corteccia

e la voce piena di fiori

Ed io mi unii al suo viaggio

gli camminai accanto nell’oscurità

Faccio strada, disse il fuoco

dea-pele

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quattro elementi

Vorrei essere forte, indipendente, sicura di me, aver fiducia in me stessa, essere felice di essere me stessa ma…

Dopo il “ma”, per una donna, possono venire tante cose e persino tutte (o quasi) insieme: traumi, pressione sociale, discriminazione, lutti, disagio economico, abusi psicologici, violenza di ogni tipo…

La lotta perché nessuna singola donna soffra delle numerose ricadute di una persistente diseguaglianza di genere fondata su sessismo e misoginia è politica e collettiva, ma singolarmente si può sempre dare a se stesse una mano (sulla spalla) o due (abbracciandosi).

Perciò, oggi vi suggerisco una delle piccole cose che propongo alle partecipanti ai miei seminari. Chiamiamola “I quattro elementi”. Per farla, vi servono un foglio di carta abbastanza grande, una matita normale e quattro matite colorate o pennarelli: marrone, blu, verde e rosso.

Mettete il foglio sul tavolo. Con la matita normale disegnate un cerchio che ne occupi la maggior parte. E’ il mondo. Dite a voce alta: “Io entro in questo mondo di mia volontà e creerò il mio proprio mondo all’interno di esso.”

Adesso tracciate una croce sul cerchio, dividendolo in quattro parti, ognuna per uno dei quattro elementi: Terra, Aria, Acqua e Fuoco.

Nella sezione della Terra, con la matita marrone, scrivete le parti del vostro corpo che amate di più e perché: “Amo le mie mani, perché sono abili e gentili e versatili.”, “Amo le mie gambe, perché sono forti e mi hanno portata ovunque.”, “Amo le mie spalle, perché accarezzandole sembra di toccare una stoffa soffice e preziosa.”, e così via.

Nella sezione dell’Aria, usate la matita blu per scrivere le vostre specifiche capacità e conoscenze: “Sono un genio nel risolvere i problemi di matematica.”, “So moltissime cose su – fiabe, arti marziali, cinema, fumetti, astronomia, piante, motociclette, insetti, erboristeria…”, “Sono molto brava a spiegare ad altre persone come…”

Per l’Acqua, prendete la matita verde e pensate un attimo ai bruschi cambiamenti e alle sfide emotive che avete affrontato nella vostra esistenza, poi scrivete un tratto che ammirate nel modo in cui avete superato quei momenti, adattandovi e/o trasformandoli: pazienza, ascolto, sveltezza, riflessione, rispetto di voi stesse, determinazione, capacità organizzativa, intuito, intelligenza…

Per il Fuoco, con la matita rossa, scrivete ciò che avete ottenuto nella vostra vita sino ad ora: istruzione, carriera, successi creativi, successi relazionali, soddisfazioni personali.

Fatto? Ehi, vi ricordate quella donna forte, indipendente, sicura di , che ha fiducia in se stessa ed è felice di essere se stessa? La state guardando sul foglio. Maria G. Di Rienzo

woman and wind

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Una fiammata che incendia il buio

(“The Burning Woman” – “La donna che brucia”, di Sandra Kasturi, poeta, scrittrice di fantasy, creatrice di serie tv per bambini, editrice. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

sandra kasturi

Ascolta!

Puoi udire la sua voce sfumata

dall’interno della conflagrazione.

Dice sempre la verità.

Mente sempre.

Lei crepita come midollo osseo

mentre cammina.

I suoi occhi e la sua bocca sono aperti,

e bruciano come magnesio.

E’ una Gorgone al contrario;

ogni cosa che guarda

è spinta ad una frenesia di vita.

Se sei molto fortunata

e le corri dietro

sino a che lei ti cattura,

puoi metterla in un vaso di vetro

per tenerci l’aria:

una fiammata di lucciole

incendierà il buio.

fireflies

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(“A Letter To All Women Who Have Been Told To Quieten Down, Speak Softer and Be Less Angry”, di Mohadesa Najumi per The Feminist Wire, 29 novembre 2013, trad. Maria G. Di Rienzo. Mohadesa è una giovane studente femminista.)

Dedicato a mia madre, Kateryna, Hala, Kim, Gabby e Buonasahra.

Heart Fire

Cara donna a cui è stato detto di calmarti, di parlare a voce più bassa e di essere meno arrabbiata per tutta la tua vita, tu hai pensato che se parlavi meno, e in tono più sommesso, lui non avrebbe notato la rabbia trasudare dai tuoi polmoni sotto forma di parole.

Ti senti come il fuoco in un oceano. Per la maggior parte del tempo metti in questione te stessa. Ti chiedi se sei una delinquente che subisce un processo perché ha la bocca grande.

Ti chiedi se la tua voce è troppo alta, se sei troppo intransigente e se sei troppo dannatamente furiosa.

Ti è stato insegnato ad abbozzare, assorbire, e il retro del collo qualche volta ti fa male da quanto annuisci.

Ogni domanda che fai in classe comincia con “Scusate”.

Ti si fa sempre sentire come se tu stessi violando qualcosa con le tue opinioni, come se le tue parole fossero un fardello da portare.

Io ti conosco. Io so chi sei, so come ti senti e cosa passa per la tua mente intricata. Io sono te.

Ti è stato detto che la tua rabbia è controproducente. Che stai solo sprecando energie e che – questa è la parte che ti ferisce di più – tu hai troppa passione. Tu non riesci a capire come qualcuno possa avere troppa passione. Ti chiedi se a tuo fratello, ai tuoi colleghi e amici maschi, è stato mai detto che sono troppo appassionati.

Ricordi tua madre dirti di parlare meno, mentre tuo fratello domina la discussione a tavola. Lui, lo chiamano “sicuro di sé”, e te, ti chiamano “focosa”. Ti sei chiesta perché lui doveva essere l’oceano e tu dovevi essere il fuoco.

Hai fatto pratica del parlare dolcemente allo specchio, ma persino allora non riuscivi a riconoscerti nel riflesso e ti odiavi perché stavi tentando di cambiare. In questo modo non troverai un uomo., hai detto a te stessa, Nessuno vuole una ragazza che è interamente fuoco.

Ti sei ripromessa di non arrabbiarti più tanto facilmente. Hai fissato un sorriso vacuo sulla tua faccia, ma non ci ha creduto neppure il tuo gatto. Ti sei data l’obiettivo di respirare e riflettere prima di dire qualsiasi cosa che suonasse “arrabbiata”. Non ha mai funzionato.

Un giorno hai incontrato un uomo che ha sorriso mentre alzavi la voce e ha guardato la tua lingua arrotolarsi nella bocca come se stesse guardando un’opera d’arte. Amava il tuo fuoco. Ma anche lui ha messo in questione che tu fossi ascoltata. Ti ha chiesto di essere meno rozza con sua madre e i suoi amici. Ogni tanto ti urla dietro. Ma, tu dici a te stessa che te lo meriti.

Nessuno può contenere la tua passione, la tua rabbia, la tua anima. Sono tue e ti adornano. Tu detesti doverle soffocare per chiunque.

La parte peggiore dell’essere meno arrabbiata è la fatica che ciò richiede. La rabbia è una residente fissa nel tuo corpo. Tutti gli anni in cui ha soppresso la tua sessualità per gli altri, i dubbi sul tuo corpo, la pressione da chiunque attorno a te affinché tu diventassi una versione minore di te stessa: come puoi NON essere arrabbiata?

Ci si aspettava da te che tu guardassi con occhi splendenti, mentre tuo padre piantava bombe a grappolo nel cuore di tua madre? Gli shrapnel ti hanno colpita duramente e tu hai pianto ogni volta in cui hai visto tua madre tremare all’ingiuria.

Il tuo insegnante, il leader della tua congregazione religiosa, tuo zio, tutti hanno detto che maneggiarti è troppo difficile. Come potrà mai tenere un marito con sé, con questo tipo di carattere?, hanno detto prendendoti in giro. Tu sei solo rimasta là ferma, a pensare come li avresti smentiti.

Tutte queste discussioni con uomini che insistono a dirti come stai esagerando.

Le infinite volte in cui ti hanno chiamata “teatrale”.

L’esclusione. La solitudine. L’isolamento.

Ma – il tuo spirito, il tuo fuoco, la tua rabbia, prevalgono sempre.

Alla donna a cui è stato detto di calmarsi, di parlare a voce più bassa e di essere meno arrabbiata per tutta la sua vita: tu sei il mio cuore in forma umana. Non vorrei vivere in un mondo in cui tu non esisti.

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