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Insieme per la trasformazione: un appello agli uomini ed ai ragazzi

(trad. M.G. Di Rienzo)

In occasione del Giorno internazionale per i diritti umani, il 10 dicembre 2009, noi 19 uomini da diciassette diversi paesi, provenienti dall’Africa, dall’Asia, dall’Europa, dall’America, dal Medio Oriente e dal Pacifico, ci siamo riuniti qui a Egmond aan Zee in Olanda, per un seminario su “Nonviolenza attiva sensibile al genere”. Il seminario era organizzato dalla International Fellowship of Reconciliation e dal suo Programma delle donne costruttrici di pace.

Collettivamente abbiamo redatto questo documento ed espresso il nostro impegno verso di esso.

 Noi comprendiamo che gli uomini e le donne sono socializzati in un sistema patriarcale che legittima l’uso di differenti tipi di violenza per raggiungere, riottenere e controllare il potere, affliggendo settori marginalizzati e spossessati della società. Noi diamo pieno riconoscimento al fatto che le donne soffrono più degli uomini dell’oppressione di genere.

Noi comprendiamo e riconosciamo che le donne sono sempre state agenti attive per il cambiamento. Donne in tutto il mondo si stanno opponendo ad ogni forma di discriminazione e violenza per portare giustizia sociale, giustizia di genere e pace al mondo. Alcuni uomini sono al fianco delle donne come alleati nelle loro lotte e sanno che la nozione di “mascolinità dominante”, trasversale alle culture, pone ostacoli all’eguaglianza di genere ed alla giustizia sociale.

Uomini e donne soffrono entrambi in questo sistema, e devono unire le loro mani per avere un cambiamento che sia trasformativo. Gli uomini hanno molto da guadagnare da questo cambiamento: in salute, in benessere generale, e in sicurezza.

Noi crediamo che tutti gli individui hanno eguali diritti umani, senza distinzione di genere, origine, nazionalità, età, religione, casta, classe, razza, colore, occupazione, abilità fisiche e mentali, e sessualità.

Tutti gli esseri umani hanno il diritto ad una vita dignitosa libera da minacce e discriminazioni.

Noi colleghiamo il nostro impegno anche a tutte le convenzioni e dichiarazioni internazionali, in special modo alla Dichiarazione universale dei diritti umani, alla Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, alla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, alle risoluzione del Consiglio di sicurezza NU 1325, 1820, 1888 and 1889.

Tutti questi documenti devono essere realizzati nel loro vero spirito, e passi ulteriori devono essere compiuti per migliorare le politiche ed i programmi che attengono alle donne ed alla giustizia di genere.

Contro la diseguaglianza di genere e le discriminazioni verso le donne, in tutte le loro forme, noi alziamo le nostre voci, e ci impegniamo a rendere la nonviolenza attiva sensibile al genere uno stile di vita. Ci sentiamo ispirati e fortemente connessi a questo lavoro, per la prospettiva di cambiamento che esso fa apparire nelle nostre esistenze e nelle società in cui viviamo.

Noi crediamo nella capacità delle persone di creare cambiamenti trasformativi in modi nonviolenti. Perciò ci appelliamo agli uomini ed ai ragazzi, affinché:

La nonviolenza attiva, sensibile al genere, sia il loro metodo per risolvere i problemi;

Smettano di usare qualsiasi forma di violenza contro le donne;

Si impegnino in dialoghi costruttivi con le donne;

Provvedano spazi per una partecipazione significativa delle donne, su basi di uguaglianza, nelle sfere privata e pubblica, nonché nei processi di costruzione della pace;

Smettano di militarizzare la resistenza ed i processi di pace;

Promuovano politiche che portino dignità a tutte le persone.

Noi chiamiamo gli altri uomini e ragazzi ad unirsi a noi in questo viaggio.

Egmond aan Zee, Olanda, 10.12.2009

Firmato:

Alphonse Ilot Muthaka, di PEREXC (Programma di reinserimento socioeconomico per gli ex combattenti), Repubblica democratica del Congo

Alimou Diallo, di WANEP (Rete dell’Africa Occidentale per la costruzione di pace), Ghana

Anand Pawar, di SAMYAK (Centro risorse per la comunicazione), India

Ali Gohar, di JUST PEACE INTERNATIONAL, Pakistan

Babar Bashir, di ROZAN, Pakistan

Christian Ngendahimana, di FOUNTAIN-ISOKO (Per la buona governance e lo sviluppo integrato), Burundi

Kapil Kafle, dell’ ISTITUTO PER LA COMUNICAZIONE SUI DIRITTI UMANI, Nepal

Nixon Nembaware, Zimbabwe

Otim Tonny, di TESO-Attivisti per la pace, Uganda

Oluoch Dola, di CHEMCHEMI YA UKWELI (Movimento per la nonviolenza attiva kenyota), Kenya

Owen Murozvi, del CONSIGLIO NAZIONALE DELLE CHIESE, Zimbabwe

Paulo Baleinakodawa, del CENTRO DEL PACIFICO PER LA COSTRUZIONE DI PACE, Isole Fiji

Rob Fairmichael, di INNATE, Irlanda

Ruben Reyes Jiron, della RETE MASCOLINITA’ ED EGUAGLIANZA DI GENERE, Nicaragua

Samuel D. Darpolor, di WANEP (Rete dell’Africa Occidentale per la costruzione di pace), Liberia

Sivarajah Bagerathan, Sri Lanka

Sothea Sak, di SILAKA, Cambogia

Siad Darwish, del MOVIMENTO PER LA PACE PERMANENTE, Libano

Valtimore B. Fenis, del MPPM (Movimento popolare per la pace di Mindanao), Filippine

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