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Solo una canzone

Bad Religion – Punk Rock Song (dall’album “The Gray Race”, 1996)

https://www.youtube.com/watch?v=S_Xm9BzpwPc

 

bad religion

Sei stato nel deserto?

Hai camminato con i morti?

Ci sono centomila bambini che sono uccisi per il loro pane

E i dati non mentono, parlano di un morbo umano,

ma noi facciamo quel che ci pare e pensiamo quel che vogliamo

Hai vissuto l’esperienza?

Hai testimoniato la piaga?

Gente che fa figli a volte solo per fuggire

In questa terra di competizione la compassione è scomparsa

Pure noi ignoriamo chi versa nel bisogno e continuiamo a spingerci avanti

Continuiamo a spingerci avanti

Questa è solo una canzone punk rock

scritta per le persone che riescono a vedere che qualcosa non funziona

Come formiche in una colonia facciamo la nostra parte

ma ci sono un sacco di altri fottuti insetti là fuori

E questa è solo una canzone punk rock

Come operai in fabbrica facciamo la nostra parte

ma ci sono un sacco di altri fottuti robot là fuori

Hai visitato il pantano?

Hai nuotato nella merda?

Le riunioni dei partiti e la real politik

Le facce sempre differenti, la retorica identica

Ma noi la ingoiamo e non vediamo nessun cambiamento

Nulla è cambiato

Dieci milioni di dollari per una campagna elettorale perdente

Venti milioni di persone fanno la fame e si contorcono per il dolore

Persone grandi e potenti non hanno la volontà di dare

Sono minuscole per visione e prospettiva

Un bambino su cinque vive sotto la soglia di povertà

Un’intera popolazione non ha più tempo a disposizione

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(“70% of the World’s Hungry Are Women: UN Special Rapporteur on the Right to Food – Report” – Agenzia Donne delle Nazioni unite, marzo 2016, trad. Maria G. Di Rienzo. Potete leggere l’intero rapporto di cui si parla qui al link: http://ap.ohchr.org/documents/dpage_e.aspx?si=A/HRC/31/51 )

Le donne ammontano al 70% delle persone affamate e sono sproporzionatamente affette da denutrizione, pure restano le responsabili per più della metà della produzione globale di cibo.”, ha detto la Special Rapporteur sul Diritto al Cibo delle Nazioni Unite, Hilal Elver (nell’immagine).

hilal

Poiché devono affrontare discriminazioni su livelli multipli, il diritto delle donne all’accesso al cibo interessa tutti gli stadi della loro vita. In effetti le donne in numerosi paesi ricevono meno cibo dei loro partner maschi, come risultato del loro status sociale più basso. – ha detto la signora Elver al lancio del suo ultimo rapporto al Consiglio NU per i diritti umani – La segregazione sociale basata sul genere, quando si combina con altre forme di discriminazione basate su religione, razza, etnia, classe e casta, rende le donne ancor più svantaggiate.

Nonostante il loro contributo determinante alla produzione mondiale agricola e di cibo, le donne hanno difficoltà a mantenere i mezzi di sussistenza per le loro famiglie a causa della crescente competizione con le merci agricole importate, i guadagni ridotti e il prezzo calante delle derrate alimentari sul mercato internazionale, come nell’intraprendere attività di mercato quando le norme culturale rendono per loro socialmente inaccettabile interagire con uomini. Le donne migranti con uno status d’immigrazione precario e le donne indigene sono particolarmente vulnerabili.

Chiudere il divario di genere in agricoltura richiede lo sviluppo di politiche sensibili al genere. Assicurare diritti sul suolo, rinforzare i diritti di bambine e donne all’istruzione e alla protezione sociale e aumentare la partecipazione delle donne al processo decisionale in maniera significativa sono punti critici. Aumentare l’accesso e il controllo delle donne sulle risorse ha già mostrato di avere effetti positivi per lo sviluppo umani, inclusa la sicurezza del cibo nelle famiglie, la nutrizione dei bambini, l’educazione scolastica e il benessere e lo status delle donne all’interno della casa e della comunità.

Rispettare, proteggere, realizzare i diritti delle donne inevitabilmente risolverà problemi maggiori nei sistemi che riguardano il cibo in generale e possono aiutare le comunità a raggiungere migliori risultato di sviluppo.”

(Hilal Elver, turca, è stata nominata Special Rapporteur sul Diritto al Cibo nel 2014. E’ docente universitaria di diritto e ricercatrice, nonché co-direttrice del “Progetto sul cambiamento globale climatico, la sicurezza umana e la democrazia”.)

P.S. Avvisate con urgenza Adinolfi: questa donna ha detto segregazione sociale basata sul genere, divario di genere e politiche sensibili al genere. E’ possibile che stia incitando delle donne a fregargli uno dei sette cornetti della sua frugale colazione mattutina (dei cornetti ne ha parlato lui ai giornali, non me lo sono inventata).

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