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Posts Tagged ‘eutanasia’

Non è difficile scrivere di Noa. Dal giorno della sua morte una colata di articoli imprecisi e sensazionalistici, sedicenti approfondimenti (per lo più sul generico “disagio” degli adolescenti e parecchi concentrati sul benessere maschile – quando si dice stare sul merito), commenti francamente inutili hanno invaso media e social media.

“Rivivo la paura, il dolore, ogni giorno. Sempre spaventata, sempre in guardia. E il mio corpo si sente ancora sporco. Si è forzato l’ingresso nella mia casa, il mio corpo: questo non potrà mai essere cancellato.”

Così raccontava Noa: assalita sessualmente a 11 e 12 anni e infine stuprata da due uomini a 14 – una violenza, quest’ultima, che non aveva denunciato per “paura e vergogna”. La sua vita è diventata un’insopportabile tortura, passata a entrare e uscire da ospedali, istituzioni e centri specializzati, e la ragazza olandese ha scelto di lasciarsi morire a 17 anni.

Nei prossimi giorni si continuerà a sproloquiare su eutanasia e “sconfitte” della società e il mal di vivere dei giovanissimi, ma non durerà molto. Il gorgo delle notizie veloci, delle esche per click, delle fake news, del consumo acritico dell’informazione, della memoria corta e del rifiuto della Storia, triturerà la vicenda sino a farla scomparire.

E nessuno ha parlato, sta parlando o parlerà di cosa ha effettivamente ucciso Noa: la violenza di genere, la legittimazione che molti uomini sentono di avere all’abuso e al controllo dei corpi femminili, la generale indifferenza o addirittura il biasimo delle vittime che circondano gli stupri.

Perché questa ragazza ha continuato a sentirsi “sporca”, lei, che non aveva fatto nulla di cui vergognarsi? Quante barzellette sullo stupro avrà sentito Noa? Quanti insulti sessisti diretti a lei o ad altre donne? Quante idiozie sul masochismo femminile e la congenita falsità delle donne, che in realtà adorano l’essere stuprate? Qual è l’ammontare di immagini pornificate e degradanti del corpo femminile che l’ha raggiunta? Quante stupidaggini sul “lasciarsi ogni cosa alle spalle” le sono state dette?

Qualche finissimo/a “opinionista” le avrà suggerito di farsi un bidet, che tanto poi passa tutto?

Maria G. Di Rienzo

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“Voglio rimanere con Francesca, in qualunque condizione si trovi. Non abbandonatemi separandoci, mi ucciderei.” E lo ha fatto. Mario si è dato fuoco a 85 anni, ed è morto, perché la sua compagna affetta da Alzheimer era stata trasferita in una clinica fuori città, troppo lontana da lui.

amore

Sapendo di prima mano cosa vuol dire aver a che fare con familiari anziani non in grado di prendersi cura di se stessi, non mi sogno neppure di criticare la decisione della figlia di Francesca. Pure, mi sento amareggiata e la vicenda ha preso per me i contorni di uno spettro malefico che si profila al mio orizzonte. Francesca e Mario si erano amati ed aiutati reciprocamente per vent’anni, ma non erano sposati, non erano parenti, legalmente la loro relazione non esisteva e non è stata presa in considerazione. La mia relazione inesistente a livello legale dura da 35 anni, ma se domani mi ammalo in modo tale da non essere più in grado di prendere decisioni, il mio compagno non ha in pratica voce in capitolo e finirebbe per averne, invece, un fratello che per tutta la vita mi ha considerata meno di un escremento e trattata in accordo, un individuo a cui della mia volontà o del mio benessere non è mai importato un fico secco, anzi.

Avrei bisogno delle unioni civili, gentile (sì, come no) governo italiano. Sono troppo povera per risposarmi o per pagare un notaio affinché vernici di pseudo-legittimità una relazione d’amore con qualche marca da bollo. Avrei bisogno del diritto all’eutanasia, governo italiano delle sagge (???) riforme. Se devo finire nelle mani di uno stronzo solo perché è legalmente mio parente, datemi almeno il diritto di staccare la spina.

Ehi, Mario, immagino che qualcuno starà ridendo di te. Morire d’amore a 85 anni è sguaiato, inconcepibile, una barzelletta. Eravate tutti e due rugosi e brutti, accidenti, con un piede nella fossa. Lei era pure scentrata nel cervello. Meno male che ti sei tolto di mezzo, stanno pensando – o persino dicendo, perché i vecchi non servono a niente. Io invece ti dirò qualcosa, Mario, che forse Francesca avrebbe voluto dirti, che forse Francesca in qualche modo ti ha detto.

Il fiume della vita

fluisce liberamente

Ti va

se tu ed io

ci facciamo una nuotata

dalla mortalità all’immortalità?

(“Death to Life”, Heather Burns, poeta contemporanea)

fiume

Il tuo amore, Mario, resterà con lei sino alla fine. Il vostro amore, Francesca e Mario, resterà con me e ve ne ringrazio. Il vostro amore, mortale e immortale.

Maria G. Di Rienzo

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