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Dai giornali: “Un giovane di 25 anni è stato malmenato a Cremona da militanti leghisti durante un comizio del ministro dell’Interno Matteo Salvini, la sera dello scorso 3 giugno, ma il video che testimonia i fatti è stato diffuso solo negli ultimi giorni (…) Mentre il ministro parlava il giovane ha tirato fuori una sciarpa su cui c’era scritto “Ama il prossimo tuo”, tanto è bastato per prendersi spintoni e ceffoni dai presenti.”

Il ministro, dal palco, commenta: “Lasciatelo da solo, poverino. Un applauso a un comunista, perché se non c’è un comunista ai giardinetti non ci divertiamo. Mi fanno simpatia quelli che nel 2019 vanno ancora in giro con la bandiera rossa e la falce e martello. A Milano c’è il Museo della Scienza e della tecnica dove si studiano i dinosauri”.

La Digos, riporta sempre la stampa, ha identificato il giovane, ma non i suoi aggressori. Ci hanno provato, intendiamoci, ma c’era troppa confusione… Il “comunista” (???) ha riportato lesioni, come attestato dal personale dell’ambulanza presente sul luogo del comizio, ma evidentemente ha una prognosi inferiore ai venti giorni perché la denuncia d’ufficio non è partita e sempre i giornali spiegano che “ha 90 giorni di tempo per denunciare le lesioni subite” (art. 528 del Codice Penale).

Dunque, l’ex comunista padano (evidentemente lui si è de-dinosaurizzato), nonché ex membro del comitato di liberazione della Padania (oggi fervente patriota italico e sovranista), autoproclamato padre di 60 milioni di italiani – compreso il venticinquenne con sciarpa – pensa che l’invito ad amare il proprio prossimo sia comunismo conclamato e meritevole almeno di dileggio: che sia meritevole di pestaggio lo pensano comunque i suoi sostenitori.

Voi direte: ma “ama il prossimo tuo” sta nel catechismo della chiesa cattolica! E avete ragione, le conosciamo come parole di Gesù: “Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questo.” (Mc 12,29-31). Ma vedete, l’interpretazione è tutto. Il ministro leghista Fontana ha già chiarito in televisione che il catechismo bisogna guardarlo meglio, nella fattispecie indossando i suoi occhialini bigotti: “Ama il prossimo tuo, quello nella tua prossimità. Prima di tutto cerchiamo di far star bene le nostre comunità.” E’ un astigmatismo più etico che fisico, comunque ha l’effetto di restringere ai minimi termini empatia, solidarietà, giustizia sociale, rispetto delle persone e dei loro diritti umani.

L’unica nota positiva dell’episodio cremonese la danno i risultati elettorali: nonostante l’impegno messo nella sguaiata performance del 3 giugno, i bulli hanno perso (ha vinto il centrosinistra). A proposito, sig. Salvini: # 60 milioni meno un‘altra ancora – io.

Maria G. Rienzo

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