Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘conversazioni’

think before you speak di aienahana

Al contrario di quel che molte persone credono, nell’era di Facebook e Twitter, non è necessario esprimersi sempre e su qualsiasi argomento. A volte è meglio tenere la bocca chiusa e riflettere un po’ prima di riaprirla, per esempio:

Se sostenete qualsiasi cosa non essendo in grado di spiegare perché.

Se quel che sapete dire ammonta unicamente a: “ben altro”, “non serve”, “non basta”, “tizio/tizia moraleggia” (che neologismo affascinante!), “vergogna”, “ecco!” (cosa?), giacché non state fornendo a chi vi ascolta/legge nulla di sensato, di logico o di informativo.

Se saltate in modo tronfio in controversie che non vi riguardano, conoscendo parzialmente o per nulla questioni e persone coinvolte, a dichiarare che questo o quello è la verità.

Se siete inclini a intervenire a comando e a sproposito, come servi sciocchi, in controversie che non vi riguardano perché percepite l’una o l’altra parte come il vostro “guru” personale, o perché non siete in grado – per qualsiasi motivo – di resistere alle pressioni del suddetto santone tese a dimostrare non la validità del suo punto di vista, ma che tantissimi/tutti la pensano come lui. (E chi se ne frega: se hanno torto, continuano ad avere torto.)

Se ad ogni passaggio del vostro argomentare siete costretti ad aggiungere “Non intendevo questo”.

Se non riuscite a parlare/scrivere senza vomitare tonnellate di insulti di qualsiasi tipo: no, non è libertà d’espressione, è violenza verbale e non sta scritto nella Costituzione che avete il diritto di esercitarla.

Se siete inclini a dare di matto, fare scenate, agire come un/una stalker di fronte alla risposta “No”.

Se sospettate un complotto ogni volta in cui chi è in disaccordo con voi ammonta alla gran folla composta da due persone.

Se chiedete pareri sul vostro lavoro, e quando arrivano e non vi piacciono urlate che sono meschini, volgari, ignoranti, patetici e pagati dal nemico.

Se trattate qualsiasi opinione critica a voi sgradita come fosse un’ode all’efferatezza, la peggiore delle blasfemie e il detonatore per la fine del mondo.

Se accusate di gelosia/invidia chiunque sia in disaccordo con voi, vi create una narrazione fantastica al proposito e la diffondete con certosina insistenza.

Se quando vi si chiede di rispondere di uno o più dei comportamenti succitati, dichiarate di essere oggetto di persecuzione e vi paragonate agli ebrei durante il nazismo.

Si può fare di meglio, quando si pensa. Maria G. Di Rienzo

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: