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Posts Tagged ‘auguri’

the wishing well di kathy kehoe bambeck

E’ passato un quarto di secolo dalla “Quarta conferenza mondiale sulle Donne: azione per l’eguaglianza, lo sviluppo e la pace” delle Nazioni Unite, da cui uscì la nota Piattaforma di Pechino firmata da 189 Paesi. All’epoca mi era stato commissionato un articolo al proposito, per cui il mio primo ricordo di quel settembre 1995 è uno scassato telefono viola in cui riverso domande in inglese, fra mille disturbi sulla linea, a una gentile delegata che si trova in Cina. Il risultato finale della Conferenza consentì un minimo di entusiasmo, potendo essere riassunto così: “L’avanzamento delle donne e il raggiungimento dell’eguaglianza fra donne e uomini sono materia di diritti umani e condizione per la giustizia sociale e non dovrebbero essere visti come un’istanza isolata delle donne. L’empowerment delle donne e l’eguaglianza fra donne e uomini sono prerequisiti per raggiungere sicurezza politica, sociale, economica, culturale e ambientale fra tutti i popoli.”

Gli impegni presi e sottoscritti nella dichiarazione di chiusura includevano l’eliminare la violenza contro le donne, l’assicurare a tutte le donne l’accesso alla pianificazione familiare e alla cura della salute riproduttiva, il rimuovere le barriere alla partecipazione delle donne ai processi decisionali, il fornire alle donne impieghi decenti e salario uguale per uguale lavoro. Il documento chiedeva anche ai governi di affrontate l’impatto della degradazione ambientale sulle donne e di ascoltare le donne indigene in ogni materia relativa allo sviluppo sostenibile, di riconoscere lo sproporzionato fardello posto sulle donne dal lavoro non pagato di cura e di impegnarsi per una migliore rappresentazione delle donne nei media.

Venticinque anni dopo, nessuna nazione ha tenuto completamente fede alle promesse. Ci sono stati miglioramenti e progressi, ma viviamo ancora in un mondo in cui una donna su tre subisce violenza fisica e/o sessuale durante la sua vita, in cui le donne sono pagate meno degli uomini pur svolgendo le stesse mansioni lavorative e centinaia di migliaia di donne muoiono ancora ogni anno per complicazioni relative alla gravidanza e al parto collegate allo scarso o inesistente accesso a risorse e strutture, eccetera, eccetera. Inoltre, in molte zone del pianeta i diritti umani delle donne hanno fatto o stanno facendo passi indietro: l’avanzamento di destre, partiti religiosi fondamentalisti, movimenti sovranisti / populisti coincide ovunque con un peggioramento dello status femminile.

L’inerzia o la vera e propria misoginia della politica si intrecciano al vissuto sociale e il 2019, in Italia, va al suo termine con notizie di questo tipo:

30 dicembre 2019: “Feriva la compagna con i coltelli come il suo idolo Joker: arrestato 38enne romano – L’uomo, benestante residente nella Capitale, da alcune settimane soggiornava in strutture ricettive dei Castelli. Una sera di 20 giorni fa, i militari sono dovuti intervenire in un locale di Nemi dove il 38enne era andato in escandescenza e aveva iniziato a picchiare la compagna, la 40enne con cui aveva una relazione da qualche mese. (…) Appassionato di coltellini da caccia che usava con la stessa disinvoltura del suo idolo, spesso la minacciava di colpirla e le procurava tagli sulle gambe.”

Sorelle (e fratelli alleati), non aspettate il cambiamento e continuate a crearlo, perché il cambiamento siete voi. Siamo noi. Affido questo al pozzo dei desideri. Vi voglio bene e ogni bene vi auguro per il prossimo anno.

Maria G. Di Rienzo

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Chiuso per ferie

Happy Snowflake

Hello, surfers, qua chiudiamo per ferie invernali. Ci risentiamo l’anno prossimo… il quale, visto il clamoroso fallimento del 2018, non avrà altra scelta che essere migliore. Vero? (Dite di sì!)

Love, MG

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Auguri, soavi compagne/i di viaggio; agli 892 “fissi” oltre agli auguri complimenti per la vostra resistenza (scherzo) e grazie per il vostro apprezzamento. Grazie anche a chiunque passa di qui occasionalmente o per la prima volta.

Non starò a girarci intorno. A livello personale il 2017 è stato per me un annus horribilis e ho il ragionevole timore di non sperimentare miglioramenti significativi per buona parte del 2018. Ma a livello collettivo, femminista e attivista, abbiamo avuto delle giornate splendide, delle grandi campagne, dei riconoscimenti e dei risultati. E’ un momento storico in cui abbiamo guadagnato spazio e visibilità: celebrare è rinvigorente e giusto, ma dobbiamo anche essere consapevoli che il lavoro davanti a noi è ancora enorme e continua a richiedere il nostro impegno.

Ve lo dico con le parole di Billie Jean King, ex prima tennista professionista americana e appassionata attivista per i diritti delle persone LGBT, pronunciate di recente in occasione della proiezione di un film (“The Battle of Sexes”) che racconta del suo match con un altro famoso tennista, Bobby Riggs.

Billie ha parlato di quanto ci siamo spinti in avanti, in generale, nella lotta per l’eguaglianza, sottolineando per esempio che quando gli atleti oggi fanno “coming out” – dichiarano la loro omosessualità – sono spesso celebrati: lei, come lesbica, ha dovuto restare “nell’armadio” per tutti gli anni ’70 per proteggere la sua carriera e quando una sua ex ragazza vuotò il sacco sulla loro passata relazione, nel 1981, perse ogni appoggio o sponsorizzazione.

“Partecipate, partecipate, partecipate. – ha detto al suo pubblico – Non siate semplicemente “coinvolte/i” da altre persone, prendete l’impegno personale di fare quel che pensate sia giusto. Trovate il tempo, raccogliete fondi, qualsiasi cosa possiate fare, fatela. Ognuno di noi vive circostanze differenti, abbiamo età diverse e diverse culture, ma trovate un modo qualsiasi di impegnarvi per ciò in cui credete: in piccole cose, ogni singolo giorno. Io credo che questo aiuti davvero.”

Possa il 2018 essere per tutte/i voi un annus mirabilis di piccole cose quotidiane che si assemblano nel grande affresco di un mondo più decente e più felice. Io mi concedo qualche giorno di “ferie” e ci risentiamo in gennaio. Maria G. Di Rienzo

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Le nostre esistenze non sono addolcite

dalla nascita sino a che la vita si chiude.

I cuori patiscono la fame come i corpi:

dateci il pane, ma dateci le rose.”

bread and roses

(dalla canzone “Bread and Roses” di John Denver). La frase originale del 1912, “La lavoratrice deve avere il pane, ma deve avere anche le rose.” è della sindacalista femminista Rose Schneiderman (6.4.1882 – 11.8.1972), il cui discorso cominciava così: “Le donne vogliono il diritto di vivere, non semplicemente quello di esistere.”

rosie fa una pausa

E questi sono i miei auguri per te che leggi in occasione del Solstizio d’Inverno, sia tu un’amica o un amico, una/un conoscente, una o uno passata/o per caso; stia tu celebrando qualcosa in questo periodo o semplicemente pazientando sino alla fine della sarabanda natalizia: vi siano sempre pane e rose nella tua vita e possa tu condividere con altre creature entrambe le gioie. Maria G. Di Rienzo

never

P.S. E non arrenderti. Mai.

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