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Non ho ancora finito, ma nel frattempo vi regalo l’introduzione del romanzo. Adesso potete cominciare a tenere rituali, accendere candele propiziatorie, indirizzare preghiere alle vostre divinità e fare scongiuri affinché io riesca a pubblicarlo (scherzo, ovviamente)…

Iota Virginis

Questa qui sopra è una stella della costellazione della Vergine, Syrma, che simbolicamente gioca uno dei ruoli principali nello svolgersi della vicenda. Come, lo apprenderete leggendo.

La Sottana della Vergine

(di Maria G. Di Rienzo)

“Il Cielo si muove, l’Umanità attende.” – Motto dei Santuari

PROLOGO

Sino alla fine dei suoi giorni, li avrebbe sempre visti così: una fila di goccioline splendenti e tremolanti, appese a un reticolato metallico dopo la pioggia, oppure come la trama di una stoffa fantastica, tessuta con piccole farfalle gemmate che vibravano al vento. Seginus li amava tutti. Era il loro custode e maestro nei primi anni di apprendimento, la loro guida nel periodo in cui prestavano servizio: come il titolo relativo al suo ruolo diceva, era il loro Indicatore. Sapeva molto bene di essere stato condizionato a quella funzione e che il suo indistruttibile affetto per ogni piccolo a lui affidato scorreva nel suo sangue assieme alla medicina celestiale chiamata Benevol – a cui era assuefatto come ogni altro Indicatore – ma che importanza avevano le fonti che sollecitavano il suo sentimento, quando esso lo riempiva di gioia perfetta? E persino di poesia? Il sottile ronzio dei finissimi tralci del Vitalizer, che correvano sulla pelle dei bambini nudi avvolgendoli come in bozzolo, per esempio, gli ispirava sempre nuovi versi; quel giorno, ancor prima di sedersi davanti al comando a tastiera, aveva creato una poesia su quel rumore quasi impercettibile: “Un suono bianco riempe l’aria / Nella rete d’argento / piume e fiocchi di neve danzano”.

I nomi delle piccole “piume” scorrevano davanti ai suoi occhi, evocati nell’aria dal comando del Vitalizer, assieme ai valori di controllo: livello di attenzione, benessere fisico, emozioni specifiche, umore generale… cose che lui avrebbe calibrato in modo opportuno durante la lezione, tramite altre medicine celestiali. Come il suo, (Gamma Bootis – Seginus, gigante bianca nella costellazione di Boote) erano tutti nomi di stelle – una consuetudine comune ai Santuari. In genere, quando madri o parenti in preda alla disperazione li consegnavano a un Santuario i bimbi erano poco più che neonati a cui non era stato dato un nome proprio, e anche quelli che arrivavano più grandicelli, di solito catturati da una banda di gangari, se non erano innominati cambiavano appellativo. Il compenso conferito dai Santuari per l’acquisto dei bambini era stabilito dal Consorzio degli Alveari e restava identico per chiunque li offrisse, comunque li avesse ottenuti.

I “fiocchi di neve” erano invece le lettere ornate color gesso che si levavano parimenti nel vuoto, componendo i messaggi dei suoi scolari resi temporaneamente ciechi e muti ma altamente ricettivi dalla macchina che li controllava: consci della sua presenza gli stavano inviando un silenzioso coro di “Buongiorno Seginus”.

Alpha Coronae Borealis – Gemma, Alpha Delphini – Sualocin, Alpha Vulpeculae – Lucida, Beta Crucis – Mimosa, Delta Centauri – Ma Wei, Delta Orionis – Meissa, Epsilon Corvi – Minkar, Gamma Geminorum – Alhena, Nu Hydrae – Sherasiph, Pi Herculis – Fudail, Zeta Arae – Korban… e il discolo per eccellenza, il peggiore della classe che Seginus sorvegliava con cura particolare e per cui, anche se non lo avrebbe mai ammesso, provava emozioni contrastanti e disturbanti: Iota Virginis – Syrma. Il Vitalizer gli mostrò che l’intera serie dei suoi valori era attorno alla media e l’Indicatore si rallegrò alla prospettiva di tenere una lezione in tranquillità.

Rispose ai saluti, regolò la sonnolenza di Alhena con due cc. di Vigilante, la propensione alla distrazione di Sualocin con un cc. di Cavevos e cercò di scuotere dall’apatia cronica Mimosa con la dose massima di Sollicitus. Lucida non sembrava aver l’intenzione di lasciar libero il proprio estro con battutine e sarcasmi, e per il momento l’Indicatore si astenne dall’ordinare al Vitalizer il rilascio di Gravitax nelle sue vene.

“Questa è l’ultima lezione del primo ciclo, un Riepilogo. – annunciò e dalle creature avviluppate si levarono candidi silenziosi assensi – Da domani cominceremo lo studio dell’accoglienza e di altre materie correlate come la personificazione. Oggi, invece, parleremo di tutto quello che avete già imparato. Dunque, dove ci troviamo… Meissa?”

– In classe. (una fioritura di hi-hi e ah-ah circondò la risposta levitante sopra il corpo di Meissa, che si corresse immediatamente) Volevo dire nel Santuario di Frassineta, che è una località del vivario dipendente dall’Alveare di Torrate, sede dell’Humanocorp.

“Benissimo. Ma anche la prima frase non era sbagliata, birbanti. Cos’è un Santuario, Korban?”

– E’ un luogo che ha acquisito carattere sacro per la sua connessione ai Doni Celesti. La terminologia “Doni Celesti” è usata oggi sia per i prodotti dei divini Silnuharuhr, sia per indicare loro stessi. (le lettere si stagliarono precise e senza esitazioni: Korban era uno dei migliori della classe) In origine, ogni Santuario era una zona delimitata da segnalazioni luminose in cui i mezzi di trasporto alieni lasciavano cadere la manna, cioè cibo, attrezzi, medicinali, eccetera per gli esseri umani.

“Infatti, – convenne Seginus – gli esseri umani non erano più in grado di produrre nulla di utile alla vita e si stavano lentamente e orribilmente estinguendo quando i divini simbionti apparvero con gli exaglobuli nel mezzo dei nostri cieli… ed è così che nacque il motto dei Santuari: il cielo si muove, l’umanità attende… Come sapete, i danni subiti dall’ecosistema del nostro pianeta erano troppo profondi per essere sanati ovunque: solo piccole aree protette e accuratamente separate dal resto, chiamate appunto “vivari”, conservano oggi parte della fauna e della flora originarie della Terra.” Lanciò di nuovo un’occhiata ai valori di Syrma e per un attimo aggrottò la fronte, perplesso: nessuno di essi era cambiato. Scosse le spalle: finché dura, pensò, meglio lasciarlo stare.

“Cosa accadde, quindi… Minkar?”, chiese invece. Il corpicino sembrò tendersi in uno spasmo fra i fili d’argento, ma nessuna lettera apparve. L’Indicatore inviò a Minkar un cc. di Vigilante e uno di Gravitax. Attese poco più di dieci secondi.

– I divini Silnuharuhr, la specie simbionte che soccorse gli umani, decisero per la Riformazione della Terra., rispose Minkar.

“Esatto. La Riformazione è stato un lungo e dettagliato processo portato avanti tramite invasione biologica, e cioè tramite l’ingresso in un ecosistema di organismi ad esso storicamente estranei. Naturalmente usiamo “invasione” in senso scientifico, senza alcuna connotazione negativa… Non ci sono Malcontenti, qui, vero?” Obbedienti risatine vennero vergate dagli scolari. Lucida vi aggiunse un Abbasso i terroristi che cadde nell’indifferenza generale.

“L’organismo invasore può essere un virus, un batterio, una pianta, un insetto o un animale di altra specie. – proseguì Seginus – Precedentemente all’arrivo dei divini simbionti, queste invasioni accadevano a causa di cambiamenti climatici su larga scala o crisi geologiche e hanno fatto parte del processo evolutivo. A volte non avevano successo e la specie esotica si estingueva, altre volte trovavano il nuovo ambiente di loro gradimento e si insediavano senza che il bilanciamento dell’ecosistema ne fosse troppo sconvolto, altre ancora alteravano invece quest’ultimo completamente, provocando l’estinzione delle specie native. Gli agenti della Riformazione hanno viaggiato nei fiumi e nelle correnti oceaniche, sono stati trasportati dal vento, sono stati trasferiti da animali da un luogo a un altro durante le migrazioni stagionali e l’operazione, necessaria al risanamento del pianeta e al suo adattamento per rendere possibile la vita su di esso dei divini Silnuharuhr, ha avuto successo nell’ibridare le varie specie – pochi organismi non hanno risposto al trattamento in modo positivo – conservandole così tramite il rinnovamento e la trasformazione.

L’ibridazione è il processo con cui si incrociano piante o animali geneticamente differenti e che dà come risultato una nuova creatura con un diverso, in questo caso preferibile, insieme di caratteristiche. All’interno della stessa specie l’ibridazione è facile e produce progenie fertile. Incroci fra specie diverse sono più difficili e generalmente producono progenie sterile a causa della difficoltà di appaiamento dei cromosomi durante la meiosi… e cioè quando dalla cellula madre si formano quattro cellule figlie…”

– Noi siamo la progenie sterile!, intervenne Gemma, iscrivendo le parole in un cuoricino.

Seginus sorrise, benigno: “Noi siamo geld, non abbiamo un sesso determinabile e siamo effettivamente infecondi, ma da quasi cinque secoli nasciamo in quella porzione di umanità che non ha accettato di sottoporsi ai trattamenti per l’ibridazione e abita nei vivari: siamo quindi una variazione genetica… più esattamente, 4 tipi di individui geneticamente diversi… della specie umana non determinata dall’intervento dei Doni Celesti. E’ ormai scientificamente dimostrato che la nostra comparsa è stata un sottoprodotto del multiforme inquinamento che in passato ha devastato il pianeta. La nostra percentuale è circa 1/25 e considerato l’alto tasso di sterilità presente anche negli abitanti dei vivari che non sono geld, si può con facilità ipotizzare che gli esseri umani non ibridati scompariranno nel giro di altri trecento o quattrocento anni.” E noi con loro pensò, ma prudentemente non aggiunse, l’Indicatore.

– Gli sta bene, tanto ci odiano., saltò fuori ancora Lucida, i cui valori stavano mostrando una preoccupante impennata di disappunto e disturbo. Seginus esitò, mentre la frase si completava a lettere sempre più grandi e imprecise, dagli orli sfaldati: – Ci abbandonano per soldi! Ce n’è di quelli che ci uccidono appena nati!, poi decise che era meglio somministrare Quietis all’intera classe riservando a Lucida la dose massima, tre cc., più un cc. di Gravitax.

I suoi scolari avevano fra gli 11 e i 12 anni: erano ancora emotivamente fragili e una discussione sui loro genitori sarebbe degenerata in rabbia e pianto collettivi nel giro di pochi minuti. Ma ora le sostanze celestiali scorrevano nei loro organismi, calmandoli e cullandoli come in un caldo abbraccio, rendendoli sereni e pacificati. Certo, per qualche minuto sarebbero stati anche troppo torpidi e refrattari agli stimoli esterni per replicare alle domande dell’Indicatore, tuttavia restavano abbastanza presenti a se stessi per ascoltarlo.

Seginus scorse in velocità i loro valori per assicurarsene… e quando arrivò a Syrma ebbe un sussulto. Boccheggiò, incredulo. Il Vitalizer continuava a mostrargli gli stessi identici livelli medi dell’inizio della lezione – e ciò era impossibile: Quietis rallentava i battiti cardiaci, inibiva l’adrenalina, induceva un certo grado di sonnolenza… Avviò con dita tremanti la scansione che rilevava gli eventuali, rarissimi, guasti o stalli del sistema e come aveva già intuito il Vitalizer stava funzionando alla perfezione. Si alzò in fretta dalla postazione al centro del mosaico sul pavimento, che raffigurava una stella a sei punte, e raggiunse la rete dei tralci argentei. Syrma vi fluttuava come tutti gli altri a occhi chiusi, le labbra atteggiate a un lieve sorriso, le gambe appena ripiegate all’altezza delle ginocchia. Seginus allungò una mano a toccarlo… e lo attraversò. L’immagine si aprì e si richiuse quando ebbe ritratto il braccio.

“Bastardo! – l’esclamazione dell’Indicatore non provocò nulla di più di qualche fronte aggrottata, dato lo stato degli scolari – Ha messo al suo posto un simulacro!” Un minuto dopo, le campane del Santuario presero a suonare con vivo dispetto.

star chart

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Smile!

Creature, devo prendere qualche altro giorno di pausa dal blog.

Causa 1: cambio computer (non esaltatevi, è di seconda mano anche quello “nuovo”);

Causa 2: sono in dirittura d’arrivo per l’ultimo romanzo e ho bisogno di tempo per correggere, rivisitare, limare ecc.;

Causa 3: sono stanca (probabilmente alcuni di voi ricordano il perché) e ho necessità di “ricaricare le pile”.

Però vi amo – come il mio alieno sorriso qui sotto dovrebbe esemplificare – e torno presto. Maria G. Di Rienzo

alien smile

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(tratto da “An Imagined Girls Night With Katniss Everdeen, Hermione Granger, Bella Swan And Buffy Summers”, di Steve Radbourn, scrittore canadese, 28.3.2012. Trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo)

Katniss: Allora, come è andata la settimana, ragazze?

Hermione: Oh, niente di nuovo. Una partita di Quidditch, Ron che frigna e fa il ragazzino, qualche tentativo di omicidio da parte dell’Oscuro Signore e salvare Potter da un fato terribile. Sai, no, la solita roba.

Buffy: Io ho salvato il mondo!

Katniss: Anch’io ho salvato il mondo!

Bella: Io mi sono gettata da un dirupo per tentare di attrarre l’attenzione del mio ex ragazzo.

(attimo di silenzio)

Buffy: Scusa, che hai detto?

Bella: Ecco, mi aveva lasciata ed io ero diventata triste, e rigida, e ho pianto un sacco.

Katniss: E poi hai deciso di ucciderti?

Bella: Be’, in un certo senso. Più che altro volevo attirare la sua attenzione. Sapevo che lui o il tizio lupo mannaro mi avrebbero salvata.

Katniss: Cosa ci si troverà nell’uscire con dei vampiri? Dovresti provare un essere umano qualche volta.

Hermione: Non fare la predica…

Buffy: Non c’è niente che non vada con i vampiri. A parte l’inaffidabilità emotiva, la scarsità di riflessione e il gusto per il sesso veramente rude.

Bella: Il sesso rude è grandioso, anche se è super scocciante dover comprare cuscini nuovi ogni volta. E allora, Katniss, chi scegli fra Peeta e Gale?

Katniss: Non ci ho ancora davvero pensato. Guidare la rivoluzione mi ha occupata parecchio.

Bella: Ma chi dei due ti fa sentire interiormente completa?

Katniss: Uhm, nessuno dei due, suppongo. Più che altro si tratta di decidere se voglio un buon compagno di caccia o un ragazzo che sa far funzionare la macchina del pane.

Bella: Oh, mio dio, non ho proprio idea di cosa farei al posto tuo. E tu, Buffy, scegli Angel o Spike?

Buffy: Avere una storia con un vampiro è pazzesco. O perdono l’anima e tentano di assassinare tutti quelli che conosci, o vogliono solo usarti come oggetto sessuale per le loro confuse fantasie sadomasochiste. In più, ne ho abbastanza dei tizi che tentano di somigliare a Billy Idol. Mi sto prendendo del tempo per me.

Bella: E’ interessante, anche se non sono d’accordo con te perché a me i vampiri fanno sognare, ma comunque… Che dici tu, Hermione, Harry o Ron?

Hermione: Harry è solo un amico per me. Ho sempre preferito Ron, ma pensavo che stasera non fossimo qui a parlare di ragazzi e sembra che voi non vogliate fare nient’altro! Sono venuta per una serata fra ragazze, non per spettegolare sui ragazzi.

Katniss: Mi occupo di ragazzi solo in relazione a come possono aiutarmi a salvare il mondo.

Buffy: Assolutamente d’accordo. Abbiamo un sacco di cose più eccitanti di cui parlare.

Bella: Ma i ragazzi sono l’ovvio centro emotivo delle nostre vite! Se Edward solo mi guarda storto io vado in coma emotivo per otto giorni! Lui è il mio tutto ed io non posso funzionare come essere umano senza la sua esistenza. Cosa può esserci di più importante del tuo uomo nella tua vita? E cosa può esserci di più difficile da maneggiare, nelle vostre vite?

(attimo di silenzio)

Katniss: Be’, io sono stata presa in questa storia di gare mortali per la “reality tv”, che poi è diventata una ribellione su larga scala contro il leader della mia società totalitaria distopica, nel mentre cercavo di non morire di fame e di provvedere alla mia famiglia.

Hermione: Io ho appena dovuto cancellare me stessa dalla memoria dei miei genitori, ho fatto un viaggio durante il quale i miei due migliori amici ed io siamo stati braccati da una banda di pazzi fascisti che lavoravano alle dipendenze dell’equivalente stregonesco di Hitler. Uno di loro mi ha anche torturata.

Buffy: Io passo ogni singolo giorno della mia vita combattendo contro vampiri malvagi, e salvando costantemente il mondo da demoni, dei irati e dalla Radice Stessa di Tutto il Male. Mia madre è deceduta e mia sorella non può essere definita una persona reale. Tecnicamente sono già morta due volte. Tu, con le tue storie di uomini, porti indietro il movimento delle donne di interi decenni.

Bella: Hmmm… Penso di dover andare in bagno.

(attimo di silenzio)

Katniss: Possiamo fare a meno di invitarla, la prossima volta?

Hermione: Sicuramente.

Buffy: Mi spiace, ragazze. Penso che avremmo dovuto chiamare Ripley, al suo posto. Gli alieni sono molto più divertenti.

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