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Posts Tagged ‘25 aprile’

carla

“Una memoria ha molte altre memorie, attaccate al tronco di un albero come rami scomposti ma pure armoniosi.”

Carla Capponi, 1918-2000, dalla prefazione al suo libro “Con cuore di donna”: partigiana, vice comandante del Gruppo d’Azione Patriottica centrale, Medaglia d’oro al valor militare, due volte eletta al Parlamento nelle liste del PCI, membro del Comitato di presidenza dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) sino alla sua scomparsa.

libro capponi

La memoria è necessaria alla vita come il respiro. Maria G. Di Rienzo

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Liberazione,

guidaci in avanti.

Attraverso le sabbie del tempo e della polvere.

Bella Crow (poeta contemporanea inglese, trad. Maria G. Di Rienzo)

Buon 25 aprile, che (promemoria per ministri) non è la “festa dei comunisti” o una sfida a bandierine, ma il giorno in cui ci siamo liberati dall’infamia del nazifascismo

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Update serale: “(…) se non ti piace il Natale, la cattedrale, Gesù bambino, il crocifisso, torna a casa tua…”. – Salvini, Monreale, 25 aprile 2019.
Quindi, queste sono le nuove “regole” secondo il Ministro dell’Interno.
Il problema è che io sono nata in Italia. E non mi interessano natali, cattedrali, cristo infante o cristo adulto torturato: spesso il loro uso (come in questo caso) non mi piace proprio. Credo sia del tutto legittimo, giacché la mia libera espressione è parte delle garanzie date ai cittadini italiani dalla Costituzione repubblicana.
Sono ancora cittadina italiana? Qual è casa mia? Dove dovrei “tornare”? Se confrontiamo positività e negatività dell’impatto socioculturale mio e di questo tizio, per quanto poco rilevante io sia, credo sarebbe meglio se le valigie le facesse lui.

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Attorno al 1943, quasi metà dei membri della Resistenza italiana al nazifascismo erano donne: 105.000 su 250.000. I numeri ufficiali dicono che in 4.600 furono arrestate, 2.750 deportate nei campi di concentramento tedeschi e 623 giustiziate da fascisti o nazisti. A guerra finita, 17 partigiane ricevettero la medaglia d’oro al valore.

pistoia partigiane

L’Europa occidentale non aveva mai testimoniato in precedenza un coinvolgimento così vasto di donne in un movimento di opposizione al totalitarismo, in special modo trattandosi dell’Italia – un paese profondamente patriarcale in cui ci si aspetta ancor oggi che le donne rispondano a ristretti e inferiori ruoli di genere. Le donne della Resistenza italiana non hanno lottato solo per la democrazia e la pace ma per la loro stessa indipendenza, rompendo tutti gli stereotipi tradizionali e religiosi a cui si chiedeva loro di rispondere.

Oggi è il 25 aprile, la festa della nostra libertà, e io ricordo chi mi ha dato la mia. Maria G. Di Rienzo

“La mia Patria è morta.

L’hanno bruciata

nel fuoco.

Vivo nella mia Matria –

la Parola.”

Rose Ausländer (austriaca, 1901-1988)

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25 aprile

25 aprile 1945: l’Italia è libera dall’occupazione nazista e dal fascismo.

25 aprile 2016: ricordo, celebro e spero che l’Italia si liberi di nuovo. Da cosa, mi state chiedendo?

La liberazione si dà su livelli molteplici. La lotta per la liberazione a livello sociale ha come traguardo l’eguaglianza (cittadinanza, diritti, rispetto) per tutti/e. La nostra liberazione individuale concerne la nostra capacità di esprimere pienamente noi stesse/i, di muoverci nel mondo liberamente con l’aspettativa di essere al sicuro nel farlo, di incontrare altre persone con il cuore aperto e la mente libera dagli stereotipi che la società attuale ci inculca ogni giorno: noi sperimentiamo l’oppressione che la permea in modo diverso sulla base di fattori culturali e identitari, ma la mia liberazione è legata indissolubilmente alla tua, di te che leggi. La tua è legata alla mia ed entrambe sono legate a quella collettiva. Nessuna/o sarà completamente libero sino a che non lo saremo tutte/i.

La liberazione parla di cambiamento. Suggerisce o richiede azione. Non accetta che quel che è ora sarà per sempre. La liberazione fa luce sull’impatto della diseguaglianza, del privilegio, del dominio, del razzismo, dell’omofobia, del sessismo, della misoginia, della violenza intessuta in tutto ciò e ci dice che le cose non devono necessariamente andare così. La liberazione racconta storie di Resistenza e attesta l’ovvio: che una nuova Resistenza è necessaria ora. La liberazione parla di un futuro differente e ci chiede di crearlo. Maria G. Di Rienzo

partigiani venezia

(5 maggio 1945: i partigiani e le partigiane sfilano a Venezia)

P.S. Poiché non sono più giovane, brindo al 25 aprile e a voi tutte/i con una canzone non più giovane anch’essa.

https://www.youtube.com/watch?v=Q2wneBVssPc

Talkin’ Bout a Revolution, Tracy Chapman

Non lo sai

Stanno parlando di una Rivoluzione

Sembra un sussurro

Non lo sai

Stanno parlando di una Rivoluzione

Sembra un sussurro

Mentre fanno la coda per il sussidio

mentre piangono sulla soglia degli eserciti della salvezza

mentre sprecano tempo agli uffici di collocamento

mentre aspettano un miglioramento

La povera gente si ribellerà

e si prenderà la sua parte

La povera gente si ribellerà

e si prenderà ciò che le appartiene

Non lo sai che faresti meglio a correre, correre, correre

Ho detto che dovresti

correre, correre, correre

Sì alla fine la situazione si sta rovesciando

parlando di Rivoluzione

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(“Pensieri di un’infermiera 14enne”, di Anna Swir, detta Swirszczynska, 1909 – 1984. Trad. Maria G. Rienzo. Anna, nata a Varsavia in Polonia, cominciò a lavorare giovanissima per pagarsi gli studi e durante gli anni ’30 le sue prime poesie furono pubblicate. Durante la seconda guerra mondiale si unì alla Resistenza e fece da infermiera per gli insorti dell’esercito polacco durante la Rivolta di Varsavia – 1° agosto / 2 ottobre 1944. Condannata a morte, attese per un’ora la propria esecuzione prima di essere risparmiata. Dopo la guerra, Anna scrisse anche storie e commedie per bambini e diresse un teatro per questi ultimi.)

anna swir

Se tutte le pallottole del mondo

colpissero me,

allora non potrebbero colpire nessun altro.

E fate che io muoia tante volte

quante sono le persone al mondo,

così loro non dovranno morire,

neppure i Tedeschi.

E fate che nessuno sappia

che io sono morta per loro,

così che non siano tristi.

(Oggi è il 25 aprile: felice ricorrenza, Italia. Ricorda sempre da cosa ti sei liberata, in questa data.)

sopravvissuti campi

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