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mattina e sera

Nel 1925 John Scopes, un insegnante di biologia del Tennessee, fu trascinato in tribunale perché insegnava l’evoluzionismo. Il suo principale accusatore creazionista, William Jennings Bryan, si confrontò con l’avvocato di Scopes, Clarence Darrow. Il New York Times definì il dialogo “la scena più incredibile accaduta in un’aula giudiziaria nell’intera storia anglosassone”.

Avvocato Darrow: Lei ha studiato profondamente la Bibbia, non è vero, signor Bryan?

Bryan: Sì, ho studiato la Bibbia per più di cinquant’anni.

Avvocato Darrow: Lei sostiene che ogni cosa scritta nella Bibbia va interpretata letteralmente?

Bryan: Sì, io credo a quel che dice la Bibbia. Credo assolutamente nella Bibbia.

Avvocato Darrow: Lei crede che la storia del diluvio sia letterale?

Bryan: Sì, completamente.

Avvocato Darrow: Quando ci fu il diluvio?

Bryan: Non oserei tentare di fissare una data.

Avvocato Darrow: Be’, cosa ne pensa lei?

Bryan: Io non penso a cose a cui non penso proprio.

Avvocato Darrow: Pensa mai alle cose che pensa proprio?

Bryan: Qualche volta.

Avvocato Darrow: Quando crede che ci fu il diluvio, secondo la Bibbia?

Bryan: Duemila, trecento e quarantotto anni prima di Cristo.

Avvocato Darrow: E tutto quel che non si trovava sull’Arca andò distrutto?

Bryan: I pesci potrebbero essere sopravvissuti. Sapevano nuotare.

Avvocato Darrow: Lei sa che antiche civiltà precedettero di migliaia di anni la sua data biblica?

Bryan: No, non è così. Non avrebbero potuto precederla.

Avvocato Darrow: Ma sa dell’esistenza di civiltà antiche, non è così?

Bryan: Non so quanto antiche siano.

Avvocato Darrow: Ha un’idea di quanto antica è la civiltà egiziana?

Bryan: No.

Avvocato Darrow: Sa quanto è antica la religione cinese?

Bryan: No.

Avvocato Darrow: Sa quanto è antica la religione di Zoroastro?

Bryan: No, signore.

Avvocato Darrow: Ha mai tentato di scoprirlo?

Bryan: No.

Avvocato Darrow: Lei crede che il sole fu creato, letteralmente, il quarto giorno?

Bryan: Sì.

Avvocato Darrow: Allora, secondo la storia che la Bibbia racconta, ci sono state sere e mattine per i primi tre giorni senza sole?

L’umorista Will Rogers, all’epoca, commentò: “Tutte le altre cose su cui William Bryan si sbaglia non provocano grandi danni. Ma ora, quando dice che intende fare della Bibbia una questione politica e inserirla nella Costituzione di questo paese, sta esagerando. Può fare dello stato del Tennessee uno spettacolo, ma non può ridurre ad un carnevale di strada gli interi Stati Uniti.”

Magari fosse una storia confinata al secolo scorso. Magari i William Bryan (leggi: i “fondamentalisti”) di tutto il mondo si limitassero ad essere ridicoli. Hanno le mani talmente immerse nel sangue – soprattutto femminile – da non sapere più quale fosse il loro colore originale. Però in Italia va abbastanza bene, ammettiamolo: il nostro popolo non adora ciecamente qualche libro, in primo luogo perché presenta sintomi allarmanti di analfabetismo di ritorno, in secondo luogo perché preferisce accender candele al Sempre Innocente Nano Priapico o al Megafono Paranoico di Se Stesso.

Lei è nel Movimento dall’inizio, vero, signor Briani?

Sì, adoro Pepsi Crillo da almeno cinquant’anni.

Cioè da quando il suo idolo ne aveva 14? E lei comunque ne ha 42…

Io credo a Pepsi Crillo, credo assolutamente a Pepsi Crillo.

Ma capisce che a causa delle date quel che dice è impossibile?

Basta con il fango giornalisti venduti politici infami tutti a casa basta morite schifosi… (ad libitum)

Lei ha votato Berluscani sin dall’inizio, signor Briani?

Certo, adoro Berluscani sin da quando ha fatto la Resistenza contro il regime comunista.

Mi risulta che il signore di cui parliamo sia nato nel 1936: quindi non può aver partecipato alla Resistenza al regime fascista, signor Briani, perché comunque non c’è mai stato un regime comunista in Italia.

Basta con il fango giornalisti venduti comunisti infami tutti a casa basta morite schifosi… (ad libitum)

Maria G. Di Rienzo

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Fumata rosa

Fumata nera, fumata bianca. Il conclave è finito e il nuovo capo della chiesa cattolica apostolica romana è l’argentino Bergoglio.

Ma come mai in così pochi hanno notato (e meno ancora riportato sui media nazionali) la fumata rosa che si è sparsa sul Vaticano?

pink smoke

Erin Saiz Hanna è la direttrice della Conferenza per l’ordinazione (a sacerdoti) delle donne. La fumata rosa è la protesta che lei ha organizzato: “L’attuale club maschile ha permesso che la nostra chiesa sguazzasse nello scandalo, nell’abuso, nel sessismo e nell’oppressione. I fedeli desiderano disperatamente un leader che sia aperto al dialogo e abbracci i doni della saggezza delle donne ad ogni livello del governo della chiesa.”

Miriam Duignan, coordinatrice per la comunicazione dell’associazione “Le donne possono essere sacerdoti” le fa eco: “La chiesa cattolica dovrebbe essere un luogo salutare e vibrante d’eguaglianza, con sia uomini sia donne chiamati al sacerdozio. Gesù incoraggiò le donne e tentò attivamente di includerle: perciò perché i cardinali, che dovrebbero rappresentare Gesù, insistono nell’escludere attivamente le donne, nel dir loro di starsene quiete? Perché insistono nel criminalizzare chiunque parli in favore delle donne sacerdoti?”

Therese Koturbash, l’ambasciatrice internazionale dell’associazione “Donne Sacerdoti” spiega che: “Il fumo rosa è un segno delle voci di cui noi lamentiamo l’esclusione dal presente conclave. Ci sono già stati tanti cambiamenti nella chiesa: non sarebbe un passo così grande cominciare ad includere le donne.”

Ma come fa notare Katie Halper di Feministing, non è il caso di trattenere il fiato: “Il cardinale Marc Oullet, che era fra i potenziali pontefici, ha già fatto sapere tramite i media canadesi che la questione delle donne nella chiesa è secondaria. Buono a sapersi.” Maria G. Di Rienzo

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Un’altra buona occasione per tacere è andata persa. Peccato. Nel suo messaggio per la “Giornata della Pace”, un noto capo di stato straniero, nonché leader di una delle principali religioni monoteiste mondiali, poteva dire tante cose: una bella e coerente sarebbe stata ad esempio “Fondiamo le armi e facciamone campane che suonino per la pace”, ma ci sarebbe stata bene anche una frase del tipo: “La violenza è un modo inaccettabile di maneggiare qualsiasi conflitto.” Invece, girandoci un po’ intorno per non nominare gli esseri umani, gli individui, le persone contro cui voleva aizzare un po’ di odio e di disprezzo, ha praticamente detto che riconoscere le unioni fra persone omosessuali “costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.”

matrimoni seattle 1

Non servirà ribadire a codesto capo di stato straniero che è “Meglio rimanere in silenzio ed essere presi per stupidi che parlare e togliere ogni dubbio.” (attribuita ad Abraham Lincoln) o che “E’ una grande cosa conoscere la stagione per la parola e la stagione per il silenzio.” (Seneca) neppure, credo, dicendoglielo in… svizzero, una lingua che dovrebbe capire meglio dell’italiano: “Sprechen ist silbern, Schweigen ist golden”. Le sue ragioni non sono dottrinali, sono politiche, come attesta il resto del suo discorso: “Questi principi non sono verità di fede, ne’ sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono iscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. (…) L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa.” Che si traduce come: desidero mi si consideri l’unico depositario della verità e desidero quindi imporre il mio particolare schema di pensiero a tutta l’umanità, compresa quella che non è tenuta ad ascoltarmi quale suo leader religioso.

matrimoni seattle 2

Certo, è sempre possibile che dio ogni tanto gli telefoni, ma non chiama mai me: e la mia ragione non riesce a riconoscere nulla di questo velenoso delirio di onnipotenza come “iscritto nella natura stessa”. Inoltre, voglio seguire i miei stessi consigli, per cui lascerò parlare le immagini (dovute all’abilità e alla gentilezza di Matt Stopera) che corredano questo articolo. Sono alcuni fra i matrimoni celebrati a Seattle, Usa, l’11 dicembre scorso. Nessuna delle bellissime persone fotografate in tale occasione è un’offesa, una ferita o un’ingiustizia. Si vergogni chi pensa il contrario. Maria G. Di Rienzo

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Congratulazioni e scusate se c'è voluto così tanto tempo

Congratulazioni e scusate se c’è voluto così tanto tempo

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Samhain (si pronuncia come “Sah-uin”), e cioè Halloween, è stata per secoli la ricorrenza più importante in buona parte dell’Europa. I diversi popoli che noi designamo come “Celti” marcavano la divisione dell’anno con quattro feste principali e Samhain corrispondeva al nostro Capodanno e all’inizio della stagione invernale. Samhain era allo stesso tempo una fine e un inizio nell’eterno ciclo del tempo, ed era il momento in cui gli spiriti dei morti potevano mischiarsi ai viventi poiché iniziavano il loro viaggio verso l’aldilà proprio in quel giorno. Offerte di cibo e fuochi per guidarli lungo la via erano il modo in cui a Samhain essi erano onorati. Poiché la soglia fra questo mondo e l’altro diventava sottile e permeabile, ogni sorta di essere sovrannaturale (fate, elementali, folletti) poteva essere in giro: a dare benedizioni o a combinare guai, a seconda del trattamento ricevuto dagli umani.

L’Halloween che noi conosciamo, un carnevale pseudo-horror, è il risultato finale delle politiche cui diede inizio Papa Gregorio I nel 601 d.C., quando istruì i suoi missionari a non cancellare le credenze e i costumi delle popolazioni che volevano convertire al cristianesimo. Piuttosto, suggerì il pontefice, usatele: ad esempio, se adorano un albero consacrate l’albero a Cristo. Il nostro santo locale, nel quartiere di Treviso in cui vivo, non doveva essere molto ligio ai dettami papali, infatti sul giornalino della parrocchia si ricorda spesso come il virile S. Bartolomeo facesse abbattere un albero sacro e dopo schernisse i villici chiedendo dov’era finito il loro dio. La narrativa parrocchiale aggiunge che i villici, a bocca aperta di fronte a questo dispiego di potenza cristiana, si convertirono immediatamente. Io ho qualche dubbio sul fatto che la storia sia effettivamente accaduta, e quand’anche fosse così, mi riesce difficile credere che nessuno dei presenti abbia raccolto un ramo dell’albero abbattuto per correre dietro a quel maleducato di Bartolomeo ed insegnargli un po’ di buone maniere…

Comunque, come sistema per diffondere la nuova religione, l’idea di Papa Gregorio si rivelò efficace. Al Natale di Gesù si assegnò arbitrariamente la data del 25 dicembre affinché coincidesse con le celebrazioni del Solstizio di Inverno, la Candelora era in origine una ricorrenza dedicata alla Dea Brigid (che divenne di corsa Santa Brigida), eccetera. Samhain si rivelò però più difficile da assimilare. Nonostante come festività fosse stata rimpiazzata dal Giorno dei Santi, il simbolismo dei fantasmi in viaggio verso l’altro mondo era troppo forte, antico e radicato, e le credenze relative non morirono mai interamente. Nel 9° secolo d.C., la chiesa cattolica ci provò di nuovo e creò il Giorno dei Morti, bollando nel contempo come satanici e infernali il corollario di esseri soprannaturali e le pratiche che si collegavano a Samhain, come le offerte di cibo e le lanterne fatte di frutti e ortaggi scolpiti.

I prelati che al giorno d’oggi lanciano anatemi contro Halloween dovrebbero ricordare che è stata la loro chiesa a crearlo. Tentare di ridefinire usanze precedenti ha avuto l’effetto collaterale di farle continuare a vivere in nuova forma. Anche se chi si vestirà da strega o scheletro il 31 ottobre prossimo non lo sa, anche se i bambini che giocheranno a “scherzetto o dolcetto” con i loro vicini di casa non lo sanno, la loro mascherata risale alla celebrazione di Samhain nei primi secoli del cristianesimo, quando in una sorta di “teatro di strada” si impersonavano gli abitanti dell’altro mondo, divenuti grazie alla nuova religione maligni e diabolici in essenza. E l’effetto collaterale continua nonostante la commercializzazione di questa ricorrenza: Halloween sfida, canzona e pacifica ciò che si teme del buio e della spiritualità, rende l’altro mondo il nostro mondo in una notte trascendente in cui si rovesciano ruoli e possibilità, riafferma che la morte ha il suo posto come parte di un’esistenza e riesce persino a celebrarla magicamente. Se pure gli spiriti dei defunti possono vedere tutto ciò, credo che lungi dal sentirsene dissacrati Halloween strappi loro più di un sorriso. Maria G. Di Rienzo

Come vedete, la notte del 31 ottobre sono impegnata…

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Lo scorso 7 settembre 2012 una scuola femminile è stata fatta saltare in aria nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, Pakistan del nord. Due giorni più tardi, sempre nel nord, alla distanza di circa 160 Km., ne è stata bombardata un’altra. Nel 2011 i “militanti” islamisti (talebani) ne hanno fatte fuori 440, di scuole, in maggioranza femminili. Ma non è che siano dei maleducati: prima ti avvisano. Hanno iniziato a prendere di mira le scuole private, e quasi tutte hanno chiuso i battenti, poi sono passati a quelle statali e quando i responsabili hanno rifiutato di chiuderle le hanno ridotte in macerie. Anche quelle che sono ancora accessibili non hanno più studenti: voi mandereste a scuola le vostre figlie, se c’è un’alta possibilità che tornino a casa in un sacco nero? A volte i militanti si scocciano, sapete, e fanno saltare in aria gli edifici con le bambine ancora dentro (ottobre 2010). Dal nord del Pakistan, grazie a questi signori, stanno fuggendo migliaia di persone: le donne e le bambine, in particolare, stanno scappando disperate. Camminano per giorni interi e finiscono in campi profughi sovraffollati e mancanti di tutto, oppure si uniscono a famiglie di parenti lontani che già fanno la fame.

Prendete nota: queste bambine e queste donne, le bambine e le donne di tutto il mondo, sono la mia religione.

Oggi 17 settembre 2012, in Mali, i militanti islamisti “Ansar Dine” (“I difensori della fede”) hanno distrutto il masuoleo di Cheikh El-Kebir, un santo sufi (quindi musulmano) venerato anche in Algeria, Mauritania e Niger. Due mesi fa avevano vandalizzato altre due tombe nell’antica moschea di Djingareyber a Timbuktu e fatto a pezzi la porta sacra della moschea Sidi Yahya (15° secolo). Costoro hanno dichiarato che tutto quel che non gli garba, eredità culturali del loro paese comprese, è “haram”, proibito.

Prendete ulteriormente nota: questi monumenti, come i loro simili sull’intero pianeta, fanno parte della mia religione.

Ora, che la mia religione sia minoritaria o addirittura sconosciuta non fa nessuna differenza. Nessuno dovrebbe permettersi di insultarla in questo modo, e addirittura versando del sangue, non credete? Altro che film e vignette, cari militanti. Dunque, quali ambasciate devo andare ad assaltare, io? Quelle del Qatar e dell’Arabia Saudita, che con i soldi del loro stramaledetto petrolio stanno finanziando questi ed altri gruppi di fanatici idioti? Fucili, munizioni ed esplosivi non ve li tirano dietro come buoni sconto quando fate la spesa, costano. Che dite, vado ad assalire direttamente le ambasciate del Pakistan e del Mali per la vergognosa ignavia dei loro governi? Forse posso limitarmi a dare di stomaco mentre sento i soliti noti ripetere: “è vero, hanno ucciso, però bisogna capire, è la loro religione, tradizione, cultura… e poi, cavolo, quello che hanno fatto fuori era un bastardo imperialista americano, gli sta bene.”

Allora, come la mettiamo con la mia religione, le mie tradizioni e la mia cultura? Su quelle si può tirare frammenti di tombe violate e cadaveri di bambine come se niente fosse? Ah, dite che è perché non le conoscete? Ecco qua: la mia religione è la vita, le mie tradizioni sono il femminismo e la nonviolenza, la mia cultura sono i diritti umani. Però non sono sorda alle altre fedi; da ciascuna di loro, guarda un po’, ho tirato fuori la stessa regola d’oro:

“La natura umana è buona solo quando non fa a nessun altro ciò che non è buono per sé.” Zoroastrismo, Dadistan-i-Dinik.

“Ciò che è odioso a te, non farlo ad un altro essere umano. Questa è l’intera legge, tutto il resto sono commentari.” Ebraismo, il Talmud.

“Nessuno di voi è un credente sino a che non desidera per il proprio fratello ciò che desidera per sé.”, Islam, gli Hadith.

“Questa è la somma del dovere: non fare agli altri ciò che fatto a te ti causerebbe dolore.” Induismo, il Mahabharata.

“Tutte le cose che vorresti gli altri uomini facessero a te, falle ugualmente a loro: perché ciò dicono la legge e i profeti.” Cristianesimo, il Vangelo di Matteo.

“Non ferire gli altri con quel che darebbe dolore a te.” Buddismo, Udana-Varqa.

Maria G. Di Rienzo

Bimbe pakistane lasciano la scuola bombardata.

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(“Dear God”, di Adel Alhimi, Yemen, 24.7.2012, per http://www.mideastyouth.com – Trad. Maria G. Di Rienzo)

Caro Dio,

ti ho scritto una lettera due anni fa e non hai ancora risposto, perciò o sei indaffarato con altra gente ed altri universi, oppure hai giudicato la mia lettera un immaturo tentativo di attirare la tua attenzione da parte di una delle tue insignificanti creature – o forse non c’era niente di sbagliato nella lettera in sé, è solo che a te non te ne frega un c…o.

In effetti, la vera ragione che potrebbe spiegare la tua indifferenza al mio tentativo di attirare la tua attenzione è che tu non esisti davvero, e che per tutti questi anni io ho perso tempo parlando con la mia stessa ombra.

Oggi ho pranzato con tre decenti amici cristiani in Sudafrica. Sebbene sappiano che io vengo da un paese arabo e musulmano mi hanno invitato ad unirmi alla loro sessione di preghiera dopo il pasto. Ci siamo messi in cerchio tenendoci per mano ed abbiamo pregato ad alta voce, uno dopo l’altro. Mentre ascoltavo le loro preghiere mi chiedevo se c’era qualcuno ad ascoltarle oltre a noi. Ho sorriso ed ho mormorato a me stesso: “Che perdita di tempo, che falsa speranza, che delusione!”

Nella mia mente si è formata l’immagine di milioni di musulmani, hindu, ebrei e di tutti gli altri tipi di fedeli che pregano e pensano ci sia qualcuno ad ascoltare ciò che sussurrano, ognuno credendo di essere in qualche modo speciale, e che il suo gruppo sia stato scelto per essere l’élite. Quella notte, a letto, ho riflettuto su religioni, fedi e dei: sebbene a me appaiano come bugie costruite dagli uomini, mi dicevo, pure hanno i loro vantaggi ed i loro lati positivi. Di colpo mi si sono presentate le immagini di parti di corpi umani smembrate sulla strada, nel mio paese, lo Yemen, e la faccia dell’attentatore suicida responsabile di ciò.

L’immagine successiva era me da bambino che cantavo una canzone antisemitica, piena di odio e disprezzo per gli ebrei. Tra l’altro, sono nato in un vecchio quartiere ebraico a Sanaa ed ho sempre ammirato l’architettura ebraica. E persino da bambino mi facevo questa domanda: perché dovrei odiare qualcuno a priori, per non dire un’intera nazione? Credo che a creare questa immagine abbia contribuito la visita che ho fatto il mese scorso ad una famiglia ebrea e, non occorre dirlo, non avevano ne’ corna ne’ code come mi è stato detto quando ero piccolo.

Ricordo ancora la storia che mi narrò mia madre sugli ebrei e la figlia del Profeta Maometto: ella offrì loro del cibo, ma gli ebrei erano talmente ingrati che defecarono sui piatti e Dio li trasformò in scimmie. All’epoca mi pareva una bella fiaba e sembrava anche spiegare da dove venivano le scimmie. E andava e veniva nella mia mente mentre il mio anfitrione ebreo e sua figlia erano indaffarati a parlarmi e a darmi il benvenuto in casa loro. Allora mi sono chiesto chi ha piantato odio e sfiducia fra le persone.

Tu sai di cosa sto parlando. Sei tu, Dio, la ragione della nostra vita miserabile su questa Terra. Perciò, o non esisti (il che per me ha perfettamente senso) o esisti, ma se esisti sei uno degli esseri più infami che ci siano. Chiedo scusa per l’uso di questo termine inappropriato nel rivolgermi a Te. Tuttavia esso per me descrive accuratamente chiunque abbia reso questo mondo ciò che è, ogni divino potere che ha permesso e consentito questo gioco deprimente, doloroso e senza senso chiamato vita. Oh, e visto che ci siamo: buon Ramadan.

 

Caro Dio, forse Caino e Abele non si sarebbero uccisi così tanto se avessero avuto ognuno la propria stanza. Con me e mio fratello funziona. Larry.”

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