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	<title>Lunanuvola&#039;s Blog</title>
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	<description>Il blog di Maria G. Di Rienzo</description>
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		<title>L&#8217;artista scalza</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 02:10:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Luoghi infranti, persone infrante, promesse infrante. Tutto ciò che è in pezzi fa spazio a nuove possibilità di creare e ri-creare quel luogo senza inganni.” Lily Yeh Lily ridà vita alle cose infrante da 25 anni. Spesso usa frammenti di tegole o mattoni che come per magia diventano speranza, gioia, colore, ed il luogo in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1491&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">“Luoghi infranti, persone infrante, promesse infrante. Tutto ciò che è in pezzi fa spazio a nuove possibilità di creare e ri-creare quel luogo senza inganni.” Lily Yeh</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/lily-yeh-e-lalbero-della-vita.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1492" title="Lily Yeh e l'Albero della Vita" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/lily-yeh-e-lalbero-della-vita.jpg?w=300&#038;h=204" alt="" width="300" height="204" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Lily ridà vita alle cose infrante da 25 anni. Spesso usa frammenti di tegole o mattoni che come per magia diventano speranza, gioia, colore, ed il luogo in pezzi diventa intero, e bello. Nata in Cina nel 1941, cresciuta a Taiwan, emigrata negli Usa negli anni &#8217;60 dello scorso secolo, Lily dice di sé: “Sono fiorita tardi. Ho risposto alla chiamata della mia vita solo quando avevo più di quarant&#8217;anni. Ma la stavo aspettando da molto, molto tempo. Nel 1986 ebbi l&#8217;opportunità di lavorare in un quartiere disastrato nel nord di Filadelfia, trasformando un&#8217;area abbandonata in un parco artistico con l&#8217;aiuto dei residenti locali, in stragrande maggioranza bambini. L&#8217;esperienza è stata una sfida ed è risultata assai profonda, veriteria, genuina. Mi ha condotto in un luogo interiore che non avevo mai visitato prima. Guidata da ciò, ho percepito una grande urgenza di muovermi in avanti. Sembra che, connettendomi a quanto è vero in me stessa, io aiuti altre persone a farlo.”<br />
Con solo un po&#8217; di cazzuole e di energia, la zona piena di detriti ed immondizia lasciò il posto ad un&#8217;oasi di brillanti mosaici e sculture. La vicenda si impresse in modo così forte fra chi vi aveva partecipato da trasformare ulteriormente il parco nel “Village of Arts and Humanities”, un&#8217;organizzazione con base nel vicinato che Lily Yeh contribuì a formare nel 1989. Convinti che l&#8217;arte sia un diritto umano e che gli artisti possano creare le basi per profondi cambiamenti sociali, Lily ed i suoi amici hanno da allora mutato 120 lotti abbandonati in altrettanti parchi e giardini; hanno rinnovato edifici, creato programmi educativi e seminari artistici, lavorato nelle scuole, fondato un teatro della gioventù.<br />
Un tempo pittrice di successo e docente alla University of the Arts di Filadelfia, Lily Yeh divenne da quel momento “un&#8217;artista a piedi scalzi” ed una viaggiatrice instancabile: fondò l&#8217;associazione Barefoot Artists (Artisti scalzi) e si dedicò a rivitalizzare in tutto il mondo quartieri e persone che erano stati “infranti”. “Ho scoperto che quegli spazi spezzati erano le mie tele viventi. Nel mezzo dei frammenti, i nostri cuori cercano la bellezza.”<br />
Lily è andata a crearla assieme ai residenti nello slum di Korogocho in Kenya, in Ghana, Ecuador, Costa d&#8217;Avorio, India, Repubblica della Georgia. Ha contribuito a trasformare un villaggio di sopravvissuti al genocidio del Ruanda in un luogo di serenità e speranza. “Quando vedo distruzione, povertà e crimine all&#8217;interno delle città vedo anche l&#8217;enorme potenziale dell&#8217;essere pronti alla trasformazione ed alla rinascita. Noi stiamo creando dell&#8217;arte che viene dal cuore e perciò riflette il dolore e le sofferenze nelle vite delle persone, ma esprime anche gioia, bellezza ed amore. In questo processo stanno le fondamenta della costruzione di una comunità reale, in cui le persone si riconnettono alle altre, sostenute da un lavoro che ha significato, nutrite dalla cura che si ha gli uni per gli altri, ed infine si esprimono ed educano a ciò i loro figli. Allora, noi testimoniamo il cambiamento sociale in azione.”<br />
In Palestina, ha creato assieme agli abitanti un murales che è stato chiamato “L&#8217;albero della vita palestinese”. In Cina, ha trasformato una scuola per figli di migranti da qualcosa di simile ad una prigione in un luogo luminoso e brillante, creato dalle mani dei bambini che la frequentano.<br />
Ora un documentario, “The Barefoot Artist”, racconta tutto questo, diretto da Glenn Holsten e Daniel Traub. Traccia l&#8217;evoluzione di Lily Yeh come artista, mostra la metodologia che ha creato per costruire comunità usando l&#8217;arte, illustra il suo talento ed il potere del suo lavoro nel toccare vite altrui e infine rivela la sorgente della sua ricerca, il suo viaggio interiore per ricostruire le sue stesse fratture emotive. “Essere un&#8217;artista non riguarda solo il produrre arte. Riguarda il portare alla luce la visione che ti è stata data ed il fare le cose giuste senza risparmiarti.”  Grazie Lily. Maria G. Di Rienzo<br />
Il trailer &#8211; <a href="http://vimeo.com/25461978">http://vimeo.com/25461978</a><br />
Sul film &#8211; <a href="http://www.barefootartistmovie.com">http://www.barefootartistmovie.com</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lunanuvola.wordpress.com/1491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lunanuvola.wordpress.com/1491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lunanuvola.wordpress.com/1491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lunanuvola.wordpress.com/1491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lunanuvola.wordpress.com/1491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lunanuvola.wordpress.com/1491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lunanuvola.wordpress.com/1491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lunanuvola.wordpress.com/1491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lunanuvola.wordpress.com/1491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lunanuvola.wordpress.com/1491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lunanuvola.wordpress.com/1491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lunanuvola.wordpress.com/1491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lunanuvola.wordpress.com/1491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lunanuvola.wordpress.com/1491/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1491&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;alternativa del &#8220;ben vivere&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 05:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lunanuvola</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">(Gabriela De Cicco per AWID intervista l&#8217;economista ecuadoriana Magdalena León di REMTE – Rete delle donne latino-americane per la trasformazione dell&#8217;economia, 20.1.2012, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo)</p>
<p>L&#8217;approccio del “ben vivere” (“buen vivir”, o “sumak kawsay” in Quechua) promuove la vita ed il bilanciamento fra esseri umani ed altri esseri viventi, di modo da coesistere in armonia con la natura. L&#8217;Ecuador, come la Bolivia, ha incluso ii concetto di “ben vivere” nella propria Costituzione ed entrambi i paesi considerano la natura come un&#8217;entità legale portatrice di diritti.</p>
<p>AWID: Per favore, parlaci dei processi che hanno condotto all&#8217;inclusione del “Buen Vivir” nella Costituzione ecuadoriana.</p>
<p>Magdalena León (ML): L&#8217;Assemblea Costituzionale dell&#8217;Ecuador redasse una Costituzione che passò per referendum nel settembre 2008. Creammo un&#8217;Assemblea Costituzionale con ampio mandato al fine di costruire nuove fondamenta per il paese. La nostra sfida era ricreare lo Stato ed avevamo un&#8217;agenda ambiziosa, che intendeva cambiarlo interamente. Fummo in grado di includere il “Buen Vivir” perché provenivamo da una traiettoria che aveva messo in questione non solo il neoliberismo, ma anche il sistema capitalistico nel suo insieme, a livello nazionale e regionale.<br />
Quando pensammo all&#8217;Assemblea Costituente in Ecuador, con un cambiamento radicale al suo orizzonte, esaminammo non solo i saperi che avevamo accumulato noi, ma anche quelli della regione latino-americana, per essere in grado di identificare le istanze chiave che sarebbero state ridefinite da quell&#8217;orizzonte.</p>
<p>AWID: Una volta incluso nella Costituzione, quali furono i passi successivi?</p>
<p>ML: La fase dell&#8217;Assemblea Costituzionale fu un momento straordinario in Ecuador. Venivamo da un periodo di instabilità politica e di tali terribili fallimenti nel maneggio dell&#8217;economia e della politica da parte dei settori tradizionali, che erano perciò completamente screditati e l&#8217;intera società era concentrata sul trovare alternative: così, non fu difficile far passare la nuova Costituzione.<br />
Al momento di decidere la propria agenda come governo, “Alianza País” &#8211; lo spettro di organizzazioni e movimenti ora al potere – si impegnò in un esercizio molto innovativo di costruzione collettiva, aggiungendo altre agende alla propria. Collezionarono proposte e alternative che non erano mai circolate tramite i canali convenzionali prima d&#8217;allora, neppure attraverso quelli della Sinistra, inclusa la diversità sessuale e agende radicali femministe. Ci chiedemmo: guardando con la lente femminista come sarebbe la proposta di ricreare lo Stato? Ed in qualche modo facemmo in modo di imprimere nella Costituzione la visione risultante.</p>
<p>AWID: Che impatto ha avuto la visione femminista sulla nuova Costituzione?</p>
<p>ML: Da un lato, nella parte della Costituzione che si occupa dei diritti umani abbiamo continuità, affermazione ed approfondimento, ma la novità stette nel ridefinire il sistema in cui avremmo vissuto. Abbiamo sostenuto con forza “Buen Vivir”, persino ridefinendo ciò che si identifica come lavoro ed i suoi scopi, nonché le definizioni di “sistema economico” e “regime economico”.<br />
“Buen Vivir” trovò presto un&#8217;eco nella nostra visione femminista, poiché condividiamo la stessa visione della vita e della riproduzione della vita come asse al posto del mercato. Nella precedente Costituzione, il lavoro era inteso come impiego formale, mentre altre attività erano considerate informali. Abbiamo fatto in modo di ridefinire il lavoro, come attività che produce beni e servizi – sia nel mercato sia nella sfera pubblica – allargando lo scopo del diritto al lavoro e dei diritti correlati al lavoro. Tutte le forme di lavoro non pagato sono state riconosciute, e l&#8217;economia di cura è stata prevista in forma diretta o indiretta. L&#8217;economia è stata trasformata in sociale e solidale, considerando i diversi modi di organizzare la produzioni e la proprietà. Nella fase neoliberista le donne non erano invisibili, erano visibili ma legate ad un&#8217;agenda di anti-povertà, non ad un&#8217;agenda di definizioni economiche nel loro insieme. Questo è stato il salto che abbiamo fatto.</p>
<p>AWID: Dopo quasi quattro anni come stanno andando le cose e qual è il ruolo del movimento delle donne?</p>
<p>ML: Prima dell&#8217;Assemblea Costituzionale il movimento delle donne scelse di partecipare al processo trasformativo, usando l&#8217;opportunità per definire dove il paese stava andando e come. Abbiamo usato tutti gli spazi disponibili, ma senza avere abbastanza capacità. Ammetto che ci piacerebbe avere più abilità, più possibilità per produrre proposte fattibili e strumenti per rendere realizzabile questa grande e nuova visione, ma facciamo quel che possiamo in uno spazio di compartecipazione e contributo alle politiche pubbliche. Quel che sta accadendo nel movimento delle donne è simile a ciò che accade ad altri movimenti in periodi di aggiustamento del focus e di riposizionamento. Alcune si stanno ancora attenendo ad agende settoriali e non vedono che la nuova agenda è stata in grado di andare oltre.<br />
La realtà è che il sistema capitalistico è ancora egemonico; settori che rappresentano il potere economico e politico sono stati colpiti, ma ci sono ancora. Il cambiamento non avviene senza contraddizioni e conflitti – e questo è il punto in cui siamo ora. Fino a che grado la Costituzione è stata recepita e implementata? Questa è l&#8217;agenda a lungo termine e dobbiamo avvantaggiarci di questo momento per compiere avanzamenti il più possibile, prima che altre forze ed altri interessi si riprendano.</p>
<p>AWID: Come proposta, il “ben vivere” si applica sia alle zone rurali sia a quelle urbane?</p>
<p>ML: Al Social Forum delle Americhe le nostre compañeras di São Paulo dicevano: “Suona grandioso, ma in che modo funziona in una città come la nostra?” E noi chiedevamo loro: “Non respirate, non consumate acqua e cibo ed energia? In questo modo avete relazione con gli elementi base della vostra vita.” Perché “Buen Vivir” è questo, è il mettere gli elementi base della vita al centro: la loro esistenza, la loro riproduzione, le condizioni in cui sono prodotti e come renderli sostenibili nel tempo. Ciò si applica alla contadina Mapuche che lavora la terra ed alla funzionaria di banca, così come ai loro corrispettivi maschili. Stiamo parlando dei processi della vita, degli elementi della vita e di come sono connessi al lavoro. Questo implica mettere il lavoro come asse portante e ci permette di rimettere in esso le istanze di cura, e le donne.<br />
Le interpretazioni tradizionali vedevano il lavoro di cura come qualcosa di orribile che nessuno voleva fare; storicamente, è stato assegnato alle donne come obbligo. Ma se consideriamo il fatto che tutte le forme di vita hanno bisogno di cura (la vita umana, la natura, l&#8217;acqua, la terra) allora la cura diventa una categoria chiave e non c&#8217;è cura senza lavoro, perciò la nostra comprensione del lavoro cambia, non solo del lavoro non pagato, ma del lavoro in generale. Dobbiamo rivalutare il lavoro in tutte le sue forme e riesaminare come tali forme sono remunerate, nel mentre consideriamo altri modi di bilanciare la distribuzione del lavoro stesso. Allora possiamo ripensare le città, la vita urbana e la vita lavorativa industriale.</p>
<p>AWID: A livello di regione latino-americana come vedi le alternative ai modelli di sviluppo prevalenti? E che cooperazione può fornire l&#8217;Ecuador?</p>
<p>ML: Il recente “Summit di America Latina e Caraibi sull&#8217;Integrazione e lo Sviluppo” ha evidenziato l&#8217;eccezionale momento politico che stiamo vivendo, ma è anche una situazione fragile e potrebbe essere temporanea. Perciò i paesi latino-americani come l&#8217;Ecuador, il Venezuela e la Bolivia hanno il compito di dimostrare che un altro modello è praticabile ed è possibile.<br />
Allo stesso tempo, la profondità dei cambiamenti a livello nazionale è assai dipendente dalle dinamiche regionali che contribuiscono ad un mutamento nella bilancia di potere per renderla più ampia e più globale. Per esempio a livello monetario, finanziario, i nostri dilemmi e problemi non possono essere risolti su base nazionale, ma necessitano di essere risolti su base regionale, e qui è determinante la nuova architettura finanziaria. Perché al di là di quanto indipendenti siamo nei singoli paesi, il grado di dipendenza del nostro sistema finanziario dal sistema economico internazionale pone un limite alle nostre aspirazioni se ci manca il sostegno di un progetto più regionale (o se manchiamo di farne parte), un progetto che generi linee guida e indicazioni su un differente bilanciamento del potere, rendendo i cambiamenti possibili.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lunanuvola.wordpress.com/1488/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lunanuvola.wordpress.com/1488/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lunanuvola.wordpress.com/1488/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lunanuvola.wordpress.com/1488/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lunanuvola.wordpress.com/1488/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lunanuvola.wordpress.com/1488/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lunanuvola.wordpress.com/1488/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lunanuvola.wordpress.com/1488/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lunanuvola.wordpress.com/1488/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lunanuvola.wordpress.com/1488/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lunanuvola.wordpress.com/1488/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lunanuvola.wordpress.com/1488/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lunanuvola.wordpress.com/1488/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lunanuvola.wordpress.com/1488/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1488&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Qualche ragione</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 13:04:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono una femminista perché il cambiamento non avviene senza consapevolezza. Sono una femminista perché sono umana. Sono una femminista perché credo che tutte le persone dovrebbero poter vivere autenticamente e senza paura. Sono una femminista perché credo che l&#8217;apparenza di una donna e lo stato del suo imene non determinino il suo valore. Sono una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1481&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1482" title="Perché 1" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-1.jpg?w=200&#038;h=300" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Sono una femminista perché il cambiamento non avviene senza consapevolezza.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1483" title="Perché 2" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-2.jpg?w=200&#038;h=300" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Sono una femminista perché sono umana.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1484" title="Perché 3" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-3.jpg?w=200&#038;h=300" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Sono una femminista perché credo che tutte le persone dovrebbero poter vivere autenticamente e senza paura.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-5.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1485" title="Perché 5" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-5.jpg?w=200&#038;h=300" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Sono una femminista perché credo che l&#8217;apparenza di una donna e lo stato del suo imene non determinino il suo valore.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1486" title="Perché 4" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-4.jpg?w=200&#038;h=300" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Sono una femminista perché&#8230; non ha senso non esserlo!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lunanuvola.wordpress.com/1481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lunanuvola.wordpress.com/1481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lunanuvola.wordpress.com/1481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lunanuvola.wordpress.com/1481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lunanuvola.wordpress.com/1481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lunanuvola.wordpress.com/1481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lunanuvola.wordpress.com/1481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lunanuvola.wordpress.com/1481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lunanuvola.wordpress.com/1481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lunanuvola.wordpress.com/1481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lunanuvola.wordpress.com/1481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lunanuvola.wordpress.com/1481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lunanuvola.wordpress.com/1481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lunanuvola.wordpress.com/1481/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1481&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">lunanuvola</media:title>
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		<media:content url="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-1.jpg?w=200" medium="image">
			<media:title type="html">Perché 1</media:title>
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		<media:content url="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-2.jpg?w=200" medium="image">
			<media:title type="html">Perché 2</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-3.jpg?w=200" medium="image">
			<media:title type="html">Perché 3</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-5.jpg?w=200" medium="image">
			<media:title type="html">Perché 5</media:title>
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		<media:content url="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/perchc3a9-4.jpg?w=200" medium="image">
			<media:title type="html">Perché 4</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Pensieri delicati</title>
		<link>http://lunanuvola.wordpress.com/2012/01/19/pensieri-delicati/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 00:50:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lunanuvola</dc:creator>
				<category><![CDATA[La femme-nist fatale]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[marge piercy]]></category>
		<category><![CDATA[maternità responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensieri delicati sulla personalità fecondata, di Marge Piercy (2012, trad. Maria G. Di Rienzo) Un embrione è prezioso; una donna è un vaso. Un uovo fecondato è una persona; una donna vi è legata per contratto. Un embrione è sacro sino alla nascita. Dopo, lui o lei si deve arrangiare per i fatti suoi. L&#8217;aborto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1477&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensieri delicati sulla personalità fecondata, di Marge Piercy (2012, trad. Maria G. Di Rienzo)</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/marge-piercy.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1478" title="Marge Piercy" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/marge-piercy.jpg?w=300&#038;h=196" alt="" width="300" height="196" /></a></p>
<p>Un embrione è prezioso;<br />
una donna è un vaso.</p>
<p>Un uovo fecondato è una persona;<br />
una donna vi è legata per contratto.</p>
<p>Un embrione è sacro sino alla nascita.<br />
Dopo, lui o lei si deve arrangiare per i fatti suoi.</p>
<p>L&#8217;aborto è assassinio. Lo stupro,<br />
l&#8217;incesto, sono mezzi verso un fine:</p>
<p>che il prezioso uovo fecondato<br />
sia situato in un corpo consumabile.</p>
<p>Facciamo neonati, e neonati,<br />
e neonati; i bambini sono qualcosa</p>
<p>d&#8217;altro, probabilmente futuri criminali,<br />
probabilmente imbroglieranno sull&#8217;assistenza sociale</p>
<p>quelli che pagano le tasse. Di loro<br />
potete liberamente disporre.</p>
<p>(Marge Piercy ha scritto 17 romanzi e 18 libri di poesia. I suoi lavori sono stati tradotti in 19 lingue &#8211; www.margepiercy.com )</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lunanuvola.wordpress.com/1477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lunanuvola.wordpress.com/1477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lunanuvola.wordpress.com/1477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lunanuvola.wordpress.com/1477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lunanuvola.wordpress.com/1477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lunanuvola.wordpress.com/1477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lunanuvola.wordpress.com/1477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lunanuvola.wordpress.com/1477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lunanuvola.wordpress.com/1477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lunanuvola.wordpress.com/1477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lunanuvola.wordpress.com/1477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lunanuvola.wordpress.com/1477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lunanuvola.wordpress.com/1477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lunanuvola.wordpress.com/1477/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1477&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Marge Piercy</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Il mio nome è Aberash</title>
		<link>http://lunanuvola.wordpress.com/2012/01/17/il-mio-nome-e-aberash/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 23:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lunanuvola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondopoli (giochiamo a)]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[matrimoni forzati]]></category>
		<category><![CDATA[mgf]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il mio nome è Aberash. Ho 13 anni. Non ho avuto l&#8217;opportunità di andare a scuola. La mia famiglia non mi ci ha mai mandata. I miei genitali sono stati mutilati quando avevo 3 anni. Ho continuato a sanguinare per molto tempo, ci è voluto molto prima che guarissi. Il dolore è continuato anche dopo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1474&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/profili.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1475" title="profili" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/profili.jpg?w=244&#038;h=300" alt="" width="244" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">“Il mio nome è Aberash. Ho 13 anni. Non ho avuto l&#8217;opportunità di andare a scuola. La mia famiglia non mi ci ha mai mandata. I miei genitali sono stati mutilati quando avevo 3 anni. Ho continuato a sanguinare per molto tempo, ci è voluto molto prima che guarissi. Il dolore è continuato anche dopo.<br />
I miei genitori mi hanno fatto sposare un uomo di 30 anni quando ne avevo 12. Alla cerimonia io piangevo e mio padre mi ha urlato addosso che macchiavo l&#8217;onore della famiglia. Mi hanno portata a casa di mio marito. Lui mi ha costretta ad avere rapporti sessuali, anche non nel modo usuale, ed io ho cominciato a perdere sangue. Persino una settimana dopo il sangue mi inzuppava i vestiti. Ho mostrato questo ai miei parenti, ma mi hanno detto di tornare da mio marito.”<br />
Ripetutamente stuprata e picchiata dal marito, nonostante le lesioni interne provocate dai rapporti sessuali fossero evidenti; fuggita più volte ed ogni volta costretta a tornare da lui, oggi la 13enne Aberash è la più giovane attivista del suo paese contro le mutilazioni genitali femminili (MGF) ed i matrimoni imposti. Un&#8217;associazione di donne affiliata a Womankind Worldwide &#8211; http://www.womankind.org.uk/ &#8211; l&#8217;ha soccorsa, l&#8217;ha protetta e l&#8217;ha aiutata ad ottenere il divorzio.<br />
Aberash trema ogni volta che racconta la sua storia in pubblico, ma non vuole che quel che è accaduto a lei accada ad altre bambine. Perciò continua a parlare.<br />
Maria G. Di Rienzo<br />
N.B. Le mutilazioni genitali femminili ed i “matrimoni per rapimento” (in cui la “sposa” viene appunto rapita, violentata e poi costretta a sposare il suo stupratore) sono reati in Etiopia del 2005.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lunanuvola.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lunanuvola.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lunanuvola.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lunanuvola.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lunanuvola.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lunanuvola.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lunanuvola.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lunanuvola.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lunanuvola.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lunanuvola.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lunanuvola.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lunanuvola.wordpress.com/1474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lunanuvola.wordpress.com/1474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lunanuvola.wordpress.com/1474/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1474&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">profili</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Palestina: prima le donne</title>
		<link>http://lunanuvola.wordpress.com/2012/01/16/palestina-prima-le-donne/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 02:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lunanuvola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mondopoli (giochiamo a)]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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		<category><![CDATA[nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>

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		<description><![CDATA[(“There are already Palestinian Gandhis — they’re women”, di Yasmina Mrabet per Peace X Peace  http://www.peacexpeace.org/  &#8211; 10.1.2012, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo) Yasmina Mrabet ha intervisto il fotogiornalista israeliano Mati Milstein sul suo attuale progetto, la mostra fotografica “Palestine: Women First” http://vimeo.com/33312186 Yasmina Mrabet: Cosa ti ha spinto a cominciare a riprendere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1470&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">(“There are already Palestinian Gandhis — they’re women”, di Yasmina Mrabet per Peace X Peace  http://www.peacexpeace.org/  &#8211; 10.1.2012, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo)</p>
<p>Yasmina Mrabet ha intervisto il fotogiornalista israeliano Mati Milstein sul suo attuale progetto, la mostra fotografica “Palestine: Women First” http://vimeo.com/33312186</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/palestina.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1471" title="palestina" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/palestina.jpg?w=300&#038;h=300" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
Yasmina Mrabet: Cosa ti ha spinto a cominciare a riprendere le giovani attiviste palestinesi?</p>
<p>Mati Milstein: Ho cominciato a fotografarle durante la Marcia palestinese unitaria del 15 marzo 2011 che chiedeva la riconciliazione fra Fatah e Hamas. All&#8217;epoca, la sola cosa che saltava all&#8217;occhio, a parer mio, era il fatto che “i dimostranti” erano in realtà “le dimostranti”. Non capivo allora chi erano queste donne o perché erano particolari. In genere, gli uomini palestinesi sono da lungo tempo lo standard visivo dell&#8217;attività politica, sia essa diretta contro l&#8217;occupazione israeliana o  a questioni interne. Perciò, vedere donne dare inizio agli slogan, reggere megafoni e dirigere le attività di protesta era per me, come giornalista, inusuale.<br />
Lavoro nella regione da quasi 15 anni e con poche eccezioni il conflitto israeliano-palestinese si iscrive in un paradigma noto ed uno svolgimento di routine: forza contro forza, uomini che reagiscono con violenza alle azioni di altri uomini. Ma a cominciare dalla Marcia del 15 marzo, un gruppo di giovani donne indipendenti ha cominciato ad alterare la dinamica e la natura stessa della lotta palestinese contro l&#8217;occupazione. Durante le manifestazioni di Ramallah, in un incidente che illustra il tentativo di marginalizzarle, queste donne sono state aggredite fisicamente dalle forze di sicurezza dell&#8217;Autorità Palestinese e dai lealisti di Fatah.<br />
Le attiviste hanno preso la decisione consapevole di stare in prima linea contro la diseguaglianza di genere, l&#8217;establishment palestinese e l&#8217;occupazione israeliana. Il tipo di attività che svolgono ha cominciato a sfidare – e in un certo modo ad alterare – sia la lotta contro l&#8217;occupazione sia la natura spesso sciovinista della loro stessa società. Sebbene alcuni villaggi palestinesi proibiscano alle donne di partecipare alle proteste contro le forze di sicurezza israeliane, le donne della “Coalizione del 15 marzo” (come alcuni le hanno chiamate) hanno portato avanti le loro azioni nel piccolo villaggio di Nabi Saleh, nella West Bank, settimana dopo settimana, fronteggiando l&#8217;esercito israeliano che impiegava armi mortali. Non sono indietreggiate ne&#8217; davanti alle molestie sessuali verbali ne&#8217; davanti alla violenza fisica di parte dei soldati; si sono guadagnate il rispetto degli uomini del villaggio ed hanno assunto ruoli centrali nelle attività di protesta.<br />
Dopo aver letto delle analisi critiche sulla copertura fotogiornalistica della Primavera Araba e sul ruolo delle donne nelle dimostrazioni in Medio Oriente, contrarie a quello che io testimoniavo quotidianamente, ho preso la decisione deliberata di descrivere le attiviste fotograficamente per quello che esse sono, non per quello che noi ci aspettiamo, vogliamo o crediamo che siano.</p>
<p>Yasmina Mrabet: Data la preminenza dei valori patriarcali nella società israeliana e in quella palestinese, che tecniche stanno usando le donne per far udire le loro voci? E queste tecniche funzionano?</p>
<p>Mati Milstein: Lo stesso fatto che il ruolo delle donne nell&#8217;attività politica palestinese continua a crescere indica che è stato raggiunto un certo livello di accettazione. Questo gruppo di attiviste in particolare (assieme agli attivisti di sesso maschile che le seguono) si distingue per l&#8217;approccio nonviolento delle azioni. I soldati sono addestrati a contrastare la violenza ed a rispondervi con facilità: e quando il confronto è violento sono generalmente gli uomini che vi danno inizio.<br />
Perciò, quando devono misurarsi con donne che impiegano tecniche strettamente nonviolente, spesso faccia a faccia e a distanza zero, i soldati si trovano in svantaggio dal punto di vista tattico e da quello psicologico. Le donne a volte tentano di trascinarli in conversazioni o dibattiti, li sfidano verbalmente, a volte in modo molto duro. I soldati appaiono emotivamente a disagio e raramente guardano negli occhi le donne: sembrano incapaci di rispondere a nient&#8217;altro che alla violenza. Nelle ultime settimane, hanno deciso di cercare di prevenire il contatto fra le donne e i soldati, di modo che non si trovino faccia a faccia.<br />
La nonviolenza è un principio fondamentale per queste donne ed io le ho viste spendere molte energie durante le manifestazioni per distogliere uomini e ragazzi palestinesi dall&#8217;idea di lanciare sassi alle truppe israeliane. A mio parere, sentono che il farlo minerebbe la loro strategia nonviolenta e potrebbe creare una sorta di “legittimazione” facilitando la risposta violenta da parte dell&#8217;esercito. L&#8217;esercito israeliano ha da tempo formulato un responso standard agli uomini che lanciano pietre, ma in questo momento non sa cosa fare quando si trova davanti donne nonviolente, forti, che parlano.</p>
<p>YM: Le donne israeliane partecipano al fianco delle palestinesi in alcune di queste manifestazioni?</p>
<p>MM: Nelle proteste della West Bank contro l&#8217;occupazione le donne israeliane sono assieme a quelle palestinesi. I sostenitori israeliani – siano donne o uomini – ricevono un caldo benvenuto dai palestinesi in questo tipo di azioni, perché esse sono viste non come “co-esistenza” ma piuttosto come “co-resistenza”. La differenza principale è che la coesistenza viene percepita come una normalizzazione del conflitto la quale, nel mentre dimostra che alcuni israeliani ed alcuni palestinesi possono essere buoni e giocare insieme, mantiene semplicemente lo status quo dell&#8217;occupazione e le attuali dinamiche di potere. In sintesi, i programmi di coesistenza sono percepiti da chi vi si oppone come strutture che mantengono e sostengono l&#8217;occupazione. La co-resistenza, d&#8217;altro canto, per come io la comprendo, è un approccio che non mira solo al termine dell&#8217;occupazione israeliana ed all&#8217;assicurare giustizia al popolo palestinese, ma cerca anche nel frattempo di alterare l&#8217;intera dinamica e la narrativa comunemente accettate del conflitto, e cioè la prevalente dicotomia “noi contro di loro”.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/erez-checkpoint.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1472" title="Erez Checkpoint" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/erez-checkpoint.jpg?w=300&#038;h=219" alt="" width="300" height="219" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p>YM: Se c&#8217;è una cosa che vorresti mostrare al mondo del movimento delle donne palestinesi, qual è?</p>
<p>MM: Ci sono due fotografie in particolare, del progetto, che vorrei menzionare perché credo illustrino precisamente la realtà delle attiviste palestinesi. Una ritrae un&#8217;attivista durante la Marcia del 15 marzo. Sta su un balcone di un edificio nel centro di Ramallah e guarda la folla in basso. Tiene in mano la sua bandiera nazionale arrotolata ed ha come cornice un poster gigante: è circondata da figure politiche maschili gigantesche, che la fanno sembrare più piccola. L&#8217;apertura nel poster ha contorni irregolari, perché la donna ha dovuto usare attrezzi di fortuna per improvvisare un varco ed aprirsi una via attraverso la barriera: semplicemente per vedere e per essere vista.<br />
La seconda ritrae la testa di una donna che partecipa ad una dimostrazione contro i soldati israeliani a Nabi Saleh. Il capo ed il volto sono coperti da un brillante tessuto giallo, ma lo smalto sulle unghie, l&#8217;anello ed i lunghi capelli indicano che è una donna. E&#8217; una persona che non si sta coprendo la testa e il viso per principi religiosi o pressioni sociali: invece, ha deliberatamente scelto di mettersi in questa situazione con la faccia coperta non per nascondere il suo profilo pubblico, ma per proteggersi dal gas lacrimogeno e partecipare direttamente ad un&#8217;azione politica in una maniera che sfida contemporaneamente gli uomini israeliani e quelli palestinesi coinvolti nella sua oppressione.<br />
Molti, in Israele e altrove, lamentano quella che credono essere un&#8217;assenza, l&#8217;assenza del “Gandhi palestinese” che altruista e nobile, senza usare violenza, liberi il popolo palestinese dai guai in cui si trova, guai per cui viene anche ritenuto responsabile. Tuttavia, io vorrei contestare questa visione. C&#8217;è già un Gandhi palestinese, anzi, ce ne sono molti (o meglio, molte). Queste attiviste palestinesi rischiano vita e libertà per assicurare giustizia alla loro gente. Condannano l&#8217;uso della violenza e cercano soluzioni creative. Invece di impegnarsi in azioni che rinforzano la violenza ed un ingiusto status quo, con il loro esempio personale dimostrano che c&#8217;è una via verso la giustizia e l&#8217;eguaglianza non solo per il popolo palestinese nel suo insieme, ma anche per le donne palestinesi.</p>
<p>YM: Qual è il tuo approccio al progetto della mostra, come uomo israeliano?</p>
<p>MM: E&#8217; importante per me sottolineare che non intendo certamente parlare a nome di chi organizza queste azioni. In effetti, andrebbe contro le mie intenzioni e non è compito mio comunque il farlo. Tutto quel che ho detto si basa su ciò che ho visto e sulle mie riflessioni al proposito durante il tempo che ho passato con queste donne.<br />
Sono un osservatore esterno e di fatto impersono – come uomo israeliano – ciò che molti e molte percepiscono come nemico archetipale. Sono ben conscio del fardello che comporta l&#8217;essere un occupante che documenta l&#8217;occupazione. Non c&#8217;è nulla che io possa fare per eliminare tale fardello, ne&#8217; posso far finta che non esista: ma posso agire con sensibilità e accortezza al fine di tenere nel conto questa dinamica di potere nel corso del mio lavoro.<br />
Sono arrivato a concepire questo progetto durante un periodo di estrema frustrazione verso la società in cui vivo e la stagnazione in cui una nazione controlla e detta i termini dell&#8217;esistenza di un&#8217;altra. Sempre durante questo periodo sono arrivato a conoscere personalmente gli individui che dovevano essere miei “nemici”. Mi sento rinato grazie a ciò che ho testimoniato mentre lavoravo al progetto della mostra. Mi sento molto fortunato, perché le donne mi hanno permesso gentilmente di documentare le loro azioni e mi hanno aiutato a capire il loro approccio alla nostra realtà congiunta. Sono stato costretto a rivalutare – in buona parte grazie a ciò &#8211; la mia percezione al proposito. Il mio mondo è irrevocabilmente cambiato.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lunanuvola.wordpress.com/1470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lunanuvola.wordpress.com/1470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lunanuvola.wordpress.com/1470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lunanuvola.wordpress.com/1470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lunanuvola.wordpress.com/1470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lunanuvola.wordpress.com/1470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lunanuvola.wordpress.com/1470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lunanuvola.wordpress.com/1470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lunanuvola.wordpress.com/1470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lunanuvola.wordpress.com/1470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lunanuvola.wordpress.com/1470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lunanuvola.wordpress.com/1470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lunanuvola.wordpress.com/1470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lunanuvola.wordpress.com/1470/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1470&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un milione di &#8220;no&#8221; &#8211; in parole e musica</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 02:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lunanuvola</dc:creator>
				<category><![CDATA[La femme-nist fatale]]></category>
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		<description><![CDATA[Donne ed uomini si stanno mobilitando, in Pakistan, per una campagna che intende raccogliere un milione di firme entro il prossimo febbraio. Tengono incontri nelle scuole, fanno volontariato, chiedono nuove leggi, raccolgono fondi: per affrontare quell’emergenza dei diritti umani che è la violenza contro le donne e che si concretizza di volta in volta come [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1467&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Donne ed uomini si stanno mobilitando, in Pakistan, per una campagna che intende raccogliere un milione di firme entro il prossimo febbraio. Tengono incontri nelle scuole, fanno volontariato, chiedono nuove leggi, raccolgono fondi: per affrontare quell’emergenza dei diritti umani che è la violenza contro le donne e che si concretizza di volta in volta come stupro, delitto “d’onore”, traffico di esseri umani, violenza domestica, uso di bambine come “compenso” per pacificare una lite o pagare un debito, attacchi con l’acido, eccetera. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">La campagna è stata lanciata durante gli ultimi “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” (novembre-dicembre 2011) ed ha una propria colonna sonora. La canzone “Socha Kabhi naa” chiama infatti gli uomini del paese a denunciare la violenza di genere in tutte le sue forme e ad ascoltare le donne. Trasmessa da 17 canali televisivi, la canzone ha ormai raggiunto centinaia di migliaia di persone. La interpretano, fra gli altri, due noti cantanti pakistani, Nouman Javaid e Khawar Jawad e potete ascoltarla su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZbwRet2j92Q">http://www.youtube.com/watch?v=ZbwRet2j92Q</a></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p style="text-align:center;" align="JUSTIFY"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/khawar-jawad-e-nouman-javaid.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1468" title="Khawar-Jawad-e-Nouman-Javaid" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/khawar-jawad-e-nouman-javaid.jpg?w=300&#038;h=174" alt="" width="300" height="174" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Mentre tentate di impararla a memoria (o fate “la-la-la”, che va bene lo stesso), leggetevi questa poesia della femminista pakistana Attiya Dawood. E poi non dite che non ho tentato di farvi cominciare bene un venerdì 13&#8230; Maria G. Di Rienzo</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size:small;">I confini dell’amore</span></strong></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Che tu mi ami, non v’è dubbio.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Hai promesso di provvedere per me</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">il mio pane quotidiano, abiti, un tetto sopra la testa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">In cambio hai in pegno la mia vita.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Mi hai dato tutta la libertà che può essere confinata</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">all’interno del paradiso domestico,</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">ma mi hai proibito di andare nella direzione</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">in cui l’albero del pensiero </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">porta i frutti della conoscenza.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Il sole arriva ogni mattina</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">a spronarmi a fare un passo avanti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Ho assaggiato il frutto ed oggi sono senza catene,</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">nel tuo paradiso mi sento soffocare,</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">voglio la libertà di prendere le mie decisioni.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Il frutto del pensiero mi ha dato il potere:</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">pane, abiti e casa non sono stelle nel cielo</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">che solo tu puoi raggiungere </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">ed io non posso mai toccare.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Tradizioni. Leggi e fedi&#8230;</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Non farne montagne,</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">tenendo per mano i miei pensieri</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">posso scalare anche loro.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Che tu mi ami, non v’è dubbio.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Ma non trasformare quest’amore in un anello da schiavi</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">per spegnermi.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Sì, anche tu mangi il frutto della conoscenza</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">dall’albero del pensiero.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:small;">Sia quindi il nostro amore fatto di fiori e fragranza.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lunanuvola.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lunanuvola.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lunanuvola.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lunanuvola.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lunanuvola.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lunanuvola.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lunanuvola.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lunanuvola.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lunanuvola.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lunanuvola.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lunanuvola.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lunanuvola.wordpress.com/1467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lunanuvola.wordpress.com/1467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lunanuvola.wordpress.com/1467/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1467&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Coraggiosa dolcezza</title>
		<link>http://lunanuvola.wordpress.com/2012/01/11/coraggiosa-dolcezza/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lunanuvola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
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		<description><![CDATA[“Sono un’artista che canta le proprie poesie, scrivo e dipingo il mondo così come lo vedo. Essendo una femminista da vent’anni sono impegnata nel produrre cambiamenti nelle vite delle donne, lavorando per giungere al giorno in cui abbracceremo le differenze in ogni altro individuo. Perseguo il cambiamento attraverso il dialogo, l’apprendere, il condividere, il diventare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1462&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">“Sono un’artista che canta le proprie poesie, scrivo e dipingo il mondo così come lo vedo. Essendo una femminista da vent’anni sono impegnata nel produrre cambiamenti nelle vite delle donne, lavorando per giungere al giorno in cui abbracceremo le differenze in ogni altro individuo. Perseguo il cambiamento attraverso il dialogo, l’apprendere, il condividere, il diventare di nuovo umani. Sono appassionata di istanze politiche, sociali e di genere; dei diritti delle donne e della lotta all’omofobia.” Paula Obe</p>
<p align="JUSTIFY">
<p style="text-align:center;" align="JUSTIFY"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/paula-obe.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1463" title="paula obe" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/paula-obe.jpeg?w=193&#038;h=300" alt="" width="193" height="300" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Questo è il ritmo della condivisione</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>che vuole piegarsi</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>e sussurrare alcune cose dolci</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>nel profondo della tua mente.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Ma non è sempre la tua mente</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>che cattura questa direzione.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>A volte è il tuo cuore</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>a volte è la tua anima</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>a volte è la dolcezza</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>dal sapore così temerario:</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>come miele sulla mia lingua,</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>come acqua quando ho sete</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>nel sole di mezzogiorno.</em></p>
<p align="JUSTIFY">(tratto dal poema “Sweetness”, Paula Obe, 1999)</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Paula è nata a Trinidad e Tobago il 15 febbraio 1969. Ha al suo attivo libri di poesia (fra cui “Passages”, 1999 e “Walking a Thin Line”, 2001) e cd di poesia (“Afterbirth”, “Not so Soft”). Si è esibita con la sua chitarra e la sua voce, oltre che nel suo paese, in Canada, Barbados, Venezuela, Repubblica dominicana, Guyana. Assieme ad un’altra poeta, Annessa Baksh, ha creato la “Fishink Press”, casa editrice e di produzione che promuove le artiste di Trinidad e Tobago.</p>
<p align="JUSTIFY">Potete ascoltarla su: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9tSbWds4his">http://www.youtube.com/watch?v=9tSbWds4his</a></p>
<p align="JUSTIFY">O cercare la sua pagina da musicista su MySpace.</p>
<p align="JUSTIFY">Maria G. Di Rienzo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lunanuvola.wordpress.com/1462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lunanuvola.wordpress.com/1462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lunanuvola.wordpress.com/1462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lunanuvola.wordpress.com/1462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lunanuvola.wordpress.com/1462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lunanuvola.wordpress.com/1462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lunanuvola.wordpress.com/1462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lunanuvola.wordpress.com/1462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lunanuvola.wordpress.com/1462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lunanuvola.wordpress.com/1462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lunanuvola.wordpress.com/1462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lunanuvola.wordpress.com/1462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lunanuvola.wordpress.com/1462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lunanuvola.wordpress.com/1462/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1462&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un silenzio ipocrita</title>
		<link>http://lunanuvola.wordpress.com/2012/01/10/un-silenzio-ipocrita/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 15:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lunanuvola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondopoli (giochiamo a)]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[(trascrizione di parte del programma radiofonico di approfondimento giornalistico “Tell me more”, trasmesso da National Public Radio il 3 gennaio 2012. Trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo) MICHEL MARTIN, conduttore: In Somalia, siccità e carestia hanno ormai ucciso migliaia di persone e ne hanno forzate assai di più nei campi profughi. Questa tragica vicenda [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lunanuvola.wordpress.com&amp;blog=11124450&amp;post=1459&amp;subd=lunanuvola&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">(trascrizione di parte del programma radiofonico di approfondimento giornalistico “Tell me more”, trasmesso da National Public Radio il 3 gennaio 2012. Trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo)</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">MICHEL MARTIN, conduttore: In Somalia, siccità e carestia hanno ormai ucciso migliaia di persone e ne hanno forzate assai di più nei campi profughi. Questa tragica vicenda è almeno coperta dai media internazionali: molto meno conosciuta è invece l’estensione delle aggressioni sessuali che una situazione caotica senza leggi sta favorendo. Sebbene sia difficile confermare il numero degli episodi di violenza, i rapporti indicano che vi è stato un drammatico incremento di stupri di donne e bambine somale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">Al di là delle ingiurie fisiche, come potete immaginare, le conseguenze psicologiche e sociali per le vittime possono essere devastanti. Per saperne di più, abbiamo interpellato Jeffrey Gettleman, responsabile dell’Ufficio per l’Africa dell’Est del New York Times. Di recente, Gettleman ha scritto di questo ed è ora al telefono con noi da Nairobi, in Kenya. Jeffrey, ci fa piacere averti di nuovo con noi, buon anno.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">JEFFREY GETTLEMAN: Buon anno anche a tutti voi.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">MARTIN: Prima di iniziare, ovviamente, ricordiamo che questa è una storia che tratta di violenza sessuale contro le donne, perciò è disturbante e può non essere adatta all’ascolto di tutti. Jeffrey, parlavamo proprio di questo, prima. Immagino che sia difficile sconcertarti a questo punto, dopo così tanti anni da corrispondente, ma tu mi dicevi che in effetti hai trovato sconcertante questa storia, per la sua vastità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">GETTLEMAN: Sì, e sono anche assai frustrato dal fatto che non si faccia granché al proposito. Ho scritto di abusi dei diritti umani e di atrocità dal Sudan, dal Congo e dal Kenya, e dalla Somalia, ma di solito c’è una reazione. Ciò che è veramente disturbante, in questa storia, è che ci sono migliaia di donne che sono state vittimizzate in modi orripilanti. Ragazze seppellite nel terreno e lapidate a morte. Ragazze stuprate di fronte ai fratelli più piccoli. Queste cose stanno accadendo, capisci, attraverso tutta la Somalia del sud e non c’è nessuno che lavora per fermarle, e per aiutare le donne a riprendersi dalle violenze subite.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">MARTIN: Cosa sappiamo effettivamente delle persone che attaccano le donne? Qual è il motivo dell’aumento di queste aggressioni sadiche?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">GETTLEMAN: Ci sono alcune cose&#8230; la prima è la carestia. La carestia ha causato una massiccia migrazione in Somalia. Stiamo parlando di centinaia di migliaia di persone senza cibo che hanno abbandonato i loro villaggi ed hanno attraversato montagne per cercare aiuto in Kenya o Etiopia, oppure sono finite nei campi profughi interni al paese.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">Spesso il numero di donne, nei gruppi di profughi, è sproporzionatamente alto. Gli uomini restano indietro a guardia delle piccole proprietà delle famiglie, o sono coinvolti direttamente nei conflitti, e questo è quel che accade in Somalia. Per cui, la maggioranza delle persone che arrivano ai campi profughi sono donne, donne sole, spesso donne giovani. E chiunque abbia un’arma si sente in diritto di abusare di loro, come abbiamo visto.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">Poi, c’è soprattutto la questione del gruppo islamico Shabaab. Costoro controllano vaste zone della Somalia del sud. Dicono che stanno tentando di implementare una forma “severa” dell’islamismo wahabita. Hanno proibito la musica occidentale, gli abiti occidentali, stanno dando problemi alle donne che indossano reggiseni. <strong>Ed hanno dato inizio a questa faccenda dei “matrimoni temporanei”, in cui chiedono alle famiglie di consegnare loro ragazzine affinché diventino le “mogli” dei loro combattenti o comandanti, ma in sostanza si tratta di stupro. Le ragazze sono trattate in modo orribile per un paio di settimane e poi scaricate.</strong> Le persone con cui ho parlato dicevano che ci sono centinaia, se non forse migliaia, di casi del genere.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">MARTIN: Quando di recente sei stato a Mogadiscio, capitale della Somalia, hai parlato con una ragazza la cui amica ha fatto resistenza ad un matrimonio forzato di questo tipo con un comandante di Al-Shabaab. Vorresti condividere la storia? Sottolineo di nuovo che si tratta di cose difficili da ascoltare.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">GETTLEMAN: Sì. E’ una storia terribile. La ragazza che ho incontrato a Mogadiscio ha 17 anni. Aveva quest’amica del cuore con cui passava molto tempo, crescevano entrambe fuori dalla capitale e condividevano i loro sogni per il futuro. Una mattina, la ragazza con cui ho parlato uscì di casa e vide che una gran folla si era radunata nel villaggio: la sua amica era seppellita nel terreno sino al collo e i militanti di Shabaab dicevano che era un’adultera, una criminale e cose del genere, per le quali non c’era alcun riscontro. Comunque, la lapidarono tirandole in testa sassi della dimensione di una palla da softball, uno dopo l’altro, sino ad ucciderla. Ma quel che la ragazza aveva fatto in realtà era stato il rifiutare di essere consegnata ad un comandante Shabaab, e per questo è stata lapidata a morte.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">MARTIN: E poi, mi dicevi, si vendicarono anche sull’amica&#8230;</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">GETTLEMAN: A lei dissero: “La prossima sei tu”. Qualche mese dopo tornarono in cinque e fecero a turno a stuprarla nella sua capanna, con un sacco di bambini attorno, capisci, che la sentivano urlare. Il problema è che i militanti di Shabaab hanno davvero imposto un regno del terrore nelle aree che controllano, e la gente è troppo spaventata per contrastarli.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">MARTIN: All’inizio della nostra conversazione dicevi che trovavi frustrante che nessuno si stia accorgendo di quel che accade. Quando hai intervistato quel che esiste ancora del governo somalo, quali sono state le loro risposte?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">GETTLEMAN: Il governo somalo sembra essere in uno stato di negazione psicologica. Ci sono denunce di stupri commessi anche dai loro soldati. C’è questa situazione in cui tutte queste donne arrivano in campi profughi sovraffollati e senza legge, e là ci sono le milizie del governo, milizie mercenarie, milizie Shabaab: e tutti, da quello che mi è stato detto, sono colpevoli di violenze sessuali.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"><strong>La cosa sorprendente è che numerosi ufficiali delle Nazioni Unite, che hanno informazioni su questo problema, non hanno voluto parlare con me adducendo come ragioni che si tratta di un “tema sensibile” e che temevano di porsi come antagonisti verso gli Shabaab o di dar loro una ragione per non lavorare con le agenzie NU.</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">Quando finalmente ne ho trovati un paio disposti a parlare con me, avevano un sacco di informazioni, avevano ricevuto le stesse denunce che io conoscevo. Insomma, quel che sta accadendo non è un segreto.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">MARTIN: Detesto metterti nella posizione di far predizioni, ma voglio chiedertelo: cosa pensi succederà nei prossimi mesi, ora che hai esposto la situazione? C’è qualcosa che la comunità internazionale può fare?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">GETTLEMAN: Certamente. E’ un’ottima domanda. Ho già ricevuto messaggi da persone che lavorano per le Nazioni Unite e vogliono essere maggiormente coinvolte nella questione, per cui penso che ci sarà un po’ più di impegno in futuro. Ci sono alcune piccole organizzazioni che stanno aiutando le donne. Una si chiama “Sister Somalia”, il loro sito è <a href="http://www.sistersomalia.org/">www.SisterSomalia.org</a></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">Provvedono fondi ad un’organizzazione sorella a Mogadiscio che fornisce alle donne vittime di violenza cure mediche e consulenza, e stanno tentando di approntare dei rifugi in cui le donne possano essere al sicuro. E penso che sarà d’aiuto il fatto che più gente ne parla, che più il tempo passa e più il silenzio viene infranto. Ma detto questo, bisogna dire che la Somalia è un posto molto pericoloso anche per le operazioni umanitarie, e che si tratti di cibo, di cure mediche o di istruzione ci sono enormi restrizioni.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">MARTIN: Jeffrey, grazie mille per essere stato con noi. Spero che ci terrai informati sugli sviluppi di questa importante vicenda.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;">GETTLEMAN: Sempre lieto di essere d’aiuto.</span></p>
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		<title>Sono nata per essere eguale</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 02:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lunanuvola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[donne]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;" align="JUSTIFY"><a href="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/sono-umane.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1457" title="sono umane" src="http://lunanuvola.files.wordpress.com/2012/01/sono-umane.jpg?w=300&#038;h=66" alt="" width="300" height="66" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">La gente mi dice spesso che non andrò più lontana della mia cucina. Io rispondo che cambierò la loro percezione, mostrando loro che posso fare anch’io quel che gli uomini fanno. Loro mi ridono dietro. Io non rido mai di loro, semplicemente faccio proprio quel che un uomo fa. Loro dicono che agisco come un maschio. Io rispondo che resto una femmina.</p>
<p align="JUSTIFY">La gente mi dice che una ragazza che viene da una famiglia povera, come me, non deve nemmeno sognare di avere un alto grado di istruzione, perché è solo una perdita di tempo. Portano ad esempio mia sorella maggiore, che ha lasciato la scuola in quarta elementare, o la mia seconda sorella che ha fallito l’esame delle medie ed è finita ad aiutare mia madre nei suoi piccoli commerci. Mi chiedono cosa sto combinando, e perché non capisco che una ragazza non ha altro futuro che l’essere una casalinga. Io rispondo che non abbandonerò gli studi perché sono una femmina.</p>
<p align="JUSTIFY">Mia madre, analfabeta, mi ha insegnato a suo tempo tutte le regole da seguire per essere una “brava ragazza”. Non devo parlare o ridere a voce alta. Se rido, i miei denti non devono mostrarsi. Il mio camminare non deve essere udito. Non devo fare domande, ma ascoltare.</p>
<p align="JUSTIFY">Le ho chiesto perché. Lei ha risposto che questa è la tradizione. “Gli uomini devono fare anche loro così?”, ho chiesto ancora io. Mia madre ha detto di no. Io ho replicato che non avrei seguito una tradizione che mi rendeva diseguale. Lei a momenti sveniva.</p>
<p align="JUSTIFY">Quando ho vinto una borsa di studio per andare a scuola all’estero, i miei genitori non volevano che partissi. Ho detto loro che era necessario per me andare, per operare cambiamenti. Mia madre mi ha chiesto perché dovevo operare cambiamenti. “Perché sono una ragazza.”, le ho risposto. Sono partita. Lei piangeva.</p>
<p align="JUSTIFY">Sono tornata a casa per un progetto estivo, ed ho tenuto una conferenza sull’essere una leader di sesso femminile. Ho parlato di come dovrebbero essere trattate le donne, e di cosa la “tradizione” significa veramente. A molti uomini il discorso non è piaciuto. Ma la sapete una cosa? Parecchi sono tornati a casa ed hanno detto alle figlie: “Va’ a scuola, tesoro, ci penso io ai piatti.”</p>
<p align="JUSTIFY">Mamma, vorrei tu potessi capire che sono nata per essere eguale.</p>
<p align="JUSTIFY">E voi tutti: una ragazza è pure un essere umano, perché non dovrebbe essere trattata allo stesso modo?</p>
<p align="JUSTIFY">Saren Keang, Cambogia (trad. Maria G. Di Rienzo)</p>
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